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Beware – Bonnie “Prince” Billy

cover-bewareBeware’ è il più grade e ambizioso album di Bonnie ‘Prince’ Billy, un’esplorazione molto intima della fragilità e della condizione dolente dell’animo umano e dei rapporti quotidiani. Benchè condivida diversi aspetti con il precedente ‘Lie Down The Light’ la sua portata è più lunga, forte ed imponente. Dove il violino e lo steel affiancano voci e chitarre addensandone il tono basso di fondo, che ne esprime al meglio le straordinarie doti di compositore e interprete. Basta un ascolto o due per concludere che questo è il più potente album di country-contemporaneo di Bonnie ‘Prince’ Billy, sempre però nel suo modo unico e speciale.

J.J. Cale – Roll On

jjcaleA cinque anni di distanza dalla pubblicazione del suo ultimo album, J.J. Cale, maestro indiscusso della chitarra e da alcuni stessi artisti venerato come un dio in terra, ritorna sulle scene con un nuovo album d’inediti per la Because Music. Personaggio molto schivo e al di fuori degli schemi platinati dello show business, Cale preferisce che sia la sua musica a parlare in sua vece e i dodici nuovi brani contenuti in “Roll On” sicuramente diranno ai suoi numerosissimi ammiratori che i cinque anni trascorsi in attesa di questo nuovo disco non hanno minimamente smorzato la qualità della sua musica. E anche se ormai Cale è un uomo di più di settant’anni, ha ancora molto da dire, attraverso la sua chitarra e le sue canzoni. La canzone che dà il titolo all’album è una collaborazione con Eric Clapton, amico e ammiratore da lunga data. Oltre al fatto che un altro disco di Cale è sempre una notizia di per sé, ciò che rende “Roll On” speciale è che in realtà esplora terre mai visitate prima. Parte di quest’album suona come il più classico dei dischi di Cale e avrebbe potuto uscire 30 anni fa ma contiene anche delle canzoni che lo spingono verso nuove mete.

Kind of Blue – Miles Davis

miles-davis-kind-of-blueNon ci sono parole per descrivere questo CAPOLAVORO, se si vuol trovare un sinonimo di bellezza ecco “Kind of blue” dovrebbe essere la risposta.  La malinconia di BLUE IN GREEN, il fraseggio della tromba di SO WHAT. Se inoltre a tutto questo aggiungiamo la qualità della registrazione, ricordandoci che stiamo parladno di un disco del MILLENOVECENTOCINQUANTANOVE ’59 e la pragoniamo ad un qualsiasi altro disco del periodo ci accorgiamo che anche sotto questo aspetto e’ attualissimo

Monotono – Skiantos (30 anni dopo)

300x300  Questo fu il primo Long Playing ufficiale degli “SKIANTOS” datato 1978 (dopo lo sperimentale “Inascoltable” dell’anno precedente). Le prime 5000 copie furono stampate in vinile colorato di giallo (“giallo vomito”). Si apre con un dialogo accelerato in autentico gergo giovanile fine anni ’70: “Ma che cazzo me ne frega ! Genere ragazzi, genere! Ehi sbarbo smolla la biga che slumiamo la tele. Sei fatto duro, sei fatto come un copertone, Sballato, Sesso duro, Ci facciamo ? Sbarbi sono in para dura ! Ok, ok nessun problema ragazzi, nessun problema ! Sbarbi sono in para dura. Schiodiamoci, schiodiamoci. C’hai della merda ? Ma che viaggio ti fai ? ! C’hai una banana gigantesca. Oh, c’hai della merda o no? Un caccolo! Ma che viaggio ti fai ? Intrippato. Brutta storia ragazzi, brutta storia. C’ho delle storie ragazzi, c’ho delle storie pese ! C’hai delle sbarbe a mano ? No, c’ho delle storie pese, fatti questo slego: 1 2 6 9!” Gli Skiantos portavano la cultura di strada nel microsolco ed erano certo consapevoli di cavalcare un progetto d’avanguardia !! Un inizio promettente

ASCOLTO:
Superato l’impatto punk del brano di apertura con il “mitico parlato” dal quale si dice ELIO abbia preso l’ispirazione per chiamare il suo gruppo “le storie tese”. Tutto il resto e’ Rock’n’roll con con ottimi spunti blues. Trent’anni e non dimostrarlo. Sconsigliato a chi pensa che la musica sia da prendere troppo sul serio.

Francesco ti ricordi – Atlantide (1976)


Provenienti dal Sud-Italia, gli Atlantide erano una band formata da quattro fratelli trasferitisi in a Rottweil (D) dal 1973. In Germania decero da supporto alla maggiori band locali del momento fra i quali gli Scorpions, traducendo il tutto in un buona esperienza nei concerti dal vivo e in ottime recensioni sulla stampa teuronica.

Per delle strane ragioni questa autoproduzione, non-ostante il disco sia cantato interamente in italiano, è stato distribuito nella sola Germania.
Disco abbastanza diverso dalle produzione del periodo, lo si può definire un disco di Hard-Rock con marcate influenze Prog.

Mi dispiace per chi non c’era

Summertime Blues Out In The Street { lyrics } Radio Nowhere { lyrics } Prove It All Night { lyrics } The Promised Land { lyrics } Spirit In The Night { lyrics } None But The Brave { lyrics } Hungry Heart { lyrics } [Tour Premiere] Candy’s Room { lyrics } Darkness On The Edge Of Town { lyrics } Darlington County { lyrics } Because The Night { lyrics } She’s The One { lyrics } Livin’ In The Future { lyrics } Mary’s Place { lyrics } I’m On Fire { lyrics } Racing In The Street { lyrics } The Rising { lyrics } Last To Die { lyrics } Long Walk Home { lyrics } Badlands { lyrics } Girls In Their Summer Clothes { lyrics } Detroit Medley Born To Run { lyrics } Rosalita { lyrics } Bobby Jean { lyrics } Dancing In The Dark { lyrics } American Land { lyrics } Twist And Shout [Tour Premiere] Mi stò riprendendo adesso …… il “Boss” e’ come il vino buono più invecchia e più migliora. Ieri sera mi e’ sembrato il miglior concerto visto di Bruce. Voglia di suonare, di contatto fisico con il pubblico, voglia di “let’s the party starter” … voglia di divertirsi. Una bella emozione.

Inedito di Bob Dylan ? No è Pete Molinari

Alcuni anni fà in Italia venen la modo di clonare i nostri cantautori più importanti e farne uscire alcune “fake”. Provate ad ascoltare Pete e ….. poi ditemi
Le atmosfere riportano direttamente al primo Bob Dylan, sebbene la voce sia più ambigua del celebre nasale del menestrello di Duluth. Ma riportano anche a certe cose di Hank Williams e Woody Guthrie. Invece il cantante si chiama Pete Molinari. Cognome italiano, origini sia maltesi sia egiziane sia italiane. E viene da Chapham, Kent, Inghilterra. Il suo primo singolo, “A virtual landslide”, uscito per una nuova etichetta discografica, non è stato esattamente un successo: su iTunes ha guadagnato in tutto 27 dollari. Ora si spera che l’impatto negativo non abbia scoraggiato il cantautore, perché il talento c’è e si vede, anzi si sente. Un talento affinato in quasi due anni di peregrinazioni negli Stati Uniti, anche in locali che furono frequentati da Jack Kerouac. Il mensile britannico “Q” ha scritto che la sua è “una voce straordinaria” che suona come qualcosa registrato “verso il 1952”. “Mojo” ha parlato di “folk-blues superbo”.

Alcune parti di questo post sono tratte da:
ROCKOL TICINONEWS RADIO 3iii
che riportano lo stesso articolo con proprio Copyright.

Radiohead – In Rainbow

In questo momento il mondo si divide in due, chi considera i Radiohead degli innovatori e chi pensa che si siano “solo” scelti una buona $trategia di marketing. Non stà certamente a me decidere da che parte stanno Tom Yorke e i suoi Radiohead, io posso solo dire che ho trovato il disco interessante, non semplice, ma con dei buoni spunti. Niente a che fare con i primi dischi quando i RH erano ancora giovani e con tanta voglia di sperimentare.