Pietrafredda – Stefano di Marino

copj13-asp2Terza di copertina: In una Parigi livida, notturna, popolata da vecchi sbirri e malavitosi spietati, un uomo è in cerca dell’assassino della sua Lana. Il dolore gli ha indurito il cuore come una pietra fredda e il suo livore sembra inarrestabile. Intanto, per le vie della città, un killer leggendario è già sulle sue tracce. Ambientato nella Parigi delle palestre di boxe e della Banlieue, un noir d’azione e d’atmosfera, imperdibile per chi segue la saga del Professionista come per chi è destinato a seguirla.

Commento: L’Action thriller non e’ il mio genere. L’ho letto per curiosità e perché avevo bisogno di qualcosa di molto leggero. Un romanzo di “genere” contieno tutto quello che gli amanti dei libri di azione si aspettano. Pallottole, uomini duri e puri, belle donne, vendette, poliziotti venduti e poliziotti senza scrupoli.
Ottimo da leggere sotto l’ombrellone.

La donna di scorta – Diego De Silva

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Descrizione del libro

Un uomo sposato e una giovane single s’incrociano su un marciapiede in unamattina di pioggia. Subito s’innamorano. Ma i ruoli di quella che potrebbesembrare una normale relazione fra amanti, s’invertono fin dall’inizio. Livio,antiquario radicato in una solida vita matrimoniale, si trova invischiato inun rapporto privo di gerarchie che la sua normalità non può reggere: Dorina non vuole prendere il posto di sua moglie. Non chiede niente di più di quelloche Livio è disposto a darle, sconvolgendo in questo modo l’assetto ordinatodella vita di lui. Il romanzo mette a nudo un sentimento vero eautosufficiente che non ricatta, non pretende, non ha bisogno di sacrifici,riconoscimenti, ma nel puro desiderio dell’altro trova la sua ragion d’essere.

COMMENTO: Una normale storia di corna (o di adulterio se vogliamo essere politically correct) che nella penna di Da Silva diventa un bella storia.
Ho trovato molta “solitudine” nelle pagne di questo libro.

Ieri – Agotha Kristoff

copj13-aspTERZA PAGINA: Tobias Horvath è un emigrato, ogni suo giorno scorre nella quotidiana lentezzadell’abitudine e della ripetizione di gesti vuoti. Ha trascorso l’infanzianella miseria, all’ombra della madre che era la ladra, la mendicante, laprostituta del paese. Quando, tra i molti che vedeva entrare e uscire di casa,ha scoperto chi era suo padre, Tobias ha preso un lungo coltello e glielo ha affondato nella schiena.

CITAZIONE:

A volte mi domando se vivo per lavorare o se è il lavoro mi fa vivere.

E quale vita ?
Lavoro
Paga miserabile
Solitudine
Yolande
Ci sono migliaia di Yolande nel mondo
Belle e bionde, più o meno stupide
Se ne sceglie una e si fa con lei
Ma le Yolande non colmano la solitudine.

COMMENTO:
Fa male come un calcio sulle palle …
diretto …
freddo …
disperato …
delirante …

un capolavoro

La domatrice – Agatha Christie

copt13-aspFinito.
Bello.
Leggere e’ una droga.  33mo libro letto in questo 2009.

Non sò se continuerò a scrivere cazzate su quello che leggo.
TERZA DI COPERTINA
Petra è un’affascinante città carovaniera della Transgiordania. In questa località il destino ha riunito un eterogeneo gruppo di turisti: un famoso psichiatra francese, una graziosa neolaureata in medicina, un’energica lady membro del Parlamento inglese, una signorina di mezz’età e una numerosa famiglia americana che gravita intorno alla «domatrice», un’onnipotente matrona che ama esercitare il suo potere sui familiari. Quando uno dei membri della comitiva viene ritrovato cadavere, affiora subito il sospetto che si sia trattato di un delitto. L’assassino però ha fatto male i suoi conti. Non ha infatti previsto la presenza di Hercule Poirot, cha anche qeusta volta non si farà sfuggire il colpevole.

Il tè delle tre vecchie sognore – F. Glauser

copj13-asp1TERZA DI COPERTINA: «Non sottovalutate il racconto poliziesco: oggi è l’unico mezzo per diffondere idee ragionevoli» – diceva Friedrich Glauser. Non sappiamo se lui davvero scrivesse racconti polizieschi per diffondere idee ragionevoli, né in che tali idee consistessero (ma le si può forse far consistere, sic et simpliciter, nella ragionevolezza di fronte ad una società rigida, puritana, fitta di divieti e interdetti): sappiamo però con certezza che è un grande narratore di storie poliziesche; lucido, sottile, affascinante. E a considerare la sua vita – disordinata, inquieta, allucinata – e la sua adozione del genere poliziesco, della tecnica narrativa del giallo, e il modo tutto suo di gestirlo, possono apparire un’incongruenza, una contraddizione. Ma è una contraddizione che ci riporta a colui che del poliziesco è stato padre: Edgar Allan Poe.

COMMENTO: Incuriosito dalla “fascetta” che riportava similitudini con SImenon ho deciso di acquistare questo libro. Mi sono dovuto forzare per finire di leggerlo. Non sò come Sciascia l’ abbia potuto paragonare a G. Simenon, ma chi sono io per contraddirlo ? Quindi dico solo che non mi e’ piaciuto per niente e a metà 2009 e’ in corsa per il PREMIO “« La corazzata Kotënkin»

Tre anni e sei mesi

FONTE

Ferrara, 06-07-2009

Paolo Forlani, Luca Pollastri, Enzo Pontani e Monica Segatto sono stati riconosciuti colpevoli di eccesso colposo e condannati a 3 anni e 6 mesi per l’omicidio di Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni morto il 25 settembre 2005 a Ferrara. Il tribunale della città estense ha così riconosciuto l’impianto della pubblica accusa, per la quale la morte del giovane fu dovuta ad asfissia per un errato comportamento degli agenti e a cause meccaniche dovute alla colluttazione con loro.

Il pm Nicola Proto aveva sottolineato la concausalità del comportamento degli agenti del “tutto imprudente e sproporzionato”, chiedendo una condanna a tre anni e otto mesi per ciascuno dei quattro agenti. Per la difesa, concausa della morte di Aldovrandi era invece l’assunzione di droghe dello stesso giovane.

I poliziotti sono stati giudicati colpevoli di avere infierito sul giovane Aldrovandi – come ha sostenuto l’accusa – nonostante questi continuasse a chiedere aiuto, ammanettandolo con la mani dietro alla schiena e steso per terra a faccia in giu’, in una posizione che secondo alcuni periti avrebbe causato un’asfissia posturale. Il processo si è svolto attraverso una serie di perizie e di controperizie mediche e tossicologiche per accertare se la morte fosse da attribuire alla colluttazione seguita all’intervento violento degli agenti (per asfissia posturale o per un arresto cardiaco dovuto alla violenza dell’arresto) o se invece il giovane, come ha ipotizzato la difesa degli agenti, non fosse sotto l’effetto di sostanze assunte la notte prima dell’arresto in un locale di Bologna.

Il giudice monocratico, dopo quasi cinque ore di camera di consiglio, ha deciso per la colpevolezza degli imputati. Alla lettura della sentenza c’e’ stato un applauso e l’abbraccio in aula dei genitori e del fratello del giovane Aldrovandi, che in questi anni si sono battuti per cercare la verità. I difensori dei poliziotti hanno preannunciato appello.

I detective selvaggi – Bolaño Roberto

Originariamente postato in tre parti in tre date diverse. Qui viene raggrupato con la data del primo post originale.

copj13-asp2 Una specie di falso poliziesco, o di sarcastico on the road, a cavallo di due tempi in cui avrebbe potuto succedere tutto, il tempo delle avanguardie artistiche e il tempo della gioventù “alternativa” anni Sessanta e Settanta. Arturo Belano e Ulises Lima, sedicenti poeti e piccoli trafficanti, adepti di un’improbabile ed estrema avanguardia, il “realvisceralismo”, cercano in America Latina la mitica fondatrice della loro avanguardia, Cesárea Tinajero, creatrice di un’unica composizione inedita e scomparsa nel nulla in anni distanti. Vita e opinioni raccontate, avanti e indietro nel tempo. Due momenti si incardinano l’uno nell’altro: al presente dei due detective che inseguono le tracce di Cesárea, in compagnia di un diciassettenne alla scoperta del sesso e di una prostituta adolescente in fuga dal suo protettore, seguono gli indiretti resoconti, vent’anni dopo, di testimoni che conobbero Arturo e Ulises e sanno che fine fecero. Un vagabondare irrequieto in cui ogni evento, ogni personaggio sembrano sdoppiare indefinitamente le possibilità della vita, senza che nessuno riesca alla fine ad afferrarne alcuna. E si può leggere come la metafora di una generazione, ma anche come l’epica iconoclasta e feroce di un continente il cui spirito si esprime al meglio nelle finzioni borgesiane e nelle desolate solitudini dei “macondo”. E finzioni e macondo sembrano vivere entrambi nelle invenzioni di Bolaño, fatte di apocrifi e verità storiche indistinguibili, di futili grandezze e magnifiche miserie.

Commento a puntate
1° Puntata Si può definire un romanzo PALLOSO e ENTUSIASMANTE allo stesso tempo ?
Sono a pagno 282 ed e’ un libro bello belLO beLLO bELLO BELLO …. con pagine zeppe di “gran bella scrittura”.
L’impressione e’ che sia un pò troppo autocelebrativo e che si guardi un pò troppo allo specchio per dirsi:
– Hey lettore sono figo, libri fighi come me non ne hai mai letti !!! … Lo finirò, forse afframmezzandolo con altre letture, forse finendolo nei prossimi giorni, forse decidendo di non finirlo neppure.
Fino del commento a meno di 1/3 del romanzo.

2° Puntata Si lo si può dire … nel senso che molto spesso troppo pesante nell’elencare nomi di autori sudamericani spesso mai esistiti. Non lo capisco, ma mi affascina e mi piace.
Mi sembra, ma potrei sbagliarmi … anzi sicuramente lo faccio … di essere un pescatore che ha tirato su la reta dal mare … adesso si trova nella rimessa e la stà piano piano con calma risistemando rendendola riutilizzabile.
Oppure come una massaia che ha lasciato una matassa di filo a giro e il gatto si e’ divertito a giocarci e adesso e’ li che la deve con calma rendere di nuovo utilizabile. Ecco questo romanzo di Bolano mi dà questa idea. Un lavoro (lettura) lunga e pallosa (per modo di dire mi si permetta questo francesismo) che solo alla fine dispiegherà tutta la sua bellezza. … Almeno spero ….
Cmq arrivato a pagina 398

3° e ultima parte uhm .. beh …è uno di quei libri che quando lo finisci poi gridare al capolavo oppure lo definirete, parafrando Villaggio , una tavanata galattica. Per me e’ un capolavoro. Intanto perché è strano.

Accattatevillo ….

Causa di forza maggiore – Amélie Nothomb

copj13-asp COMMENTO: Inutile, privo di mordente, privo della cattiveria tipica della Nothomb. BRUTTO, inutile, insulso. Ho amato tanto i libro della Nothomb che non mi aspettavo una così brutta prova.

TERZA PAGINA: Nell’esistenza di un individuo assolutamente normale irrompe l’imprevisto: uno sconosciuto sceso da una Jaguar suona alla porta di casa, chiede di fare una telefonata e viene colpito da infarto appena composto il numero. Un segno del destino? Un complotto? Una sfida? Baptiste Bordave non sta a porsi troppe domande e, ispirato anche da una vaga somiglianza con il defunto, si impadronisce dei documenti, dei soldi, della macchina e cambia vita per sempre. Romanzo d’amore? Storia di spionaggio? Manuale per estremisti dello champagne? Ancora una volta Amélie Nothomb sovverte tutte le regole del gioco letterario, e affascina i lettori con una vicenda avvincente ed eccentrica, in cui il culto per le bollicine dorate ha un ruolo fondamentale.

Vedi di non morire – Bazell Josh

copj13-asp1Dr. House
Scrubs
I Soprano

ma siete ancora a leggere la mia recensione su questo libro ?
Correte in libreria e compratelo.

TERZA DI COPERTINA Grazie a Peter Brown, ex killer entrato in un programma di protezione governativo, la mafia fa il suo ingresso tra le corsie di un famigerato ospedale di Manhattan. Quando Peter va come ogni mattina al lavoro in ospedale, non sa che la Grande Mietitrice lo aspetta, sotto le vesti di un paziente moribondo che è un suo vecchio conoscente di mafia. Se il paziente muore, il passato di Peter tornerà a galla. E questo non può accadere. Perché Peter è anche Pietro Brwna detto Orso, ex affiliato (ma per bontà d’animo) alla famiglia Locano. In questi anni in ospedale Peter è diventato il medico-eroe che abbiamo sempre sognato: cinico iconoclasta dal cuore d’oro che infrange ogni regola pur di salvare una vita… La sua lotta all’ultimo sangue con la Grande Mietitrice sta per cominciare, e diventa tutt’uno col desiderio irresistibile di saldare una volta per tutte i conti con la famiglia Locano

Intervento inopportuno e disturbatore