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IS THIS THE LIFE WE REALLY WANT ?

L’oca è diventata bella grassa
a forza di caviale in bar di lusso
e mutui subprime
e case distrutte
è questa la vita, il sacro graal?
non è abbastanza avere successo
dobbiamo anche vedere gli altri fallire.
 
La paura, la paura è il motore dell’uomo moderno
perché ci tiene tutti in riga
paura di tutti quegli stranieri
paura di tutti i loro crimini
è questa la vita che vogliamo davvero? (Vogliamo, vogliamo, vogliamo, vogliamo)
Di certo deve essere così
perché questa è una democrazia e si fa come diciamo noi
 
E ogni volta che è uno studente è travolto da un carrarmato
ogni volta che il cane di un pirata è costretto a fare una passeggiata sulla passerella
ogni volta che una sposa russa è messa in vendita
e ogni volta che un giornalista è lasciato a marcire in galera
ogni volta che una ragazza passa la vita nella futilità
e ogni volta che un babbeo diventa presidente
e ogni volta che qualcuno muore per cercare le chiavi
E, cazzo, ogni volta che la Groenlandia sprofonda nel mare è perché
Noi tutti, i neri e i bianchi
messicani, asiatici, ogni tipo di gruppo etnico
persino quelli di Guadalupa, i vecchi e i giovani
befane sdentate, top model, attori, froci, cuori spezzati
star del calcio, uomini nei bar, lavandaie, sarti, puttane
nonne, nonni, zii, zie
amici, parenti, barboni senzatetto
religiosi, camionisti, donne delle pulizie
Formiche – forse le formiche no
Perché le formiche no?
Beh perché è vero
le formiche non hanno abbastanza QI per fare la differenza tra
il dolore che provano le altre persone
e, beh, per esempio, tagliare le foglie
o arrampicarsi sui davanzali in cerca di lattine di melassa aperte
allora, come le formiche, siamo solo stupidi?
È per questo che non sentiamo o non capiamo?
O siamo tutti anestetizzati dai reality show?
 
Allora, ogni volta che cala il sipario
ogni volta che cala il sipario su una qualche vita dimenticata
è perché siamo rimasti fermi a guardare, zitti e indifferenti
è normale.
 
(Trad. Lorenzo Masetti da Canzoni contro la guerra)

Stalking Telefonico … emendamento approvato

Gli operatori e i soggetti terzi che stabiliscono, con chiamate vocali effettuate con addetti, un contatto anche non sollecitato con l’abbonato a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale, hanno l’obbligo di comunicare all’esordio della conversazione i seguenti dati: 1) gli elementi di identificazione univoca del soggetto per conto del quale chiamano; 2) l’indicazione dello scopo commerciale o promozionale del contatto”. E poi è scritto anche: “Il contatto è consentito solo se l’abbonato destinatario della chiamata, presta un esplicito consenso al proseguimento della conversazione”.

Leggetevelo bene. Se questo emendamento, dopo essere stato approvato al Senato, verrà confermato alla Camera … Chiunque potrà telefonarvi a casa a qualsiasi ora del giorno indipendentemente se avete autorizzato o no.

54 – Wu Ming

“L’Italia e uno stivale, noi abbiam provato di lustrarlo, ma il posto di uno stivale resta
sempre il fango

54

Un romanzo storico, apparentemente, sul secondo dopoguerra. Dico apparentemente perché il 1954 segna una svolta nella storia contemporanea. Nasce il KGB in Russia, in america il senatore McCarthy e la sua politica iniziano la parabola discendente. La sconfitta della Francia in Indocina, il caso Montesi in Italia, iniziano le trasmissioni televisive del PROGRAMMA NAZIONALE. Un romanzo fatto di tante storie fra le quali  anche quella del fantomatico film che Cary Grant doveva girare in Yugoslavia per conto della CIA nel tentativo di avvicinare Tito alle posizioni occidentali ( o tenerlo lontano dalla russia di Stalin)

SINOSSI

Non è dopoguerra, è solo un’altra guerra. Il mondo è diviso in blocchi, in realtà ideologie e frontiere si stanno già sgretolando: merci e droga non conoscono confini. Dalla Dalmazia a Mosca a Hollywood, da Napoli alla Francia, da Bologna a Trieste, tra balere, viaggi clandestini oltrefrontiera e incontri di pugilato, una folla di protagonisti, spinti da una corrente che li travolge e li supera, si muove verso uno sbocco ignoto. Nuovi eretici, ex partigiani, contrabbandieri, narcotrafficanti, agenti segreti, figli in cerca di un padre si muovono e si sfiorano, inconsapevoli pedine di un grande disegno.

Il complotto contro l’America -Philip Roth

scansione0143APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Lo confesso, sono un mega-ignorantone che non aveva letto niente di Roth fino a questo libro. L’ho trovato similare a al Phil K. Dick della “Svastica sul sole”. Che cosa sarebbe successo all’America se nel 1940 nelle elezioni a presidente fosse uscito vincitore Charles Lindbergh ?
ancora di più cosa sarebbe successo alla comunità ebrea se un candidato con sfacciate idee naziste fosse giunto al Campidoglio ?
Il libro ci fa rivivere i sentimenti di inquietudine, di tormentata incertezza, di frustrante impotenza, in cui la speranza e la paura si alterneranno che vive la famiglia Roth nel romanzo che poi sono gli stessi che hanno vissuta tanti americani dopo la nomina di George W. Bush … e chissà visto le notizie che iniziano a girare in questo ore anche dopo la
elezione di Donald Trump

TERZA DI COPERTINA
Quando l’eroe dell’aviazione Charles A. Lindebergh, rabbioso isolazionista eantisemita, sconfigge Franklin Roosevelt alle elezioni presidenziali del1940, la paura invade ogni famiglia ebrea americana, soprattutto quella delpiccolo Philip, investita dalla violenza del pogrom che si scatena. Roth parteda questo antefatto di fantastoria per raccontare cosa accadde a Newark allasua famiglia, e a un milione di famiglie come la sua, durante i minacciosianni Quaranta, quando i cittadini ebrei americani avevano buoni motivi pertemere il peggio.

CITAZIONE

(pag.9)
Lindbergh fu il primo celebre americano vivente che imparai ad odiare -proprio come il presidente Roosevelt fu il primo celebre americano vivente che mi insegnarono ad amare – e così la sua nomination da parte dei repubblicani come avversario di Roosevelt nel 1940 rappresentò l’attacco più violento che fosse mai stato sferrato contro quella ricca dotazione di sicurezza personale che io avevo data per scontata come figlio americano di genitori americani in una scuola americana di una città americana in un’America in pace col mondo

(pag.223)
Non avevo capito, fino a quel momento, come la sfacciata vanità di certi idioti possa avere un’influenza decisiva sulla sorte di altre persone

Umberto Eco “Chi voterà no è un imbecille” …

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Leggetevi questo articolo
Leggetevi, poi, anche i commenti
Poi fate due più due .. ma non su come votare al referendum, ma sulla sanità mentale e l’ignoranza dei tanti che usano l’internette
PS: l’intervista dell’articolo è stata rilasciata il 26/10/2016
l’intervestitato è deceduto il 19/02/2016 e forse senza conoscere le date esatte bastava sapere che Umberto Eco è morto.
Queste due informazioni erano le sole che servivano a far capire che è/era una bufala.
Guardate quanti GHIOZZI abboccano

PS: Concordo con chi dice che il problema dell’Italia non è la fuga dei cervelli, ma la contemporanea permanenza di altri

Era il 1951 ……

il Po straripava inondando tutto il Polesine e il Delta. In tutta Italia vennero ospitate molte famiglie con bambini provenienti da quelle zone. Forse tra gli intrepidi abitanti di Gorino, che con il moschetto in mano e un “mene frego” nel cuor e a rischio della propria incolumità hanno valorosamente respinto l’invasione  del loro suol natio da parte di un bellicoso esercito formato da 11 donne, alcune anche in attesa, dicevo forse fra di loro ci sono anche i nipoti, i figli di quelle persone che nel 1951 vennero ospitate in tutta italia.

SI FA PRESTO A DIMENTICARE.

Dobbiamo anche ricordarci e non dimenticare che quello che è successo oggi a GORINO non è un fatto locale, ma potrebbe accadere ovunque (Capalbio lo scorso anno è l’esempio perfetto) ed è la politica qualunquista del NIMBY … Not in my back yard … non nel mio cortile …. ovvero L’atteggiamento nel riconoscere come necessari, o comunque possibili, gli oggetti del contendere ma, contemporaneamente, nel non volerli nel proprio territorio

Guerre fra poveri

Chi ha vantaggio a mettere i dipendenti del commercio, sicurezza, ospedali contro altri lavoratori (scuola, uffici, P.A. operai di fonderia) ?
Ovvero contro tutti quelli che la domenica la passano a casa per.contratto ?

Quando ero ragazzo (molti troppi anni fa) gli studenti partecipavano alle manifestazioni operaie e viceversa, non era difficile trovare insegnanti e studenti uniti nelle occupazioni.
Tutti avevano una strada comune …

Se i lavoratori avevano dei diritti oggi, io studente li avrei avuti al momento dell ingresso nel mondo del lavoro.

Se la scuola funzionava era a vantaggio dell’insegnante, dello studente e del genitore

Non c’erano interessi contrapposti e tutti marciavano nella stessa direzione.

Adesso, pare, che lotte non siano per conquistare diritti ma per toglierli agli altri.
Se io lavoro anche la domenica, i festivi e a breve arriveremo a lavorare 24/7 non è un vantagio per me né per chi viene a prendere in giro e beffeggiare:
“Ci sono settori dove da sempre si lavora la domenica … voi del commercio non potete/dovete lamentarvi”

Oggi tocca a me (commercio terziario) ma se ci dividiamo … domani caro dipendente x toccherà a te … allora dopo averci presi per il culo, offesi e umiliati … come pensi che potremmo essere la tuo fianco.

Come.dice quel vecchio comunista di Richard WRIGHT in HEY YOU!!!!
Divide we fall united we stand

La scuola dei disoccupati – Joachim Zeiter

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Tenetelo lontano dagli sguardi dei nostri Ministri del Lavoro.
Una distopia che potrebbe realizzarsi.
“Un disoccupato non è un uomo senza lavoro. Al contrario. E’ un uomo con un lavoro impareggiabilmente difficile, quello di cercare lavoro. La forma più ambiziosa di lavoro”
L’agenzia del Lavoro tedesca come decide di diminuire il numero dei disoccupati ?
Con una sorta di gioco a premi, a metà tra il Grande Fratello e Giochi senza Frontiere,
dove la personalità dei concorrenti (disoccupati) viene completamente appiattita.
Dove finisce la verità e inizia la fantasia?

TERZA DI COPERTINA
Germania anno 2016. Ciò che resta della locomotiva d’Europa è una terra desolata, oppressa da dieci milioni di disoccupati. Per risolvere questa piaga nasce sphericon. Un campus in cui gli allievi, spronati da martellanti istruttori vagamente english speaking, scrivono curricula e lettere di presentazione, simulano telefonate e spulciano necrologi per proporsi alle aziende dove si è liberato un posto. Senza sosta, con ogni mezzo, costi quel che costi. La scuola dei disoccupati è una distopia amara e attuale, un colpo calibrato, millimetrico nello stomaco dei nostri tempi. L’ultimo antidoto razionale e iperorganizzato per una società che vuole solo vincenti.
Joachim Zelter è nato a Friburgo nel 1962, Joachim Zelter insegna Letteratura inglese all’Università di Tubinga e a Yale. È autore di numerosi romanzi e raccolte di racconti. È pubblicato per la prima volta in Italia da Isbn.