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L’islam contro l’islam

islamcontroislam_512x652L’interminabile guerra di Sunniti e Sciiti
Antoine Sfeir

Decrittare i tumulti che scuotono il mondo arabo solo in chiave di opposizione fra democrazia e dittatura è non tenere conto di una costante fondamentale del mondo Islamico: l’antagonismo di antichissima memoria fra Sunniti e Sciiti.
In “L’Islam contro l’Islam” Antoine Sfeir ricostruisce le origini storiche e teologiche di una guerra di religione oggi operante con effetti devastanti. Uno studio assolutamente essenziale per capire l’attuale evoluzione geopolitica del mondo islamico.
Dalla scomparsa del profeta Maometto alle lotte per la successione aperte dalla sua scomparsa, in uno scenario che va dall’Iran all’Egitto, dal Qatar alla Siria, dal Maghreb all’Oriente, un affresco magistralmente consapevole della realtà del mondo arabo, delle sue primavere e dei suoi possibili autunni.
Un’indagine minuziosa che abbraccia un grande passato e illumina il presente dell’universo Islam.
L’AUTORE
Antoine Sfeir, politologo franco-libanese, è fondatore dei “Cahiers de l’Orient”. Autore di numerosi saggi, ha pubblicato per Grasset “L’Oriente complicato ”(2008).

Bolero – Carmelo Abbate

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UNA PERFETTA STORIA ITALIANA

C’è un’unica fotografia in queste pagine. Quella del corpo di Pier Paolo Pasolini. Due ragazzi in piedi lo scrutano. Il primo si chiama Maurizio, detto Crispino, e fa il boss alla Magliana. L’altro, Umberto, ha sedici anni e i cinque punti della malavita tatuati sul polso.
Diventerà l’ombra di Bettino Craxi, l’astro nascente della politica italiana. Queste pagine si aprono e si chiudono con un cadavere. In mezzo, tutta vita.

Questa è la Grande Bellezza. Quella vera.

In un’umida notte autunnale, due uomini salgono sul tetto di una casa di Hammamet. Uno è Craxi. L’altro si chiama Umberto. Ha due tatuaggi sul corpo: i cinque punti della malavita sul polso destro e la lettera U appena sopra il pene. È nato in un tugurio alla periferia di Roma. La sera in cui Pasolini viene ammazzato, Umberto c’è. Cresce con la voglia di farsi strada, una voglia che da quelle parti confina con la malavita, dai furtarelli alle rapine, ai traffici di grosso calibro, sempre se riesci a entrarci senza farti ammazzare, perché gira gente che metterà in piedi la Banda della Magliana, come De Pedis e Abbatino. Pezzi grossi. Anche suo zio, però, è un pezzo grosso, comanda la banda della lancia termica che svaligia banche in mezz’Europa, lo chiamano Er Bolero.

Ma questo succedeva parecchi anni fa. Prima che accadessero tante altre cose. Prima – ma a volte anche durante – che Umberto diventasse il fotografo di Bettino Craxi, il segretario del partito socialista, il faro della politica italiana. Di più, la sua ombra. L’arma adesso è una Leica, una macchina fotografica pura. Gliel’ha regalata un gangster del clan dei marsigliesi. Da lì in poi, ci sono venticinque anni da raccontare. Perché in quegli anni è successo tutto. Pertini e Berlinguer. Frank Sinatra e John Gotti. Reagan e Lady Diana. E poi De Michelis, Martelli, Ripa di Meana – per gli intimi Orgasmo da Rotterdam. Il divo Andreotti. L’orgia del potere. Miss Italia. Stelle e stelline. Feste e festini.

Attrici, cantanti, artisti, in ascesa e trombati, tutti travolti da improvvisa passione politica. Fino a quando un mariuolo non finisce nel sacco, e la piramide si crepa, e poi crolla. È successo tutto questo, e anche molto di più.

Lui è tornato – Timur Vermes

3634569-9788845282416È la primavera del 2011. Adolf Hitler si sveglia in una di quelle campagne vuote che ancora si possono vedere nel centro di Berlino. È una Berlino, ai suoi occhi, alquanto bizzarra, almeno rispetto a quando l’aveva lasciata. Senza guerra, senza insegne nazionalfasciste e accanto a lui non c’è Eva. E le stranezze non finiscono qui. Berlino sembra in un periodo di pace, eppure è invasa da migliaia di stranieri (addirittura cinesi!), e la Germania è governata da una donna (!) tozza e bassina che in Europa fa quello che vuole. Così, 66 anni dopo la sua caduta, il redivivo si getta di nuovo nell’agone politico, per iniziare una nuova carriera. Naturalmente, tutti lo credono uno straordinario imitatore con una perfetta somiglianza fisica al Fuhrer, dunque perfetto per fare il comico in televisione, spopolare su youtube e i social network. Ma lui, invece, non scherza affatto, anzi è semplicemente se stesso.

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA

operazione discutibile ?

Letto per curiosità.
La frase finale del libro è AGGHIACCIANTE (e mentre lo leggete pensate di essere Crozza che fa l’imitazione di Conte)
Non tutto era sbagliato ….
mi sembra tanto il refrain dei neo-fascisti locali anche Mussolini ha fatto cose buone.

La guerra, la deportazione in massa di intere popolazioni … va bene però Hitler era vegetariano e rispettava gli animali.

Strage – Loriano Macchiavelli

phpThumb_generated_thumbnailjpgBologna, 2 agosto 1980, ore 10,25: una tremenda esplosione lacera l’afa estiva della stazione ferroviaria. È la strage piu spaventosa degli anni di piombo. È da questo tragico episodio che prende le mosse un travolgente romanzo d’azione in cui la storia effettivamente accaduta si intreccia con la fantasia; la puntigliosa documentazione – ricavata da fonti ufficiali – con ipotesi e invenzioni; i personaggi reali con protagonisti del tutto immaginari; ciò che è accaduto con ciò che potrebbe essere accaduto e con ciò che ancora potrebbe accadere se… 10.25. AI centro dell’azione tre personaggi: Jules Quicher, esperto di problemi di sicurezza industriale, anomala figura di detective disincantato cui la vita ha insegnato a dubitare di tutto; Claudia Petroni, ragazza entusiasta, reduce del movimento del 1977, che si infiltra in un gruppo di terroristi diventando terrorista lei stessa; un alto ufficiale che, per cercare di scoprire la verità, sacrificherà la propria vita lasciando un’eredità pesante che, ancora oggi, potrebbe rappresentare una minaccia per i mandanti di quella strage.