[POESIA][MUSICA] Bobo Rondelli featuring Gianni Rodari

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo.
È del vecchio, del bambino,
del re, dell'ortolano,
del poeta, dello spazzino.

Non c'è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.

C’è un tempo

Esiste un tempo per tutte le cose, esiste un tempo per meravigliarsi di tutto.
Un tempo per vivere tutte le emozioni, tutti i pensieri, tutti quei gesti che mi hanno rattristato come se avessi voluto viverli e non ci riuscissi. 

Non riuscire a sentire, ad essere umano…a convivere da dentro l’anima triste con gli uomini miei fratelli sulla terra.
Non riuscire ad essere utile nemmeno sentendo.
Non riuscire ad essere pratico, quotidiano, nitido.
Ad avere un posto nella vita, un destino tra gli uomini, un’opera, una forza… 

…una volontà, un orticello, una ragione per riposare, una necessità per distrarmi…Non riuscire ad avere una cosa…una sola cosa venuta direttamente dalla natura per me. 

Ah, poter sentire tutto in tutte le maniere, vivere tutto da tutte le parti, essere la stessa cosa in tutti i modi possibili allo stesso tempo.
Realizzare in se tutta l’umanità di tutti i momento in un solo momento diffuso, profuso, completo e distante. 

Mi sono moltiplicato per sentirmi, per sentire ho dovuto sentire tutto, sono straripato, non ho fatto altro che traboccarmi.
Mi sono spogliato, mi sono dato, e in ogni angolo della mia anima, io, ho messo un altare ad un Dio differente… 

“io che sono più fratello di un albero che di un operaio, “io, che sento più il dolore presunto del mare quando batte sulla spiaggia che il dolore reale dei bambini che sono battuti…” 
“io, infine, letteralmente io, e io anche metaforicamente; io, inviato dal Caso alle leggi irreprensibili della vita…” 
“Io, questo degenerato superiore senza archivi nell’anima, senza personalità con valore dichiarato…” 
“io, l’investigatore solenne delle cose futili, che sarei capace di andare a vivere in Siberia solo perché non ne sopporto l’idea…” 
“Io, che tante volte mi sento così reale come una metafora, come una frase scritta da un malato nel libro della ragazza incontrata sul terrazzo, o una partita a scacchi sul ponte di un transatlantico…” 
“Io, il paesaggio sullo sfondo…”io, una lettera nascosta, io, consapevole del cielo poiché ci sono giorni in cui non lo guardo ma solamente lo sento; io, esisto senza che io lo sappia e morirò senza che io lo voglia; io, l’intervallo tra ciò che sono e ciò che non sono, tra quanto sogno di essere e quanto la vita mi ha fatto essere…la media astratta e carnale tra cose che non sono niente, più il niente di me stesso…io, che inquietudine se sento, che disagio se penso, che inutilità se voglio…Io, varco interrotto di un impulso invisibile… 
io, temporalesco e silenzioso; 
io, lontano dal rumore della terra… 
lontano dal silenzio del cielo…

(A.Chimenti)

Burattino senza fili – Edoardo Bennato

MUSICA E LIBRI

Andiamo alla scoperta di canzoni e Album ispirati dalla narrativa

Il primo capitolo di questa rubrica è dedicata a Edoardo Bennato e al suo disco del 1977.

Il disco ripropone le vicissitudini di Pinocchio in chiave metaforica e mostra un doppio piano di lettura; la storia di Carlo Collodi tal quale e la riproposizione allegorica dei modelli dei personaggi in chiave moderna.

Lato A

  1. È stata tua la colpa – 5:15
  2. Mangiafuoco – 4:53
  3. La fata – 4:08
  4. In prigione, in prigione – 4:42

Lato B

  1. Dotti, medici e sapienti – 3:23
  2. Tu grillo parlante – 4:02
  3. Il gatto e la volpe – 2:59
  4. Quando sarai grande – 4:47
  5. Dotti, medici e sapienti – versione strumentale (ghost track) – 1:45

12 Gennaio 1969

Led Zeppelin 1

Esce il primo disco degli Zeppelin

TRACCE

Lato A

  1. Good Times, Bad Times – 2:47 (Jimmy Page, John Paul Jones, John Bonham)
  2. Babe I’m Gonna Leave You – 6:41 (Anne Brendon, Jimmy Page, Robert Plant)
  3. You Shook Me – 6:27 (Willie Dixon, J. B. Lenoir)
  4. Dazed and Confused – 6:26 (Jake Holmes (non accreditato) – arrangiamento Jimmy Page)

Lato B

  1. Your Time Is Gonna Come – 4:34 (Jimmy Page, John Paul Jones)
  2. Black Mountain Side – 2:12 (Jimmy Page)
  3. Communication Breakdown – 2:29 (Jimmy Page, John Paul Jones, John Bonham)
  4. I Can’t Quit You Baby – 4:42 (Willie Dixon)
  5. How Many More Times – 8:28 (Jimmy Page, John Paul Jones, John Bonham)

Formazione

  • Robert Plant – voce, armonica a bocca
  • James Patrick Page – chitarra elettrica, chitarra acustica, pedal steel guitar, cori
  • John Paul Jones – basso, organo, cori
  • John Bonham – batteria, timpani, cori

[MUSICA] made in japan – deep purple

Cecina metà anni 70.
Sulla terrazza sopra a quello che fu il “Pino Solitario” si ritrovano tutti gli anni alcuni coetanei provenienti da mezza Toscana.
Quella estate, non ricordo che anno fosse, segnò in maniera netta la crescita di quel bambino che sta scrivendo queste poche righe.
Fino ad allora per me la musica era Canzonissima, il Festival di SanRemo, Milleluci … insomma gli show del Sabato sera del Canale Nazionale come si chiamava allora Rai 1. Già allora preferivo Little Tony a Bobby Solo, I Rokes, Caterina Caselli, il beat, gli urlatori a quella che era la canzone italiano impersonificata da Claudio Villa, Massimo Ranieri e tanti altri cantanti allora in voga e di cui mi sono dimenticato il nome.

In quell’estate di metà/fine anni 70 Maurizio da Siena venne in ferie con il Giradischi e tanti vinili e tantissime Cassette.

Quando ci fece ascoltare per la prima volta MADE IN JAPAN dei Deep Purple fu un GIG spaventoso, aprendomi gli orecchi e la mente
alla musica ROCK.

Made in Japan fu il mio punto di non ritorno che poi continuerà con il primo disco acquistato di cui parlerò in un prossimo post.