Vita da pendolare

Dal 3 Febbraio la mia vita è cambiata. Continuo per il momento a vivere a Ferrara, dove negli ultimi 14 anni ho gestito una libreria, ma tutti i giorni mi sposto, sempre per lavoro, a Venezia Marghera. Il tempo per seguire e curare questa pagina è poco e tutti i progetti, che avevo, sono andati all’aria.

Mi auguro al più presto di trovare casa e riprendere la mia normale attività anche on-line. So benissimo che questo non è un blog da influencer, ma una sorta di autoterapia che mi aiuta a capire i cambiamenti in atto in me nel corso negli anni. Come sono cambiato io, i miei gusti, le mie letture, le mie risposte agli eventi e alle sollecitazioni esterne.

lettera aperta a chi, come me lavora, in libreria

LETTERA APERTA A CHI LAVORA IN LIBRERIA

Stò pensando a quanto vero e “profetico” fu un articolo di su un vecchissimo numero de Mucchio Selvaggio all’interno di una rubrica, dove si raccontava la vita di libreria vista dal punto di vista di un libraio. Franco, il libraio, diceva, giustamente, che I Librai si sono sempre considerati “operatori culturali” e non semplici venditori di un prodotto. Se fossimo operatori culturali i libri li scriveremo … al limite li criticheremo … certamente non li e-leggeremo.
In fondo il nostro inquadramento sindacale è pari a chi vende Baccalà, mortadella e mutande. Consigliamo Libri come si consigliano mutande e camiciole e come il macellaio conoscendo i suoi clienti e i tagli di carne propone e consiglia ad ognuno quello che ritiene il migliore per ogni esigenza. Dove stà la differenza ? e allora smettiamo di tirarcela cari colleghi.

LETTERA APERTA A CHI LAVORA IN LIBRERIA II – IL RITORNO

Annie Ernaux del suo libro IL POSTO (edito dalla Casa Editrice L’Orma) tratta di un argomento importante a pagina 49 e lo fa parlando del padre e di una delle sue FISSE.

La prima funzione del lavoro DEVE essere quella di migliorare la qualità della vita della comunità. Prima ancora della redistribuzione della ricchezza SOLDI (attraverso il pagamento di stipendi e tasse) la ricchezza che deve essere distribuita deve essere quella della conoscenza, della esperienza, insomma cari colleghi noi dobbiamo fare in modo che al di là dell’inquadramento sindacale dobbiamo mirare ad essere SOCIALMENTE UTILI e a cercare di migliorare anche se per poco la vita a chi si fida di no

Schiavi di un Dio minore – Arduino Lipperini

coverUn lavoratore che non ha diritti o che gli vengono negati quanto è diverso da uno schiavo ?
In un mondo dove la cultura o un lavoro intellettuale sono considerati inutili e in un mondo dove efficenza e velocità vanno di pari a passo a stipendi da fame e negazione dei diritti è un mondo civile ?
In un mondo dove i clienti stessi diventano complici (involontari e inconsapevoli) degli sfruttatori come può dirsi giusto ? A cosa pensavate servissero i siti tipo TripAdvisor se non a controllare l’efficenza dei dipendenti, oppure le recensione sulla soddisfazione su AMAZON e similia ?

TERZA DI COPERTINA
Scritto a quattro mani da Giovanni Arduino, scrittore, traduttore, consulente editoriale e script doctor, e la giornalista e scrittrice Loredana Lipperini, il volume svela al lettore tutte le sacche in cui si annida la schiavitù all’epoca della sharing economy, delle start up trionfanti e di una tecnologia sempre più pervasiva e imperante dove non è tutto oro ciò che luccica.

La si legge nell’elevatissimo tasso di suicidi che colpisce le aziende asiatiche che assemblano gli smartphone e i tablet di cui ormai non possiamo più fare a meno, o nella ridottissima paga oraria delle operaie cinesi o bengalesi che producono i vestiti super economici che facciamo a gara a comprare. Come spiegare altrimenti l’abbattimento dei prezzi ottenuto senza intaccare gli stratosferici guadagni delle multinazionali, se non con il sacrificio dei diritti e a volte della vita stessa dei lavoratori?

Ma non si parla solo di terzo mondo. Anche nelle nostre città e campagne si moltiplicano le storie di schiavismo quotidiano. Dai braccianti dei campi di raccolta ai magazzinieri che collassano a fine turno, senza dimenticare i freelance, che sopravvivono al lordo delle tasse, senza ferie pagate, contributi né tempo libero e i dipendenti o pseudo tali costretti ad accettare orari improponibili e lavori di ogni genere per portare a casa stipendi da fame.

E chi si ribella al sistema viene stigmatizzato quasi all’unanimità dall’intera società e definito “choosy” e “schizzinoso” sia dai politici che dovrebbero tutelarne la dignità e la professionalità raddrizzando le evidenti storture del mondo del lavoro attuale, sia dai suoi stessi pari, a dispetto di qualsiasi senso di unione di classe e in una sorta di guerra tra poveri spesso combattuta sul campo dei social network.

Insomma, Schiavi di un dio minore è il libro da non perdere per approfondire il tema attraverso le tante storie di vita vissuta raccolte nel volume. E se vuoi dirci cosa ne pensi o esprimere le tue idee sul tema, fallo su Twitter utilizzando l’hashtag #SchiaviDiUnDioMinore.

 

Questa italia, anzi certa italia mi terrorizza.
Leggo sulla bacheca di una amica un necrologio per un ragazzo di 20 anni morto sul lavoro perché il padrone non ha messo in pratica tutte le misure di sicurezza.
Fra i vari commenti ..
GOVERNO LADRO.
Ora alcune considerazioni
Il PADRONE INVECE ONESTO ?
e poi dei governi succeduti in italia dal 2006 (anno in cui è avvenuto il decesso del ventenne)
Berlusconi
Prodi
Berlusconi
Monti
Letta
Renzi
Quale è piu ladro di tutti e piu colpevole ?

Il datore di lavoro no. È il suo mestiere fare d
I soldi fare i soldi fate i soldi … non preoccuparsi della qualità della vita dei propri dipendenti  ed in certe zone di italia questo assurge a RELIGIONE.

Se vi interessa l’argomento leggetevi CARTONGESSO di Maino Ed. Einaudi

Il lavoro agile di Poletti

Me lo immagino di già il lavoro agile di Poletti e Del Conte.
Allora signori miei … come sapete il costo del lavoro non può incidere più del 15% sul fatturato netto mensile.
Quindi questo è quello che vi diamo dividetevelo voi più fatturate più guadagnate se pensate che occorra un aiuto siete uno in più a dividere.

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Venditore di emozioni

Ieri ho partecipato ad un corso/conferenza a Milano.
Una giornata interessante anche se per stessa ammissione del conferenziere:
-Vi parlerò di cose che già sapete visto il lavoro che fate.
Quindi niente di nuovo ….
ma tutti insieme vedremo approcci diversi.

Un venditore di EMOZIONI. di SORRISI insomma un prodotto
immateriale legato alle sensazioni uditive, olfattive e tattili.
Come tale devo prendere coscienza dell’importanza del mio ruolo.
Perché il cliente oltre al libro a casa porta anche un po di me ….

(Sai che shopper enormi devo ordinare ora)

Una belle responsabilità … ma
NIENTE DI NUOVO SOTTO QUESTO CIELO.
I Clienti non si sono mai conquistati mandandoli a fanculo e trattandoli male.

Smettiamola di tirarcela cari colleghi

Stò pensando a quanto vero e “profetico” fu un articolo di su un vecchissimo numero de Mucchio Selvggio all’interno di una rubrica, dove si raccontava la vita di libreria vista dal punto di vista di un libraio. Franco, il libraio, diceva, giustamente, che I Librai si sono sempre considerati “operatori culturali” e non semplici venditori di un prodotto. Se fossimo operatori culturali i libri li scriveremo … al limite li criticheremo … certamente non li vederemo. In fondo il nostro inquadramento sindacale è pari a chi vende Baccalà, mortadella e mutande. Consigliamo Libri come si consigliano mutande e camiciole e come il macellaio conoscendo i suoi clienti e i tagli di carne propone e consiglia ad ognuno quello che ritiene il migliore per ogni esigenza. Dove stà la differenza ? e allora smettiamo di tirarcela cari colleghi. 

Ma che beela giornata …

Dormire è rivoluzionario.
T
‘immagini se, un giorno, tutti quanti dicessero:
“Oggi non ci vo a lavorare, sto a dormire quanto mi pare. E vaffanculo!

E salve uomo che ogni mattina,
rinunci a un grammo del tuo destino,
salti su un tram intirizzito,
addormentato dentro a un vestito.
Fra i marciapiedi lisci e deserti
di una città,
chissà se il sole questa mattina,
ti troverà.
Il giorno che vorrai dire basta,
il giorno che scuoterai la testa,
e vorrai prender quel che ti spetta,
dalla tua vita e da chi la calpesta.

Cit. Claudio Lolli