Le notti bianche – Fedor Dostoevsky

copj13asp3Chi ha inventato il motto: “il vin bono sta nella botte piccola” si e’, forse, ispirato a questo libri”sc”ino. Un libro che lascerà un segno o come dice Skarmeta “è come guardare le stelle, contare i cactus nel deserto …”
Forse, anzi sicuramente, il libro meno (o forse più) adatto che mi poteva capitare fra le mani in questo momento.
Dove stà il confine, se esite un confine, fra il sogno che aiuta a vivere e il sogno che distrugge ?
PS: Ho preferito la versione Einaudi alla Mondadori non per la traduzione, ma per la BRUTTISSIMA copertina dell’edizione OSCAR CLASSICI

Descrizione del libro
La natura lirica, fantastica e fantasmagorica di Pietroburgo è tutta infusanelle Notti bianche, romanzo pubblicato per la prima volta nel 1848. Ilgiovane protagonista della vicenda è un sognatore. Immerso in uno sciame dipensieri e fantasticherie, nelle lucide notti estive, il giovane intraprendein solitudine lunghe passeggiate per le vie cittadine fino al sorprendenteincontro con Nasten’ka, un altro essere notturno, e al sogno di un’avventurameravigliosa.

La Vendetta – Agota Kistoff

copj13asp1Un paio di giorni fà risistemando lo scaffale Einaudi mi capita in mano questo minuscolo libro che sembra dirmi:
– Comprami non ti deluderò … comprami sono il libro che stai cercando …
come fai a dire di no ad un libro ?
80 pagine 25 racconti. Cupi, deprimenti, allucinogeni, onirici. Pura istigazione al gesto violento o alla rivolta (Morte di un operaio pag. 15), con una narrazione sublime ….
Da leggere d’un fiato (e in un’ora) e rileggere e rileggere e rileggere… praticamente meraviglioso.

BIGNAMINO: Personaggi senza identità, senza nessuna adesione al mondo in cui vivono, con una percezione distorta e allucinata che li induce a compiere gesti aberranti. Delitti poco esemplari, come quello del ragazzo che uccide i professori più amati per salvarli dalla crudeltà dei compagni, o quello della moglie che uccide il marito per farlo smettere di russare. I gesti estremi vengono compiuti senza alcuna estetizzazione, solo con estraneità, con la consapevolezza, o forse l’intuizione che le menzogne non possono essere perdonate, che le soluzioni arrivano e arriveranno sempre tardi. Vite alla deriva che cercano ostinatamente di tornare a casa, di rivedere in faccia il proprio passato. Schegge narrative che raccontano un mondo mostruosamente duro, di fronte al quale domina il senso di estraneità e di smarrimento.

Beware – Bonnie “Prince” Billy

cover-bewareBeware’ è il più grade e ambizioso album di Bonnie ‘Prince’ Billy, un’esplorazione molto intima della fragilità e della condizione dolente dell’animo umano e dei rapporti quotidiani. Benchè condivida diversi aspetti con il precedente ‘Lie Down The Light’ la sua portata è più lunga, forte ed imponente. Dove il violino e lo steel affiancano voci e chitarre addensandone il tono basso di fondo, che ne esprime al meglio le straordinarie doti di compositore e interprete. Basta un ascolto o due per concludere che questo è il più potente album di country-contemporaneo di Bonnie ‘Prince’ Billy, sempre però nel suo modo unico e speciale.

J.J. Cale – Roll On

jjcaleA cinque anni di distanza dalla pubblicazione del suo ultimo album, J.J. Cale, maestro indiscusso della chitarra e da alcuni stessi artisti venerato come un dio in terra, ritorna sulle scene con un nuovo album d’inediti per la Because Music. Personaggio molto schivo e al di fuori degli schemi platinati dello show business, Cale preferisce che sia la sua musica a parlare in sua vece e i dodici nuovi brani contenuti in “Roll On” sicuramente diranno ai suoi numerosissimi ammiratori che i cinque anni trascorsi in attesa di questo nuovo disco non hanno minimamente smorzato la qualità della sua musica. E anche se ormai Cale è un uomo di più di settant’anni, ha ancora molto da dire, attraverso la sua chitarra e le sue canzoni. La canzone che dà il titolo all’album è una collaborazione con Eric Clapton, amico e ammiratore da lunga data. Oltre al fatto che un altro disco di Cale è sempre una notizia di per sé, ciò che rende “Roll On” speciale è che in realtà esplora terre mai visitate prima. Parte di quest’album suona come il più classico dei dischi di Cale e avrebbe potuto uscire 30 anni fa ma contiene anche delle canzoni che lo spingono verso nuove mete.

Kind of Blue – Miles Davis

miles-davis-kind-of-blueNon ci sono parole per descrivere questo CAPOLAVORO, se si vuol trovare un sinonimo di bellezza ecco “Kind of blue” dovrebbe essere la risposta.  La malinconia di BLUE IN GREEN, il fraseggio della tromba di SO WHAT. Se inoltre a tutto questo aggiungiamo la qualità della registrazione, ricordandoci che stiamo parladno di un disco del MILLENOVECENTOCINQUANTANOVE ’59 e la pragoniamo ad un qualsiasi altro disco del periodo ci accorgiamo che anche sotto questo aspetto e’ attualissimo

Il tempo infranto – Patrick Fogli

copj13aspAnche un romanzo, un thriller come e’ scritto sulla sovraccoperta, deve e può aiutare a non perdere
la memoria

storica di quello che è successo nel nostro paese.


Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
F. Battiato – Povera patria

Tutto comincia con una rapina in banca e la morte di un uomo. Oppure, forse, era già cominciato molto tempo prima. Francesco lavora in quella banca e la sua vita cambia di colpo. Il passato torna, a pretendere risposte, a spalancare ferite che è impossibile tenere chiuse. Un passato lontano, eppure molto vicino. Nemmeno trent’anni fa. La fine degli anni Settanta, l’inizio degli anni Ottanta. Una loggia massonica che ha al suo interno militari, politici, uomini dei servizi segreti, banchieri e bancarottieri. E amici all’estero, in Vaticano, in Sicilia. Ragazzi di vent’anni che diventano il più pericoloso gruppo terroristico di estrema destra. Un’organizzazione clandestina che viene da lontano, che cambia faccia, ma non cambia uomini, non cambia ideali. Due magistrati che tentano di capire. E un uomo che qualcuno chiama 86, che molti vorrebbero uccidere insieme ai suoi segreti e che Francesco, invece, vorrebbe conoscere. Il suo presente viene da quegli anni, dalla loro storia. Dal racconto di quell’Italia e di quello che è successo prima e dopo l’esplosione alla stazione di Bologna, il 2 agosto 1980.

Quadrophenia – IL FILM

quadropheniaspecialeditionTRAMA: Nei primi anni Sessanta i Mods e i Rockers, bande giovanili rivali, scombussolavano la vita delle città britanniche con le loro risse cruente e nichiliste. Un giovanotto dei mods, cacciato di casa e perso il lavoro, patisce una cocente delusione anche sul fronte “ideologico” della sua vita da sbandato. Smarrito ogni punto di riferimento, medita una soluzione tragica. La band inglese The Who produsse questo film facendone il manifesto di una generazione di cui era massimo punto di riferimento culturale: ne risulta un’apologia nostalgica avvincente, che ha però il merito di riconoscere quanto vacui ed ingenui fossero i presunti “ideali” di certa gioventù inglese nei sessanta – limite che Townshend & Co. hanno l’onestà di riconoscere a loro stessi. La musica comunque la fa da padrona nel film, a livelli superbi.

MY 2 CENT: Le paure, la voglia di sentirsi parte di un gruppo, la solitudine, la gioia per lo sguardo della ragazza che ti piace … chi da teenager non ha mai provato ogni tanto qualcuna di queste sensazioni e che continuano a fare capolino anche da grandicello. Quadrophenia e’ la storia di un “svitato” che trova nel far parte di un gruppo e nelle anfetamine la vita. Stasera ho messo il DVD nel lettore e ricordavo un altro film … fortunatamente la musica continua a SPACCARE.

Il villaggio del tedesco – Boualem Sansal

copj13asp1TRAMA: Un romanzo che, tra finzione e verità storica, lega il nazismo all’estremismo islamico. A raccontare la storia di questo romanzo sono due fratelli nati da madre algerina e da padre tedesco. Parlano al lettore attraverso le intime pagine dei loro diari. Entrambi sono stati allevati nella banlieue parigina da un vecchio zio immigrato, mentre i due genitori sono rimasti in Algeria. A Parigi Rachel si è sposato con la bella Ophélie e ha fatto carriera in una multinazionale, mentre il fratello minore Malrich non è riuscito a integrarsi. Nel 1994 il Gruppo Islamico Armato massacra nel villaggio dei genitori trenta persone in nome della guerra santa. Al dolore per la perdita dei genitori si aggiunge, per i due fratelli, una scoperta ancora più atroce: loro padre – che in Algeria aveva partecipato alla guerra d’indipendenza dalla Francia, diventando poi il capo del villaggio – era stato un ufficiale delle SS e come ingegnere chimico aveva fatto esperimenti sul gas usato nei lager. Rachel è sconvolto. Decide di fare i conti col passato del padre; ma quello che scoprirà sarà insostenibile. Basato su una storia vera, il romanzo porta in primo piano tre episodi che sembrano dissimili, ma che invece hanno molti punti di contatto: la Shoah, vista attraverso gli occhi di un giovane arabo che scopre con orrore la realtà dello sterminio degli ebrei.

MICRORECENSIONE:
Tre episodi tre momenti storici, apparentemente dissimili distanti inassimilabili. La Shoa, la guerra di liberazione algerina, il fondamentalismo islamico. Attraverso il diario del padre, ex-ss ex-partigiano algerino ex-capo villaggio, i fratelli Malrich e Rachel fanno i conti con il proprio passato e con il loro potenziale futuro. Scoprono la Shoa e l’orrore dello sterminio degli ebrei con gli occhi di giovani arabi. Scoprono l’orrore del fondamentalismo del GIA che stermina gli abitanti del villaggio dove sono nati e cresciuti.

Educazione Siberiana – Nicolai Lilin

copj13aspTRAMA: Cosa significa nascere, crescere, diventare adulti in una terra di nessuno, in un posto che pare fuori dal mondo? Pochi forse hanno sentito nominare la Transnistria, regione dell’ex Urss autoproclamatasi indipendente nel 1990 ma non riconosciuta da nessuno Stato. In Transnistria, ai tempi di questa storia, la criminalità era talmente diffusa che un anno di servizio in polizia ne valeva cinque, proprio come in guerra. Nel quartiere Fiume Basso si viveva seguendo la tradizione siberiana e i ragazzi si facevano le ossa scontrandosi con gli “sbirri” o i minorenni delle altre bande. Lanciando molotov contro il distretto di polizia, magari: “Quando le vedevo attraversare il muro e sentivo le piccole esplosioni seguite dalle grida degli sbirri e dai primi segni di fumo nero che come fantastici draghi si alzavano in aria, mi veniva da piangere tanto ero felice”. La scuola della strada voleva che presto dal coltello si passasse alla pistola. “Eravamo abituati a parlare di galera come altri ragazzini parlano del servizio militare o di cosa faranno da grandi”. Ma l’apprendistato del male e del bene, per la comunità siberiana, è complesso, perché si tratta d’imparare a essere un ossimoro, cioè un “criminale onesto”. Con uno stile intenso ed espressivo, anche in virtù di una buona ma non perfetta padronanza dell’italiano, a tratti spiazzante, con una sua dimensione etica, oppure decisamente comico, Nicolai Lilin racconta un mondo incredibile, tragico, dove la ferocia e l’altruismo convivono con naturalezza.

COMMENTO:

Questo libro di di Nicolai Lilin mi fà ritornare in mente un vecchio libro di Salvatore Niffoi uscito per “Il Maestrale”. La storia di due bambini che nascono e crescono in una società minacciata di “assimilamento” e che tenta in tutti i modi di ribellarsi. Il forte “codice d’onore” interno e la grande importanze che nelle due “società” si dà ai vecchi.

Terminato e confermo la mia impressione positiva.
Si annusa,
si tocca con mano,
si respira fra le righe
la vita di una comunità sdradicata dalla propria terra che tenta, anche attraverso la criminalità,
di resistere al potere centrale.

Intervento inopportuno e disturbatore