La camera azzurra – Georges Simenon

copj13aspTRAMA: “Sei così bello” gli aveva detto un giorno Andrée “che mi piacerebbe fare l’amore con te davanti a tutti…”. Quella volta Tony aveva avuto un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei. Solo quando il marito di Andrée era morto in circostanze non del tutto chiare, e Tony aveva ricevuto da lei il primo di quei brevi, sinistri biglietti anonimi, solo allora aveva capito, e aveva cominciato ad avere paura. Ancora una volta, nel suo stile asciutto e rapido Simenon racconta la storia di una passione divorante e assoluta, che non indietreggia nemmeno di fronte al crimine. Anzi, lo ripete.

COMMENTO: Quelli di Simenon sono i Noir prima che il Noir facesse moda e tendenza.
Belle e ficcante la descrizione del rapporto extra-coniugale e della “diversa” passione che lega i due principali protagonisti. Ben descritta l’atmosfera della provincia. Un romanzo sulla debolezza dell’essere umano, sul significato e sulle conseguenze delle parole e delle passioni ….

DA LEGGERE

Les rivières pourpres – Regia: Mathieu Kassovitz

copdjcasp TRAMA: Il poliziotto Pierre Niemans (Jean Reno) è inviato nella piccola cittadina di Guernon, nelle Alpi Francesi, per indagare su un assassinio brutale. La vittima è stata ritrovata in condizioni agghiaccianti con gli occhi strappati, le mani mozzate e in posizione fetale. Le investigazioni di Niemans lo portano dall’alpinista Fanny Ferreira (Nadia Farès), che ha scoperto il corpo. Nella città vicina di Sarzac, invece, il giovane ispettore Max Kerkerian (Vincent Cassel) scopre che un gruppo di teppisti ha profanato la tomba di una ragazzina morta a 10 anni nel 1982. Questa banda, per qualche strana ragione, sta cancellando il passato della piccola rubando dalla scuola del materiale prezioso per le indagini. Le strade dei due poliziotti si incrociano e questi non tardano a scoprire che i due casi, in apparenza tanto diversi, sono collegati, e uniscono le loro forze per risolverli. La verità è talmente lontana dalla realtà che sembra impossibile scoprirla…

COMMENTO: Quasi mai i lungometraggi riescono a racchiudere le emozioni contenute nelle pagine di un libro e anche questo non fà eccezione. Un buon thriller, niente di più e niente di meno. Peccato che il cuore di tutta la vicenda sia solamente, nel mio modesto parere, accennato e non approfondito.
Men sana in corpore sano dicevano i Latini, ma qui e’ il presupposto per creare la razza perfetta.

e io odio i Nazisti dell’Illinois

figurarsi quelli di Guernon (F)

Rollerball 2000

filmforce-fa-rollerball-poster_ys_smwSe non si chiamasse Rollerball e non si portasse dietro tutto il fascino del precedente del 1975 dopo 20 minuti sarebbe da spegnere il DVD e cambiare disco.
Stravolto completamente lo spirito del precedente con James Caan. Gli accenni che potrebbero essere interessanti, come la manipolazione delle masse attraverso l’informazione o la televisione asservita alla pubblicità ed al denaro, si perdono nel calderone del film senza lasciare nulla allo spettatore

Dopo primavera – Roberto Pazzi

dopo_primavera

L’argomento e’ fra quelli che prediligo. I romanzi con uno sfondo psicologico mi incuriosiscono.C’e’ un atmosfera onirica che aleggia in tutta la narrazione. Ecco, questo romanzo di Pazzi e’ tutto ciò. Non arriva alle vette di un Murakami, e neppure ai livelli della Nothomb di “Cosmetica del nemico”.
Molti si potranno riconoscere nell protagonista e nella sua eterna voglia di essere qualcun’altro.
Chi di noi non l’ha mai sognato ? e se invece che di un sogno alla fine si trattasse di un incubo ?

L’eterna lotta fra chi siamo e chi vorremmo essere.

Azzeccata la copertina di Magritte

Quel che dissero i cinquant’anni

Quando ero giovane erano i vecchi i miei maestri.
Lasciai fuoco per forma fino a spegnermi.
Soffrivo come un metallo che fosse forgiato.
Andavo a scuola dai vecchi per imparare il passato.

Ora che sono vecchio ho per maestri i giovani.
Quel che non può modellarsi deve essere infranto o piegato.
Lezioni mi torturano e riaprono antiche suture.
Vado a scuola dai giovani per imparare il futuro.

When I was young my teachers were the old.
I gave up fire for form till I was cold.
I suffered like a metal being cast.
I went to school to age to learn the past.

Now I am old my teachers are the young.
What can’t be molded must be cracked and sprung.
I strain at lessons fit to start a suture.
I go to school to youth to learn the future.

Robert Frost

San Silvestro

Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano,
signore, almanacchi?
Passeggere. Almanacchi per l’anno nuovo?
Venditore. Si signore.
Passeggere. Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
Venditore. Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere. Come quest’anno passato?
Venditore. Più più assai.
Passeggere. Come quello di là?
Venditore. Più più, illustrissimo.
Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb’egli che l’anno nuovo
fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Venditore. Signor no, non mi piacerebbe.
Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete
almanacchi?
Venditore. Saranno vent’anni, illustrissimo.
Passeggere. A quale di cotesti vent’anni vorreste che somigliasse
l’anno venturo?
Venditore. Io? non saprei.
Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi
paresse felice?
Venditore. No in verità, illustrissimo.
Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Venditore. Cotesto si sa.
Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent’anni, e anche
tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né
meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
Venditore. Cotesto non vorrei.
Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch’ho fatta io,
o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il
principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l’appunto;
e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno
vorrebbe tornare indietro?
Venditore. Lo credo cotesto.
Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non
potendo in altro modo?
Venditore. Signor no davvero, non tornerei.
Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque?
Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz’altri
patti.
Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si
sa dell’anno nuovo?
Venditore. Appunto.
Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti.
Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest’anno, ha trattato
tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d’opinione che sia stato
più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto
di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male,
nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch’è una cosa bella, non è la
vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita
passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar
bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non
è vero?
Venditore. Speriamo.
Passeggere. Dunque mostratemi l’almanacco più bello che avete.
Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Passeggere. Ecco trenta soldi.
Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi
nuovi; lunari nuovi.

[note]Giacomo Leopardi, Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un
passeggere – dalle Operette morali [/note]

Santo Stefano

in fondo niente finisce
(un amore, una amicizia, un lavoro)
perché tutto si trasforma.

non sono certo il primo a dirlo.
ma sinceramente non so se mi rincuora.

e ché spesso la mia mente
viene costretta
ad aprire cassetti
incasinati o sempre
maledettamente vuoti

Lei
si ferma sorride,
si gira,
abbassa la testa,
non torna sui suoi passi
chiude la porta dietro di sé

dicendo addio.

cala il sipario.
gran colpo di teatro.
shakespeare lo sapeva bene.

Natura morta

Nonostante la stanchezza non stacco la spina e non mollo la presa.

Sento il sibilo delle lingue dei serpenti.

 

Questo dovrebbe non essere un problema mio.

 

Io dovrei essere sereno, rilassato.

Forse non felice, ma sicuramente

consapevole

che questa è la strada.

Che questo sia il mio percorso.

 

Spesso non ho saputo resistere e ho dovuto concedere.

Spesso non sono stato forte ed ho dovuto incassare.

 

Oggi cerco di non cedere e nemmeno di cassare.

Oggi me ne frego.

 

Me ne frego di te, di voi, di loro e di tutti gli altri.

Esatto hai capito bene

 

Come nella migliori famiglie io mi fermo al piano superiore.

 

Quando i miei nervi saranno tesi e la crisi inevitabile,

saprò come scegliere, forse, i miei obiettivi.

 

Ragionare non significa desistere.

Deferenza non vuol dire deficienza.

Percio’ sentimi bene.

 

Questa non e’ un’altro lamento

Prendetemi cosi’ o lasciatemi stare.

Perche’ ho le palle piene dei minorati mentali.

Della scarsita’ di sentimenti.

 

Non esistono più eroi, neanche per un giorno,

ma esistono molti deficienti per tutta una vita.