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L’altra Figlia – Annie Ernaux

laltrafiglia_copertinaAnnie, all’età di 10 anni, viene a sapere per caso che i genitori hanno avuto un’altra figlia. Questa sorella maggiore è morta di difterite alcuni anni prima che lei nascesse. Annie scopre anche la madre, mentre ne parla con una signora, dice:
Lei era BRAVA mica come quella li.

I genitori non parleranno mai ad Annie della sorella e Annie non chiederà mai niente ai genitori per una sorta di pudore condiviso. Nel crescere Annie capisce che la sua vita, ovvero il suo essere nata, è una conseguenza della morte della sorella …  e che lei sarà sempre un surrogato, sarà sempre quella lì ……

Mentre sfogliavo le pagine pensavo al figlio che non sono stato e che i miei genitori avrebbero voluto, al fratello, al compagno, all amico… che “non” sono stato.
Ho pensato e ripercorso i tanti “quello li” che negli anni sono stato

SINOSSI
In un’assolata domenica d’estate una bambina ascolta per caso una conversazione della madre, e la sua vita cambia per sempre: i geni- tori hanno avuto un’altra figlia, morta ancora piccola due anni prima che lei nascesse. È una rivelazione che diviene lo spartiacque di un’infanzia, segna il destino di una donna e di una scrittrice, e infiamma l’intensa prosa di questo romanzo breve. «Per lasciarsi alle spalle il fuori fuoco del vissuto» Annie Ernaux intraprende una lettera impossibile a quella sorella sconosciuta. Rivivono così i sensi di colpa e i moti d’orgoglio, le curiosità taciute e le inconfessabili gelosie, il peso del confronto e il privilegio di essere amata. Ancora una volta la grande autrice francese intesse una prodigiosa corrispondenza di sensi tra vivi e morti, scolpendo in una scrittura perfetta la storia di una relazione fragile, preziosa e irrimediabile come ogni esistenza umana.

Il Posto – Annie Ernaux

Bigino
il-posto

La storia di un uomo – prima contadino, poi operaio, infine gestore di un bar-drogheria in una città della provincia normanna – raccontata con precisione chirurgica, senza compatimenti né miserabilismi, dalla figlia scrittrice.
La storia di una donna che si affranca con dolorosa tenerezza dalle proprie origini e scrive dei suoi genitori alla ricerca di un ormai impossibile linguaggio comune.
Una scrittura tesissima, priva di cedimenti, di una raffinata semplicità capace di rendere ogni singola parola affilata come un coltello.
Il posto è un romanzo autobiografico che riesce, quasi miracolosamente, nell’intento più ambi­zioso e nobile della letteratura: quello di far assurgere l’esperienza individuale a una dimensione universale, che parla a tutti noi di tutti noi.
MICRORECENSIONE

Scrittura pulita, scarna, molto simile per alcuni versi a quella della Kristof de “La vendetta”. Il racconto del “fosso” che separa le generazioni. La più emozionante per me è stata a pagina 49 quando la Ernaux parla di una delle tante fisse del padre … ovvero la funzione sociale necessaria del lavoro  .

Sono d’accordo che il lavoro debba prima servire come funzione sociale di miglioramento della qualità della vita di tutta la comunità, che debba servire a redistribuire la ricchezza creata. Dove per ricchezza si debba intendere anche l’esperienza, la cultura e  le conoscenze acquisite.

Questo è uno dei punti con il quale mi trovo spesso a confrontarmi. Vorrei che il mio lavoro fosse socialmente utile che servisse a migliorare la vita delle persone che servo, alle quali consiglio letture.