Prime impressioni Beverly 200 (1° parte)

Mattinata mugellana oggi continua il “rodaggio” dello scooter, con un viaggio in Mugello. Il Tour di oggi potremo chiamarlo “Il periplo del Monte Giovi”, dopo una prima parte nel traffico cittadino, dovendo attraversare Firenze, arrivo finalmente alla SS67 (Tosco Romagnola) con direzione Pontassieve.
La prima tappa e’ Londa, dove mi fermo e tento contattare un collega di lavoro in ferie per fare colazione insieme purtroppo il suo cellulare e’ spento e dopo mezzora decido di proseguire, ritorno sui miei passi e supero Dicomano. Poco dopo l’abitato di Vicchio faccio un’altra deviazione per visitare la “Casa natale di Giotto” delusione 🙁 ….. Borgo San Lorenzo, San Piero a Sieve sono i due paesono che incontro in successione. Sbaglio strada e invece di andare in direzione Barberino Mugello prendo per Vaglia, immettendomi cosi’ sulla Via Bolognese in direzione Firenze.
A fine gita il Km supera i 500Km percorsi e quindi sono a circa meta’ del rodaggio. Le impressioni buone avute nei precedenti giorni vengono confermate, comincio ad avere molta piu’ confidenza con l’attegiamento del Beverly in curva e inizio a sbagliare molte meno curve. La velocita’ massima, rilevatori di velocita’ permettendo, che riesco a raggiugiungere e’ di poco superiore ai 90 Km (Martedì per un breve tratto, non piu’ di un centinaio di metri, ho spinto lo scooter fino a 110Km/h).

Ritirato Beverly 200

stamani sono andato a ritirare dal Concessionario il Beverly 200.
Nella giornato di oggi ho percorso i primi 150 Km in un giro “pesca” (*) nei dintorni di Firenze.

La prima cosa che mi e’ saltata all’occhio e’ che la Piaggio ha tolto il pulsante per l’accensione dei fari, inserendo la chiave si accendono automaticamente evitandoc osi’ di ricordarselo .. (un po’ di punti salvati …grazie piaggio)

Sono partito da Firenze ed attraverso la Via Cassia e il Passo dei Pecorai mi sono portato a Greve in Chianti (dove é obbligo degustare un buon vinello nella locale Piazza Da Verrazzano), da Greve attraverso la statale che collega la valdigreve con il valdarno attraverso il Passo del Sugano (mt. 582 circa) sono arrivato a Figline Valdarno per riprendere da li attraverso Pontassieve, Rosano e Bagno a Ripoli il ritorno a Scandicci. Alla fine il contachilomentri segnava 145 Km.

Il primo impatto abituato alle ruote basse della Vespa e’ stato ottimo, maggior stabilita’ e maggior tenuta bilanciate pero’ da una minor manovrabilita’ alle velocita’ da traffico cittadino.
Essendo in rodaggio non ho ancora aperto a manetta, ma ho notato una facilita’ del mezzo a raggiungere la velocita’ di 80 Km/h basta aprire un po’ di gas. Buona la frenata, fortunatamente non ho avuto l’occasione di DOVERLA testare a fondo (escludendo un rilevatore di velocita’ in localita’ LE SIECI (**)).
Dopo aver letto molti dei post non ho fatto altro che annusare per sentire puzzo di benzina, ma per il momento sembra non avere questo difetto, non-ostante nel fare il pieno stamani abbia versato involontariamente alcune gocce fuori dal tappo.

Fra le cose che non mi sono piaciute ad un primo impatto ci sono:
Il fatto che il sottosella non riesca a contenere il mio Nolan Jet,
la non-facile usabilita’ dei comandi della mano Sx le frecce non sempre si attivano al primo tocco cosi’ come non si spengono, troppo basso il comando del clacson e pure troppo basso come volume temo che non sia facile farsi sentire.

Domani ho intenzione di andare a Volterra e San Gimignano via Colle Val d’Elsa …

(*) Dicasi giro pesca quel giro che partendo da A (Firenze) per arrivare a B (Bologna) passa per C (Genova) D (Bolzano) ed E (Venezia).

(**) Notavo che sia in valdigreve e in valdisieve il 99,9% dei rilevatori automatici di velocita’ sono pieni.

Cheers ©

[LIBRO] Il più grande uomo scimmia del Pleistocene – Roy Lewis

il-più-grande-uomo-scimmiaAPPUNTI DISORDINATI DI UN LETTORE CONFUSO
Il racconto ironico, divertente (a tratti pure eccessivo) della evoluzione umana da quadrupedi scimmieschi a homo erectus. Si inizia con la discesa dagli alberi dei nostri antenati per arrivare alle posizioni contrastanti fra lo Zio Vania conservatore che non vorrebbe cambiare niente della sua vita a quella di Edward che invece vuole evolversi scendendo dagli alberi, andando a conquistare le donne di un altro gruppo ….il tutto condito con il classico umorismo briitsh.
Un libro per conoscere, parlare, confrontarsi sull’evoluzione e sul progresso con i vantaggi ed i danni che questo può portare.

TERZA DI COPERTINA

“Il libro che avete fra le mani è uno dei più divertenti degli ultimi cinquecentomila anni” ha scritto Terry Pratchett. E’ vero, tanto tempo è passato, da quando vissero Ernest, il narratore di questo libro, con la sua ingegnosa famiglia, dal padre Edward, che fu senza dubbio “il più grande uomo scimmia del Pleistocene”, a quell’amabile reazionario di zio Vania, che tornava sempre a vivere sugli alberi, a quel viaggiatore incallito dello zio Ian, per non parlare delle ragazze. Un curioso gruppetto, che si trovò, sotto la guida del grande Edward, nella delicata situazione di chi dà all’evoluzione una spinta da cui siamo nati tutti noi. Ragionando con impeccabile acume scientifico, nonché un delizioso humour freddo, Edward e i suoi scoprirono “alcune delle cose più potenti e spaventose su cui la razza umana abbia mai messo le mani: il fuoco, la lancia, il matrimonio e così via”, sempre sulla base di una elementare esigenza: quella di “cucinare senza essere cucinati e mangiare senza essere mangiati”. E naturalmente non mancarono le dispute e i crucci, perché ogni volta si poteva discutere se quelle nuove invenzioni erano davvero buone o cattive, se non rischiavano di sfuggire al controllo e soprattutto se non andavano un po’ troppo contro la natura. Mah…
Pubblicato per la prima volta nel 1960, e poi ripreso più volte sotto vari titoli, questo libro si è fatto strada silenziosamente fra i classici della fantascienza a ritroso. Ma in realtà è un libro inclassificabile: una riflessione romanzesca, acutissima e leggera, su tutta la storia dell’umanità, contrassegnata in ogni dettaglio da quella limpidezza e da quell’ironia che appartengono alla migliore tradizione letteraria e scientifica inglese. Quando Théodore Monod lesse questo libro, segnalò all’autore uno o due errori tecnici, subito aggiungendo “che non importavano un accidente, perché la lettura del libro l’aveva fatto ridere tanto che era caduto da un cammello nel bel mezzo del Sahara”.

[LIBRO] Io Uccido – Giorgio Faletti

imagesTRAMA
Un Dee-Jay di Radio Monte Carlo riceve, durante la sua trasmissione notturna, una telefonata delirante. Uno sconosciuto, dalla voce artefatta, rivela di essere un assassino. Il fatto viene archiviato come uno scherzo di pessimo gusto. Il giorno dopo un pilota di Formula Uno e la sua compagna vengono trovati morti e orrendamente mutilati sulla loro barca.Inizia così una serie di delitti, preceduti ogni volta da una telefonata a Radio Monte Carlo con un indizio “musicale” sulla prossima vittima, e ogni volta sottolineati da una scritta tracciata col sangue, che è nello stesso tempo una firma e una provocazione: Io uccido…Per Frank Ottobre, agente dell’FBI in congedo temporaneo e Nicolas Hulot, commissario della Surete Publique, inizia la caccia a un fantasma inafferrabile. Alle loro spalle una serie di rivelazioni che portano poco per volta a sospettare che, di tutti, il meno colpevole sia forse proprio lui, l’assassino. Di fronte a loro un agghiacciante dato statistico. Non c’è mai stato un serial killer nel Principato di Monaco. Adesso c’è.

PENSIERI SPARSI DI UN LETTORE CONFUSO
Un caso letterario che non si poteva non leggere … scritto bene però lungo, prolissi, continue citazioni di due marchi aziendali (una radio e una macchina). 100/150 pagine in meno e una più accurata descrizione psicologica del Serial Killer avrebbero sicuramente giovato alla leggibilità. Personaggi poco descritti. Alla fine un buon libro (se consideriamo che è un opera prima) ma un esordiente senza il nome di Faletti l’avrebbe visto sugli scaffali delle librerie ?

TIME

La rivista USA Time sta facendo un sondaggio on line tra i suoi lettori per
verificare quale sia il paese che, secondo l’opinione pubblica, costituisce
oggi la più grave minaccia per la pace.
E propone, come ipotesi di risposta, tre paesi (Nord Corea, Iraq e USA).
In questo istante (dopo più di 330.000 risposte) gli USA sono primi con
l’ 82,9 % dei voti. Sono già in testa da soli, ma facciamo il nostro dovere
di alleati e
aiutiamoli a vincere.
PARTECIPATE AL VOTO
Il sito è http://www.time.com/time/europe/gdml/peace2003.html

Testimone inconsapevole – Gianrico Carofiglio

testimone-inconsapevole-la-recensioneÈ stato ucciso un bambino di nove anni. Il piccolo corpo, privo di tracce di violenza sessuale, viene ritrovato nel fondo di un pozzo. Un delitto atroce, del tutto inspiegabile, di cui è accusato, dopo rapide indagini, un ambulante senegalese, Abdou Thiam, che lavora nella spiaggia vicino la casa dei nonni dove il bambino è solito giocare. Inchiodano il senegalese indizi e testimonianze, ma soprattutto una foto e le dichiarazioni di un barista. Un destino processuale segnato: privo di mezzi, lo attendono una frettolosa difesa d’ufficio e vent’anni con rito abbreviato. Ma è un destino che si scontra con quello di un avvocato in crisi che trova, nella lotta per salvare Abdou in una spasimante difesa, un nuovo sapore alla vita. Abdou è davvero innocente? E come demolire la montagna accusatoria? Si dice che il rito processuale italiano non sia adatto al genere del legal thriller, tanto popolare nel mondo anglosassone. Ma il racconto di Carofiglio dipana il suo intreccio in un’aula di tribunale seguendo passo passo il lavoro di una Corte d’Assise, con i giudici, gli avvocati di difesa e di parte civile, la giuria popolare, il pubblico accusatore: e nel gioco di queste parti, nel fraseggio della noia e del colpo di scena, o dell’acuto retorico e dell’affondo micidiale di una controprova, riesce a creare la tensione dell’attesa, a insinuare il dubbio e, soprattutto, a suscitare l’attesa trepida di una giustizia liberatoria.

Scrivevo questo di me nel 2001

“Tutta la verita’, nient’altro che la (mia) verita’; il sottoscritto mantiene le promesse.
E mi metto a nudo; raccontando cosi’, attraverso le vicende della mia personale ascesa al successo, tutti gli aspetti, anche quelli meno piacevoli, del mondo in cui ho vissuto. In un percorso cha parte dai film bulgari degli anni 70 per arrivare all’incontro-scontro con il Renato Curcio di ISCF, non e’ difficile leggere in contro luce piu’ di un frammento della storia e del costume del nostro Paese.
Ma questo sito e’ soprattutto il racconto di un sogno che si fa’ realta’, il diario di viaggio di uno stonato innamorato della musica.

Nasco a Firenze il 31 Luglio 1961. Vorrei imparare a suonare uno strumento da ragazzo (provo con la chitarra, poi con Sassofono): intorno ai quattodici anni scopro i cantautori ed il rock e la scoperta mi cambia la vita. Superati i vent’anni inizio a viaggiare per il mondo e scoprire nuove culture, arrivato a quaranta mi fermo. Come la moglie di ex-ministro dell’ambiente ripenso ….. ai miei primi quarant’anni.

Saluti e buona lettura

Intervento inopportuno e disturbatore