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La notte dei cattivi ragazzi – Massimo Cacciapuoti

CacciapuotiViaggio di andata 
senza ritorno
Come canta Bobo Rondelli in Madame Sitri.

Questo romanzo è un viaggio all’inferno di sola andata. Nel mezzo di trasporto ci stanno tutti vittime e carnefici …. uniti dalla perversione di questi nostri tempi, ma anche dei tempi passati come un male indebellabile da quel periodo della vita che si chiama adolescenza.
BULLISMO.
Il bullismo verso il diverso, verso il malato, verso il più debole.
Atroci giochi, inventati dai grandi, per perdersi beffa del sempliciotto di turno che a turno si chiama IL PIPPA o fabioromano (si tuttattacato).

Spero di non fare un torto all’autore se dico che questo libro piacerà sicuramente agli amanti di Ammanniti Niccolò.

TERZA DI COPERTINA

Giulia, maestra di sostegno nella scuola elementare di Guggiano, si è molto affezionata a Fabio, un ragazzino con gravi problemi di integrazione, che in classe viene spesso preso di mira dal bullo Ascanio Lombardi – detto il Maiale – invidioso della sua timida amicizia con la compagna Valeria. Fabio vive con la sorella Valentina, la giovane madre gravemente malata e il padre Giuseppe, un uomo violento che ama i propri figli ma non riesce a essere un genitore affidabile. Fabio non lo sa, ma i destini di suo padre e di Giulia si erano già incrociati quindici anni prima, quando avevano attraversato insieme una notte terribile, iniziata con uno scherzo spietato… Dopo molti anni Giulia è tornata a Guggiano per riprendersi la sua vita e non dover più fuggire dai fantasmi del passato, mentre il piccolo Fabio vorrebbe scappare via da tutto.
La notte dei ragazzi cattivi è una storia dura ed emozionante con cui Massimo Cacciapuoti, attraverso un’acuta sensibilità e un’abile trama, esplora senza timore i luoghi più oscuri dell’infanzia e dell’adolescenza.

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Stefano Antonini -Torna

Intervista rilasciata da Stefano Antonini a RADIO SOUND FERRARA per parlare del suo libro e dei progetti ad esso legati. Progetti che riguardano l’adolescenza e l’accettazione.

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Un padre rientra a casa prima dal lavoro e trova il figlio diciassettenne tra le braccia di un ragazzo. Lo stupore, la rabbia e il dolore gelano ogni sua reazione. Si chiude in camera e riesce a fare solo una cosa: scrivere una lunga e toccante email al figlio. Torna è la lettera che ogni ragazzo rifiutato dalla famiglia avrebbe voluto ricevere, è l’occasione, per ogni genitore incapace di accettare la diversità, di aprire un dialogo con se stessi per trovare quelle risposte che, da soli, è difficile darsi. Torna è la lettera che forse avrebbe evitato il suicidio di molti minorenni che, di diverso, avevano solo la capacità di amare. Torna è anche la risposta di un figlio alle parole di un padre che non ha mai chiuso la porta in faccia alla speranza.

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VOGLIO GUARDARE – DIEGO DA SILVA

copj13aspMIO COMMENTO: Vite malate, segreti incofessabili, auto-distruzione.
La violenza contro se stessi e/o contro gli altri come unico motore per sentirsi vivi.
Un rapporto perverso lega i due principali protagonisti della storai. Lui avvocati rispettabilissimo “FA”, lei sedicenne lascia che siano gli altri a fare e stà a guardare. Apparantemente l’autore non ci dà spiegazioni del perché di tutta questa violenza gratuita.
In questo modo, secondo me, Da Silva rimarca la totale mancanza di un senso logico e della assurdità della violenza del nostro mondo

TERZA DI COPERTINA: Celeste ha sedici anni, un corpo come molti e un segreto tutto suo. Ogni tanto, spinta da non si sa quale bisogno, scende sulla litoranea e aspetta. Quando una macchina si ferma, lei sale. Davide Heller è un avvocato penalista di successo. Vive solo in un grande appartamento, è un uomo giovane, bello, taciturno. Anche lui ha un segreto da sempre. Una mattina Davide Heller esce di casa in tenuta da jogging, con un grosso zaino sulle spalle: dentro, il cadavere di una bambina. Celeste lo segue per non mollarlo più. Di cosa è fatto l’interesse che porta Celeste a frequentare la casa di un assassino senz’altro scopo apparente che non sia quello di conoscerla, scoprirla, camminare per le sue stanze quasi visitasse il male che l’uomo ha dentro? E perché Heller permette a un’estranea che non lo denuncia, non lo ricatta, non vuole nulla, di occupare un posto nella sua vita? Che cosa spinge due esistenze doppie, ordinarie e malate, a instaurare un incomprensibile legame che le induce a cercarsi, aggredirsi e difendersi senza ragioni?