Archivi categoria: Microrecensioni Libri

Jonathan L. – Le Benevole

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Nella mitologia greca le Erinni (Ερινύες) (le Furie della mitologia romana) sono le personificazioni femminili della vendetta.

Secondo la leggenda esse nacquero dal sangue di Urano fuoriuscito quando Crono lo evirò. Mentre un’altra tradizione le dice figlie della Notte.

Erano tre sorelle demoniache abitatrici degli inferi: Aletto, Megera e Tisifone. Secondo la più accreditata interpretazione, rappresentavano il lancinante rimorso che scaturiva dai fatti di sangue più efferati.

Al fine di placarle, vennero chiamate anche Eumenidi (ossia, le “benevole”), si offrivano varie offerte e si sacrificavano le pecore nere. Le Erinni erano anche indicate con altri epiteti, come Semnai o Potnie (“venerabili”), Manie (“folli”) e Ablabie (“senza colpa”).

Venivano rappresentate come geni alati, con i capelli formati da serpenti, con in mano torce o fruste.

Il loro compito è di vendicare i delitti, soprattutto quelli compiuti contro la famiglia, oltre a torturare l’assassino fino a farlo impazzire.
Spesso presenti nella cultura classica – emblematico, in proposito, il ruolo che assumono nell’Orestea di Eschilo – ritornarono sovente, come riferimento colto, tanto nella cultura medievale – Dante le indica come le custodi della città infernale di Dite – quanto in quella moderna e contemporanea, pur se, in quest’ultima, in modo abbastanza sporadico. Vendicavano i delitti più feroci in particolare quelli contro la famiglia.

Novecentoquarantatre pagine … (scritto in lettere da più l’idea della lunghezza) e secondo il mio modo di vedere nessuna inutile (o almeno non totalmente).
Ognuna ha il senso che deve avere e si inserisce perfettamente nel racconto.
Per il momento non dico altro, perché devo ancora assimilare e realizzare del tutto quello che mi ha lasciato e comunicato. Un mese vissuto al fronte.
Pagine di pura e alta letteratura che fanno da contraltare alle bassezze dell’essere umano e dell’uomo

La signorina Tecla Manzi – Andrea Vitali

copj13asp  TRAMA: Siamo negli anni Trenta, all’epoca del fascismo più placido e trionfante. Nella stazione dei Carabinieri di Bellano, sotto gli occhi del carabiniere Locatelli (bergamasco), rivaleggiano il brigadiere Mannu (sardo) e l’appuntato Misfatti (siciliano). Un’anziana signora vuole a tutti i costi parlare con il maresciallo Maccadò. La donna – anzi, la signorina Tecla Manzi – è venuta a denunciare un furto improbabile: il quadretto con il Sacro Cuore di Gesù che teneva appeso sopra la testata del letto. Inizia così una strana indagine alla ricerca di un oggetto senza valore, che porta alla luce una trama di fratelli scomparsi e ricomparsi, bancari e usurai, gerarchi fascisti e belle donne, preti e contrabbandieri.

COMMENTO: E’ il primo libro che leggo di Vitali, carino simpatico si legge in poco tempo. Piccole storie di paese nei primi anni del secolo. Storie e personaggi semplici come la provincia italiana di quel periodo era.
Scrittura elementare ho letto in qualche recensione, ma penso che per rendere la semplicità di una cultura semplice non serva usare costruzioni complicate.
A me e’ piaciuto

Tutti i colori del calcio

image_bookphpDagli usi cavallereschi della guerra e dei tornei, che ne sono una forma giocosa, il calcio ha mutuato l’aspetto che è intrinseco alla sua natura, di spettacolo a colori, sia nelle forme arcaiche (il calcio storico) sia in quelle moderne nate nella seconda metà dell’Ottocento. Anche la scelta dei colori delle maglie, le “regole” che le governano, non scritte ma statisticamente omogenee, hanno la loro origine nel linguaggio simbolico che regolava la guerra cavalleresca: quello dell’araldica, della quale, sorprendentemente e a sua insaputa, il calcio è l’ultima manifestazione planetaria, ora che i cavalieri si vedono solo nel film. Il volume, attraverso una storia dei colori e del calcio come gioco e istituzione, traccia una mappa dei “colori del calcio”, analizzando i colori sociali di centinaia di squadre e rintracciandone la diversa origine e significato. Un capitolo è dedicato all’araldica calcistica dei logo sociali: il sistema di segni oggi probabilmente più noto universalmente al mondo, che sfata l’opinione comune secondo la quale l’araldica è un passatempo per iniziati, incomprensibile e misterioso.
COMMENTO: Non sono uno studioso di storia medievale, ma leggere di Cavalieri, disfide, tornei, armi e vessilli mi ha incuriosito. Sono un tifoso appassionato di calcio e tutto quello (escluso proGiessi, e trasmissioni domenicali varie) che gravita intorno alla storia di questo sport mi interessa. Il libro e’ bello, interessante, pieno di curiosità e di interesanti spunti per rinfrescare la storia più o meno recente

Comandare è fottere – Pier Luigi Celli

copj13asp3  CONTENUTI: “Ci sono troppe cose che si fanno ed è bene non dire.” Questo è un libro che non fa giri di parole. Che magari mentre tu stai lì a farli, gli altri ti soffiano la poltrona da sotto il sedere. Il mondo del lavoro è una giungla, con poche regole e tanti aspiranti leoni. Lo sa bene Celli, che per anni è stato ai vertici delle maggiori aziende italiane. E allora risultano inutili, se non addirittura ridicoli, i discorsi buonisti e politicamente corretti sulle strategie per fare carriera. In questo “piccolo vademecum per bastardi di professione” l’ex presidente della Rai dice tutto quello che di solito in proposito si tace. Ovvero che, alla faccia dell’utopia delle pari opportunità, “nascere bene” aiuta eccome. Così come aiuta saper scegliere la persona giusta da servire per poi abbandonarla quando serve, selezionare alleati e nemici, usare l’arte della seduzione e della finzione. E quando arrivi poi, consiglia Celli, non guardarti indietro, sii sempre pronto a succedere a te stesso o a farti rimpiangere attraverso i successori. COMMENTO: Interessante affresco della classe dirigente italica sia nel privato che nel pubblico. Consiglio la lettura a tutti a chi vuol far carriera, ma anche a chi non ha assolutamente intenzione di farla.

Come smettere di fare la vittima – Giulio Cesare Giacobbe

copj13asp1  Con il suo primo grande bestseller aveva invitato senza troppi giri di parole i suoi lettori a smettere di farsi le seghe mentali. In uno dei suoi ultimi successi ha spiegato le regole poco ortodosse ma molto efficaci per diventare bella, ricca e stronza. Giacobbe, si sa, è uno che non le manda a dire. Lontano dalla figura dello psicologo rassicurante e comprensivo, comunica in modo diretto e spietato, senza giri di parole e senza falsa indulgenza. E d’altra parte è così che si comportano coloro che ci vogliono aiutare veramente. In questo suo nuovo libro Giacobbe affronta di petto uno degli atteggiamenti più sciaguratamente diffusi: il vittimismo. Fare la vittima (diversamente da “essere una vittima”) significa lasciarsi sopraffare da qualcun altro preferendo lamentarsi piuttosto che reagire. E’ un modo per non assumersi responsabilità, che però porta inevitabilmente all’infelicità e alla frustrazione. L’autore scuote il lettore con stile provocatorio, e insegna così le semplici regole per ribellarsi alla propria condizione sottomessa, individuare i propri aguzzini e ribaltare abilmente la situazione.

COMMENTO: Non e’ Watzlavich (o come cappero si scrive) ma ci sono idee interessanti.

 

La camera azzurra – Georges Simenon

copj13aspTRAMA: “Sei così bello” gli aveva detto un giorno Andrée “che mi piacerebbe fare l’amore con te davanti a tutti…”. Quella volta Tony aveva avuto un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei. Solo quando il marito di Andrée era morto in circostanze non del tutto chiare, e Tony aveva ricevuto da lei il primo di quei brevi, sinistri biglietti anonimi, solo allora aveva capito, e aveva cominciato ad avere paura. Ancora una volta, nel suo stile asciutto e rapido Simenon racconta la storia di una passione divorante e assoluta, che non indietreggia nemmeno di fronte al crimine. Anzi, lo ripete.

COMMENTO: Quelli di Simenon sono i Noir prima che il Noir facesse moda e tendenza.
Belle e ficcante la descrizione del rapporto extra-coniugale e della “diversa” passione che lega i due principali protagonisti. Ben descritta l’atmosfera della provincia. Un romanzo sulla debolezza dell’essere umano, sul significato e sulle conseguenze delle parole e delle passioni ….

DA LEGGERE

Dopo primavera – Roberto Pazzi

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L’argomento e’ fra quelli che prediligo. I romanzi con uno sfondo psicologico mi incuriosiscono.C’e’ un atmosfera onirica che aleggia in tutta la narrazione. Ecco, questo romanzo di Pazzi e’ tutto ciò. Non arriva alle vette di un Murakami, e neppure ai livelli della Nothomb di “Cosmetica del nemico”.
Molti si potranno riconoscere nell protagonista e nella sua eterna voglia di essere qualcun’altro.
Chi di noi non l’ha mai sognato ? e se invece che di un sogno alla fine si trattasse di un incubo ?

L’eterna lotta fra chi siamo e chi vorremmo essere.

Azzeccata la copertina di Magritte

Dallo sfruttamento nei Lager allo sfruttamento dei Lager

Interessante libretto proveniente dalla piccola casa editrice genovese. Non e’ un titolo revisionista, non nega l’esistenza dei lager. Anzi. ma siccome la storia la fanno i vincitori gli scheletri nell armadio vengono abilmente nascosti dalla propaganda.
I “Lupi di Toscana” caserma dell’esercito alla periferia fiorentina in tempo di guerra e’ stata usata come “Campo di prigionia” dall’esercito USA e restituita alla Rep. Italiana solo fine anni 50. Cosa c’era di tanto importante da occorrere tutto qeusto tempo per bonificarla ?