Premonition

Linda Quinn Hanson è una casalinga che vive una vita di routine. La sua vita è dedicata alla casa, ai figli e all’affascinante marito fino a quando, improvvisamente, si rende conto di avere doti di chiaroveggenza: la causa scatenante è la presunta morte di quest’ultimo, defunto in un incidente stradale, ma che riappare misteriosamente il giorno successivo come se nulla fosse successo. Si tratta di vere premonizioni o di semplici incubi? È realtà o fantasia? La disperata ricerca della verità porterà Linda alla più incredibile delle risposte.

Premonition riesce a tenere sulle spine lo spettatore, incerto, proprio come la protagonista, su dove sia posto il confine tra sogno e realtà.

Questa sopra e’ la recensione ufficiale. Ieri ho visto questo vecchio thriller del 1993, se non ricordo male e andare adesso su imdb mi fà fatica, e lo consiglio a tutti gli amanti del genere e non solo.
Fino alla fine non riesci a capire quale sia la realtà, quale il sogno e se c’e’ una realtà o un sogno o se tutto e’ un sogno.
Se vi capita di trovare il dvd da un blockbuster noleggiatelo.

Ho bisogno di una bella de-evoluzione

sarà l’età, sarà lo stress (sul lavoro) che mi stò portando dietro dall’ Ottobre dello scorso anno, sarà quel che sarà. Ho bisogno di fermarmi, riflettere su quello che ho e su quello che non ho. Riflettere su tante delle cose che mi sono accadute, spesso non volute e non cercate. Non un “Take it easy” come spesso mi viene consigliato da superiori, amici, conoscenze e colleghi, ma un “Take it slowly” prendila tranquilla.

Riappropriarmi dei MIEI tempi per fare e godersi le cose.
In contrapposizione all’idea imperante del FARE FARE FARE FARE FARE FARE senza, spesso, pensare e godere di quello che si fà. Anzi, spesso, non godendone affatto mancando il tempo per realizzare quello che si stà facendo.
Riprendersi il tempo per poter girare a vuoto per le strade della città dove abito.
Ritrovare il tempo della NOIA. Ritrovare i tempi che danno GUSTO alla vita.

Contro lo “Speed sbronzing” ritrovare il gusto di assaporare un calice di “Greco di Tufo”

Maledetti colleghi

  • Il lavoro è l’unica consolazione pratica per essere stati messi al mondo”
    Miguel de Unamuno – FilosofoLa vita in un ufficio all’inizio di una ristrutturazione. Chi sarà il prossimo ?
    Nella realtà iniziano le gelosie le invidie i pettegolezzi cattivi: In questo romanzo
    ambientato in america sembra tutto più leggero. In un qualsiasi ufficio italiano ogni tre righe ci sarebbe stata una riunione con i sindacati. Li a New York invece la vita passa fra una colazione da Starbuck e una partita a Softball. Divertente ci si potrebbe tirare fuori una Sit-Com.  Sul genere di Friends.

Perspepolis

In “Persepolis” la storia privata dell’autrice si mescola alla Storia di un Paese, l’Iran. Nel 1984, quando aveva soltanto quindici anni, Marjane Satrapi è stata costretta a lasciare Teheran, dove viveva con i genitori, perché in quel momento la vita per un’adolescente era impossibile. E andata in Austria, dove ha vissuto lo straniarnento di una diversa cultura e la sensazione di sradicamento che sempre accompagna ogni esule. Poi è stata a Parigi, ha studiato ed è cresciuta. E a un certo punto ha avvertito il bisogno di raccontarsi prendendo in mano dei fogli di carta e una matita. In questo modo ci ha regalato un’opera che è insieme romanzo e reportage giornalistico condotto sul filo di un’ironia disincantata e capace di svelare le ipocrisie e le assurdità di ogni potere… Tra tante traduzioni di fumetti in animazione questa di Persepolis si distingue per il suo valore di denuncia, strettamente abbinato a un’alta qualità di disegno.

Gargoyle

Un gran mescolone ruffiano di generi. Da “La bella e la bestia”, “Il Nome della Rosa”, alle leggende norrene … Un mescolone fatto, secondo il mio modesto parere, apposta per piacere e vendere. Richiami, nelle singole storie, agli elementi della cultura classica greca:
Victoria vive in una fattoria “terra” e muore annegata “acqua”, Sigurðr vive da esploratore vichingo “acqua” e muore nell’incendio di una casa “fuoco” e cos’ anche Sei e Francesco.
Una storia d’amore, una grande storia d’amore,
che attraversa i secoli e si mantiene sempre viva.
In mezzo a tutto questo citazioni, riferimenti, scopiazzamenti, ammiccammenti ai classici della letteratura mondiale.

Sbatti il mostro in prima pagina

Mamma mia. Erano anni che non vedevo questo film. Oggi casualmente, tornando prima da lavorare e spippolando con il telecomando mi sono imbattuto, su un canale del bouquet Sky, su questo capolavora delle cinematografia italiana.
Perché la RAI non presenta più questi film in prima serata ?
Perché per vedere queste pellicole dobbiamo abbonarci alla TV a pagamento ?
Se vi capita noleggiatelo nella vostra videoteca.
Mamma mia … quante analogie con la nostra povera italia di questi giorni.

L’8 marzo del 1972, alla vigilia delle elezioni, poco dopo un attentato subito da “Il Giornale” ad opera di frange politiche della sinistra, il corpo senza vita di Maria Grazia giovane di quindici anni, figlia del professor Italo Martini, viene trovato in un prato alle porte di Milano. La ragazza è stata violentata e poi strangolata.
Seguendo il consiglio dell’ingegner Montelli, finanziatore del quotidiano, il capo redattore Bizanti affida il caso ad un giornalista principiante, Roveda, affiancandogli il più esperto collega  Lauri. Nel frattempo Bizanti segue da solo alcune tracce. Avendo stretto amicizia con Rita Zigai (amante di Mario Boni, uomo della sinistra extraparlamentare) egli entra in possesso del diario della ragazza uccisa.
Bizanti con la complicità di Lauri, manipola gli indizi per poter accusare Mario Boni. Le prove vengono presentate alla polizia, alla magistratura e all’opinione pubblica, tramite Roveda. Egli però ha dei dubbi sulla veridicità dei fatti. Continuando le sue ricerche, avvicina il bidello della scuola frequentata da Maria Grazia e scopre che questi è il responsabile del delitto. Scioccato dalla mistificazione, Roveda vorrebbe denunciare l’errore ma Bizanti lo licenzia. Il capo redattore, nuovamente sotto suggerimento del finanziatore Montelli, preferisce infatti tenere lo scoop sulla verità per il dopo elezioni, sfruttandone al meglio le possibilità politiche.

Né di Eva né di Adamo

La parola amore in giapponese si pronuncia AI
esclamazione di dolore nelle lingue latine.
Che l’amore sia dolore ? o che per amare essere amati si debba rischiare di star male ?
Come diceva Ivano Fossati

La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane
La costruzione del mio amore
mi ripaga del dolore

Uomini che odiano le donne

Divertente di facile lettura. Personaggi e trama spesso un pò improbabili, ma insomma non e’ un libro che deve cambiare la vita a nessuno se non farci passare un pò di tempo in assoluta tranquillità. Un giornalista, novello Robin Hood, che si scaglia contro un industriale disonesto (interessante da leggere fra le righe alcuni parallelismi con le vicende italiche). Una assistente Hacker che riesce a fare cose con il computer che Voi umani non potete “manco” immaginare. Scorrevole, non-ostante spesso ambientazioni e situazioni improbabili e improponibili o portate all’eccesso. Molto spesso questa scelta narrativa rende “irreali” e poco credibili molte delle scene del libro. Pensiamo per esempio a come Lisbeth, alla fine, riesce a salvare Mikael dalle grinfie del serial Killer (di cui taccio il nome). Non un romanzo da buttare, anzi, contiene una serie di denunce su come le donne, non-ostante la svezia nell’immagine sia un pase sessualmente libero, vengono molto spesso maltrattate e violentate. Come spesso questa violenza, ma non solo in Svezia, sia considerata di Serie “B”.