Non avevo capito niente

Finirà fra i libri che meritano di essere regalati alle persone a cui voglio bene.

Più che di un romanzo definirei questo libro un monologo, una chiaccherata, uno spettacolo teatrale. Sei lì che  lo leggi e ti sembra di avere Malinconico davanti che parla ti spiega e ti chiede “ho ragione vero ?” …..
Riesce a strappare risate e molto spesso sorrisi, riesce a farti pensare senza essere pesante e pedante.  Comico, umorale, pieno di affetto, filosofico, cazzone, infantile, disarmante.

Rosso come una sposa

La storia di una famiglia, una storia anonima, una storia vissuta nel buco del culo del mondo     chiamato Kaltra in Albania. La storia, tutta al femminile, dei cambiamenti di una  paese,
degli sconvolgimenti politici, sociali, sessuali, sociologici.
Racconto, insieme di piccole vite, che si fà emblema universale e summa di tante storie che sarebbero andate perse nella memoria uniformata di questo occidente.

Mi dispiace per chi non c’era

Summertime Blues Out In The Street { lyrics } Radio Nowhere { lyrics } Prove It All Night { lyrics } The Promised Land { lyrics } Spirit In The Night { lyrics } None But The Brave { lyrics } Hungry Heart { lyrics } [Tour Premiere] Candy’s Room { lyrics } Darkness On The Edge Of Town { lyrics } Darlington County { lyrics } Because The Night { lyrics } She’s The One { lyrics } Livin’ In The Future { lyrics } Mary’s Place { lyrics } I’m On Fire { lyrics } Racing In The Street { lyrics } The Rising { lyrics } Last To Die { lyrics } Long Walk Home { lyrics } Badlands { lyrics } Girls In Their Summer Clothes { lyrics } Detroit Medley Born To Run { lyrics } Rosalita { lyrics } Bobby Jean { lyrics } Dancing In The Dark { lyrics } American Land { lyrics } Twist And Shout [Tour Premiere] Mi stò riprendendo adesso …… il “Boss” e’ come il vino buono più invecchia e più migliora. Ieri sera mi e’ sembrato il miglior concerto visto di Bruce. Voglia di suonare, di contatto fisico con il pubblico, voglia di “let’s the party starter” … voglia di divertirsi. Una bella emozione.

Quando hai uno di quei giorni in cui il tuo lavoro ti pesa, prova questo metodo:

tornando a casa la sera entra in farmacia e compera un termometro rettale fatto da Johnson and Johnson, sii sicuro di prendere questa marca. Quando sei a casa, chiudi la porta, spogliati, stacca il telefono cosi non sei disturbato durante la terapia. Mettiti in abiti comodi e sdraiati sul letto, apri la scatola del termometro, posalo sul comodino con cura perche’ non si rompa, prendi il foglietto che lo accompagna e leggilo: noterai che riporta la seguente dichiarazione

“OGNI TERMOMETRO RETTALE PRODOTTO DA JOHNSON AND JOHNSON E’ TESTATO PERSONALMENTE”

Adesso chiudi gli occhi e per 5 volte ripeti ad alta voce:
“Sono cosi felice di non lavorare per il controllo qualita’ della Johnson and Johnson” ,
e ricorda c’e’ sempre qualcuno che ha un lavoro piu’ schifoso del tuo

Inedito di Bob Dylan ? No è Pete Molinari

Alcuni anni fà in Italia venen la modo di clonare i nostri cantautori più importanti e farne uscire alcune “fake”. Provate ad ascoltare Pete e ….. poi ditemi
Le atmosfere riportano direttamente al primo Bob Dylan, sebbene la voce sia più ambigua del celebre nasale del menestrello di Duluth. Ma riportano anche a certe cose di Hank Williams e Woody Guthrie. Invece il cantante si chiama Pete Molinari. Cognome italiano, origini sia maltesi sia egiziane sia italiane. E viene da Chapham, Kent, Inghilterra. Il suo primo singolo, “A virtual landslide”, uscito per una nuova etichetta discografica, non è stato esattamente un successo: su iTunes ha guadagnato in tutto 27 dollari. Ora si spera che l’impatto negativo non abbia scoraggiato il cantautore, perché il talento c’è e si vede, anzi si sente. Un talento affinato in quasi due anni di peregrinazioni negli Stati Uniti, anche in locali che furono frequentati da Jack Kerouac. Il mensile britannico “Q” ha scritto che la sua è “una voce straordinaria” che suona come qualcosa registrato “verso il 1952”. “Mojo” ha parlato di “folk-blues superbo”.

Alcune parti di questo post sono tratte da:
ROCKOL TICINONEWS RADIO 3iii
che riportano lo stesso articolo con proprio Copyright.

Cito Fabio Volo

“Mi sento come uno scalatore appeso alla parete rocciosa che vede solo ciò che ha davanti appiccicato al naso, e non riesce più a vedere la cima, la vetta, il motivo per cui sta scalando, e nemmeno cosa sta scalando. Forse ho bisogno di scendere un attimo e chiarirmi bene le idee.”

Beh si questa è la mia situazione attuale.
Ho così tante, troppe, cose da fare …
tante, troppe, a cui pensare che
spesso non riesco a vedere il frutto di questi sforzi
Continuo, come la scalatore di Volo, a salire la montagna
ma senza la cognizione di dove stò andando
e perché stò andando in quella direzione ….

Ci vado perché è la mia volontà, oppure perché non posso fare altro
che salire e continuare a scalare sperando un domani di arrivare in vetta.

Fermarsi ? Beh l’idea e’ lì nella mente che martella in continuazione.
Fermati. lasciati andare. molla tutto. torna indietro.

Intervento inopportuno e disturbatore