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La voce del Violino – Camilleri

voce_violino   TERZA DI COPERTINA: Il commissario invece era di Catania, di nome faceva Salvo Montalbano, e quando voleva capire una cosa, la capiva. ” Quarta inchiesta per Salvo Montalbano, ‘il Maigret siciliano’ di stanza a Vigàta, “il centro più inventato della Sicilia più tipica”. Questa volta Montalbano deve trovare il colpevole dell’omicidio di una bella signora vigatese, assassinata nella sua villa. Ma i problemi di vita privata non sono meno spinosi per il commissario: c’è la questione del figlio adottivo e quella dell’eterna fidanzata Livia, che punta decisa al matrimonio…

MICRORECENSIONE
Leggere i romanzi su Montalbano significa entrare in punta di piedi cercando di non disturbare in un micrcosmo fatto di rapporti umani, di spirito di gruppo, di affetti e perché no di grandi mangiate.
Si respira l’aria e si annusano gli odori della sicilia di quando Cammilleri era ancora “nico”.
I personaggi crescono e sembrano quasi reali e ti aspetti di trovarli al bar mentre stai facendo colazione.

Il cane di terracotta – A. Camilleri

cane_terracottaAdoro Montalbano. non ho altro da dire.
Il calore,
il colore,
il mare,
gli odori,
i personaggi “finto” secondari,
i sapori della cucina,
la salsedine sulla pelle.
Le radici.
Il dialetto.

TERZA DI COPERTINA: Ritorna l’investigatore Montalbano: nel corso di un’inchiesta su di un traffico d’armi, ispezionando una caverna che funge da deposito di ordigni, Montalbano scopre un passaggio che conduce a un’altra grotta, e qui trova due cadaveri: un ragazzo e una ragazza uccisi cinquant’anni prima. Obbedendo all’istinto prepotente che lo spinge a ricercare una verità sbiadita e forse ormai inafferrabile, il commissario Montalbano inizia un’indagine improbabile, che cerca di ricostruire vicende apparentemente non destinate ad approdare in un’aula di tribunale.

La forma dell’acqua – Andrea Camilleri

formadellacqua  La carne fresca in maggioranza proveniva dai paesi dell’est, finalmente liberati dal gioco comunista che, come ognun sa, negava ogni dignità alla persona umana: tra i cespugli e l’arenile della mànnara, nottetempo, quella riconquista dignità tornava a risplendere

Come dice il titolo del libro l’acqua ha la forma che gli viene data. L’acqua non avendo una forma propria prende quella dei recipienti che la contengono … rimanendo però sempre acqua.

Così la verità e i fatti possono cambiare a seconda dell’angolazione dalle quale si guardano, ma sempre fatti rimangono.

Dal primo romanzo della serie mi aspettavo un Montalbano più acerbo ancora da costruire, mentre invece mi sono trovato davanti ad un personaggio che parte già costruito.

Lumé d’alba, non filtrava nel cortiglio della “Splendor”. la società che aveva in appalto la nettezza urbana di vigata

TERZA DI COPERTINA Il primo omicidio letterario in terra di mafia della seconda repubblica – un omicidio eccellente seguito da un altro, secondo il decorso cui hanno abituato le cronache della criminalità organizzata – ha la forma dell’acqua (“Che fai?” gli domandai. E lui, a sua volta, mi fece una domanda. “Qual è la forma dell’acqua?”. “Ma l’acqua non ha forma!” dissi ridendo: “Piglia la forma che le viene data”). Prende la forma del recipiente che lo contiene. E la morte dell’ingegnere Luparello si spande tra gli alambicchi ritorti e i vasi inopinatamente comunicanti del comitato affaristico politico-mafioso che domina la cittadina di Vigàta, anche dopo il crollo apparente del vecchio ceto dirigente. Questa è la sua forma. Ma la sua sostanza (il colpevole, il movente, le circostanze dell’assassinio) è più antica, più resistente, forse di maggior pessimismo: più appassionante per un perfetto racconto poliziesco. L’autore del quale, Andrea Camilleri, è uno scrittore e uno sceneggiatore che pratica il giallo e l’intreccio con una facilità e una felicità d’inventiva, un’ironia e un’intelligenza di scrittura che – oltre il divertimento severo del genere giallo – appartengono all’arte del raccontare. Cioè all’ingegno paradossale di far vedere all’occhio del lettore ciò che si racconta, e di contemporaneamente stringere con la sua mente la rete delle sottili intese.

Il ladro di merendine – Andrea Camilleri

ladro-di-merendineHo iniziato dal terzo perché questo e’ stato il primo Camilleri che mi è capitato di leggere. Mi è piaciuto e piano piano riprenderò n mano i due precedenti per poi continuare con tutti i romanzi di Montalbano.

La morte del padre, fatto secondario nella narrazione, insieme alla lettera per Lidia (la sposera prima o poi ? non ditemelo per favore)
sono, secondo me, i due nodi centrali di questo romanzo.

. arrivati ad una barca tirata a sicco, Montalbano s’assittò sulla rena, Francois gli si mise allato e il commisario gli passò il braccio attorno alle spalle. “Io persi a me matri ch’era magari chiù nicu di tia” esordì.

Una piacevole rivelazione.
Nella storia di Salvo Montalbano, ovvero nella costruzione fatta da Andrea Camilleri, questo dovrebbe (dico dovrebbe perché non ho letto i primi due e neppure i seguenti, così come non ho mai visto uno degli sceneggiati TV) significare il momento di distacco dalla famiglia di origine e l’inizio dell’origine di una nuova vita/famiglia.

Arriva un momento che ti accorgi che la tua vita e’ cambiata. Ma quando è successo ? – ti domandi. E non trovi risposta, fatti impercettibili si sono accumulati fino a determinare la svolta. O macari fatti ben visibili, di cui peò non hai calcolato la portata, le consequenze. Spii e rispii, ma la risposta a quel “quando” non la sai trovare. Come se avesse importanza

e c’e qualcuno che pensa che i gialli o noir siano letteratura di serie “B”

TERZA DI COPERTINA:erzo giallo di Andrea Camilleri che vede come protagonista Salvo Montalbano, il commissario di stanza a Vigàta, immaginaria cittadina siciliana. Questa volta il commissario, sospetta l’esistenza di un collegamento tra due morti violente: quella di un tunisino imbarcato su di un peschereccio di Mazara del Vallo e quella di un commerciante di Vigàta accoltellato dentro un ascensore. Per Camilleri la Sicilia di oggi è fonte continua di ispirazione e scoperta, di intrecci di romanzo poliziesco e di osservazione su di un costume magari inquietante ma certamente non statico, che gli suggerisce un linguaggio, una parlata mai banale nè risaputa.