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Le cose che non facciamo – Andrés Neuman

SUR44_Neuman_Lecosechenonfacciamo_coverUna coppia in lite, amici che diventano amanti e al tempo stesso traditori, relazioni così armoniche e simmetriche da sembrare fasulle, la confusione che può generare la nascita di un figlio, lo smarrimento e l’impotenza di quando un genitore se ne va. Sono solo alcune delle scene dipinte dallo scrittore argentino Andrés Neuman in questa raccolta. Storie quotidiane, apparentemente semplici e infinitamente complesse come tutto ciò che è noto, dalle quali emerge, potentissima, la realtà che ci circonda. La prosa di Neuman trova nella forma racconto la sua maggiore compiutezza: questa raccolta è un vero e proprio omaggio alla brevità, che pur permette all’autore di disegnare personaggi a tutto tondo e di dar vita a un’opera di ampio respiro, onesta e mai scontata.

MICRORECENSIONE
Mi piace non fare le cose che non facciamo. Mi piacciono le strade che non ho mai percorso. Mi piacciono i ristoranti dove chef superstellati preparano i loro piatti perché non ci andrò mai. Mi piace imparare dai sogni, ascoltare lingue sconosciute da persone ipotetiche. Mi piace condividere la vita. Mi piace immaginare tutte le cose che non farò mai

Frammenti della Notte – Andrés Neuman

cop.aspx“Barcollante, cercò le lenzuola, per sognare qualcosa di mostruoso. Si svegliò alle otto, immemore.”

TERZA DI COPERTINA:
Chi è Demetrio Rota? Un sonnambulo? Un poeta? Uno spostato? Sappiamo che per vivere fa il netturbino di notte, in una Buenos Aires onirica, avvolgente, quasi viva. Che ha una relazione illecita, furtiva e sensuale e senza futuro. E che di giorno, quando non lavora, compone puzzle – forse un tentativo di dare un senso a un travolgente amore di gioventù, soltanto sfiorato sotto i cieli di una Patagonia mitica e di una bellezza lancinante. Con un linguaggio lirico e allo stesso tempo concretissimo, la narrazione oscilla tra le promesse degli inizi e il disincanto del presente, tra l’idealizzazione della campagna e l’asfissia della città, tra le origini e lo sradicamento, dandoci un’immagine unica della vita, di quello che è e di quello che potrebbe essere.

PENSIERI SPARSI DI UN LETTORE DISORDINATO:
Una storia interessante a patto che si abbia la voglia di continuare a leggerlo non-ostante lo scoglio iniziale.
Belle e poetico il modo di raccontare di Neumann.
La scelta di alcuni vocaboli tradisce il fatto che Neuman sia prima di tutto un poeta.
Storia complessa fatta da tre storie di vita rassegnata … ognuna a modo suo.
IL NEGRO ansioso sempre stanco, triste e sempre con il crepacuore.
DEMETRIO lo sradicamento, la rottura con le proprie radici e il proprio ambiente.
VERONICA Clausura e voglia di nuovo.

Parlare da soli – Andrés Neuman

cop.aspxLito ha appena compiuto dieci anni e sogna di fare il camionista. Suo padre Mario è ammalato, e oltre al suo corpo soffre anche la sua memoria. Prima che sia troppo tardi, si mettono in viaggio, un viaggio decisivo, in cui condivideranno molto più che tempo e spazio. Nel frattempo, tormentata dalla perdita imminente, Elena, moglie di Mario, si immerge in un’avventura catartica, che prende spunto dalla sua enorme passione letteraria e sfida i suoi limiti morali. A capitoli alterni, per raccontare di sé e dell’amore per gli altri, ciascuno dei tre protagonisti prende voce e “parla da solo”. Lito è un bambino spaesato, che non ha ancora gli strumenti per capire, ma ha la curiosità e l’intelligenza d’intuire i segni profondi di quel che gli accade attorno. La voce di Mario è dolorosa e straniante: sta perdendo la vita e non ha scelta, non ha futuro: vuole lasciare a chi lo ama il meglio di sé, cerca di immaginare la vita di Lito senza di lui. Elena deve affrontare il terribile dolore della perdita ma riesce ancora ad amare, prova nuovi piaceri proibiti, trova nei suoi amatissimi libri il male d’esistere ma anche un barlume di speranza. Nelle sue poche pagine, “Parlare da soli” abbraccia infanzia e morte, dolore e amore, perversione e aspirazione alla salvezza. Il risultato è un romanzo profondamente perturbante, crudele e pietoso assieme, che indaga in un’originale forma di trio l’eterna connessione fra Eros e Thanatos.

Ecco quello che scrivevo nel 2013 rispondendo ad una domanda su questo libro:
è ELENA .. la madre, la moglie, l’amante, la sorella, la figlia e sono i suoi dilemmi e i suoi tormenti a reggere la trama del libro. Mario (Il padre) e Lito (Il figlio) sono due comprimari (Oscar per miglior attori non protagonisti), due spalle che servono alla madre a raccontarsi, raccontare, raccontarci .