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Soli – Bobo Rondelli

Primo brano estratto dal CD “Anime Storte” in uscita DUMANI.
La musica non è, gna disselo, un granchè.
Ma Bobo è sempre Bobo e i suoi testi pura poesia per anime sensibili

Sola
Quanta gente sola
Che si fa una foto
Per non sentire il vuoto
Nell’anima sola
Sola
Quanta gente in fila
Che ci sono i saldi
Di fine stagione
Non siamo andati al mare
Pieno di gente sola
Noi due come coglioni
A sperar che ancora
Il mondo migliora
Finirà l’inganno
Per possedere tutto
Per ritrovarsi soli
Più poveri e più soli
Solo
Felicemente solo
Perché tu sei presente anche se distante
Da tutta questa gente
Ritrovarsi in casa senza genitori
Sul matrimoniale
A scoprir l’amore
Fingersi felice
Con cento mi piace
E tutti questi amici mai visti né sentiti
Soli
Mai più da soli
Soli
Insieme, soli

I poeti sono pazzi. Emanuel Carnevali e Dino Campana

IL PRIMO DIO – MASSIMO VOLUME

COME I CARNEVALI – BOBO RONDELLI

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Come Dino Campana, Emanuel Carnevali ha avuto il destino di un ‘poète maudit’: nato a Bologna nel 1897, partì da ragazzo per gli Stati Uniti, che dovevano diventare, per lui, il luogo simbolico della vita e della letteratura. Passò attraverso numerosi e umili mestieri («raccogliere cicche per strada non fu certo la cosa più spregevole a cui mi ridussi») finché lo incontriamo nella cerchia degli scrittori americani di punta in quegli anni. Ezra Pound, William Carlos Williams, Sherwood Anderson, Robert McAlmon lo accolsero come uno dei loro, con ammirazione e insieme sconcerto dinanzi a questo difficile e imprendibile personaggio, e inclusero subito testi suoi nelle loro celebri antologie e riviste. Carnevali scriveva in inglese, la sua unica lingua era quella dell’esilio, e portava così nella poesia americana un soffio selvatico, di cui fu avvertita la novità. Il suo destino era tragico: nel 1922 fu colpito da encefalite e dovette tornare in Italia. Trascorse in un ospedale vicino a Bologna gli ultimi anni della sua vita, e lì ancora lo raggiungevano le lettere dei suoi amici americani.
In questo volume abbiamo voluto raccogliere le parti più significative della sua opera, finora inedita in italiano. Innanzitutto il romanzo Il primo dio, una prosa di febbrile intensità, carica di immagini, di sogni, di angosce, di camere mobiliate, l’autoritratto di un nomade, braccato dalla vita, che ci lascia sbalorditi per la modernità del suo accento. Poi una scelta dalle sue poesie: anche queste ‘eccentriche’, rispetto all’America e tanto più rispetto all’Italia, scritte in una lingua reinventata con felicità e uno strano candore, leggere e disperate. Infine alcune prose critiche, da cui apparirà l’ottica singolare di questo ‘poeta maledetto’, insofferente delle raffinatezze formali e compositive dei suoi amici americani, lui che si sentiva preso in un terribile risucchio verso la morte. Nel loro disordine e nella loro amarezza, i testi di Carnevali hanno un suono ‘giusto’ che percepiamo solo oggi, come quello di chi poteva essere uno dei grandi scrittori italiani di questo secolo e invece giunge filtrato da un’altra lingua, da un’altra storia, e pur sempre come un’emozionante scoperta.

MASSIMO BUBOLA – DINO CAMPANA

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Il calore di un abbraccio – Bobo Rondelli …. per i morti di parigi

Come sto in questo momento
di ansia il cuore mio struggendo
solo nel grande universo.
Penso a luoghi a me lontani
di altre genti, altre nazioni
di anime che stan soffrendo

e da questo non capisco
come l’uomo ancora adesso
possa aggiungere dolore
quando solo ciò che vuole
è il calore di un abbraccio
il calore di un abbraccio.

Penso a luoghi a me lontani
di altre genti, altre nazioni
di anime che stan soffrendo

e da questo non capisco
come l’uomo ancora adesso
nel gran nome del progresso
o perché il suo dio lo vuole
renda un altro uomo cane
e gli tolga anche il suo pane

col calore di un abbraccio..

Nara F. – Bobo Rondelli

Da un intervista di Bobo Rondelli a Rock.it
“Nara F.” e’ un omaggio puro all’amore materno che tutto perdona a un figlio e il desiderio di far conoscere tutte le ingiustizie subite durante un’infanzia sottoproletaria di un tempo, che mai come oggi sembra ripresentarsi come una condizione di cocente attualità.

Video condiviso da LA STAMPA

Il Paradiso dovrà attendere. 

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Il tuo mare sorveglia nottambuli incalliti.
Atleti del sorriso stanco,
Che più di tutto temono
Il sale della vita.

Ma te nun lo poi sapè.

Di notte a Livorno piove sempre,
Anche se non si vede, lacrime,
Che bagnandomi il viso
Mi dicono che un giorno anch’io
Dovrò morire.

E’ notte, sulla terrazza Mascagni
Anche i lampioni dormono
Essa ospita i miei fantasmi
E insieme aspettiamo la pioggia
Che non serve a dimenticare.

E mentre il Libeccio mi spettina l’anima, tetro,
Ho un sorriso.
E respirando le righe del buio
mi sdraia dentro me.

Vista da un cieco, stanotte,
Livorno è bellissima
Livorno, è bellissima.Livorno, è bellissima.

(Testo di Bobo Rondelli)

Appunti disordinati di lettura (Il primo Dio – Emanuel Carnevali)

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Iniziamo a parlare dell’uomo che nasce quando il padre ha già lasciato la madre (moemanuel-carnevalirfinomane) da sola insieme alla di lei sorella (anche lei morfinomane).
Ma tante di queste cose le potete leggere su questa pagina
Quello che interessa raccontarvi sono le mie impressioni di lettura  le cose che mi ha fatto venire a mente. Due nomi su tutti Syd Barret e Luciano Bianciardi.
Comico direte.
Syd Barrett perchè come a lui la definizione DIAMANTE GREZZO calza a pennello.
Arriva in america e non sa una parola di inglese, le impara attraverso le insegne dei negozi, non solo parla un inglese scolastico ma molto spesso con una costruzione ed un senso letterale che gli americano non conoscono. Quando in una sua opera parlando del padre e dei rapporti fra di loro fa dire:
For the enemy in flight we built a golden bridge
A nemico che fugge ponti d’oro.
Ora l’americano, anche se letterato si chiede perchè si debbano costruire ponti d’oro ad un nemico che fugge ed è anche attraverso queste traduzioni nonsenso che Carnevali viene considerato un genio, un innovatore, un visionario il padre putativo della BEAT GENERATION.

LUCIANO BIANCIARDI
La stessa rabbia, la stessa frustrazione, la stessa voglia di spaccare il mondo che ho trovato ne  “LA VITA AGRA” l’ho trovato ne IL PRIMO DIO.  il trovarsi in terra straniera. La Milano degli anni 50 per il figlio di un minatore maremmano era veramente un altro mondo anche se sempre di Italia si parla. I Lavori umilianti, le paghe che non bastano mai e il sentirsi pronti per qualcosa di meglio di quello che si ha.

Adesso però vi spiego perché l’ho iniziato a leggere … la canzone dei MASSIMO VOLUME mi aveva già incuriosito … GODETEVELA

Poi leggo un intervista a Francesco Bianconi dei Baustelle che ha collaborato alla realizzazione dell’ultimo disco di Bobo Rondelli e lo ritrovo citato e cantato

Allora mi sono detto se tutti questi autori che ascolto tributano Carnevali lo devo leggere.