Crimini – AA.VV.

978880618818medNiccolò Ammaniti insegue, alle costole di un chirurgo plastico dalle strane abitudini, Il mio tesoro, in una scatenata, demenziale caccia per le strade di Roma. Andrea Camilleri mette in scena una storia d’amore finita troppo presto, e con Troppe coincidenze. Massimo Carlotto ci fa sentire quanto lontano può portare, nel cuore di un poliziotto, la Morte di un confidente. Nel sottobosco milanese di Sandrone Dazieri comici e assassini in gara cercano tutti L’ultima battuta. Diego De Silva ci porta a Napoli: chi nasconde nel Covo di Teresa? e Giancarlo De Cataldo dipinge una favola nera, con italiani pessimi ed extracomunitari inconsueti intorno al Bambino rapito dalla Befana. Un brivido molto lungo percorre la schiena, quando scopriamo chi è davvero il misterioso Ospite d’onore di Giorgio Faletti. Forse non farà carriera il commissario Curreli ostinandosi a cercare Quello che manca, di Marcello Fois. E forse era meglio non avere sentito Il terzo sparo, per la bella poliziotta complessata presa nell’intrigo di Carlo Lucarelli. Ma così è la vita. Anzi, il noir.

Metafisica dei Tubi – Amelie Nothomb

tubiParzialmente autobiografico narra i primi anni di vita della scrittrice figlia di un diplomatico belga che al momento della nascita della figlia si trova in Giappone. Solo parzialmente perché la Nothomb parlando do se stesso parla di tutti di noi. La scoperta del piacere, del peccato e della trasgressione attraverso l’assaggio, di nascosto dal genitore, di un pezzetto di cioccolato bianco portato dalla nonna in visita.
E’ cosi che l’io bambino, il tubo del romanzo, da quel fatto insignificante (la scintilla della trasformazione da essere puramente fisico ad essere pensante) conosce e sperimenta il contatto con l’altro, con la natura, con la paura di essere scoperto,  il senso di superiorità, i ricatti affettivi, l’odio, il ribrezzo, l’amore, l’abbandono, l’angoscia.

TERZA DI COPERTINA

Un’autobiografia scanzonata e irriverente dei primissimi anni di vita dell’autrice. La scoperta del gusto, del peccato, della potenza e della fascinazione della parola impegnano il tubo-Amélie, apparentemente inerte. In una compulsione di pensieri e metafore l’autrice consegna al Dubbio, una formula corrosiva che condensa irrequietezza e catarsi:”Vivere è rifiutare. Chi accetta ogni cosa non è più vivo dell’orifizio del lavandino.”

Nation states ….

Dopo aver adottato una serie di misure ecco la situazione dello “STATO LIBERO DEGLI ORSO GRASSI”

The Free Land of Fatbear is a very large, devout nation, notable for its punitive income tax rates. Its compassionate, cynical population of 138 million are ruled with an iron fist by the dictatorship government, which ensures that no-one outside the party gets too rich. In their personal lives, however, citizens are relatively unoppressed; it remains to be seen whether this is because the government genuinely cares about its people, or if it hasn’t gotten around to stamping out civil rights yet.

It is difficult to tell where the omnipresent, corrupt, socially-minded government stops and the rest of society begins, but it juggles the competing demands of the Environment, Public Transport, and Social Equality. The average income tax rate is 71%, and even higher for the wealthy. A robust private sector is led by the Book Publishing industry, followed by Trout Farming and Pizza Delivery.

Fatbear’s educational system is the envy of many and regarded as a pinnacle of educational achievement, religious classes are compulsory for all school students, the nation is experiencing a severe shortage of sporting events, and the government is spending millions on renovating the public transportation system. Crime is totally unknown, thanks to the all-pervasive police force and progressive social policies in education and welfare. Fatbear’s national animal is the grizzly, which frolics freely in the nation’s many lush forests, and its currency is the dindi.

E crescendo impari che la felicità non e’ quella delle

grandi cose.
Non e’ quella che si insegue a vent’anni, quando, come
gladiatori si
combatte il mondo per
uscirne vittoriosi…
La felicità non e’ quella che affannosamente si
insegue credendo che
l’amore sia tutto o
niente,…
non e’ quella delle emozioni forti che fanno il
“botto” e che esplodono
fuori con tuoni
spettacolari…,
la felicità non e’ quella di grattacieli da scalare,
di sfide da vincere
mettendosi
continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e’ fatta di cose
piccole ma
preziose….
…e impari che il profumo del caffe’ al mattino e’ un
piccolo rituale
di
felicità, che
 bastano le note di una canzone, le sensazioni di un
libro dai colori
che
scaldano il cuore,
 che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei
pittori della
felicità,
che basta il
muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una
felicità lieve.
E impari che la felicità e’ fatta di emozioni in punta
di piedi, di
piccole
esplosioni che
in sordina allargano il cuore, che le stelle ti
possono commuovere e il
sole far brillare
gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il
volto, che il
profumo
della primavera
ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere
all’ombra di un albero
rilassa e libera i
pensieri.

 

E impari che l’amore e’ fatto di sensazioni delicate,
di piccole
scintille
allo stomaco, di
presenze vicine anche se lontane, e impari che il
tempo si dilata e che
quei 5 minuti sono
preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i
sensi, sfornellare in
cucina, leggere
una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto
per annullare il
tempo
e le distanze
ed essere con chi ami.

 

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un
messaggio
inaspettato, sono piccoli
attimi felici.

 

E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni
piccoli ma preziosi.

 

E impari che tenere in braccio un bimbo e’ una
deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che
parlano delle persone
che
ami…

 

 

E impari che c’e’ felicità anche in quella urgenza di
scrivere su un
foglio
i tuoi pensieri,
 che c’e’ qualcosa di amaramente felice anche nella
malinconia.

 

E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

Ad occhi chiusi – Gianrico Carofiglio

carofiglio-ad-occhi-chiusiL’avvocato Guido Guerrieri – protagonista di ‘Testimone inconsapevole’, sorprendente romanzo d’esordio di Giancarlo Carofiglio – si trova questa volta alle prese con un caso difficile, non tanto per la vicenda (la sua cliente, Martina, è stata minacciata e aggredita da un suo ex convivente), quanto per la personalità del persecutore: noto professionista, figlio di un potente magistrato, Guido sa che mettersi contro di lui significherà molto più che affrontare una difesa e un processo difficile. Ancora una volta la vicenda del giovane avvocato si snoda al ritmo delle sue inquietudini e delle sue debolezze, sullo sfondo di una Bari in bilico tra luminosità violente mediterranee e oscure ambiguità. Una storia sulla dignità, sul senso di colpa e sulla paura.

Segreteria telefonica

Sono momentaneamente assente, se mi ritrovate lasciatemi dove sono,
quando ne ho voglia tornerò con le mie gambe, ma se proprio non ne potete fare a meno lasciatemi pure un messaggio, non vi assicuro che lo ascolterò e non vi assicuro neppure che risponderò così come non è detto che sia interessato a quello che mi lasciate detto.
Se c’è una catastrofe in corso me ne accorgerò da solo, se sono scesi gli alieni potete portarmi il traduttore simultaneo e citofonare al primo campanello dall’alto, se siete felici risparmiatemi la vostra vocetta squillante, se state morendo, non rantolatemi al telefono, non ho la cremeria in freezer e il liquore al basilico sta finendo.
Parlate dopo il bip.
Bip.

Beverly incidentato

Alcuni di Voi, sanno gia’ la mia disavventura (*) ….. dopo 9 giorni di possesso del Bev200 vengo tamponato da un Iveco DAILY … e devo fare a meno per tutto il mese di Agosto del motorino ….
Stasera dopo 10 ore circa di lavoro stressante, lavoro nella piu’ grande xxxxxx di Firenze, vado a predenre il Bev
….e ……..

S O R P R E S A  ……..

un coglione, perché altro non puo’ essere …. forse una coglionA, ha
spostato di peso lo scooter e …per andare diritto adesso devo far finta di curvare  a destra …….

Fortunatamente LUCA, il conce, a cui ho rotto i bip-bip a cena … domani mattina riesce “forse” a ripararlo …

(*) chi non ne fosse a conoscenza vada a leggersi VENERDI’ 25 Luglio