Archivi categoria: STORIA

Agenda Letteraria 14 Luglio

1916: Nasce a Palermo Natalia Levi Ginzburg

INCIPIT LESSICO FAMIGLIARE
Nella mia casa paterna, quand’ero ragazzina, a tavola, se io o i miei fratelli rovesciavamo il bicchiere sulla tovaglia, o lasciavamo cadere un coltello, la voce di mio padre tuonava: – Non fate malagrazie!
Se inzuppavamo il pane nella salsa, gridava: – Non leccate i piatti! Non fate sbrodeghezzi! non fate potacci!
Sbrodeghezzi e potacci erano, per mio padre, anche i quadri moderni, che non poteva soffrire.
Diceva: – Voialtri non sapete stare a tavola! Non siete gente da portare nei loghi!
E diceva: – Voialtri che fate tanti sbrodeghezzi, se foste a una table d’hôte in Inghilterra, vi manderebbero subito via.

1982: Muore a Lugano Giuseppe Prezzolini

  • L’italiano è un popolo che si fa guidare da imbecilli i quali hanno fama di essere machiavellici, riuscendo così ad aggiungere al danno la beffa, ossia l’insuccesso alla disistima, per il loro paese. Da molti anni il programma degli uomini che fanno la politica estera sembra riassumersi in questo: mani vuote, ma sporche.
  • I veri italiani sono pochissimi. La maggior parte di coloro che si fanno passare per italiani, sono in realtà piemontesi, toscani, veneti, siciliani, abruzzesi, calabresi, pugliesi e via dicendo. Appena fuori d’Italia, l’italiano torna ad essere quello che è: piemontese, toscano veneto ecc. L’italiano sarà un prodotto dell’Italia, mentre l’Italia doveva essere un prodotto degli italiani.
  • La storia d’Italia è la storia di Spagna e di Francia, d’Alemagna e d’Austria, e in fondo, storia d’Europa. Lo sforzo degli storici per creare una storia d’Italia dimostra come si possa spendere molto ingegno per una causa poco ingegnosa, come accade a quei capitani che si fanno valorosamente ammazzare per una causa infame.
  • L’Italiano è di tanto inferiore al giudizio che porta di se stesso di quanto è superiore al giudizio che ne danno gli stranieri. Le sue qualità migliori sono le ignorate e i suoi difetti peggiori sono i pubblicati da tutta la fama.
  • La famiglia è l’unico aggregato sociale solido in Italia. Il comune è l’unico organismo politico sentito in Italia. Tutto il resto è sentimento generico di classi intellettuali, come la patria; o astrattismo burocratico, come la provincia; o mito vago, che nasconde spinte economiche molto ristrette ed egoistiche, come l’internazionale.
  • Tutto è in ritardo in Italia, quando si tratta di iniziare un lavoro. Tutto è in anticipo quando si tratta di smetterlo.
  • Il tempo è la cosa che più abbonda in Italia, visto lo spreco che se ne fa.

 

 

Io, piccola ospite del Fuhrer – Helga Schneider

9669173Interessante documento sugli ultimi periodi dell terzo reich .
Una testimone oculare ci racconta la Berlino degli ultimi giorni.

TERZA DI COPERTINA
È il Natale 1944: la piccola Helga, suo fratello e alcuni “perfetti bambiniariani” sono ospiti per tre giorni nel bunker di Hitler. In una Berlino ormaidistrutta e in fiamme, emerge lo smarrimento e l’inconsapevole leggerezza deibambini in gita nell’epicentro del terremoto. Un racconto bruciante, dove alvalore della testimonianza si aggiunge l’intensità del ricordo d’infanzia.Helga Schneider è nata in Polonia e cresciuta in Germania e in Austria, paesed’origine dei genitori. Vive a Bologna dal 1963 dove ha svolto attività digiornalista. Scrive in italiano ed è autrice di romanzi.

Julian Barnes – Il Porcospino

_il-porcospino-1491509250Romanzo vecchio, ripubblicato ultimamente da Einaudi, uscito ad inizio degli anni 90 e risente degli avvenimenti messi in moto dalla Caduta del muro di Berlino.

Descrizione

«Un piccolo capolavoro di satira politica: convincente, arguto, efferato.» – Robert Harris

«La struttura impeccabile del romanzo costituisce la gabbia nella quale si manifestano personaggi di furiosa energia narrativa.» – The Daily Telegraph

Dopo la caduta del regime comunista in un innominato paese dell’Est europeo, l’ex Presidente Stoyo Petkanov viene sottoposto a giudizio da un governo che si definisce democratico. A condurre il processo nel ruolo dell’accusa è Peter Solinsky, docente di giurisprudenza e figlio di una delle vittime. L’uscita di scena del leader deposto, vero e proprio capro sacrificale, è intesa a purificare decenni di terrore e falsità e a celebrare l’avvento di un nuovo corso della storia. Ma qualcosa si guasta strada facendo, il meccanismo si inceppa, e nel lamento delle pance vuote della nazione si conclude che «spesso la storia è soltanto quello che succede. Solo piú tardi diventa interessante». Il Procedimento Penale Numero 1 ha inizio il 10 gennaio davanti alla Corte suprema. L’ex Presidente di un innominato paese dell’Europa dell’Est arriva sotto scorta militare: una figura bassa, tarchiata, con indosso un impermeabile abbottonato e i suoi soliti occhiali spessi, con le lenti leggermente colorate. Scende dalla Čajka, si leva il cappello e mette in mostra ancora una volta una testa che la nazione non stenta a riconoscere, per via dei numerosi francobolli che l’hanno raffigurato. È Stoyo Petkanov, Presidente destituito e intransigente veterano del partito lealista, finalmente chiamato a rispondere dei propri reati. In aula deve scontrarsi con il Pubblico Ministero Peter Solinsky, figlio di un intellettuale del Partito e vittima del regime. In un paese abituato a nascondere e tacere, la diretta televisiva è una delle tante trovate della pubblica accusa. La popolazione vorrebbe vederlo inchiodato per reati gravissimi – omicidio di massa, tortura, rovina della nazione – ma finirà per essere condannato per reati minori e solo grazie a un sotterfugio. Ispirandosi al modello del romanzo politico, Julian Barnes offre un crudele affresco della transizione che l’Europa dell’Est intraprende con l’emergere di un ordine democratico, ma le differenze tra buona e cattiva ideologia, tra comunismo sovietico e capitalismo occidentale rimangono volutamente sfocate e sul palcoscenico della vicenda si manifesta il rovescio di un presunto mondo nuovo. Solinsky percorre un cammino destinato a condurlo a consapevolezze scomode sul sistema, sulla speranza democratica e, in ultima analisi, su di sé. D’altro canto le parole con le quali il deposto dittatore sfida «il lato banale della virtú» sono acute, taglienti e capaci di rivelare confini fumosi tra il mito stanco del passato e l’illusione fragile del domani, arando solchi di verità moleste anche nei semplici testimoni della Storia.

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Il 25 Aprile nelle parole di Giorgio Bassani

Gli ex fascistoni di Ferrara
invecchiano
alcuni
di quelli che nel ’39
mostravano di non più ravvisarmi
traversano mi buttano
come a Geo le braccia al collo
gaffeurs incontenibili
sospirano eh voi
propongono
dopo la dolorosa
pacca sulla spalla mancina
l’agape casalinga
che al fine consenta alla monumentale mummy cattolica
d’estrazione bolognese o rovigotta
ai brucanti in tinello strabiondi
teen-agers incontaminati
di incontrarlo una buona volta
il già compagno di scuola talmente
bravo
il bravo
romanziere
il presidente…

Hanno l’aria di insinuare
nel mentre dài piantala
non lo vedi che sei tu quoque
mezzo morto?
E poi scusa – continuano
uguali identici ormai
all’ingegner Marcello
Rimini
al rabbino dottor Viterbo –
in che altro modo senza di
noi
avresti potuto metterle insieme
le tue balle con relativo
appoggio di grana eccetera? Dopo tutto
cazzo
potresti ben cominciare
a considerarci anche noi quasi dei mezzi…

Coraziali? Voi quoque? Dei quasi
mezzi cugini? No piano
Come cazzo si
fa?

Prima
cari
moriamo.

(Giorgio Bassani, Epitaffio, 1974)

Padania etrusca

Padania_EtruscaQuesta è la Mappa della colonizzazione etrusca della Padania. Questo porta a dichiarare come bufale due leggende metropolitane.
La prima che la Padania sia celtica.
La seconda che l’aspirazione della consonante intervocalica tipica dei popoli toscani sia di provenienza etrusca ….
Io un veneto (adria) ferrarese (spina) un bolognese, un romagnoli e un mantovano …. non li ho mai sentiti aspirare nessuna consonante

54 – Wu Ming

“L’Italia e uno stivale, noi abbiam provato di lustrarlo, ma il posto di uno stivale resta
sempre il fango

54

Un romanzo storico, apparentemente, sul secondo dopoguerra. Dico apparentemente perché il 1954 segna una svolta nella storia contemporanea. Nasce il KGB in Russia, in america il senatore McCarthy e la sua politica iniziano la parabola discendente. La sconfitta della Francia in Indocina, il caso Montesi in Italia, iniziano le trasmissioni televisive del PROGRAMMA NAZIONALE. Un romanzo fatto di tante storie fra le quali  anche quella del fantomatico film che Cary Grant doveva girare in Yugoslavia per conto della CIA nel tentativo di avvicinare Tito alle posizioni occidentali ( o tenerlo lontano dalla russia di Stalin)

SINOSSI

Non è dopoguerra, è solo un’altra guerra. Il mondo è diviso in blocchi, in realtà ideologie e frontiere si stanno già sgretolando: merci e droga non conoscono confini. Dalla Dalmazia a Mosca a Hollywood, da Napoli alla Francia, da Bologna a Trieste, tra balere, viaggi clandestini oltrefrontiera e incontri di pugilato, una folla di protagonisti, spinti da una corrente che li travolge e li supera, si muove verso uno sbocco ignoto. Nuovi eretici, ex partigiani, contrabbandieri, narcotrafficanti, agenti segreti, figli in cerca di un padre si muovono e si sfiorano, inconsapevoli pedine di un grande disegno.