Tommaso Landolfi – Rien Va

“Quando la bambina M. aborti’, la trovai un giorno che si strizzava
una mammella e contemplava piangendo le poche gocce di latte non
ancora addensato, assai simili alle sue lacrime. E’ atroce e dolce,
ora che ella e’ madre davvero.
Vi e’ forse qualcosa di piu’ ignobile della democrazia? Sarebbe
bello dire perche’, e probabilmente non si farebbe che ripetere
argomenti abusati. Quante cose non si fanno o pensano per debolezza
di spirito! C’e’ perfino caso di attribuire consistenza a cio’ che
manifestamente non consiste ne’ esiste.

La bambina M. verra’ finalmente tra pochi giorni colla bambina
piccina sua figlia (e mia!): la notizia mi ha dapprima riempito
di giubilo, subito dopo di malinconia. Perche’? Bisognerebbe forse
sapere chi e’ M. Riusciro’, qui almeno, a non scegliere le parole?
Finora sembra di si.”

Quello che ho amato – Siri Hustvedt

APPUNTI DISORDINATI DI UN LETTORE
Un lib9788806180782pro sul mondo, sulla fragilità, sulle scelte e sui drammi e su come questi cambiano/non cambiano il nostro vivere quotidiano. Non leggero ma da
leggere

Nel 1975 lo storico dell’arte Leo Hertzberg scopre un ritratto di donna di unartista sconosciuto. Rintracciato l’autore, Bill Wechsler, intreccia con luiun’amicizia lunga una vita. Le loro due mogli, Erica e Lucille, partorisconolo stesso anno; le famiglie vivono nello stesso edificio a SoHo e trascorronole vacanze insieme. Quando i figli diventano quattro, Bill divorzia da Lucillee sposa Violet, amata in segreto da Leo. Le due coppie, unite dall’amore perl’a
rte e la letteratura condividono più di vent’anni di successi e tragedie.Fino a quando Mark, figlio di Bill e Lucille, scivola nel torbido ambiente deiclub newyorchesi dove si lega a un ambiguo artista specializzato in immaginidi tortura e morte. Un’esplorazione dell’amore, della perdita, del tradimento.

Antenna – Randy Taguchi

“Naomi” doveva essere per forza un nome fittizio, che questa donna
usava soltanto per il suo lavoro. Sarebbe andato bene se avessi chiesto
semplicemente:”C’e’ Naomi per favore?”. Non avevo mai telefonato a un
posto del genere, percio’ ero piuttosto agitato. Mi chiedevo che tipo
di donna potesse mai essere una mistress. Non riuscivo proprio a
immaginare come potesse essere nella realta’ una persona cosi’, di cui
conoscevo qualcosa solo attraverso le immagini stereotipate di film
e video. Il sadomasochismo m’incuriosiva non come comportamento fine
a se stesso, ma soprattutto per il tipo di relazione che implicava.
In poche parole, volevo capire quali erano precisamente il nesso e
il tipo di “comunicazione” esistenti fra individui con tendenze sadiche
e altri con tendenze masochistiche, nonche’ le differenze che c’erano
fra costoro e noialtri. Volevo scoprire quale fosse il senso alla
base di una comunicazione basata sul dolore fisico e mentale.”

Letture Confuse

“Accendo la radio a tutto volume. Le strade sono completamente
vuote e posso andare forte. Arrivo a un semaforo rosso e mi viene
la tentazione di passare lo stesso ma poi mi fermo perche’ vedo un
cartellone pubblicitario che non ricordo di aver mai visto prima e
voglio guardarlo bene. Dice solo <<Sparire Qui>> e anche se probabilmente
e’ soltanto la pubblicita’ di qualche villaggio vacanze, quella scritta
mi fa sballare, cosi’ picchio sull’accelleratore e la macchina schizza
via stridendo oltre il semaforo. Mi metto gli occhiali da sole anche
se fuori e’ ancora quasi buio e continuo a guardare nello specchietto
retrovisore, con la strana sensazione che qualcuno mi stia seguendo.
Arrivo a un altro semaforo e solo allora mi accorgo di aver dimenticato
la sciarpa di Blair; l’ho dimenticata da Griffin”.

(”Au Sable” da “Misfatti. Racconti di trasgressione.” di Joyce Carol
Oates – Tascabili Bompiani – 2007)

Cronache del Rhum – Hunter Thompson

“Come quasi tutti, ero un arrivista, un tarantolato, uno scontento
cronico e spesso e volentieri un attabrighe idiota. Non ero
abbastanza pigro per stare a riflettere, ma credevo che in qualche
modo il mio istinto avesse ragione. A volte condividevo il loro
ottimismo, che alcuni di noi avrebbero fatto carriera, che in fondo
avessimo imboccato la retta via, e che i migliori sarebbero
cartamente arrivati in cima. Allo stesso tempo, provavo l’oscuro
presentimento che la vita che facevamo fosse una causa persa, che
non facessimo altro che recitare, prendendoci per il culo a vicenda
in un’odissea senza senso. Era la tensione tra questi due poli – un
idealismo inquieto da un lato e l’incombere di un destino tragico
dall’altro – che mi dava la carica.”

Radiohead – In Rainbow

In questo momento il mondo si divide in due, chi considera i Radiohead degli innovatori e chi pensa che si siano “solo” scelti una buona $trategia di marketing. Non stà certamente a me decidere da che parte stanno Tom Yorke e i suoi Radiohead, io posso solo dire che ho trovato il disco interessante, non semplice, ma con dei buoni spunti. Niente a che fare con i primi dischi quando i RH erano ancora giovani e con tanta voglia di sperimentare.

Intervento inopportuno e disturbatore