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Lo Straniero – Albert Camus

«Ho letto molte volte Lo straniero, l’ho letto da ragazzino ascoltando Killing an Arab dei Cure, quando ancora Robert Smith non era stato costretto a modificare il titolo in Kissing an Arab. L’ho riletto altre volte nel corso della mia vita e ho avvertito la solitudine del protagonista come la vera carta universale di appartenenza al genere umano. Ma resta sempre la prima sensazione. Il caldo e il sole accecante, la sabbia umida sotto i piedi, la paura mortale di aver sbagliato tutto senza sapere perché e la voce squillante di Robert Smith che accompagna quest’incubo: “I’m alive, I’m dead, I’m the stranger killing an Arab.» Roberto Saviano

NZO

Pubblicato nel 1942, “Lo straniero” è un classico della letteratura contemporanea: protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili conseguenze del fatto – il processo e la condanna a morte – senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. Meursault è un eroe “assurdo”, e la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e di sentire. Un romanzo tradotto in quaranta lingue, da cui Luchino Visconti ha tratto nel 1967 l’omonimo film con Marcello Mastroianni. Introduzione di Roberto Saviano.

La peste – Albert Camus

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Camus descrive un anno dalla primavera all’altra, nella vita della città di Orano,Algeria. Durante questo lasso di tempo, la città viene prima invasa da cadaveri di topi infetti e poi l’epidemia si trasmette agli uomini. Anche se il narratore, il dottor Rieux, presenta e descrive alcuni personaggi a lui vicini, il protagonista è collettivo, ovvero la città e i moti dell’animo degli abitanti. Camus riesce a costruire una narrazione abbastanza omogenea in cui i fatti ” obiettivi” si alternano a riflessioni filosofiche sul vero significato della peste, sulla solidarietà, i dilemmi religiosi e il significato dei legami tra uomini. L’ isolamento della città per ragioni sanitarie e le reazioni degli abitanti sono il paradigma della vita umana stessa, intesa come assurda perché destinata alla Fine; uomini come Rieux e Tarrou sono a vedere dello scrittore esempi di umanità e compassione conscia della condizione umana.

TERZA DI COPERTINA
Orano è colpita da un’epidemia inesorabile e tremenda. Isolata con un cordone sanitario dal resto del mondo, affamata, incapace di fermare la pestilenza, la città diventa il palcoscenico e il vetrino da esperimento per le passioni di un’umanità al limite tra disgregazione e solidarietà. La fede religiosa, l’edonismo di chi non crede alle astrazioni, ma neppure è capace di “essere felice da solo”, il semplice sentimento del proprio dovere sono i protagonisti della vicenda; l’indifferenza, il panico, lo spirito burocratico e l’egoismo gretto gli alleati del morbo. Scritto da Camus secondo una dimensione corale e con una scrittura che sfiora e supera la confessione, “La peste” è un romanzo attuale e vivo, una metafora in cui il presente continua a riconoscersi.