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Ieri – Agotha Kristoff

copj13-aspTERZA PAGINA: Tobias Horvath è un emigrato, ogni suo giorno scorre nella quotidiana lentezzadell’abitudine e della ripetizione di gesti vuoti. Ha trascorso l’infanzianella miseria, all’ombra della madre che era la ladra, la mendicante, laprostituta del paese. Quando, tra i molti che vedeva entrare e uscire di casa,ha scoperto chi era suo padre, Tobias ha preso un lungo coltello e glielo ha affondato nella schiena.

CITAZIONE:

A volte mi domando se vivo per lavorare o se è il lavoro mi fa vivere.

E quale vita ?
Lavoro
Paga miserabile
Solitudine
Yolande
Ci sono migliaia di Yolande nel mondo
Belle e bionde, più o meno stupide
Se ne sceglie una e si fa con lei
Ma le Yolande non colmano la solitudine.

COMMENTO:
Fa male come un calcio sulle palle …
diretto …
freddo …
disperato …
delirante …

un capolavoro

La Vendetta – Agota Kistoff

copj13asp1Un paio di giorni fà risistemando lo scaffale Einaudi mi capita in mano questo minuscolo libro che sembra dirmi:
– Comprami non ti deluderò … comprami sono il libro che stai cercando …
come fai a dire di no ad un libro ?
80 pagine 25 racconti. Cupi, deprimenti, allucinogeni, onirici. Pura istigazione al gesto violento o alla rivolta (Morte di un operaio pag. 15), con una narrazione sublime ….
Da leggere d’un fiato (e in un’ora) e rileggere e rileggere e rileggere… praticamente meraviglioso.

BIGNAMINO: Personaggi senza identità, senza nessuna adesione al mondo in cui vivono, con una percezione distorta e allucinata che li induce a compiere gesti aberranti. Delitti poco esemplari, come quello del ragazzo che uccide i professori più amati per salvarli dalla crudeltà dei compagni, o quello della moglie che uccide il marito per farlo smettere di russare. I gesti estremi vengono compiuti senza alcuna estetizzazione, solo con estraneità, con la consapevolezza, o forse l’intuizione che le menzogne non possono essere perdonate, che le soluzioni arrivano e arriveranno sempre tardi. Vite alla deriva che cercano ostinatamente di tornare a casa, di rivedere in faccia il proprio passato. Schegge narrative che raccontano un mondo mostruosamente duro, di fronte al quale domina il senso di estraneità e di smarrimento.