Archivi categoria: Microrecensioni Libri

La collina dei suicidi – James Ellroy

phpThumb_generated_thumbnailjpg TERZA DI COPERTINA:
Lloyd Hopkins, investigatore della squadra omicidi della polizia di Los Angeles, è il migliore poliziotto di tutta la città, ma è stato accusato di abuso di potere dai suoi superiori. Viene quindi declassato alla sezioni rapine e furti. Nel frattempo Duane Rice, giovane delinquente e ladro di auto, esce di galera e prepara delle rapine in banca durante la quale, assieme ai suoi complici, due fratelli messicani, uccide due poliziotti, tra cui il figlio di un capo della polizia, Gaffaney. Quest’ultimo chiede ad Hopkins di trovare i rapinatori a tutti i costi, e gli promette di fare in modo di salvare la reputazione passata di Hopkins. Si scatena una immensa caccia all’uomo in tutta la città. Duane Rice intanto uccide uno dei due fratelli messicani. Hopkins non farà in tempo a trovare Duane Rice che verrà ucciso dai sottoposti del corrotto Gaffaney che mascherano l’omicidio in suicidio. Il presunto suicidio di Rice non convince assolutamente Hopkins ma ormai Gaffaney ha dato le dimissioni e non ricatterà più Hopkins.

MICRORECENSIONE:
Violenza senza motivazione, personaggi stereotipati.
Ho letto di meglio anche nel filone.

Gli sdraiati – Michele Serra

michele-serra-gli-sdraiati-copertina-recensione TERZA Di COPERTINA: Forse sono di là, forse sono altrove. In genere dormono quando il resto del mondo è sveglio, e vegliano quando il resto del mondo sta dormendo. Sono gli sdraiati. I figli adolescenti, i figli già ragazzi. Michele Serra si inoltra in quel mondo misterioso. Non risparmia niente ai figli, niente ai padri. Racconta l’estraneità, i conflitti, le occasioni perdute, il montare del senso di colpa, il formicolare di un’ostilità che nessuna saggezza riesce a placare. Quando è successo? Come è successo? Dove ci siamo persi? E basterà, per ritrovarci, il disperato, patetico invito che il padre reitera al figlio per una passeggiata in montagna? Fra burrasche psichiche, satira sociale, orgogliose impennate di relativismo etico, il racconto affonda nel mondo ignoto dei figli e in quello almeno altrettanto ignoto dei “dopopadri”. “Gli sdraiati” è un romanzo comico, un romanzo di avventure, una storia di rabbia, amore e malinconia. Ed è anche il piccolo monumento a una generazione che si è allungata orizzontalmente nel mondo, e forse da quella posizione riesce a vedere cose che gli “eretti” non vedono più, non vedono ancora, hanno smesso di vedere.

MICRORECENSIONE: Non ho figli quindi è inutile che tenti di capirlo dalla parte del PADRE, sono stato un FIGLIO … ma alla fine degli anni 60 metà anni 70 non c’erano computer, social network e cellulari … scendevi in piazza e giocavi al pallone a chi arriva prima  a 10 poi a 12 poi alla fine tornavi cosi stanco a casa che Carosello poi a nanna. Non mi piacciano i libri stile “Manuale delle giovani marmotte” che danno risposte, preferisco quelli che ti lasciano delle domande …. e quella che mi ha lasciato e alla quale non troverò mai risposta è:  Chissa se Piero aveva un suo Colle della Nasca ?

 

La casa nell’ombra – Knut Faldbakken

create_thumb.php  Un settantenne muore dopo un festa al Centro Anziani, probabilmente dopo rapporto sessuale. Una cinquantenne si eccita alla visione del “Cristo Morto” del Rosso Fiorentino e si innamora del fratellastro (senza sapere che lo fosse). Un anonimo pensionato ritorna dall’argentina dopo tanto tempo per riappropiarsi di un qualcosa. L’invasione Norvegese da parte dell’esercito Nazista. Collaborazionisti, ebrei e partigiani. Un investigatore single e che ha già passato da diverso tempo la quarantina si innamora della giovane collega.  Un quartire periferico dove i tanti personaggi ricordano il passato, ma fanni finta di non farlo … in un ambiente nostalgico in  case con mobilio retrò, merletti e trine, e continui incontri corredati dall’immancabile tazza di tè.

Il figlio – Philipp Meyer

imagesmi hanno profetizzato che sarei vissuto fino a cent’anni e siccome e li ho compiuti non vedo perché dovrei dubitarne.

Inizia così il romanzo “il figlio” saga familiare dei McCullogh che vivono in Texas e trapassano la storia americana dalla prima metà dell’800 fino alla II Guerra Mondiale. Tutto gira intorno alla figura del Colonnello. Un continuo gioco di narrazione, flash-back che all’inizio può rendere ostica la lettura, ma che andando avanti invece disvela interessanti retroscena

la storia della formazione di una nazione attraverso la disgregazione di una famiglia

Andorra – Peter Cameron

3750282   TERZA DI COPERTINA:
Lasciatosi alle spalle San Francisco insieme a quel che gli era necessario lasciare – «cioè tutto» –, Alex Fox approda a La Plata, la soleggiata capitale del minuscolo Sta­to di Andorra, dove spera di poter cominciare una nuova vita. E la scelta sembra quanto mai azzeccata: «Chiunque viva ad Andorra viene considerato suo cittadino» recita la Costituzione, e in effetti sono in molti a mostrarsi subito ansiosi di conquistare le simpatie del nuovo arrivato. Come Mrs Reinhardt, anziana ospite del­l’unico albergo in città, che chiede ad Alex di leggere per lei; o Sophonsobia, matrona della potente famiglia Quay, che certo non sarebbe contraria a una liaison tra lui e l’amabile figlia Jean; o i coniugi Dent, che ben presto lo mettono a parte dei lati meno limpidi del loro matrimonio. Approfondendo via via le sue nuove conoscenze, Alex si renderà conto di non essere il solo a fuggire dal proprio passato, finché, sempre più coinvolto nella vita sotterranea di Andorra, scoprirà «le stanze grigie e senza finestre dietro al favoloso scenario». E quando dalle acque del porto di La Plata emergeranno due cadaveri con chiari segni di morte violenta, lui sarà fra i principali indiziati: la tragedia, è fatale, non può essere trascesa, né cancellata o dimenticata. Già in questo romanzo Peter Cameron si mostra a proprio agio nell’universo narrativo che ha affascinato i lettori di Coral Glynn, e perfettamente padrone di quella tecnica del progressivo disvelamento che non mancherà, anche qui, di tenerci avvinti alle sue pagine – sino al colpo di scena finale.

 

MICRORECENSIONE:
Puoi andare dove vuoi, puoi rovesciare la tua vita come un calzino … ma iil tuo passato sarà sempre li a tenerti compagnia

L’ombra dello scorpione – Stephen King

L'ombra%20dello%20scorpione_fronte  TERZA DI COPERTINA:
 L’errore di un computer, l’incoscienza di pochi uomini e si scatena la fine del mondo. Il morbo sfuggito a un segretissimo laboratorio semina morte e terrore. Il novantanove per cento della popolazione della terra non sopravvive all’apocalittica epidemia e per i pochi scampati c’è una guerra ancora tutta da combattere, una lotta eterna e fatale tra chi ha deciso di seguire il Bene e appoggiarsi alle fragili spalle di Mother Abagail, la veggente ultracentenaria, e chi invece ha scelto di calcare le orme di Randall, il Senza Volto, il Male, il Signore delle Tenebre.

MICRORECENSIONE:
Non vi fate spaventare dalla lunghezza di questo libro …   iniziatelo e non arete capaci di lasciarlo.

Ti prendo e ti porto via – Ammaniti Niccolò

image_book TERZA DI COPERTINA:
A Ischiano Scalo il mare c’è ma non si vede. E’ un paesino di quattro case accanto a una laguna piena di zanzare. Il turismo lo evita perché d’estate s’infuoca come una graticola e d’inverno si gela. Questo è lo scenario nel quale si svolgono due storie d’amore tormentate. Ammaniti crea e dissolve coincidenze, è pronto a catturare gli aspetti più grotteschi e più sentimentali, più comici e inquietanti della realtà.

MICRORECENSIONE:

Si può fare e dire di tutto di e con questo romanzo … alla fine però è una grande storia d’amore, di formazione, sul dolore che si prova quando ci si trova a scoprire il mondo, su quella lunga ferita che è la giovinezza e sui danni che provoca anche quando giovani non si è più.

Ad un certo punto Ammaniti sembra quasi che lo dica ai suoi lettori di tutte le età …. viene amico mio ti prendo e ti porto via

Morbide Guance – Kirino Natsuo

image_bookTERZA DI COPERTINA:
Kasumi è nata e cresciuta nell’Hokkaido, ma fugge ben presto a Tokyo, dove sogna di realizzare una vita libera e diversa da quella monotona e squallida dei suoi genitori. Sposatasi con un tipografo mite e serio, Kasumi cerca una via di fuga nelle braccia di un cliente del marito con il quale inizierà una relazione segreta e appassionata, che indurrà l’uomo a comprare una casa nell’Hokkaido per ospitare la donna e la sua famiglia. Nel corso di questo soggiorno, la figlia maggiore di Kasumi scompare senza lasciare traccia. Convinta che la scomparsa della bambina sia il meritato castigo per aver tradito il marito, le figlie e, anni prima, i genitori, Kasumi intraprende un viaggio alla ricerca della figlia che la ricondurrà alle sue origini.

MICRORECENSIONE:

Intenso, doloroso, introspettivo, triste.
Intricato.
Come il giallo della scomparsa di Yuka la figlia
Come il passato di Kasumi la madre
Come il futuro di Risa, l’altra figlia, che cresce all’ombra della sorella.

Kasumi manda all’aria una vita, un matrimonio per ritrovare la figlia scomparsa o forse per ritrovare se stessa figlia scappata di casa e mai “apparentemente” ricercata dai genitori.

La morte dei caprioli belli – Ota Pavel

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Le storie della famiglia Popper incrociano le vicende dell’Europa di prima, durante e dopo la Seconda guerra mondiale. Eppure, leggendo “La morte dei caprioli belli”, ridiamo e ci commuoviamo non sulle macerie della guerra, ma sulle cose di ogni giorno. Qui protagonista è la vita, travolgente in tutta la sua bellezza: un padre sognatore, innamorato della pesca e delle donne, che tra alti e bassi non smette di combinare guai, una madre solida e paziente ma che sa il fatto suo, pescatori, operai e soldati che rubano, regalano, scappano, temono… Con un calore e una semplicità disarmanti Ota Pavel ci porta sulle sponde del laghetto, sdraiati con lo sguardo che punta al cielo e il cuore colmo di stupore.

MICRORECENSIONE:
attraverso le vicende umane di una famiglia ebrea che passa attraverso l’impero austroungarico, il nazismo e il comunismo.
Un libro che ha dispetto di queste due righe non è per niente peso e neppure cupo, anzi … a volte fa nascere un sorriso sulla bocca del lettore per le disavventure di papà Popper (vero nome dello scrittore)
Libro dal quale scopro che la famosa catena di scarpe BATA nasce alla fine dell’800 da Thomas Bat’a cittadino Boemo e che viene esportata in tutto il mondo dal nipote fuggito in Canadà alla fine dell 2 Guerra Mondiale

I soldi di Hitler – Denemarkova Radka

FUQUEMBERG-COPERTINA-cs TERZA DI COPERTINA:

Gita vuole tornare a casa. Rifugiarsi sotto una coperta calda e respirare gli odori quasi dimenticati dell’amata villa di famiglia. Ma quando nel 1945, sopravvissuta al campo di concentramento nazista, ritorna al proprio villaggio, scopre che la realtà è molto diversa da come l’aveva immaginata. A Puklice le proprietà dei genitori sono state confiscate. Ora sono occupate da estranei e chi, come lei, parla una lingua diversa viene scacciato come un nemico.  Però Gita è viva e sa che solo lì, all’ombra dei meli dell’infanzia, potrà trovare pace, ricordare ed esistere di nuovo. Inizia così una storia vera, potente e commovente che attraversa tutto il secondo Novecento ed è allo stesso tempo una bruciante riflessione sull’odio e sul perdono.
Con I soldi di Hitler siamo di fronte a un romanzo intenso che srotola pagine come colpe che non possono essere dimenticate, caratterizzato da uno stile unico e affilato, con un’audacia e una poesia della narrazione che sono valse all’autrice il più importante premio letterario della Repubblica Ceca, il Magnesia Litera.

«Uno dei migliori libri cechi da molto tempo a questa parte»
Radio Praga

«Un libro molto commovente.
Tutto ruota intorno al tema della colpa, del castigo e del perdono»
Dresdner Neueste Nachrichten

MICRORECENSIONE:
Un libro che deve decantare nell’anima.  Dove vittime e carnefici si “confondono” e si scambiano di posto. Storia di una famiglia ebreo/tedesca vittima prima dei nazisti in quanto ebrea e poi alla fine della guerra vittima dell’odio ceco in quanto tedesca (perchè tutti tedeschi erano nazisti) e latifondista.