Auslander Shalom – Il lamento del prepuzio

copj13-aspTERZA DI COPERTINA Cresciuto in una comunità ebrea ortodossa nello stato di New York, fra mille divieti e sotto la costante minaccia di un Dio vendicativo ed eternamente arrabbiato, Shalom Auslander ha fatto di tutto per affrancarsi da quell’ambiente e da quelle tradizioni, eppure si ritrova, anche da adulto felicemente sposato e in attesa di un figlio -, a lottare per scrollarsi di dosso la sua ossessione. Perché lui crede, e non può fare a meno di credere, in un Dio personale. E proprio questo è il suo problema: è convinto che Dio ce l’abbia “personalmente” con lui, che sia sempre pronto a rovinargli qualsiasi gioia e a rifilargli qualche fregatura. Con umorismo spietato e rabbia feroce, Auslander ripercorre le tappe di un percorso di formazione a ostacoli: le gare di benedizioni organizzate dai rabbini alle scuole elementari; le prime disastrose esperienze con le ragazze (reali e immaginarie); i due anni trascorsi in una scuola religiosa di Gerusalemme per adolescenti ebrei irrequieti; i mille traslochi insieme alla moglie da una zona all’altra di New York alla ricerca della loro personale Terra Promessa. Sempre disposto a negoziare con Dio e con i suoi “emissari”, a barattare una trasgressione con la promessa di rigare dritto in futuro, Auslander cerca di stabilire con l’implacabile avversario una sorta di cessate il fuoco in vista della nascita di suo figlio, perché il bambino possa crescere sano e libero dai sensi di colpa.

COMMENTINO-INO-INO : Ironico e divertente. Mette a nudo le ossessioni dal Talmud su come e cosa mangiare, come e chi frequentare, come e chi ….. Un libro, che non può essere “teologicamente” assimilabile a C.Potok e P.Roth, ma che ci deve far riflettere (tramite un sorriso) su i fondamentalismi religiosi.
Non lontano da “ricordati che Dio ti guarda” insegnato nei nostri cattolicissimi oratori.
Sorridete e meditiamo ….

Nazi Rock – Claudio Lazzaro

nazirockClaudio Lazzaro entra con la sua telecamera dentro i raduni dei giovani neofascisti italiani e senza volerli aggredire, condannare e zittire, riesce a far parlare questi ragazzi e il loro “cuore nero”. È un viaggio inquietante tra curve dello stadio, odio feroce per poliziotti e carabinieri, concerti di rock identitario e manifestazioni razziste, incontri internazionali a cui intervengono delegazioni da tutta Europa (Falange dalla Spagna, Npd dalla Germania, Nova dreapta dalla Romania) e raduni elettorali dove i loro leader e i loro voti sono ben accetti sul carro del centrodestra italiano. Oltre al DVD “Nazirock” il cofanetto presenta il libro “Ho il cuore nero” con contributi e saggi di Antonio Pennacchi, Furio Colombo, Claudio Lazzaro, Valerio Marchi, Nicola Mariani e Ugo Maria Tassinari.

Interessanti, sia il libro che il DVD, per scoprire l’arcipelago delle “tante” destre esistenti nel nostro paese.
Da leggere, perché ignorare non serve MAI a niente.

Bande Nere – Paolo berizzi

bande-nereAlmeno centocinquantamila giovani italiani sotto i 30 anni vivono nel culto del fascismo o del neofascismo. E non tutti, ma molti, nel mito di Hitler. Un’area geografica che attraversa tutta la penisola: dal Trentino Alto Adige alla Calabria, dalla Lombardia al Lazio, da Milano a Roma passando per Verona e Vicenza, culle della destra estrema o, come amano definirla i militanti, radicale. Cinque partiti ufficiali (Forza Nuova, Fiamma tricolore, la Destra, Azione Sociale, Fronte sociale nazionale) – sei, se si considera anche il robusto retaggio di An ormai sciolta nel Pdl. Circa duecento tra associazioni, circoli e centri sociali sparsi nel paese; 63 sigle di gruppi ultrà (su 85) dichiaratamente di destra, e cioè il 75 per cento delle tifoserie che, dietro “il culto” della passione calcistica, compiono aggressioni e altre azioni violenze premeditate. Sono solo alcuni dei numeri di questa inchiesta. Sufficienti, comunque, a testimoniare che l’onda nera sta entrando potentemente nella nostra società, facendo proseliti tra i giovanissimi e con rapporti quantomeno ambigui con la destra istituzionale. Paolo Berizzi accompagna il lettore in questo viaggio nell’area nera del Paese; un mondo per lo più di ragazzi, intessuto di riti e miti considerati sepolti tra le macerie della Storia; un mondo fluido e magmatico, dai contorni tanto labili quanto inquietanti. Un mondo che, se non lasciasse tracce così marcate nella attualità, sarebbe difficile credere che esista davvero.

Memorie dal sottosuolo – Fedor Dostoevskij

copt13aspGrande stile.
Geniale nell’andare a scavare nell’animo umano e nelle viscere della mente. Ostico e sublime contemporaneamente.
Un viaggio all’interno dell’animo umano e sul disagio di vivere di chi sprofonda consapevolmente nel sottosuolo dell’esistenza.
Riletto subito.

TERZA DI COPERTINAA quarant’anni Fedor Dostoevskij è uscito da poco da una serie di vicendedrammatiche (la militanza socialista, la condanna a morte commutata all’ultimomomento, la deportazione siberiana) e, pur praticando un’intensa attivitàgiornalistica, sta ancora cercando la sua strada. “Memorie dal sottosuolo”(1864) è il libro che annuncia i capolavori della maturità. Con i suoi trattiautobiografici, il protagonista delle memorie è un uomo timido, senza risorsee protezioni, che la brutalità della vita sociale respinge nel sottosuolo, e acui non resta che cercare uno sfogo provvisorio tormentando chi sta ancora piùin basso di lui: Liza, misera prostituta alle prime armi, incontrata in unasera di neve bagnata.

La metamorfosi – F. Kafka

copj13asp

La lettura di questo libretto mi ha fatto riaffiorare esperienze che non volevo riportare alla luce.
Le malattie importanti, a volte o meglio spesso anzi sempre, riducono le persone in “enormi insetti”.
Molto spesso i familiari, non-ostante l’amore che portano per il congiunto e non-ostante le attenzioni e le cure che vengono a date, sentono come una liberazione il trapasso del congiunto.

Kafka ha sicuramente scritto un’altro libro, rispetto a quello che io ho letto.

TERZA DI COPERTINA Gregor Samsa, commesso viaggiatore, si sveglia un mattino dopo sogni inquieti e si ritrova trasformato in un enorme insetto. La speranza di recuperare la condizione perduta, i tentativi di adattarsi al nuovo stato, i comportamenti famigliari e sociali, l’oppressione della situazione, lo svanire del tempo sono gli ingredienti con i quali l’autore elabora la trama dell’uomo contemporaneo, un essere condannato al silenzio, alla solitudine e all’insignificanza. Come scrive Luigi Forte nella sua introduzione: «Dietro l’icona dell’insetto si nasconde l’abnegazione del figlio disposto a sacrificarsi, ma soprattutto la sua implacabile denuncia: essere costretto a denigrarsi, rimpicciolirsi, scomparire di fronte al potere illimitato».

Che ne è stato di te, Buzz Aldrin – Johan Harstad

copj13asp6TERZA DI COPERTINA In un mondo in cui tutti vorrebbero stare sotto ai riflettori per almeno un quarto d’ora di celebrità, Mattias ha scelto di vivere nell’ombra e apparire il meno possibile: non tutti vogliono essere il numero uno, come Buzz Aldrin, il secondo uomo sulla Luna, che ha svolto la sua missione, ha messo piede sul satellite dopo Neil Armstrong ed è scomparso nella folla: chi si ricorda di lui? Nessuno tranne Mattias: per lui l’astronauta è un idolo, simbolo di tutti coloro che fanno la loro parte senza reclamare attenzione, piccole, indispensabili ruote del grande ingranaggio. E Mattias non chiede altro che coltivare il proprio giardino – letteralmente, dato che lavora in un vivaio avere una vita normale insieme a Helle, la ragazza che ama dal liceo: allora, e solo per farsi vedere da lei, Mattias è salito una volta sul palco e ha cantato con la voce straordinaria che aveva sempre nascosto a tutti. Ha sempre rifiutato gli inviti dell’amico Jørn, che lo voleva a tutti i costi come cantante nella sua band: il ruolo di frontman non fa certo per lui. È l’estate del 1999, l’anno prima che inizi il futuro, il tempo è passato e l’esistenza felicemente anonima di Mattias sembra sempre più un riparo dagli altri e dalla vita. Fino a quando Helle lo lascia, il vivaio chiude, e Mattias si ritrova solo, a fluttuare fuori dalla propria orbita. Jørn sta partendo con la band per un concerto alle isole Faroe, lo vuole con sé almeno come fonico: forse perché non gli resta altro, Mattias accetta, s’imbarca, pronti al decollo…

MICRORECENSIONE
.:”Serve una forza di volontà immensa, e fortuna, e abilità per arrivare primi. Ma serve un cuore gigante per essere il numero due.” Per essere i primi bisogna dare una spinta ad Armstrong. Aldrin ci pensa, ma non lo fa. Mattias lo sa e per non farlo si ritira nella solitudine col desiderio di scomparire.

Ho avuto la possibilità, sul lavoro, di diventare il NUMERO UNO. Anch’io come Matthias e Buzz però ho deciso di non dare spinte. Anch’io ogni tanto decido di sparire per evitare a chi mi e’ vicino, fisicamente e/o virtualmente di non dover sopportare i miei disagi sociali.

Sono conscio delle mie capacità professionali e umane, non sono modesto, non ho nessuna voglia di combattere guerre stupide per dimostrarlo. Mi basta così.

Il secco e l’umido – Jonathan Littel

copj13asp4La vita e gli scritti di Leon Degrelle ufficiale delle Waffen SS di origine belga. Maximilian Aue, interprete principale del più famoso “Le Benevole”, ne è la controfigura cartacea.

Interessanti le teorie, riprese dagli scritti di Klaus Theewleit, sulla sessualizzazione dell atto violento, sulla esibizione e sulla messa in scena degli atti di violenza e sul riso del violentatore.
Inquietante la foto, alla fine del libro, dell’Ufficiale statunitense Charles Graner

In Sintesi: “Questo testo è stato scritto nel 2002, mentre facevo ricerche per un altro libro, poi pubblicato. È nato dall’incontro fra le tesi di uno studioso tedesco brillante e fuori dagli schemi, Klaus Theweleit, e l’opera di un fascista belga, Léon Degrelle, in cui il gioco delle immagini e della lingua fa emergere la struttura stessa del pensiero del suo autore. Poiché il testo è scritto in francese, ho potuto tentare un’analisi più approfondita di alcune intuizioni; effettuare una verifica sperimentale di una particolare teoria del fascismo, proposta appunto da Theweleit. Una teoria che, come si potrà vedere, contiene la sua parte di verità, così come altre linee di pensiero che del resto ho avuto modo di esplorare, ampie vie maestre, semplici sgrossature, vicoli ciechi o rapide incursioni nell’oscurità, che quella teoria incrocia senza mai ricalcarle. L’argomento è infatti tale che, per quanto rigorosamente si cerchi di delimitarlo, sfugge sempre per qualche suo aspetto; sempre le sue profondità, messe a nudo, nasconderanno altre profondità insospettate, e talvolta ripiegate su se stesse, a formare un’unica superficie liscia, piatta, banale, ma sempre pronti a cedere di nuovo sotto i piedi di chi vi si avventura”. (Jonathan Little)

L’italia in bolletta – Luigi Furini

copj13asp5Sabato pomeriggio ascoltando “Vasco da Gama” su RADIORAI2, mentre stavo andando a Firenze a trovare mia madre, ho sentito Luigi Furini che parlavo di questa sua inchiesta. Mi ha incuriosito.
Oggi domenica, dopo aver gio0ito per la conquista per il terzo anno consecutivo della CL da parte della AC Fiorentina, mi sono gettato su questo libri”sc”ino.

L’unico commento che mi viene da fare e’ il testo di una vecchia canzone di Edoardo Bennato …
che faceva più o meno:

EAA ma come andiamo forte
eaa ormai nessuno ci può fermar

EAA giù per la discesa
eaa ormai nessuno ci può fermar

EAA dritti verso il burrone
eaa ormai nessuno ci può fermar

EAA gli altri continuano a intonare cori
non si sono ancora accorti di niente
e continuano a cantar

Rat-Man il supereroe di tutti noi

  • Ha “Rat-Man”
  • Batman ?
    . No, “Rat-Man
  • Rakam ?
    . RAT-MAN
  • Bellitalia ?
    . Si, vabbé mi dia “poppe al vento”
  • Ecco a lei

Produttore: Non possiamo trasmettere queste storie così come sono. Ci sono delle volgarità che non sono adatte ai bambini.
Rat-Man: Quali volgarità?
Produttore: A esempio qui. A pagina 69.
Rat-Man: Ma non c’è niente di volgare!
Produttore: E il 69? Dove lo mettiamo?
Rat-Man: Ma la vostra rete trasmette anche la serie animata “Apri le gambe alla magia!”
Produttore: Certamente.
Rat-Man: E allora perché “Rat-Man” è volgare e “Apri le gambe alla magia” no?
Produttore: “Apri le gambe alla magia” ha milioni di telespettatori. Quanti spettatori ha “Rat-Man”?

Rat-Man: Nessuno.
Produttore: Lo vede, che è volgare?

La notte eterma del coniglio – Giacomo Gardumi

copj13asp2COMMENTINO..INO…INO: Ohh Mamma mia
mi sono ritrovato a controllare più di una volta se avevo chiuso bene la porta e tutte le finestre prima di andare a letto. Rialzarmi e ricontrollare dopo un paio di pagine. Claustrofobico, ossesionante

TRAMA: Un’inaspettata apocalisse distrugge la razza umana e trasforma la terra in un pianeta morto. Sopravvivono quattro piccoli nuclei familiari, rinchiusi in minirifugi atomici nella città di San Francisco. I superstiti possono comunicare tra loro grazie a un trasmettitore satellitare. Improvvisamente gli occupanti di uno dei rifugi cominciano a sentire dei colpi battuti sulla porta, come se qualcuno volesse entrare, benché la telecamera che inquadra la superficie riveli chiaramente che nessuno si è avvicinato. Gli avvenimenti misteriosi si moltiplicano, finché un «coniglio» rosa penetra nel rifugio e compie un orrendo massacro. Gli altri memebri del gruppo si rendono presto conto che il «coniglio» è solo all’inizio della sua missione di morte…

Intervento inopportuno e disturbatore