Archivi categoria: Letture confuse

TU – Guido Catalano

se tu fossi un puffo
tu saresti il puffo stronzo

se tu fossi un barbapapà
tu saresti barbamerda

se tu fossi un supereroe
tu saresti la donna muco

se tu fossi un pokemon
tu saresti un pokemon qualsiasi
tanto fanno schifo uguale

ma poi, a conti fatti
e concludo
tu sei tu e solamente tu
gli orpelli lasciamoli a poeti e poetesse da fiera
letteraria

se tu fossi il sole
cazzo che freddo

Jody ha il coltello dalla parte del manico – Richard Yates

Il suo sguarda inquieto sembrava esaminare a una a una tutte le nostre facce. Poi prese a parlare con una voce pacata come mai l’avevamo sentito: “Da domani non vi vedrò più, ragazzi. Sono stato trasferito. C’é una cosa di cui potete stare sempre certi nell’esercito, ed è che se trovate qualcosa di buono, un lavoro che vi piace, vi fanno muovere il culo da un’altra parte”

Undici solitudini
Richard Yates
minimum fax 2006

Sun Tzu, “L’arte della guerra”

La configurazione tattica eccellente, dal punto di vista strategico,
consiste nell’essere privi di configurazione tattica, ossia nella
condizione “senza forma”. Quando si e’ senza forma, neanche gli agenti
segreti piu’ profondi sono in grado di spiarci, ne’ gli uomini piu’
intelligenti di tramare progetti.

Potrebbe essere un idea per gestire alcune situazioni da cui non riesco

a venirne fuori.

Tommaso Landolfi – Rien Va

“Quando la bambina M. aborti’, la trovai un giorno che si strizzava
una mammella e contemplava piangendo le poche gocce di latte non
ancora addensato, assai simili alle sue lacrime. E’ atroce e dolce,
ora che ella e’ madre davvero.
Vi e’ forse qualcosa di piu’ ignobile della democrazia? Sarebbe
bello dire perche’, e probabilmente non si farebbe che ripetere
argomenti abusati. Quante cose non si fanno o pensano per debolezza
di spirito! C’e’ perfino caso di attribuire consistenza a cio’ che
manifestamente non consiste ne’ esiste.

La bambina M. verra’ finalmente tra pochi giorni colla bambina
piccina sua figlia (e mia!): la notizia mi ha dapprima riempito
di giubilo, subito dopo di malinconia. Perche’? Bisognerebbe forse
sapere chi e’ M. Riusciro’, qui almeno, a non scegliere le parole?
Finora sembra di si.”

Antenna – Randy Taguchi

“Naomi” doveva essere per forza un nome fittizio, che questa donna
usava soltanto per il suo lavoro. Sarebbe andato bene se avessi chiesto
semplicemente:”C’e’ Naomi per favore?”. Non avevo mai telefonato a un
posto del genere, percio’ ero piuttosto agitato. Mi chiedevo che tipo
di donna potesse mai essere una mistress. Non riuscivo proprio a
immaginare come potesse essere nella realta’ una persona cosi’, di cui
conoscevo qualcosa solo attraverso le immagini stereotipate di film
e video. Il sadomasochismo m’incuriosiva non come comportamento fine
a se stesso, ma soprattutto per il tipo di relazione che implicava.
In poche parole, volevo capire quali erano precisamente il nesso e
il tipo di “comunicazione” esistenti fra individui con tendenze sadiche
e altri con tendenze masochistiche, nonche’ le differenze che c’erano
fra costoro e noialtri. Volevo scoprire quale fosse il senso alla
base di una comunicazione basata sul dolore fisico e mentale.”

Letture Confuse

“Accendo la radio a tutto volume. Le strade sono completamente
vuote e posso andare forte. Arrivo a un semaforo rosso e mi viene
la tentazione di passare lo stesso ma poi mi fermo perche’ vedo un
cartellone pubblicitario che non ricordo di aver mai visto prima e
voglio guardarlo bene. Dice solo <<Sparire Qui>> e anche se probabilmente
e’ soltanto la pubblicita’ di qualche villaggio vacanze, quella scritta
mi fa sballare, cosi’ picchio sull’accelleratore e la macchina schizza
via stridendo oltre il semaforo. Mi metto gli occhiali da sole anche
se fuori e’ ancora quasi buio e continuo a guardare nello specchietto
retrovisore, con la strana sensazione che qualcuno mi stia seguendo.
Arrivo a un altro semaforo e solo allora mi accorgo di aver dimenticato
la sciarpa di Blair; l’ho dimenticata da Griffin”.

(”Au Sable” da “Misfatti. Racconti di trasgressione.” di Joyce Carol
Oates – Tascabili Bompiani – 2007)

Emidio Clementi – L’ultimo Dio (Letture confuse)

“Allora giro da solo e penso che stare lontani ti toglie qualcosa
dentro, come se i tuoi riflessi si fossero appannati, come se
la mente abituata a quell’io, tu, alle cose elementari abbia perso
allenamento. vado in biblioteca e provo a leggere un giornale.
Metto insieme le parole, cerco il senso, poi mi stufo di cercarlo
e ne invento uno io.”

(Emidio Clementi – L’ultimo Dio – Fazi Tascabili 2004)