Le Monnier

LA CHIUSURA
Sentenza del tribunale: serrande giù e 15 senza lavoro
Le Monnier è proprio finita dopo 80 anni fallisce la libreria
ELISA ASSINI su la Repubblica 16/6/2007

Ha chiuso. Per la storica libreria Le Monnier di Firenze le saracinesche si sono abbassate definitivamente lo scorso 30 maggio, quando è stato dichiarato il fallimento della società “Città di Firenze”, proprietaria del negozio. La sentenza, resa nota solo ora ed emessa dal tribunale fallimentare di Milano, dove si trova la sede legale sella società, annulla le speranze dei 15 dipendenti della libreria di salvare il loro posto di lavoro.

I sindacati: “Chi era lì da trent´anni come farà a trovare lavoro?”
Non arriva il nuovo socio addio alla libreria Le Monnier
Dichiarata fallita la società proprietaria

Una chiusura che secondo il sindacato era nell´aria ormai da tempo ma che forse si poteva evitare: «Ce lo immaginavamo – dice Giuliana Mesina, sindacalista della Filcams Cgil, che segue da tempo la vicenda – continuavamo a chiamare l´azienda chiedendo le loro intenzioni. Più volte era stata annunciata la presenza di un nuovo socio interessato a rilevare la società». Nessuno però si è fatto avanti per salvare il negozio di via San Gallo, al suo posto dal 1926. «Addirittura la notizia del fallimento ci è arrivata per e-mail» dice Mesina.

“Città di Firenze” ha rilevato la libreria dalla Mondadori Retails spa nel giugno del 2006. La crisi era scoppiata lo scorso 23 gennaio con l´improvviso licenziamento di tre lavoratori. I problemi, secondo la società, erano da imputare alla scarsa riuscita dello scolastico, alle cattive condizioni in cui l´avevano rilevata, ma soprattutto all´affitto che era stato raddoppiato dai proprietari dello stabile. Dopo giorni di protesta i licenziamenti erano stati ritirati e i dipendenti speravano di avercela fatta. «Fino a metà aprile quando cinque dei 15 lavoratori della libreria di Firenze – dichiara Lucia Renzone, responsabile amministrativa della “Città di Firenze” – hanno dato le dimissioni per giusta causa: non hanno infatti ricevuto gli stipendi di marzo e aprile». Il resto del personale si è riunito in assemblea permanente il 27 aprile. Per aspettare e chiedere una soluzione a loro favorevole della vicenda che però non è arrivata, portando alla chiusura del negozio dopo ben 81 anni di attività. «Non ha più senso parlare di assemblea permanente – spiega Mesina – gli ex dipendenti sono senza lavoro e basta. La situazione è preoccupante, chi è a Le Monnier da oltre trent´anni, come può ora riuscire a rientrare nel mondo del lavoro? ».

Con la sentenza, la 208 del 2007, è stato nominato curatore fallimentare Angelo Pennati e proprio in questi giorni i creditori stanno ricevendo la comunicazione della procedura fallimentare: «I lavoratori – spiega Giuliana Mesina – che non ricevono lo stipendio da marzo, aspettano di avviare le pratiche per la riscossione dei loro crediti. Speriamo che già alla fine dell´anno possano farlo. Anche se, in realtà, gli stipendi verranno recuperati solo in parte».

Il prossimo 22 giugno è previsto un incontro tra il curatore fallimentare e l´unità di crisi istituzionale (costituita da Regione, Provincia e Comune) da cui potrebbe scaturire qualche forma di ricollocamento.

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Le Monnier addio Fallita la proprietà

Procedura aperta, nominato il curatore

da la Nazione 15/6/2007

LE MONNIER, addio. «Città di Firenze», proprietaria della storica libreria fiorentina, è fallita. La sentenza, che risale a pochi giorni fa, è del tribunale fallimentare di Milano, città dove si trova la sede legale della società a responsabilità limitata, guidata da Matteo Luteriali e Caterina Lomacci, che nel giugno 2006 ha rilevato la libreria dalla Mondadori Retails spa. Il procedimento è appena avviato.

Con la sentenza, la 208 del 2007, è stato nominato il curatore fallimentare Angelo Pennati e proprio in questi giorni i creditori stanno ricevendo la comunicazione dell’apertura della procedura fallimentare. «È la fine di un’agonia», si lascia sfuggire una dipendente della libreria. Che ormai da tempo, infatti, aveva tirato giù i bandoni. Precisamente dal 27 aprile scorso, quando i 12 dei 15 dipendenti rimasti, stanchi di scaffali vuoti e stipendi non riscossi, si erano riuniti in assemblea permanente. E nonostante i contatti con la proprietà, i reiterati appelli ad imprenditori ed istituzioni, nulla poi è accaduto. La libreria è rimasta chiusa, dimenticata ora che gli studenti universitari si sono trasferiti a Novoli, e nessuno si è fatto avanti per salvare un esercizio che si trova nello storico palazzo cinquecentesco di via San Gallo dal lontano 1926. Già da marzo scorso, infatti, la proprietà aveva dichiarato di essere alla ricerca di un imprenditore interessato a rilevare la società. Invece, nulla, e adesso siamo di fronte al triste epilogo. Forse, come ha fatto notare la dipendente della libreria, è la fine dell’agonia per chi nella libreria ci lavorava. Grazie alla procedura fallimentare, gli stipendi saranno infatti alla fine almeno in parte recuperati e probabilmente, dall’incontro tra il curatore fallimentare e l’unità di crisi istituzionale (per intenderci, quella costituita da Regione, Provincia e Comune) previsto per il 22 giugno, scaturirà forse qualche forma di ricollocamento. Ma cosa troveremo tra qualche tempo al civico 49/R di via San Gallo? Monica Pieraccini

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NUOVO INCONTRO PER I LAVORATORI DE “LE MONNIER” IL 18 MAGGIO

L’assessore Saccardi ha risposto, in Consiglio provinciale, ad una domanda d’attualità di Rifondazione Comunista

L’assessore al lavoro Stefania Saccardi è tornata, in Consiglio provinciale, a riferire sulla situazione della libreria Le Monnier rispondendo ad una domanda d’attualità di Rifondazione Comunista. “Una situazione che è veramente, veramente difficile: nonostante i nostri sforzi non è stato possibile agevolare l’attuale proprietà, che è la Città di Firenze S.r.l. nel trovare un possibile acquirente di questa attività e purtroppo ormai la libreria è vuota e, al momento, non si intravedono prospettive per la ripresa dell’attività produttiva. Quello che stiamo facendo, trattandosi di un’azienda con meno di quindici dipendenti – ha aggiunto l’assessore Saccardi – è quello di vedere se vi sia in qualche modo la possibilità di trovare un ammortizzatore sociale per questi lavoratori. Su questo c’è un forte impegno di questo Assessorato, ma anche dell’Assessorato al lavoro della Regione e, con l’assessore Simoncini, abbiamo fissato un incontro il prossimo 18 maggio proprio per esaminare questa possibilità”.

Per i consiglieri di Rifondazione Comunista: “La vicenda de Le Monnier richiama il fatto di come le istituzioni non lavorino in rete e non lavorino marcando il territorio. Sapevamo che la situazione di crisi dell’azienda non avrebbe avuto uno sbocco positivo. Non è un caso che si continua, comunque, a parlare di una crisi al buio. Sapevamo anche che l’azienda dopo avere disertato le riunioni sindacali e i tavoli di trattativa non avrebbe ottemperato agli impegni presi per ciò che riguarda le retribuzioni e quindi non riusciamo sinceramente a capire come Martini, Domenici e Renzi continuino a non intervenire nel merito o, comunque, a non marcare il territorio. Nonostante la questione sia stata posta nelle assemblee elettive e, da più parti, ne sia stata rimarcata la rilevanza strategica non siamo riusciti ad avvertire ed a palpare la presenza istituzionale. Aspettiamo questo incontro del 18 maggio anche se riteniamo che sulla vicenda de Le Monnier si continua a procedere nel buio più assoluto”.

15/05/2007 12:52
Provincia di Firenze

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Le Monnier, tutto tace
L’appello dei lavoratori

da l’Unità 5/5/2007

Il lavoro nobilita l’uomo, c’hanno sempre detto. Solo che a volte può anche umiliarlo. È il caso dei dipendenti della libreria fiorentina Le Monnier, che da gennaio vive una grave crisi. Intanto, da 15 i lavoratori sono diventati 12, in virtù di tre dimissioni per “salario non retribuito”. Sono infatti due mesi che nessuno percepisce lo stipendio. Città di Firenze Srl, che ha rilevato la libreria da Mondadori nel giugno scorso, resta sopita e il sonno della proprietà genera mostri, per i lavoratori, che infatti dal 26 aprile sono in assemblea permanente, stufi di umiliarsi nell’accogliere i pochi clienti con libri vecchi su scaffali semivuoti. «Una situazione kafkiana – denuncia Giuliana Mesina della Filcams Cgil – con la proprietà che non pare prendersi nessuna responsabilità e non risponde alle nostre domande». In ballo non solo stipendi non pagati: ci sono mancati investimenti, un salato affitto dell’immobile, incertezze sull’eventuale tfr e un vincolo storico sulla libreria che sembra vigere solo per l’insegna e non sulla destinazione d’uso del fondo. A parole, tutti vorrebbero salvarla: proprietà, istituzioni, mondo della cultura. «È il momento di atti concreti e d’incentivare un’imprenditoria culturale fuori dai grandi distributori», è l’estremo appello di Mesina. Tommaso Galgani

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Le Monnier, appello disperato
I dipendenti si rivolgono alle imprese: «Salvate la libreria»

da la Nazione 5/5/2007

«SALVATE la libreria storica di Firenze» Ormai è un appello disperato quello che ieri mattina, nella sede della Camera del Lavoro, i dipendenti della Le Monnier hanno rivolto a tutto il mondo dell’imprenditoria. «Le abbiamo tentate tutte — apre le braccia Giuliana Mesina, funzionario Filcams Cgil di Firenze —. Prima lo sciopero, poi le conferenze stampa a raffica e infine l’assemblea permanente indetta lo scorso 26 aprile e tutt’ora in corso. Insomma — spiega la sindacalista — abbiamo utilizzato tutti gli strumenti in nostro possesso e abbiamo tentato tutte le vie di dialogo pur di costringere la proprietà alla chiarezza. L’ultima telefonata risale ad appena mezz’ora fa. Eppure il destino dei dodici dipendenti della libreria continua ad essere appeso a un filo e ancora non si sa se e quando potranno ricevere gli stipendi arretrati degli ultimi due mesi».

«ORMAI — dice ancora Giuliana Mesina — sembra chiaro che non otterremo alcuna risposta da parte della proprietà, ma la nostra azione di resistenza continuerà ancora perchè questo atteggiamento a nostro avviso non solo è sinonimo di grande irresponsabilità da parte di una proprietà omertosa, ma è anche una totale mancanza di rispetto nei confronti di un gruppo di lavoratori che vanta al suo attivo anni e anni di anzianità e di contributi pagati. La cosa più grave — concordano tutti i dipendenti — è che neanche il tavolo delle trattative avviato con la proprietà e gli imprenditori e organizzato insieme alle Istituzioni, ha prodotto risultati positivi. A quanto pare il settore della cultura non attira gli investimenti. Occorrerebbe un paladino della cultura alla Diego Della Valle, disposto a spendere capitali ed energie per impedire l’abbassamento definitivo della storica serranda di via San Gallo.» Caterina Ceccuti

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FILCAMS FirenzeAgli Organi di Stampa

Cronaca di una morte annunciata

La Libreria Città di Firenze – Le Monnier all’ultimo atto?

Dopo che le lavoratrici e i lavoratori della Libreria hanno deciso di riunirsi in Assemblea Permanente dal 27 aprile scorso, ancora nessuna reazione da parte della proprietà.

Senza salario, senza lavoro, nella paradossale situazione di non essere ancora stati licenziati, lavoratrici e lavoratori della Libreria incontreranno i giornalisti alla:

CONFERENZA STAMPA

indetta per il giorno 4 maggio 2007 alle ore 11,30

presso la Camera dal Lavoro di Firenze in Borgo dei Greci 3 – Salone di Vittorio

In quell’occasione, la Filcams CGIL, le RSA e i lavoratori della Libreria illustreranno ai giornalisti la situazione e le motivazioni della mobilitazione.

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Firenze, 27 aprile 2007

COMUNICATO SINDACALE

L’Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della Libreria Città di Firenze-Le Monnier, riunitasi in data 26 aprile 2007:

  • vista la perdurante situazione di crisi dell’Azienda

  • visto il mancato pagamento del salario del mese di marzo

  • visto le inesistenti garanzie di pagamento di quanto dovuto

  • visto il reticente atteggiamento della proprietà sul destino dell’Azienda

  • vista la situazione poco dignitosa in cui sono costretti ad operare di fronte ai clienti, dentro una Libreria dagli scaffali vuoti,

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p align=”center”>HA DECISO DI RIUNIRSI IN

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p align=”center”>ASSEMBLEA PERMANENTE

A PARTIRE DAL 27/04/07

per protestare contro questa inaccettabile situazione.

Pertanto, i locali della Libreria resteranno chiusi e i lavoratori si riuniranno regolarmente per valutare la situazione e decidere le forme di lotta da attuare.

Seguiranno comunicazioni in merito.

L’Assemblea delle Lavoratrici e dei Lavoratori

e le RSA Filcams CGIL

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Comunicato del 26/04/2007

Lavoro: solidarietà ai lavoratori della libreria Le Monnier

Il presidente della commissione speciale Lavoro del Consiglio regionale ha visitato questa mattina la storica libreria fiorentina che da mesi attraversa una grave crisi

Firenze – Solidarietà ai lavoratori della Le Monnier, per l’aggravarsi della crisi che strangola la storica libreria fiorentina. E’ il messaggio che questa mattina, 26 aprile, il presidente della commissione speciale Lavoro del Consiglio regionale ha portato ai lavoratori della libreria di via S. Gallo, nella visita fatta anche a nome del presidente del Consiglio regionale. Il presidente della Commissione ha sottolineato l’importanza di attivare tutti gli strumenti perchè sia mantenuta in vita la libreria che è stata per decenni un punto di riferimento per generazioni di studenti, genitori e insegnanti fiorentini. In questo senso, il presidente della commissione Lavoro ha assicurato l’impegno per verificare con i competenti assessorati comunali l’inserimento della Le Monnier tra le librerie storiche, contribuendo così al mantenimento dei livelli occupazioni e tutelando un pezzo storico di Firenze. (Cam)

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Comunicato stampa
04/04/2007

Oggi la delegazione in consiglio regionale

Simoncini incontra i lavoratori della libreria Le Monnier

Regione impegnata per salvare il patrimonio costituito dalla storica azienda

Una delegazione dei lavoratori della Libreria Le Monnier di Firenze è stata ricevuta oggi in consiglio regionale dall’assessore all’istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini.

Al centro dell’incontro, la preoccupazione del personale per le prospettive dell’azienda. In particolare è stata sottolineata la grave situazione di stallo in cui versa l’attività della storica libreria, una situazione che si teme possa comprometterne la stessa sopravvivenza.

L’assessore Simoncini ha preso atto delle preoccupazioni dei lavoratori e ha garantito la massima attenzione da parte della Regione sia per la salvaguardia dei posti di lavoro che per impedire la dispersione dell’importante patrimonio storico e culturale rappresentato dalla libreria. La libreria Le Monnier è, fra l’altro, registrata come negozio storico nello speciale albo del Comune di Firenze. ‘Seguiremo la vicenda – ha detto Simoncini – raccordandoci con la Provincia di Firenze sui passi da fare verso la proprietà e le eventuali iniziative da mettere in campo’.

Barbara Cremoncini

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COMUNICATO STAMPA

Firenze, 04 Aprile 2007

VERTENZA LE MONNIER, NARDELLA: «SIA RILEVATA DAGLI IMPRENDITORI DELL’EDITORIA FIORENTINA»

«E’ indispensabile fare tutto il possibile per salvare la storica libreria Le Monnier di Firenze ed evitare che si apra un nuovo capitolo di crisi nella storia dell’editoria fiorentina». E’ quanto ha dichiarato il presidente della commissione cultura Dario Nardella.
«Il silenzio della proprietà – ha aggiunto – e l’assenza di proposte da parte di nuovi soci disponibili a rilevare la libreria, al limite anche attraverso un franchising, lascia presagire un esito assai negativo, con il rischio che quindici lavoratori perdano definitivamente il posto. Faccio appello agli imprenditori dell’editoria fiorentina, che esprimono in città una punta ancora molto avanzata di qualità e dinamismo, affinchè mettano in campo un impegno collettivo per elaborare nel poco tempo rimasto una proposta economico-gestionale – eventualmente anche con strumenti di natura cooperativa o consortile – per rilevare la libreria».
«Sono certo – ha concluso il presidente Nardella – che l’amministrazione comunale fiorentina farebbe tutto quanto le sarebbe possibile per agevolare una prospettiva del genere. Per parte sua la commissione cultura è pronta a portare il proprio contributo per evitare quella che sarebbe una sconfitta pesante per la cultura della città e la tradizione editoriale e libraria fiorentina». (fn)

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PRESSING ISTITUZIONALE PER SALVARE LA LIBRERIA LE MONNIER
L’assessore Saccardi ha risposto, in Consiglio, ad una domanda d’attualità di PRC

Il Consiglio provinciale ha affrontato, con una domanda d’attualità di rifondazione Comunista, la situazione de Le Monnier. “È una situazione, oggettivamente, molto, molto difficile” ha spiegato l’assessore al lavoro Stefania Saccardi. La società, la Città di Firenze S.r.l. che è proprietaria della libreria Le Monnier è subentrata alla Mondadori ma è stata fortemente penalizzata dal raddoppio del canone d’affitto dei locali. La nuova società si è trovata a fronteggiare una situazione debitoria pesante. Per non vedersi aggredire dai creditori, la strada scelta è stata quella di restituire la merce perché non erano in grado di pagarla. Quindi hanno cominciato a restituire i libri che avevano nella libreria e ad oggi la libreria è pressoché vuota. Hanno provato a trasformare la libreria e a realizzare un sistema di franchising con Mondadori però questo richiedeva il rilascio di una pesantissima fideiussione, a garanzia dei libri che venivano dati in franchising che la Città di Firenze S.r.l. non è in grado di sostenere.

Un paio di settimane fa era stato intravisto un possibile acquirente ma, nei giorni scorsi abbiamo saputo che questo acquirente si è ritirato. Il proprietario è di Milano ed è probabile che punterà a trasferire tutto a Milano. Nelle ultime ore mi è sembrato di capire che ci sia l’interessamento di qualcuno per poter riprendere in mano questa libreria e so che ci sono stati dei contatti con la Città di Firenze S.r.l. ma, al momento, l’unica certezza che c’è è che questa libreria purtroppo si avvia a chiusura”.

Per Calò: “Ci troviamo di fronte ad una grave perdita per il tessuto non solo produttivo fiorentino ma anche per l’intera comunità. La Provincia deve approvare una mozione che non solo riconosce la strategicità del sito e la vicinanza ai lavoratori ma che si faccia promotrice di incontri e consultazioni volti a individuare una nuova figura imprenditoriale. E, come la Regione, la Provincia attui un pressing istituzionale per arrivare ad una soluzione del caso”.
03/04/2007 10:23
Provincia di Firenze

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Le Monnier spogliata di 80 anni di storia

Viaggio nella storica libreria fiorentina: tra scaffali vuoti e 15 lavoratori che temono per il loro impiego

di Franesco Sangermano/ Firenze sull’Unità 22/3/2007

DESOLAZIONE La cassa è aperta, sulla destra appena dopo la porta che scorre in automatico quando t’avvista il sensore. Dietro ci sono i giornali e le riviste. E quello è l’unico angolo vivo di un luogo che sembra stato vittima di predoni. Tutt’intorno scaffali semivuoti, scheletri spogliati della loro cultura, della loro essenza. Via San Gallo è a due passi da piazza San Marco, cuore pulsante della vita universitaria fiorentina. La libreria Le Monnier è un pezzo di storia della città che ora rischia la chiusura. «Salvatela!» è il grido che arriva dalla Filcams Cgil e dei lavoratori della storica istituzione fiorentina. «Quindici persone rischiano di perdere il posto di lavoro» spiega il sindacato. E aggiunge: «Se la Libreria Le Monnier chiude è tutta Firenze che perderà qualcosa».

I turni proseguono ormai da giorni in un clima irreale. L’attività principale rimasta a chi si alterna dietro ai banchi è quella di togliere progressivamente i libri dagli scaffali e inscatolarli. «Perché la proprietà ci ha detto che dobbiamo rimandare tutto indietro dato che le case editrici vogliono prendersi indietro le forniture di libri». I clienti continuano ad entrare. Guardano perplessi i cartelli pubblicitari di Susanna Tamaro, Andrea Camilleri o del Nobel Orham Pamuk montati sopra ripiani nudi. Avanzano le loro richieste ma la risposta degli addetti il più delle volte è laconica. «Mi dispiace, non lo abbiamo». «Vi rientrerà?» è la controreplica che ora, fra questi scaffali, suona come una pugnalata. «Non lo sappiamo».

Niente, in questo stanzone che per metà è già stato svuotato e chiuso al pubblico, spiega quello che sta accadendo. E niente potrebbe neppure spiegarlo. «Non lo sappiamo neppure noi» dicono dal banco con una voce che a stento nasconde rabbia e preoccupazione. «Non ci sono ipotesi di trasferimento, possiamo solo immaginare due scenari: che la proprietà venda a qualcun altro o che la proprietà decida di chiudere». Il futuro è un fantasma senza volto. I giorni che passano un conto alla rovescia inesorabile verso qualcosa che non si conosce.

Eppure dopo i tre licenziamenti annunciati lo scorso 23 gennaio, il primo sciopero indetto spontaneamente dai lavoratori e il pericolo scongiurato, sembrava che la situazione potesse sanarsi. «Le istituzioni, a partire dalla Regione, si erano subito offerte di fare la loro parte per cercare di salvare una libreria storica, attiva dal 1926 e che tanta parte ha avuto nel contesto culturale fiorentino» ricostruisce la Filcams. La proprietà, dal canto suo, continua a far sperare in una prossima risoluzione del problema. Lo ha fatto anche nell’ultimo incontro in Comune avvenuto l’8 di marzo e a cui hanno preso parte l’Azienda, il sindacato e i rappresentanti dei lavoratori, alla presenza degli assessori Stefania Saccardi della Provincia e Riccardo Nencini del Comune di Firenze.

«I due assessori proponevano alla proprietà in via strettamente riservata di poter conoscere i possibili nuovi soci – prosegue il sindacato – anche per mettere a disposizione azione positive verso una soluzione che tenesse in vita questa libreria. Da allora però questa verifica istituzionale non si è concretizzata, forse perché nessun socio si è fatto avanti. E oggi che la libreria non ha quasi più libri da vendere ai clienti, ancora non si ottiene dalla proprietà una parola certa sul futuro del negozio».
A parlare, invece, sono quegli scaffali tristemente vuoti. Tra l’ultimo romanzo di Faletti e un giallo di Grisham s’ode chiaro un grido di dolore. «Salvateci!».

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L’ANNUNCIO «Le Monnier chiuderà»

L’amministratore Luteriali: «Inevitabile senza nuovi soci»

da la Nazione 22/3/2007 di DAVIDE COSTA

L’ANNUNCIO choc arriva direttamente da Matteo Luteriali, amministratore della società «Le Monnier – Città di Firenze»: «Se la situazione non cambierà in maniera drastica la libreria ‘Le Monnier’ è destinata alla chiusura». Un colpo al cuore al mondo della cultura fiorentina, che da oltre ottant’anni è legata alla storica rivendita di libri; e a quello dell’occupazione, visto che sarebbero in quindici a rimanere senza lavoro.

«Sto disperatamente cercando dei compratori – aggiunge Luteriali – che abbiano il denaro e la voglia di rilevare la società. In caso contrario si arriverà presto a un momento spiacevole, quello in cui la saracinesca della Le Monnier si abbasserà definitivamente».

Intanto all’interno dei locali di via San Gallo si respira già un’aria di smobilitazione: «Da qualche giorno – spiega Giuliana Mesina della Filcams Cgil – è iniziato un progressivo svuotamento della libreria, visto che la proprietà ha iniziato a fare i resi dei libri alle rispettive case editrici. Questo comportamento si può spiegare in due modi: la chiusura o un cambio della natura della libreria, ad esempio un franchising».

A rispondere è lo stesso Luteriali: «Stando così le cose non posso andare avanti economicamente: avevo dei fornitori da pagare, ma ho preferito rendere loro la merce. In questo modo ho anche alleggerito il valore del magazzino». Secondo quanto raccontato dalla sindacalista la proprietà non aveva mai manifestato fino a ieri l’intenzione di una cessazione dell’attività, anzi aveva sempre dichiarato di essere alla ricerca di un socio che potesse garantire l’ingresso di nuovi capitali.

L’ultimo incontro fra azienda, sindacato e rappresentanti dei lavoratori si è tenuto l’8 marzo alla presenza degli assessori Stefania Saccardi della Provincia e Riccardo Nencini del Comune. «I due assessori – precisano i rappresentanti sindacali Stefano La Face e Katia Andrei – hanno proposto alla proprietà in via strettamente riservata di poter conoscere i possibili nuovi soci, anche per mettere a disposizione azioni positive verso una soluzione che tenesse in vita questa libreria. Da allora però questa verifica istituzionale non si è concretizzata, forse perché nessun socio si è fatto avanti».

DINANZI alla prospettiva di una chiusura i sindacati hanno lanciato un appello all’imprenditoria fiorentina e toscana per scongiurare la cessazione dell’attività o una sua trasformazione in un fast food. Uno scenario possibile, visto che il fondo di via San Gallo non ha un vincolo merceologico se non quello della storica insegna. La proprietà ha polemizzato anche con le istituzioni: «Al di là delle belle parole – ha concluso Matteo Luteriali – non c’è stato altro se non la creazione del tavolo di crisi. Tutti si dichiarano innamorati della Le Monnier, ma quando si tratta di andare al sodo si tirano tutti fuori».

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CGIL – CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA DI FIRENZE UFFICIO COMUNICAZIONE

CENTRO SERVIZI BORGO DEI GRECI

COMUNICATO STAMPA

SALVATE LA LIBRERIA LE MONNIER!

L’appello dei lavoratori e della Filcams CGIL di fronte al rischio concreto ( e sempre più vicino) di una chiusura definitiva.

Dopo settimane di docce scozzesi, dove la proprietà ha fatto intravedere speranze di rilancio tramite l’ingresso di nuovi soci, pare ormai che la Libreria Le Monnier sia destinata a chiudere i battenti.

Per i lavoratori, sempre più desolati di fronte agli scaffali vuoti, sembra solo questione di ore.

“Eppure ce l’abbiamo messa tutta: noi, la Filcams CGIL e le Istituzioni” dichiarano i rappresentanti sindacali della Libreria, Stefano La Face e Katia Andrei.

Dopo il fulmine a ciel sereno dei tre licenziamenti del 23 gennaio scorso, lo sciopero spontaneo e gli articoli usciti su tutta la stampa cittadina, le rappresentanze sindacali e la Filcams CGIL si erano infatti messe al lavoro, grazie anche all’interessamento dell’Unità di Crisi della Provincia e del Comune di Firenze.

In effetti le Istituzioni, a partire dalla Regione, si erano subito offerte di fare la loro parte per cercare di salvare una libreria storica, attiva dal 1926 e che tanta parte ha avuto nel contesto culturale fiorentino.

Durante le settimane di una trattativa a singhiozzo, i lavoratori hanno atteso, poiché la proprietà stessa ha più volte chiesto tempo per verificare le reali possibilità di ingresso di nuovi soci che potessero salvare la Libreria anche tramite un franchising.

Purtroppo ci si è trovati di fronte a un atteggiamento approssimativo e superficiale; mentre le case editrici si riprendevano le forniture di libri, la proprietà continuava a far sperare in una prossima risoluzione del problema, fino all’ultimo incontro in Comune avvenuto l’8 di marzo scorso fra l’Azienda, il Sindacato e i rappresentanti dei lavoratori, alla presenza degli Assessori Stefania Saccardi della Provincia e Riccardo Nencini del Comune di Firenze.

I due Assessori proponevano alla proprietà in via strettamente riservata di poter conoscere i possibili nuovi soci, anche per mettere a disposizione azione positive verso una soluzione che tenesse in vita questa libreria.

Da allora però questa verifica istituzionale non si è concretizzata, forse perché nessun socio si è fatto avanti, e oggi che la Libreria Le Monnier non ha quasi più libri da vendere ai clienti, mentre ancora non si ottiene dalla proprietà una parola certa sul futuro del negozio.

Il tutto si è svolto nel silenzio assordante dell’imprenditoria fiorentina e toscana, immobile di fronte alla possibilità di intervenire per salvare non solo dei posti di lavoro ma un simbolo di diffusione culturale per l’intera città, oltre che un punto di ritrovo per studenti, insegnanti, uomini politici, e lettori di tutti i generi e tutte le età.

Oggi, che siamo di fronte all’ennesima vicenda imprenditoriale irresponsabile e fallimentare, non c’è nessuno che sia in grado di dimostrare come l’imprenditoria sappia anche farsi carico di valori quali la memoria, la cultura, la tradizione?

O per molti questa chiusura è solo l’eliminazione di un concorrente in più, e l’opportunità di accaparrarsi le sue quote di mercato?

Quindici persone rischiano concretamente di perdere il posto di lavoro, ma se la Libreria Le Monnier chiude è tutta Firenze che perderà qualcosa.

Firenze , mercoledì 21 marzo 2007

Inviato a cura dell’Ufficio Comunicazione Centro Servizi Borgo dei Greci David Buttitta

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Pesanti nubi sul futuro della storica libreria fiorentina alle prese con una grave crisi

Scaffali vuoti alla Le Monnier

Gli impiegati stanno restituendo i libri ai fornitori

Vincenza Fanizza su il Corriere di Firenze 21/3/2007

FIRENZE – C’è una storica libreria della nostra città, una delle cinque in Italia a vantare più di 80 anni di vita con la stessa insegna, che, in questi giorni, se entri, ti comunica una grande tristezza. E’ la Libreria Le Monnier, in via San Gallo, che da alcuni giorni si presenta al pubblico con gli scaffali sempre più vuoti.

“Stiamo restituendo i libri ai fornitori – spiega un impiegato -e stiamo vivendo con uno strano stato d’animo, fatto di ansia e attesa, perché non sappiamo bene che cosa in realtà stia succedendo. Forse la Libreria sarà venduta e quindi è in corso una trattativa con un nuovo acquirente oppure, come temiamo, ci stiamo avviando lentamente ma inesorabilmente verso la chiusura”.

Non sembrano dunque essere risolte le problematiche che qualche mese fa avevano portato Matteo Luteriani, il proprietario della Libreria, al licenziamento di tre dipendenti. Il sit­in di protesta successivo a questa decisione e l’incontro con il sindacato avevano, in seguito, convinto la proprietà a ritirare i licenziamenti e a rivedere i rapporti con l’azienda.

A incidere sulle difficoltà della Libreria il costo dell’affitto che è aumentato, più del doppio di quello pagato da Mondadori, perché non c’è più la tutela storica”, come ha tante volte precisato Luteriani, e le vendite del settore scolastico che non sono andate troppo bene in questi ultimi anni.

Anche gli incontri con alcuni rappresentanti delle Istituzioni sembravano aver rassicurato i dipendenti.

Il consigliere regionale Severino Saccardi aveva sottolineato, più volte, la necessità del sostegno attivo della città e suggerito politiche innovative e coraggiose.

Lo stesso Luteriani aveva invitato le Istituzioni a sensibilizzare le scuole, ad organizzare qualche presentazione importante, per cercare di risolvere la crisi. Crisi che sembra farsi sempre più grave tanto da far svuotare gli scaffali davanti ai quali sono passati tanti grandi del passato.

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Le Monnier: incontro con le Rsu

dal Corriere di Firenze 3/2/2007

FIRENZE – Le problematiche relative al mantenimento degli attuali livelli occupazionali della storica libreria fiorentina Le Monnier in cui la nuova proprietà ha emesso, nei giorni scorsi, tre licenziamenti, poi “congelati” a seguito dell’unanime ed immediata mobilitazione dei lavoratori.

Questo l’argomento al centro dell’incontro che si è tenuto ieri tra la commissione speciale Lavoro della Regione, una rappresentanza dei sindacati confederali e le Rsu della Libreria. I lavoratori e il sindacato hanno chiesto un “tavolo” nel quale affrontare le eventuali problematiche ed attivare, se necessario, la procedura prevista dalla contrattazione nazionale.

“La commissione, oltre ad esprimere la propria solidarietà a tutti i lavoratori della libreria, -ha detto il presidente Eduardo Bruno- si impegna ad effettuare le necessarie verifiche con gli organi comunali interessati al fine non solo del mantenimento dei livelli occupazionali, ma anche al mantenimento della libreria, classificata come ‘negozio storico’ di Firenze”~ All’incontro era presente anche il consigliere Severino Saccardi.

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Le Monnier la proprietà ritira i 3 licenziamenti

Rimane il problema del disavanzo: sindacato e titolari chiedono l’intervento delle istituzioni

di Valeria Giglioli sull’Unità 27/1/2007

UNA PICCOLA schiarita tra le nubi che si addensano sul futuro della storica libreria Le Monnier di Firenze: ieri la proprietà ha comunicato ai sindacati la decisione di ritirare i 3 licenziamenti bruscamente annunciati martedì.

«L’azienda ha ponderato la situazione – spiega Giuliana Mesina della Filcams Cgil – e ha dato la disponibilità a ritirare i licenziamenti a patto di far partire la trattativa». Martedì le parti si incontreranno per valutare insieme i termini di una possibile soluzione alla difficile situazione economica della libreria: «L’azienda fa presente – si legge in una nota delle Rsa e del sindacato – che se non si troveranno soluzioni per un forte risparmio sarà costretta a riaprire le procedure ritirate». Un taglio alle spese che spiega Mesina, secondo la proprietà dovrà raggiungere i 100mila euro annui. «Quella di oggi è una piccola vittoria – continua la sindacalista – ma non siamo tranquilli. E rimane il giudizio negativo sul modo in cui è stato sollevato il problema».

Azienda e sindacati chiedono all’unisono l’interessamento delle istituzioni per permettere alla libreria di sopravvivere. «Stiamo fronteggiando un’emergenza – spiega il titolare della libreria, Matteo Luteriani – e abbiamo deciso di ritirare i licenziamenti per rispetto dei lavoratori e perché vogliamo incontrarci con i sindacati e le istituzioni per trovare un modo di uscirne». A monte delle difficoltà del negozio, ci sono «i costi – spiega il titolare -. Le vendite del settore scolastico quest’anno non sono andate benissimo e dopo Natale ci siamo trovati di fronte un’emorragia. L’affitto è una voce pesante. Dal 2005, su richiesta della proprietà, non c’è più la tutela storica e l’affitto del locale è aumentato: paghiamo più del doppio di quanto pagava Mondadori». Luteriani rivendica il salvataggio della libreria perché, dice, «Mondadori avrebbe chiuso». E chiede agli assessorati alla cultura di comune, provincia e regione di muoversi, magari «di organizzare qualche presentazione, di sensibilizzare le scuole»; serve, continua, «l’interessamento della cittadinanza per il destino di questa libreria che è una delle 5 in Italia a poter vantare più di 75 anni di vita con la stessa insegna».

Per il consigliere regionale Severino Saccardi «ai lavoratori deve andare il sostegno attivo della città. Quello di Le Monnier è un caso che ribadisce la necessità di politiche innovative e coraggiose a sostegno della cultura».
Dal canto suo l’assessore al commercio di Palazzo Vecchio Silvano Gori sta verificando la situazione: «Abbiamo lavorato per la salvaguardia degli esercizi storici: dal luglio 2005 nel centro storico, un locale di media distribuzione non può superare i 400 mq, mentre se si attua un cambiamento di destinazione d’uso la superficie di vendita deve essere ridotta».

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L’azienda disponibile a un tavolo di confronto con le istituzioni. Il sindacato:”Una prima vittoria”
Le Monnier, sospesi i tre licenziamenti. Per ora

Ale. Bart. sul Corriere di Firenze 26 Gennaio 2007

FIRENZE I licenziamenti sono congelati. Buone notizie per i tre lavoratori della Le Monnier a cui la proprietà aveva dato il “benservito” tra martedì e mercoledì a causa della difficile situazione finanziaria. Un provvedimento a cui i dipendenti si erano ribellati proclamando immediatamente lo stato di agitazione e un pacchetto di quarantotto ore di sciopero, oltre a quelle già effettuate martedì e mercoledì. Ieri il dietro front, almeno per il momento, ufficializzato nel pomeriggio con un documento in cui l’azienda dichiara di ritirare i tre licenziamenti a patto che vengano intavolate delle trattative coinvolgendo anche le istituzioni perchè, comunque, le acque restano agitate e i tagli, in un modo o nell’altro, dovranno esserci.

“Per noi – commenta Giuliana Mesina della Filcams Cgil – è una prima vittoria, abbiamo almeno ottenuto che il provvedimento sia stato congelato, anche se pensiamo che l’attenzione sulla situazione della Le Monnier poteva essere attirata in un altro modo. L’azienda ha ribadito la necessità di tagliare, a questo punto è indispensabile un tavolo di trattative, come avevamo già auspicato, ci auguriamo solo che non chiedano la luna, visto che i lavoratori sono pronti a fare la loro parte. Il problema però non è solo dei tre licenziamenti, ma dell’esistenza di una libreria storica a Firenze”.

Sul fronte istituzionale, dopo la solidarietà del consiglio regionale, è intervenuto ieri il consigliere dei Ds in Provincia Severino Saccardi: “Le istituzioni -ha detto – hanno il compito di sollecitare un ripensamento in merito al provvedimento adottato dalla proprietà, invitando ad una positiva evoluzione della vicenda, che evidenzia, una volta di più, la portata dei processi e della crisi che hanno già portato, nel centro della città, alla chiusura di non poche librerie (Leggere Per, Condotta, Marzocco). Secondo Saccardi diventa “opportuno e urgente un intervento attivo a sostegno di realtà qualificate, che rischiano di essere inesorabilmente sacrificate a vantaggio di pochi punti vendita gestiti dalla grande distribuzione”.

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CGIL – CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA DI FIRENZE

UFFICIO COMUNICAZIONE CENTRO SERVIZI BORGO DEI GRECI

Comunicato stampa

Una piccola schiarita nella vicenda LE MONNIER

Ritirati i 3 licenziamenti

Dopo una lunga trattativa che si è conclusa nel tardo pomeriggio di ieri La Rappresentanza Sindacale Aziendale e le organizzazioni sindacali sono riuscite a far ritirare i tre licenziamenti annunciati dall’Azienda.

Nei prossimi giorni le parti si rincontreranno per studiare congiuntamente i modi per poter trovare soluzioni al forte disavanzo economico della libreria.

L’azienda però fa presente che se non si troveranno soluzioni per un forte risparmio sarà costretta a riaprire le procedure ritirate.

Da ambo le parti si constata che sarà comunque molto importante il coinvolgimento delle Istituzioni Pubbliche affinché la storica libreria Le Monnier , come altre nel territorio, vengano aiutate a rimanere aperte, come punti di aggregazione e di produzione culturale della città e del territorio.

RSA LE MONNIER

FILCAMS CGIL FIRENZE

Firenze, venerdì 26 gennaio 2007

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Le Monnier, i licenziamenti sono tre

Nell’incontro con i sindacati la proprietà tiene la linea dura: i dipendenti hanno scioperato anche ieri e chiedono l’intervento delle istituzioni per garantire l’apertura della trattativa

L’ASSEMBLEA dei lavoratori ha proclamato lo stato di agitazione e stabilito un pacchetto di 48 ore di sciopero. Secondo l’azienda è necessario tagliare i costi

di Valeria Giglioli / Firenze sull’Unità 25/1/2007

I lavoratori «tagliati» sono tre: lo ha annunciato ai sindacati la proprietà della storica libreria Le Monnier di Firenze nel corso dell’incontro di ieri.

Dopo i licenziamenti in tronco di martedì, quando due persone si sono sentite spiegare dal rappresentante della proprietà che quella di due giorni fa sarebbe stata la loro ultima giornata lavorativa, ieri l’azienda ha annunciato che i tagli riguardano 3 dipendenti. Al terzo lavoratore, un addetto al magazzino, la lettera di licenziamento è stata inviata per posta, perché martedì era il suo giorno libero.

Sul futuro della libreria (nata nel 1926 e divenuta punto di riferimento di studenti e intellettuali) si addensano nubi sempre più preoccupanti. Martedì i 15 dipendenti hanno scioperato e il “bandone” è rimasto abbassato dall’ora di pranzo fino a sera. Oggi si sono riuniti in assemblea e alle 11 hanno aperto la libreria, attendendo l’esito dell’incontro tra i sindacati e la proprietà Città di Firenze srl.

Ma dall’azienda è arrivata «una chiusura totale – spiega Giuliana Mesina della Filcams Cgil – I licenziamenti sono 3 e riguardano lavoratori che hanno dai 15 ai 32 anni di anzianità». Le motivazioni sono «la necessità di tagliare i costi e di risparmiare per far fronte al disavanzo» continua la sindacalista. Un muro di gomma, che ha come risultato la mancata apertura della trattativa, dato che il sindacato ha posto la condizione del ritiro dei licenziamenti: «Abbiamo trovato la proprietà – racconta Mesina – refrattaria ad ogni tipo di valutazione sociale. Mentre i lavoratori hanno spiegato di essere disposti a mettersi in gioco, magari a ridurre gli orari per far lavorare tutti. Ma l’azienda non ha vuole rinunciare ai tagli». Dopo una breve assemblea, intorno alle 16 di ieri i dipendenti hanno scelto di riprendere lo sciopero fino alla chiusura: è la prima parte di un pacchetto di 48 ore stabilito con la proclamazione dello stato di agitazione.

«L’Assemblea – scrivono i lavoratori – ritiene che non siano state rispettate le elementari norme di correttezza dei lavoratori e delle relazioni sindacali. Ci si è trovati nella condizione di dover proclamare sciopero per sensibilizzare oltre che la proprietà, i clienti, la cittadinanza e le istituzioni». E i lavoratori della Le Monnier hanno deciso di rivolgersi proprio alle istituzioni «perché garantiscano – spiega Mesina – facendo da intermediari, un reale tavolo di trattativa». Si rivolgeranno al Comune di Firenze, all’unità di crisi della Provincia e al consiglio regionale, che ha già inviato loro la sua solidarietà. «Vogliamo coinvolgere il mondo della cultura – conclude Mesina – avviando una raccolta di firme per difendere il patrimonio che la libreria rappresenta. E chiediamo al Comune garanzie sulla destinazione d’uso del locale. Non vogliamo che si ripetano drammi come quelli di Seeber e Marzocco».

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Le Monnier, licenziati in tronco

Ieri mattina due dipendenti della storica libreria fiorentina sono stati mandati a casa senza nessun preavviso
I loro colleghi come risposta scioperano per tutto il giorno: è la prima volta dalla nascita del negozio nel 1926
OGGI si terrà nella libreria un’assemblea dei lavoratori.
In mattinata i sindacati incontreranno la proprietà per chiedere l’immediato ritiro dei due licenziamenti

di Valeria Giglioli / Firenze sull’Unità 24/1/07

Licenziati in tronco, dall’oggi al domani. È successo ieri mattina alla Le Monnier di via San Gallo a Firenze, storica libreria specializzata in testi scolastici che ha aperto i battenti nel lontano 1926 e che nel giugno 2006 è stata rilevata dalla società milanese Città di Firenze srl.

Intorno a mezzogiorno, il rappresentante della proprietà ha convocato nel suo ufficio due dipendenti, una responsabile amministrativa di 46 anni e un addetto alle vendite (che nella libreria lavora dal 1977) di 53, presentando a ciascuno una lettera di licenziamento: da oggi la loro presenza al lavoro non è più richiesta. «Mi è stato detto – racconta la responsabile amministrativa Lucia Renzone – che quello di ieri sarebbe stato il mio ultimo giorno lavorativo. Le motivazioni? La crisi dell’andamento aziendale».

Un licenziamento su due piedi, a cui però non sono mancate le reazioni: i due lavoratori non hanno né firmato né ritirato la lettera. Mentre i dipendenti della libreria (in tutto 15), dopo aver chiesto spiegazioni, hanno deciso di scioperare immediatamente, per la prima volta nella storia quasi centenaria del negozio fiorentino. «Siamo rimasti esterrefatti – spiega Stefano Laface della Rsu – anche per le modalità: non c’è stato nessun preavviso». Per questo i lavoratori hanno chiesto chiarimenti: «Ci è stato risposto – continua Laface – che la situazione è difficile e che la libreria deve fare i conti con uno sbilancio tra costi e ricavi, ma abbiamo ribattuto che non ci sono stati gli investimenti necessari». E il timore che serpeggia è che i tagli non finiscano qui.

A quel punto tutti i dipendenti hanno deciso di scioperare e intorno all’ora di pranzo il “bandone” è stato abbassato, mentre il personale rimaneva di fronte alla libreria per dare spiegazioni alla clientela. Una scelta fatta in modo compatto e solidale, «per protestare – spiega Giuliana Mesina della Filcams Cgil – contro queste modalità di licenziamento inqualificabili e ingiustificabili, in cui non ci era mai capitato di imbatterci prima».

Oggi i lavoratori si riuniranno in assemblea dalle 9 alle 11: a quell’ora i rappresentanti sindacali vedranno la proprietà e chiederanno l’immediato ritiro dei licenziamenti. «Ma l’incontro era stato fissato prima di Natale – spiega Giuliana Mesina, della Filcams Cgil – come confronto di routine. Non siamo mai stati informati in precedenza». Sulla situazione dell’azienda «non abbiamo notizie certe – continua Mesina – anche se sappiamo che ad oggi non è brillante. Ma quando l’attuale proprietà ha rilevato la libreria ha dato rassicurazioni su investimenti e valorizzazione. Quello che è successo dimostra che non c’è rispetto per i lavoratori». Una doccia fredda per i dipendenti, ma anche un autogol per l’azienda: «Per chi ha scelto di acquistare un nome importante come Le Monnier sarebbe stupido non valorizzare questo capitale, arricchito dalla professionalità dei lavoratori». Quello che serve è altro: «Se c’è una crisi – conclude Mesina – non basta certo licenziare due persone per risanarla. È necessario investire e rilanciare, per decidere la linea da portare avanti». Ai lavoratori della libreria è arrivata anche la solidarietà della Rsu della casa editrice Edumond Le Monnier: «Ancora una volta le promesse degli imprenditori si rivelano parole vuote. La fiducia accordata a questi “salvatori” si è rivelata davvero malriposta».

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IL CASO
Ieri mattina la lettera di fine rapporto è stata consegnata senza alcun annuncio o preavviso
Le Monnier licenzia 2 dipendenti sciopero immediato, libreria chiusa

Il proprietario: “Gli incassi sono molto inferiori a quanto preventivato”
MARA AMOREVOLI su la Repubblica 24/1/2007

Libreria Le Monnier sbarrata ieri in via San Gallo dalle 13 in poi, con sit-in di protesta dei 15 dipendenti. Una contestazione unanime contro il licenziamento in tronco di due dipendenti, che nella mattinata si sono visti consegnare la fatidica lettera di fine rapporto senza alcun preavviso o annuncio. «Sono stati sbattuti fuori l´uno dopo 30 anni di lavoro, l´altra dopo 16 anni – spiega Giuliana Mesina della Cgil – Ieri mattina il direttore ha convocato e comunicato ai due dipendenti il licenziamento con effetto immediato. Comportamento che noi giudichiamo inqualificabile, scorretto e ingiustificato, non rispettoso delle più elementari e minime norme sindacali, oltre che lesivo della dignità di due dei dipendenti con anzianità e livelli più alti».

La motivazione addotta dal proprietario e responsabile della storica libreria Matteo Luteriani è stata chiara, racconta uno dei dipendenti mandati a casa: «Costi troppo alti di gestione e ricavi troppo bassi, ha detto consegnandoci la lettera che noi non abbiamo né ritirato né firmato».

Provvedimento che ha subito innescato la protesta durata tutto il pomeriggio e la chiusura dell´esercizio. Stamani si terrà l´assemblea dei 15 impiegati e un confronto tra i rappresentanti sindacali e la proprietà della «Commissionaria Città di Firenze», intestata a Matteo Luteriani e Costanza Lomacci, editori milanesi che a giugno dello scorso anno hanno rilevato la storica libreria acquistandola da Mondadori Retails Spa, quando già navigava in cattive acque.

Da parte sua Luteriani precisa di aver già salvato la libreria dalla chiusura e che tuttora la situazione non è rosea: «Abbiamo tutelato i posti di lavoro e rilanciato le attività con eventi presentazioni di libri per circa otto mesi. Poi ci siamo accorti che gli incassi erano molto inferiori a quanto preventivato e ci siamo visti costretti ad una ristrutturazione, operando i tagli come fa ogni azienda quando diminuiscono gli incassi». Il proprietario preferisce non parlare di crisi, ma piuttosto di «tagli oculati» che puntano «a salvare il posto di lavoro agli altri impiegati, mettendo la situazione economica al sicuro e sotto controllo».

Una riduzione di personale improvvisa per la storica libreria punto di riferimento dell´editoria scolastica, didattica e specialistica, che proprio lo scorso anno ha compiuto 80 anni di vita, presa senza nessuna consultazione con i sindacati, aggiungono alcuni dipendenti. «Non è vero – prosegue il proprietario – abbiamo più volte chiesto un incontro che è stato sempre rinviato». E intanto esprimono solidarietà per la protesta degli impiegati della libreria tutti i 70 dipendenti della Casa editrice Edumond-Le Monnier, rimasta proprietà Mondadori.

Le Monnier, così muore una libreria
Un altro negozio storico di Firenze se ne va. Dopo 81 anni il tribunale di Milano ha dichiarato fallita la società che l’aveva attualmente in gestione. I lavoratori rimasti: «È finita un’agonia»
IL NEGOZIO di via San Gallo è stato un punto di riferimento per tre generazioni

Sull’Unità 16/6/2007/ Firenze

Ottantuno anni di storia. C’entrano dentro, comodamente, tre generazioni. Era il 1926 quando la libreria Le Monnier aprì i battenti nel palazzo cinquecentesco di via San Gallo 49. Quell’insegna verde, con le lettere a stampatello maiuscolo stampate in oro, ha accolto migliaia di studenti, cittadini, turisti, curiosi. Ora, invece, resterà solo la triste cornice di un bandone chiuso, di una saracinesca destinata a non rialzarsi. Il 30 maggio, infatti, il tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della “Città di Firenze” la società che la gestiva e che, nata nel 2005 e guidata da Costanza Lomacci, l’aveva rilevata nel giugno 2006 dalla Mondadori Retails spa. Cinque dei quindici dipendenti, secondo quanto affermato dalla responsabile amministrativa Lucia Renzone, già a metà aprile avevano dato le dimissioni per giusta causa non avendo percepito gli stipendi di marzo e aprile.

Si chiude così nel più triste dei modi una vicenda che si è trascinata (invano) negli ultimi mesi. Era infatti il 23 gennaio quando furono annunciati tre licenziamenti che furono poi ritirati dopo il primo sciopero indetto spontaneamente dai dipendenti fiorentini. Sembrava, a quel punto, che la situazione potesse sanarsi grazie anche all’intervento delle istituzioni che, a partire dalla Regione, si erano offerte di fare la loro parte per cercare di salvare una realtà storica come Le Monnier. La proprietà, dal canto suo, continua a far sperare in una prossima risoluzione del problema. Dalla fine di febbraio, invece, gli scaffali della libreria hanno cominciato ad essere tristemente svuotati, gli scatoloni ad essere riempiti di materiale che doveva essere rispedito alla casa madre e giorno dopo giorno la situazione è precipitata. Il personale si è riunito in assemblea permanente il 27 aprile ed ha lanciato appelli agli imprenditori cittadini ottenendo però come risposta soltanto un assordante silenzio. E così ecco che si è aperta la strada del fallimento e la nomina, nei giorno scorsi, di Angelo Pennati in qualità di curatore. «È la fine di un’agonia» si sarebbe lasciato sfuggire uno dei dipendenti. Nella speranza, almeno, che la procedura fallimentare serva loro a riscuotere gli ultimi stipendi mai percepiti e che dall’incontro in programma venerdì tra il curatore fallimentare e l’unità di crisi istituzionale (quella costituita da Regione, Provincia e Comune) scaturisca magari qualche forma di ricollocamento. f.san.

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