Gotico Rurale – Eraldo Baldini

Diciotto racconti brevi. Qualcuno bello qualcuno no. Ben scritti anche se non del tutto originali.

Ci sono pezzi del nostro mondo, della nostra anima che a un certo punto, semplicemente, spariscono, vengono rimossi, come se non fossero esistiti mai, e al massimo lasciano nei pensieri una nostalgia remota e incredula. Non si sa perchè, ma succede che si perdano pezzi della propria famiglia. Pezzi di sè

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TERZA DI COPERTINA
Ma che è successo a Eraldo Baldini? Prima faceva soltanto paura, ora fa anche ridere. In effetti tra i registri dell’horror, del noir e del giallo – tutti riassunti assieme ad altro in quella geniale intuizione del “gotico rurale” c’è sempre stata una vena di umorismo, nero, sulfureo e grottesco. Eraldo ci aveva già dato esempi di ironia e anche comicità, ed è un maestro nel suonare e fondere assieme tutti i registri narrativi, per cui in questi racconti, assieme a punte di malinconia e vette di orrore, c’è un umorismo a cui brividi di tensione e di sgomento non impediscono di diventare sfrenato. Ma non lasciatevi ingannare. Anche se adesso fa anche ridere, Eraldo Baldini continua a fare paura.” (Carlo Lucarelli)

Miele – Ian McEwan

Fissai la macchina da scrivere dall’altro capo della stanza e la tazza di caffé vuota accanto, riflettendo. E se l’uomo con cui stavo si fosse rivelato incapace di mantenere la sua prima promessa, come la donna con lo scimmione alle spalle? Se aveva già prodotto il suo lavoro migliore, allora il mio era stato un imbarazzante lavoro di valutazione. L’accusa sarebbe stata questa, anche se in verità me lo avevano servito su un piatto d’argento, dentro una cartellina. Mi ero innamorata dei racconti e poi dell’uomo. Era un matrimonio combinato, un matrimonio suggellato al quinto piano, e adesso era troppo tardi, ero la sposa che non poteva fuggire. Per quanto delusa, gli sarei rimasta accanto, o insieme, e non solo per un tornaconto personale.Perché va da sé che ancora credevo in lui. Un paio di racconti deboli non avrebbero certo scardinato la mia convinzione che si trattava di una voce originale, di una mente brillante…e del mio favoloso amante. Lui era il mio progetto, la mia causa, la mia missione. La sua arte, il mio lavoro e la nostra storia erano una cosa sola. Se lui falliva, fallivo anch’io. Semplice, quindi: saremmo fioriti insieme

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TERZA DI COPERTINA
Siamo tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta. La Guerra Fredda è terribilmente calda e la rivoluzione sessuale con la sua invasione di minigonne non contribuisce ad abbassare la temperatura. In una Cambridge agitata dai primi fermenti della contestazione, Serena studia matematica ma riversa le sue ambizioni letterarie in un giornale studentesco dove cura una rubrica editoriale. Scrivendo di libri scopre di essere diversa dalla massa dei suoi coetanei, generalmente orientati a sinistra: recensisce entusiasta Solzenicyn, Milosz, Koestler e tutti gli altri autori che, direttamente o indirettamente, criticano o soffrono la censura del blocco sovietico. Nel frattempo intreccia una relazione con un professore di storia, Tony Canning, cinquantenne, sposato, che fin dai tempi della guerra aveva collaborato con i Servizi inglesi. Insomma: una spia. Sarà lui a introdurre Serena all’interno dell’MI5, il controspionaggio inglese. E cosa c’è di più eccitante per una ragazza romantica, sognatrice e un po’ ingenua che giocare alla spia? Alcuni mesi dopo, a Serena viene affidato un incarico: gestire il finanziamento da parte dei Servizi, attraverso una Fondazione di facciata, di alcuni scrittori, giornalisti, intellettuali “non allineati” all’ideologia egemone – socialista, filocomunista o filosovietica – dell’intellettualità britannica. Non si tratta di intervenire su ciò che scrivono ma di “facilitargli la vita”, sovvenzionandoli, di modo che possano scrivere e pubblicare i loro testi.

La notte dei cattivi ragazzi – Massimo Cacciapuoti

CacciapuotiViaggio di andata 
senza ritorno
Come canta Bobo Rondelli in Madame Sitri.

Questo romanzo è un viaggio all’inferno di sola andata. Nel mezzo di trasporto ci stanno tutti vittime e carnefici …. uniti dalla perversione di questi nostri tempi, ma anche dei tempi passati come un male indebellabile da quel periodo della vita che si chiama adolescenza.
BULLISMO.
Il bullismo verso il diverso, verso il malato, verso il più debole.
Atroci giochi, inventati dai grandi, per perdersi beffa del sempliciotto di turno che a turno si chiama IL PIPPA o fabioromano (si tuttattacato).

Spero di non fare un torto all’autore se dico che questo libro piacerà sicuramente agli amanti di Ammanniti Niccolò.

TERZA DI COPERTINA

Giulia, maestra di sostegno nella scuola elementare di Guggiano, si è molto affezionata a Fabio, un ragazzino con gravi problemi di integrazione, che in classe viene spesso preso di mira dal bullo Ascanio Lombardi – detto il Maiale – invidioso della sua timida amicizia con la compagna Valeria. Fabio vive con la sorella Valentina, la giovane madre gravemente malata e il padre Giuseppe, un uomo violento che ama i propri figli ma non riesce a essere un genitore affidabile. Fabio non lo sa, ma i destini di suo padre e di Giulia si erano già incrociati quindici anni prima, quando avevano attraversato insieme una notte terribile, iniziata con uno scherzo spietato… Dopo molti anni Giulia è tornata a Guggiano per riprendersi la sua vita e non dover più fuggire dai fantasmi del passato, mentre il piccolo Fabio vorrebbe scappare via da tutto.
La notte dei ragazzi cattivi è una storia dura ed emozionante con cui Massimo Cacciapuoti, attraverso un’acuta sensibilità e un’abile trama, esplora senza timore i luoghi più oscuri dell’infanzia e dell’adolescenza.

Dossier Mozart – Nicola Valentini

Di come la morte di Mozart sia avvolta nel mistero è un fatto assodato anche per chi come me non è un grande appassionato di musica classica, ma ha visto solamente il film. Sappiamo che Mozart era un libertino e che l’accompagnarsi con tante donne potrebbe avergli creato tanti nemici fra i mariti viennesi. Sappiamo che era uno spendaccione e che quindi aveva una collezione di debiti abbastanza importante (questo lo avvicina ad un altro grande della musica classica italiana ossia Antonio Vivaldi … su di lui consiglio vivamente la lettura de L’affare Vivaldi di Federico Maria Sardelli Ed. Sellerio) e che si era iscritto ad una loggia massonica. Sappiamo inoltre che aveva lavorato alla corte austriaca insieme a Salieri che è sempre stato indicato come il possibile assassino di Mozart. Sappiamo tante cose di lui, ma non sappiamo come effettivamente sia morto.

In questo libro, Nicola Valentini, prende tutti questi dati di fatto e sopra ci costruisce un investigazione alla ricerca, non tanto del colpevole, quando alle cause della morte.L’investigatore alla fine del romanzo fa una sua ipotesi … per saperlo però dovete leggervi il romanzo. Una piccola postilla per tutti coloro che mettono la forma (grammatica) prima di tutto.Ci sono, come ho avuto la possibilità di parlare con l’autore, alcuni evidenti refusi.Non fermatevi a questo. Andate avanti nella lettura e godetevi questo libro che si fa leggere in un paio d’ore portandoci/vi nella Vienna dei primi anni dell’800.

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