La Valle dell’Eden – John Steinbeck

Io credo che i libri, i grandi libri sicuramente, ci scelgano decidono loro quando farsi leggere quando e’ il momento giusto. Decidono inoltre se farsi leggere tutto di un fiato e se farsi centellinare se donarsi come un gioco si “son et lumiere” oppure come tante piccole e scoppiettanti esplosioni nell’anima. “La valle dell’Eden” e’ un capolavoro della letteratura contemporanea. 669 pagine nell’edizione Arnoldo Mondadori Editore del 1954 nella collana Medusa. 669 pagine che non pesano e quando arrivi alla fine sei dispiaciuto vorresti che fosse di 670, poi 671 e poi non finire mai.
Affresco della società americana di inizio secolo pieno di continui riferimenti biblici come la storia dei due fratelli Adam e Charles che si ripropone in Caleb e Aron, come un’infinito ripetersi di Abele e Caino. Un gran bel libro. Regaletelo.
Un libro che lascia il segno nell’anima a chi è pronto a farsi rapire dai personaggi, dalla ambientazione, dalla scrittura fluida mai troppo fine a stessa anche nei capitoli dove Steinbeck lascia la narrazione e si lancia in filosofeggiamenti sul bene e sul male.

Cerchi la pace interiore ?

Seguendo il semplice consiglio che ho letto in un articolo, ho finalmente trovato la pace interiore.
L’articolo diceva:
“Il modo per raggiungere la pace interiore consiste nel portare a termine tutte le cose che abbiamo iniziato.”
Così mi sono guardato intorno, a casa, per vedere tutte le cose che avevo iniziato e lasciato a metà.
Così prima di andare al lavoro questa mattina, ho finito: una bottiglia di vino rosso, il Bailey’s, il Lagavulin, la Vodka alla pesca, ed una scatola di cioccolatini.
Non avete idea di come mi sento bene adesso…
Passate questo messaggio a tutti coloro che hanno bisogno della Pace Interiore…

L’aldiquà

Come la forza sovrumana dei terremoti.
Con il sostegno di una moltitudine di sconosciuti
totalmente inaspettata e travolgente.

Quanto vale il mio talento ?

Quanto pesa dentro questo sistema ?

Sono la cosa piu’ bella che c’e’.
Sono gia’ in cielo e ancora mi divido con il mare.
Sono piu’ della cresta delle onde e c’e’ soltanto una direzione in cui andare.
Tutta questa dolcezza e tutta questa rabbia infinita,

i miei percorsi.

Tutto l’amore di questo mondo.

Sono le strade che ho visto e quelle che vedrò (insieme).
E pensa che neppure me l’aspettavo.
Guarda le mie mani e che cosa ci vedi ?

Oggi ho preso la mia decisione e il motivo sono IO.

Natura morta con custodia di S( )x


Nonostante la stanchezza non stacco la spina e non mollo la presa.
Sento il sibilo delle lingue dei serpenti.

Questo dovrebbe non essere un problema mio.

Io dovrei essere sereno, rilassato.
Forse non felice, ma sicuramente
consapevole
che questa è la strada.
Che questo sia il mio percorso.

Spesso non ho saputo resistere e ho dovuto concedere.
Spesso non sono stato forte ed ho dovuto incassare.

Oggi cerco di non cedere e nemmeno di cassare.
Oggi me ne frego.

Me ne frego di te, di voi, di loro e di tutti gli altri.
Esatto hai capito bene

Come nella migliori famiglie io mi fermo al piano superiore.

Quando i miei nervi saranno tesi e la crisi inevitabile,
saprò come scegliere, forse, i miei obiettivi.

Ragionare non significa desistere.
Deferenza non vuol dire deficienza.
Percio’ sentimi bene.

Questa non e’ un’altro lamento
Prendetemi cosi’ o lasciatemi stare.
Perche’ ho le palle piene dei minorati mentali.
Della scarsita’ di sentimenti.

Non esistono più eroi, neanche per un giorno,
ma esistono molti deficienti per tutta una vita.

A gnirà al sòl sul mié fnèstar

ora che vorrei nascondermi ora che non so resistere ora che vorrei solo fuggire lontano da qui ora che son disteso qui ora che con la mia testa che urla ora che la mia lingua tace portami via da qui e non sai piu' chi sei, cosa vuoi e in cosa credi e non sento piu' l'effetto che fa guardo la citta' dall'alto mentre i mostri arrivano e non ti accorgi che ora sei unico arriva il mostro e tutti applaudono (Linea 77, "Il Mostro" da "Horror Vacui", 2008)

Malanima

Cos’e’ la vita
senza l’amore
e’ solo un albero
che foglie non ha piu’
e s’alza il vento
un vento freddo
come le foglie
le speranze butta giu’
ma questa vita cos’e’
se manchi tu.

che freddo fa
cos’e’ la vita

se manchi tu

(Nada, “Ma Che Freddo Fa” da “Nada”, RCA Talent – 1969)