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Nero come il cuore . Giancarlo De Cataldo

nero-come-il-cuore-copertinal’immagine del protagonista perdente, maledetto alcoolizzato e squattrinato e’ vecchia come il cucco… e oramai troppo utilizzata in tutti i noir alla fine stanca. A vantaggio di questo libro possiamo dire che è stato pubblicato la prima volta nel 1989 ed è la prima prova autoriale di De Cataldo. A suo svantaggio che sembra esclusivamente una mosso pubblicitaria dopo il successo di Romanzo Criminale

TRAMA
Bruio, un avvocato che dubita fortmente della legge, è nei guai. L’Ordine vuole levarselo di torno, di clienti neanche l’ombra. L’unico sarebbe un immigrato di colore che parla confusamente di un figlio in pericolo. Ma Bruio è stanco di “sfigati” e non gli dà retta. Quando scopre che l’uomo è stato ucciso, la sua crisi precipita. In coppia con Del Colle, poliziotto anomalo, inizia a modo sua un’indagine che lo porta a conoscere i potenti Alga-Croce: una donna sensuale e un enigmatico vecchio patriarca. Un romanzo non privo di ironia dall’autore di “Romanzo criminale” e “Teneri assassini”.

Crimini – AA.VV.

978880618818medNiccolò Ammaniti insegue, alle costole di un chirurgo plastico dalle strane abitudini, Il mio tesoro, in una scatenata, demenziale caccia per le strade di Roma. Andrea Camilleri mette in scena una storia d’amore finita troppo presto, e con Troppe coincidenze. Massimo Carlotto ci fa sentire quanto lontano può portare, nel cuore di un poliziotto, la Morte di un confidente. Nel sottobosco milanese di Sandrone Dazieri comici e assassini in gara cercano tutti L’ultima battuta. Diego De Silva ci porta a Napoli: chi nasconde nel Covo di Teresa? e Giancarlo De Cataldo dipinge una favola nera, con italiani pessimi ed extracomunitari inconsueti intorno al Bambino rapito dalla Befana. Un brivido molto lungo percorre la schiena, quando scopriamo chi è davvero il misterioso Ospite d’onore di Giorgio Faletti. Forse non farà carriera il commissario Curreli ostinandosi a cercare Quello che manca, di Marcello Fois. E forse era meglio non avere sentito Il terzo sparo, per la bella poliziotta complessata presa nell’intrigo di Carlo Lucarelli. Ma così è la vita. Anzi, il noir.

Metafisica dei Tubi – Amelie Nothomb

tubiParzialmente autobiografico narra i primi anni di vita della scrittrice figlia di un diplomatico belga che al momento della nascita della figlia si trova in Giappone. Solo parzialmente perché la Nothomb parlando do se stesso parla di tutti di noi. La scoperta del piacere, del peccato e della trasgressione attraverso l’assaggio, di nascosto dal genitore, di un pezzetto di cioccolato bianco portato dalla nonna in visita.
E’ cosi che l’io bambino, il tubo del romanzo, da quel fatto insignificante (la scintilla della trasformazione da essere puramente fisico ad essere pensante) conosce e sperimenta il contatto con l’altro, con la natura, con la paura di essere scoperto,  il senso di superiorità, i ricatti affettivi, l’odio, il ribrezzo, l’amore, l’abbandono, l’angoscia.

TERZA DI COPERTINA

Un’autobiografia scanzonata e irriverente dei primissimi anni di vita dell’autrice. La scoperta del gusto, del peccato, della potenza e della fascinazione della parola impegnano il tubo-Amélie, apparentemente inerte. In una compulsione di pensieri e metafore l’autrice consegna al Dubbio, una formula corrosiva che condensa irrequietezza e catarsi:”Vivere è rifiutare. Chi accetta ogni cosa non è più vivo dell’orifizio del lavandino.”

Ad occhi chiusi – Gianrico Carofiglio

carofiglio-ad-occhi-chiusiL’avvocato Guido Guerrieri – protagonista di ‘Testimone inconsapevole’, sorprendente romanzo d’esordio di Giancarlo Carofiglio – si trova questa volta alle prese con un caso difficile, non tanto per la vicenda (la sua cliente, Martina, è stata minacciata e aggredita da un suo ex convivente), quanto per la personalità del persecutore: noto professionista, figlio di un potente magistrato, Guido sa che mettersi contro di lui significherà molto più che affrontare una difesa e un processo difficile. Ancora una volta la vicenda del giovane avvocato si snoda al ritmo delle sue inquietudini e delle sue debolezze, sullo sfondo di una Bari in bilico tra luminosità violente mediterranee e oscure ambiguità. Una storia sulla dignità, sul senso di colpa e sulla paura.

[LIBRO] Il più grande uomo scimmia del Pleistocene – Roy Lewis

il-più-grande-uomo-scimmiaAPPUNTI DISORDINATI DI UN LETTORE CONFUSO
Il racconto ironico, divertente (a tratti pure eccessivo) della evoluzione umana da quadrupedi scimmieschi a homo erectus. Si inizia con la discesa dagli alberi dei nostri antenati per arrivare alle posizioni contrastanti fra lo Zio Vania conservatore che non vorrebbe cambiare niente della sua vita a quella di Edward che invece vuole evolversi scendendo dagli alberi, andando a conquistare le donne di un altro gruppo ….il tutto condito con il classico umorismo briitsh.
Un libro per conoscere, parlare, confrontarsi sull’evoluzione e sul progresso con i vantaggi ed i danni che questo può portare.

TERZA DI COPERTINA

“Il libro che avete fra le mani è uno dei più divertenti degli ultimi cinquecentomila anni” ha scritto Terry Pratchett. E’ vero, tanto tempo è passato, da quando vissero Ernest, il narratore di questo libro, con la sua ingegnosa famiglia, dal padre Edward, che fu senza dubbio “il più grande uomo scimmia del Pleistocene”, a quell’amabile reazionario di zio Vania, che tornava sempre a vivere sugli alberi, a quel viaggiatore incallito dello zio Ian, per non parlare delle ragazze. Un curioso gruppetto, che si trovò, sotto la guida del grande Edward, nella delicata situazione di chi dà all’evoluzione una spinta da cui siamo nati tutti noi. Ragionando con impeccabile acume scientifico, nonché un delizioso humour freddo, Edward e i suoi scoprirono “alcune delle cose più potenti e spaventose su cui la razza umana abbia mai messo le mani: il fuoco, la lancia, il matrimonio e così via”, sempre sulla base di una elementare esigenza: quella di “cucinare senza essere cucinati e mangiare senza essere mangiati”. E naturalmente non mancarono le dispute e i crucci, perché ogni volta si poteva discutere se quelle nuove invenzioni erano davvero buone o cattive, se non rischiavano di sfuggire al controllo e soprattutto se non andavano un po’ troppo contro la natura. Mah…
Pubblicato per la prima volta nel 1960, e poi ripreso più volte sotto vari titoli, questo libro si è fatto strada silenziosamente fra i classici della fantascienza a ritroso. Ma in realtà è un libro inclassificabile: una riflessione romanzesca, acutissima e leggera, su tutta la storia dell’umanità, contrassegnata in ogni dettaglio da quella limpidezza e da quell’ironia che appartengono alla migliore tradizione letteraria e scientifica inglese. Quando Théodore Monod lesse questo libro, segnalò all’autore uno o due errori tecnici, subito aggiungendo “che non importavano un accidente, perché la lettura del libro l’aveva fatto ridere tanto che era caduto da un cammello nel bel mezzo del Sahara”.

[LIBRO] Io Uccido – Giorgio Faletti

imagesTRAMA
Un Dee-Jay di Radio Monte Carlo riceve, durante la sua trasmissione notturna, una telefonata delirante. Uno sconosciuto, dalla voce artefatta, rivela di essere un assassino. Il fatto viene archiviato come uno scherzo di pessimo gusto. Il giorno dopo un pilota di Formula Uno e la sua compagna vengono trovati morti e orrendamente mutilati sulla loro barca.Inizia così una serie di delitti, preceduti ogni volta da una telefonata a Radio Monte Carlo con un indizio “musicale” sulla prossima vittima, e ogni volta sottolineati da una scritta tracciata col sangue, che è nello stesso tempo una firma e una provocazione: Io uccido…Per Frank Ottobre, agente dell’FBI in congedo temporaneo e Nicolas Hulot, commissario della Surete Publique, inizia la caccia a un fantasma inafferrabile. Alle loro spalle una serie di rivelazioni che portano poco per volta a sospettare che, di tutti, il meno colpevole sia forse proprio lui, l’assassino. Di fronte a loro un agghiacciante dato statistico. Non c’è mai stato un serial killer nel Principato di Monaco. Adesso c’è.

PENSIERI SPARSI DI UN LETTORE CONFUSO
Un caso letterario che non si poteva non leggere … scritto bene però lungo, prolissi, continue citazioni di due marchi aziendali (una radio e una macchina). 100/150 pagine in meno e una più accurata descrizione psicologica del Serial Killer avrebbero sicuramente giovato alla leggibilità. Personaggi poco descritti. Alla fine un buon libro (se consideriamo che è un opera prima) ma un esordiente senza il nome di Faletti l’avrebbe visto sugli scaffali delle librerie ?

Testimone inconsapevole – Gianrico Carofiglio

testimone-inconsapevole-la-recensioneÈ stato ucciso un bambino di nove anni. Il piccolo corpo, privo di tracce di violenza sessuale, viene ritrovato nel fondo di un pozzo. Un delitto atroce, del tutto inspiegabile, di cui è accusato, dopo rapide indagini, un ambulante senegalese, Abdou Thiam, che lavora nella spiaggia vicino la casa dei nonni dove il bambino è solito giocare. Inchiodano il senegalese indizi e testimonianze, ma soprattutto una foto e le dichiarazioni di un barista. Un destino processuale segnato: privo di mezzi, lo attendono una frettolosa difesa d’ufficio e vent’anni con rito abbreviato. Ma è un destino che si scontra con quello di un avvocato in crisi che trova, nella lotta per salvare Abdou in una spasimante difesa, un nuovo sapore alla vita. Abdou è davvero innocente? E come demolire la montagna accusatoria? Si dice che il rito processuale italiano non sia adatto al genere del legal thriller, tanto popolare nel mondo anglosassone. Ma il racconto di Carofiglio dipana il suo intreccio in un’aula di tribunale seguendo passo passo il lavoro di una Corte d’Assise, con i giudici, gli avvocati di difesa e di parte civile, la giuria popolare, il pubblico accusatore: e nel gioco di queste parti, nel fraseggio della noia e del colpo di scena, o dell’acuto retorico e dell’affondo micidiale di una controprova, riesce a creare la tensione dell’attesa, a insinuare il dubbio e, soprattutto, a suscitare l’attesa trepida di una giustizia liberatoria.

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon

item_73465Scritto in stato di grazia da un autore di libri per bambini, con l’io narrante di Christopher (15 anni – autistico), non solo verosimile e capace di incantare, è un romanzo semplice dalla narrativa convincente. Un libro, insomma, che nasconde tra le sue pagine la rara possibilità del “semplice” piacere della LETTURA.”

TRAMA
Quando scopre il cadavere di Wellington, il cane barbone della vicina, Christopher Boone capisce di trovarsi davanti a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, era così bravo a risolvere. Perciò incomincia a scrivere un libro mettendo insieme gli indizi del caso dal suo punto di vista.E il suo punto di vista è davvero speciale. Perché Christopher soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo, e ha un rapporto molto problematico con il mondo. Odia essere toccato, odia il giallo e il marrone, non mangia se cibi diversi vengono a contatto l’uno con l’altro, si arrabbia se i mobili di casa vengono spostati, non riesce a interpretare l’espressione del viso degli altri, non sorride mai. Adora la matematica e l’astronomia, e uno dei suoi pensieri preferiti è immaginare di essere l’ultimo uomo sopravvissuto sulla Terra, o l’unico marinaio a bordo di un sottomarino nelle profondità dell’oceano.Scrivendo il suo libro giallo, e ripensando a romanzi come Il mastino dei Baskerville, Christopher inizia a far luce su un mistero ben più importante di quello del cane barbone. Come è morta sua madre? Perché suo padre non vuole che lui faccia troppe domande ai vicini? Per rispondere a queste domande dovrà intraprendere un viaggio iniziatico in treno e in metropolitana, in luoghi e in situazioni che prima di allora avrebbe trovato intollerabili, approdando a una sorta di età adulta, orgoglioso di sapersi muovere nel mondo caotico e rumoroso degli altri.