Vite vissute

Quando lavoravo a Ferrara avevo un Cliente fisso che comprava in continuazione notes e spesso anche libri.
Non importava di chi fossero.
Andavano bene Moleskine, Legami, Emporio Mondadori …
bastava fossero della misura giusta.
Italo, così si chiamava il cliente, passava poi tutto il giorno a scrivere seduto ad un tavolino della zona ristoranti in galleria.
Spesso capita a che una delle figlie passasse a cercarlo o fargli compagnia.
Italo non aveva un cellulare, nè un telefono fisso a casa.
Italo non voleva ricevere telefonate … dopo quella che i Carabinieri furono costretti a fargli per annunciargli l’incidente mortale dove l’altra figlia aveva perso la vita.

Italo riempiva compulsivamente quei notes di cosa non lo so.
Lo fece fino al 27/12/2017 quando intento a riempire l’ennesimo
Un infarto lo portò a ricongiungersi con la figlia.

La peste scarlatta – Jack London

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA

Avendo sempre identificato Jack London con i classici “Zanna bianca”, “Il richiamo della foresta”,”Martin Eden” ho trovato questo racconto molto distante dal mio immaginario Londoniano.Partendo dal fatto che è stato scritto nel 1912 questo racconto è una distopia molto interessante nel quale si narra di un Virus che ha distrutto quasi tutta la popolazione e ha fatto regredire ad uno stato primitivo i pochi sopravvissuti.Sicuramente è uno degli ispiratori di Cormack McCarthy per il suo “LA STRADA” .

TRAMA
“Con l’arrivo della Morte Scarlatta il mondo è andato in pezzi, nel modo più assoluto e irrimediabile. Diecimila anni di cultura e civiltà svaniti in un batter d’occhio, ‘fugaci come schiuma’”. Ne La peste scarlatta Jack London anticipa di un decennio la peggiore epidemia globale che, fino ad oggi, si sia sviluppata nel nostro pianeta, la cosiddetta “spagnola”. Sessant’anni dopo la diffusione del contagio, che, in breve tempo, spazzò via quasi del tutto la razza umana, Jack London descrive, attraverso le parole di un anziano sopravvissuto, lo scenario post-apocalittico di una California tornata all’età della pietra, dove la natura selvaggia ha ripreso il sopravvento. Qui, il vecchio spiega a dei ragazzini – discendenti dei pochissimi sopravvissuti – come, nei giorni in cui si diffuse quell’inarrestabile morbo, l’uomo avesse dimenticato del tutto valori come la solidarietà e la compassione, precipitando in una spirale di violenza che aveva avuto come conseguenza il crollo della civiltà e l’annientamento del progresso.

Melodia fatale – Giorgio e Alberto Ripa

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Un romanzo dove le parole hanno più importanza della classica investigazione per la risoluzione degli omicidi. Letto con google sempre a portata di mano per sviluppare i temi e le citazioni che si trovano nel libroQualche pagina in meno forse avrebbe giovato alla leggibilità.

TRAMA
Homo homini lupus. Pedetemptim vestigia ac signa. Uno strano messaggio in latino, accompagnato da un CD contenente poche note di una irriconoscibile melodia, accoglie l’ispettore dell’Europol Tobia Allievi al suo arrivo a Ginevra.La notte stessa uno spietato serial killer gioca la prima mossa di un’avvincente partita a scacchi nella quale le regole del gioco sono dettate da frasi latine, da frammenti di fotografie e da lettere dell’alfabeto riportate sul retro delle fotografie stesse. Affiancato nelle indagini dall’ispettore Philippe Lacroix della polizia cantonale, Allievi integra nella sua squadra una giovane esperta di terminologia, Domitilla Di Mauro, per affrontare l’assassino ad armi pari. Un’aspra rivalità tra i due ispettori accompagna la caccia al killer. Per avere la meglio in questa competizione, Allievi dovrà giocare tra falsità e verità, come lo stesso assassino.

Cannibali – Régis Jauffret

Noémie è una pittrice di 24 anni che ha appena rotto con Geoffrey, un architetto cinquantaduenne con cui ha avuto una relazione. Il romanzo inizia con una lettera in cui la ragazza annuncia alla madre del suo ex di aver rotto con lui. Tra le due donne si sviluppa una corrispondenza che finisce per creare un legame diabolico che le porterà a progettare di divorare quest’uomo. Due donne che sono due amanti appassionate. La madre che ha dato al figlio il nome dell’unico uomo che abbia mai amato, morto prima del suo matrimonio. La ragazza che è una «collezionista di storie d’amore» sempre alla ricerca di un ideale irraggiungibile.

Un selvaggio romanzo d’amore.

Questo non è un libro per tutti. “Cannibali” è un romanzo pieno di umorismo oscuro e visioni ciniche su argomenti come i legami familiari, l’amore e Dio. Fatto a posta per mettere a disagio con alcuni degli argomenti. (Ad esempio, leggere di una madre che desiderava uccidere e mangiare suo figlio). Tuttavia, concordo alcuni punti nel libro per essere molto originale, assurdo e per aver rotto gli schemi.

Morte nel Trullo – Gino Marchitelli

Opera prima di un autore che ha pubblicato dopo questo altri 7 Romanzi e alcuni saggi. La lettura è piacevole ma potrebbe andare incontro a critiche anche forti di chi non si riconosce nelle idee “politiche” dell’autore.
Perché il modo di narrare le storie da Gino è di parte e non lo nasconde.

Le persone comuni sono capaci di grandi imprese nella vita, ogni uomo e ogni donna rappresentano un universo speciale fatto di amoridolorigioieimpegnodifficoltà… senza essere sotto la luce dei riflettori, molti, costruiscono le fondamenta per un mondo migliore.

É così anche per il protagonista di Morte nel trullo che si troverà a cambiare la propria vita inseguendo un mistero che gli ha cambiato l’esistenza.

É nell’estate del 2006 che ricorda, improvvisamente, l’abuso sessuale subito nel 1967, quando era bambino e abitava nel quartiere di Lambrate nella periferia milanese.

Questa scoperta lo porterà, progressivamente, a perdere il controllo di se stesso e della propria vita.

Indagherà, contro il tempo, braccato dalla polizia, per scoprire chi era il responsabile di quella violenza che gli aveva segnato profondamente l’esistenza e che distrugge tutte le certezze della sua vita di uomo adulto, marito e padre.

Violenti omicidi si susseguono tra capannoni industriali e cantieri edili della provincia di Milano, nella Puglia affascinante e struggente dell’alto Salento Brindisino tra San Vito dei Normanni e Carovigno e nei vicoli soffocati della città di Napoli.

Una storia fatta di agguati e inseguimenti rocamboleschi. Una storia avvincente di delittiamore e lotta alla pedofilia.

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Le indagini saranno affidate al commissario Matteo Lorenzi di Milano che porterà avanti l’inchiesta in un crescendo di difficoltà e suspense.

Il Commissario sarà coadiuvato nel lavoro investigativo da una giornalista di Radio Popolare, nota emittente radiofonica milanese.

Chi è l’assassino che dissemina di tracce volontarie la sua strada insanguinata?
Un abile hacker informatico?
Un vendicatore?
Una persona comune insospettabile e irreprensibile?
Un serial killer?

Qual è il significato della costante presenza della musica ossessiva degli Uriah Heep?

Saranno Lorenzi, il nucleo investigativo, il vice commissario amico di sempre e la giornalista a dover rispondere a queste domande.

Una narrativa non fiction, un noir palpitante e dai mille misteri, un insieme di personaggi ignoti che sveleranno, giorno dopo giorno, la loro natura di persone semplici o di inimmaginabili perversi fino all’avvincente epilogo.

Cucinare un orso – Mikael NIEMI

Gran parte della storia è basata su fatti reali accaduti nella zona dove il Pastore Lars Levi Laestadius svolge le sue funzioni. Oltre che un pastore Lars è anche un botanico, un uomo di scienze che, in questo romanzo, usa per risolvere alcuni crimini.Tuttavia la cosa che mi è piaciuta è il rapporto che si instaura fra il pastore e il trovatello Jussi che viene preso sotto l’ala protettrice del religioso. Nel corso della narrazione il romanzo di fa nero sempre più nero.Le difficolta di Jussi, di origine Lappone, a inserirsi nella locale comunità per le difficolta della piccola di comunità di accettare uno straniero. Al punto che viene incolpato dei massacri perché a qualunque latitudini il cattivo è sempre qualcuno che viene da fuori. Il massacro di un animale .. l’orso del titolo … il cui sangue scorre in tutte le pagine del libro. Un libro che può rientrare in svariate catalogazioni … Noir, Narrativa Storica Svedese. Nonostante questo procuratevene una copia e godete.


TERZA DI COPERTINA

«Ho vissuto come i miei antenati. Ho ricalcato le orme dei sami. Ma adesso non mi basta più.»

Corre l’anno 1852 e nel profondo nord della Svezia tuona la parola di Læstadius, carismatico pastore di origini sami che ha fondato un rivoluzionario movimento spirituale in lotta con le autorità libertine del distretto. Al suo fianco Jussi, un ragazzo lappone dal tragico passato che lui ha accolto e istruito come un figlio ma che tutti chiamano con timore e disprezzo noaidi, lo sciamano. La tensione tra il pastore e i suoi nemici sale quando una giovane serva viene trovata morta nella foresta. Il giudice Brahe dichiara subito che è stato un orso, ma Læstadius, che è anche un esperto botanico, abituato a osservare i più minuziosi dettagli del paesaggio, trova diverse tracce riconducibili a un assassino. Uomo di fede e di ragione, letterato e biologo teso a indagare la natura quanto l’anima per elevare lo spirito umano, il predicatore si fa ingegnoso detective per ricercare la verità, mentre il male che vi si annida travolge sempre più Jussi – il diverso, l’indifeso, il capro espiatorio designato – facendo vacillare ogni fiducia nella giustizia umana e divina. Le atmosfere del Nome della rosa rivivono in questo romanzo ispirato da un personaggio storico che attraverso l’istruzione e il potere della parola scritta ha cercato di dare voce e riscatto alla bistrattata minoranza sami. Visionario, crudo, lirico, pulp, con fulminanti incursioni nel sapere scientifico ottocentesco e nell’estasi mistica, Cucinare un orso ci irretisce in un universo narrativo tanto audace quanto capace di proiettarci nel cuore vivo di un’epoca e di una terra ai margini artici del mondo –eppure così vicina alla nostra – dentro una storia di irresistibile forza epica.