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acido solforico – amelie nothomb

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Iniziamo dicendo che il libro esce in Francia nei primi anni zero.
Acido solforico è una satira pungente sulla moda di seguire le avventure di un gruppo di sconosciuto (o quantomeno pseudo-famosi) rinchiusi in una casa.
Il reality del libro si chiama CONCENTRATION ed ripropone una situazione simile a quella dei campi di concentramento tedeschi della II Guerra Mondiale. Non ci sono provini. I personaggi vengono rapiti per le strade a caso (probabilmente).
Breve e scomodo che mette di fronte il lettore alla propria ipocrisia.

AGGIUNTA DEL 2019
Immaginiamo che una rete televisiva decida di creare un reality e di chiamarlo NAUFRAGHI rapendo persone per caso in mezzo alle nostre strade. Alcuni poi verrebbe lasciati sulle coste libiche in mano ad altri (che fungerebbero da aguzzini) a sperare di trovare una barca per tornare a casa. Per poi imbattersi in un Primo Ministro (sempre scelto a caso fra i rapiti) che dovrà decidere se lasciarli in mano agli aguzzini, lasciarli annegare o farli rientrare in italia.

Alla fine è quello che succede nella realtà (Minniti o Salvini poco cambia) e il nostro cinismo ipocrita ci fa vedere questi accadimenti proprio come se fossero un grande show … senza pensare che si sono uomini, donne e bambini che persone la vita.

Un reality show dall’inequivocabile nome Concentramento, basato su regole che ricordano il momento più orribile della storia dell’umanità. Per le strade di Parigi si aggira una troupe televisiva inviata a reclutare i concorrenti, che vengono caricati su vagoni piombati e internati in un campo dove altri interpretano il ruolo di kapò. La vita di tutti si svolge sotto l’occhio vigile delle telecamere e il momento di massima audience arriva quando i telespettatori decidono l’eliminazione-esecuzione dallo show di un concorrente attraverso il televoto. Gli strali della scrittrice da sempre al centro di polemiche colpiscono questa volta, con meno leggerezza ironica e più disgusto, una società in cui la sofferenza diventa spettacolo.

Il delitto del Conte Neville – Amélie Nothomb

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Dopo averci raccontato per filo e per segno la sua vita in Giappone, le sue difficoltà di ambientazione  i suoi amori e le sue esperienze professionali la Nothomb adesso inizia a raccontarci la sua adolescenza al ritorno in Belgio. La Nothomb nasce in una delle famiglie nobili che danno origine al Regno del Belgio. La sua famiglia porta in dote quella che viene chiamata la Lorena belga. Raccontandoci la storia di Sèrieuse e del suo rapporto con il padre Amelié ci racconta il suo rapporto con il padre. Padre che oltre che essere discendente di una delle famiglie più importanti ha rivestito per tanti anni l’incarico di ambasciatore belga. Il padre delle Nothomb cosi come il Conte Nevile nascono e crescono in una societa dove tra preservare il castello o un figlio la scelta andava verso il patrimonio e la rispettabilità sociale era un valore supremo.

TERZA DI COPERTINA

Se non aveva mai commesso niente di indegno, non aveva neanche commesso niente di insigne.”

Il conte Neville, aristocratico belga decaduto, è costretto a vendere il suo magnifico castello nelle Ardenne. Prima di uscire di scena, per celebrare l’onore della famiglia, decide di organizzare una lussuosissima festa di addio. Ma nei giorni che precedono l’evento Sérieuse, la sua figlia più giovane, fugge di casa e si nasconde nella foresta. A trovarla è una misteriosa chiaroveggente e sarà costei, dopo aver avvertito il conte del ritrovamento della ragazza, a fargli una spaventosa profezia: “Durante il ricevimento, lei ucciderà un invitato.” Il conte Neville, ossessionato da queste parole, dovrà trovare un modo per sfuggire al suo tragico destino. Riprendendo Oscar Wilde e la tragedia greca Amélie Nothomb gioca con la letteratura e con l’intelligenza dei lettori, fornendo come al solito una sua personale versione dei miti.

 

Stupori e Tremori – Amelié Nothomb

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È il racconto corrosivo e surreale di un anno di lavoro in una grande multinazionale giapponese, la Yumimoto: la giovane neoassunta Amélie, felice di aver realizzato il sogno di lavorare nel paese in cui è nata, si trova alle prese con la ferocia degli automatismi della burocrazia aziendale nipponica, dapprima incerta di fronte agli insensati soprusi dei superiori, poi sempre più disincantata, quasi irridente nel proseguire la sua impresa, che si rivela una catartica discesa agli inferi dell’umiliazione, un’esperienza di degrado assoluto vissuta con il sorriso beffardo di chi non riesce a sentire offesa la propria dignità. E tra tutti gli spettatori della sua incredibile parabola, spicca la figura flessuosa e bellissima di Fubuki..

MICRORECENSIONE

L’affresco di un mondo così distante dal nostro a sembrarci molto spesso incomprendibile nelle sue strane dinamiche. La solita Nothomb ironica e spiritosa.

L’entrata di Cristo a bruxelles – A. Nothomb

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Due racconti di Amelie Nothomb mai apparsi in libreria. Nel primo, “L’entrata di Cristo a Bruxelles”, il giovane protagonista Salvator commette per gelosia un’azione orribile, fugge da Parigi e arriva a Hong Kong, dove diventa smisuratamente ricco. Torna nella sua città dopo diciotto anni e si innamora della bellissima Zoe, dai lunghi capelli e dalle fragranze intense… Nel secondo, “Senza nome”, si narra del viaggio di un uomo nel “grande Nord” alla ricerca della donna dei suoi sogni…

MICRORECENSIONE:
a me non e’ piaciuto proprio per niente, si risolleva con il secondo racconto. Un po pochino però per quello che ci aveva abituato.

Attentato – Amelie Nothomb

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traduzione di Biancamaria Bruno

Epiphane Otos è di una bruttezza straziante e associa alla sua deformità una totale assenza di principi morali. Solo una cosa fatalmente lo attrae: l’angelica bellezza femminile. L’incontro con l’affascinante Ethel sembra far breccia nell’animo di Epiphane. Ma quando la ragazza s’innamora di un artista sciocco e privo di scrupoli, il dramma di questo moderno Quasimodo esplode in tutta la sua violenza.
Umorismo spietato e finale inatteso per una moderna favola sull’amore impossibile che ci racconta anche di una società attenta solo alle apparenza

MICRORECENSIONE: (Letto nel Dicembre 2008)
ei giorni per finire un libro della Nothomb
mi sembrano troppi. Cmq continuo ad apprezzarla come scrittrice e anche questo libro mi e’ piaciuto.
E’ stato faticoso leggerlo, e’ stato difficoltoso assimilarlo e digerirlo.
E’ stato duro andare avanti e non rendersi conto di quanta vita c’e’ nei libri della Nothomb. E’ un libro con un gusto lento che …. lo assapori con il tempo.

[LIBRO] Il viaggio d’inverno – Amélie Nothomb

$_1Un libro sulla difficoltà di sincronizzare i tempi in amore.
Anni prima il genio di Panella Pasquale paroliere per Battisti Lucio nel sua poesia “Che vita ha fatto” sintetizzava così

Lei m’amò, tu l’amasti, io no
I verbi non coincidono

dopo l’ennesimo tentativo di avvicinamento amoroso tramite un allucinogeno detto Psylocibe, il personaggio principale decide di compiere un atto terroristico: far saltare, dirottando un aereo, il monumento architettonico preferito di Astrolabe, la Torre Eiffel costruita per l’amore di Gustave Eiffel per una donna il cui nome era Amélie ed a forma di A.

TERZA DI COPERTINA
Un romanzo in cui tutto è improbabile, a cominciare dai nomi dei protagonisti: Zoïle, impiegato di una società elettrica con la passione per l’Odissea, Astrolabe, splendida ragazza che si prende cura di Aliénor, scrittrice di successo che soffre di una curiosa forma di autismo. Affascinato da Astrolabe e infastidito da Aliénor, Zoïle inizia a frequentare le due donne cercando di insinuarsi in questa strana coppia. Un viaggio psichedelico è la bizzarra tecnica di seduzione messa in atto dal giovane per conquistare la bella ma l’esito sarà disastroso, in tutti i sensi…

Causa di forza maggiore – Amélie Nothomb

copj13-asp COMMENTO: Inutile, privo di mordente, privo della cattiveria tipica della Nothomb. BRUTTO, inutile, insulso. Ho amato tanto i libro della Nothomb che non mi aspettavo una così brutta prova.

TERZA PAGINA: Nell’esistenza di un individuo assolutamente normale irrompe l’imprevisto: uno sconosciuto sceso da una Jaguar suona alla porta di casa, chiede di fare una telefonata e viene colpito da infarto appena composto il numero. Un segno del destino? Un complotto? Una sfida? Baptiste Bordave non sta a porsi troppe domande e, ispirato anche da una vaga somiglianza con il defunto, si impadronisce dei documenti, dei soldi, della macchina e cambia vita per sempre. Romanzo d’amore? Storia di spionaggio? Manuale per estremisti dello champagne? Ancora una volta Amélie Nothomb sovverte tutte le regole del gioco letterario, e affascina i lettori con una vicenda avvincente ed eccentrica, in cui il culto per le bollicine dorate ha un ruolo fondamentale.

Metafisica dei Tubi – Amelie Nothomb

tubiParzialmente autobiografico narra i primi anni di vita della scrittrice figlia di un diplomatico belga che al momento della nascita della figlia si trova in Giappone. Solo parzialmente perché la Nothomb parlando do se stesso parla di tutti di noi. La scoperta del piacere, del peccato e della trasgressione attraverso l’assaggio, di nascosto dal genitore, di un pezzetto di cioccolato bianco portato dalla nonna in visita.
E’ cosi che l’io bambino, il tubo del romanzo, da quel fatto insignificante (la scintilla della trasformazione da essere puramente fisico ad essere pensante) conosce e sperimenta il contatto con l’altro, con la natura, con la paura di essere scoperto,  il senso di superiorità, i ricatti affettivi, l’odio, il ribrezzo, l’amore, l’abbandono, l’angoscia.

TERZA DI COPERTINA

Un’autobiografia scanzonata e irriverente dei primissimi anni di vita dell’autrice. La scoperta del gusto, del peccato, della potenza e della fascinazione della parola impegnano il tubo-Amélie, apparentemente inerte. In una compulsione di pensieri e metafore l’autrice consegna al Dubbio, una formula corrosiva che condensa irrequietezza e catarsi:”Vivere è rifiutare. Chi accetta ogni cosa non è più vivo dell’orifizio del lavandino.”