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Doppio Inganno – Davide Pappalardo

Chi conosce Davide e ha letto i suoi precedenti romanzi si troverà spiazzato nel leggere questo racconto lungo edito da Todaro.
Non è un giallo e non è un noir come ci aveva abituato con i suoi precedenti romanzi.

Qui si fa sul serio, si alza il tiro e si vedono TRA le righe le ombre del realismo magico con il sapiente dosaggio di realtà e di immaginato. Il tutto ambientato in un Ferrara patria della Metafisica. De Chirico è stato ospite della Villa del Seminario che all’epoca fungeva da ospedale militare. In una Ferrara che avvolta nella sua nebbia e nelle sue stradine del Centro Storico è la perfetta ambientazione per storie magiche.

Ecco se c’è una parola che definisce bene la storia è FORSE.
Perché la nebbia a Ferrara ci fa vedere e non vedere,
ci fa immaginare quello che probabilmente è .. ma che potrebbe non essere
e il nostro subconscio elabora e fa il resto
Forse è un sogno, forse è reale, forse Albino e Glauco … sono realmente Albino e Glauco ?
Forse vi converrebbe proprio leggerlo

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TERZA DI COPERTINA

È una Ferrara d’altri tempi quella che fa da sfondo al racconto noir di Davide Pappalardo. Una vicenda che ha inizio nell’inverno del 1917 e finisce nel 1947. Forse. Due fratelli (gemelli), una ragazza e un esperimento metafisico.In un’atmosfera cupa prendono forma gli amori, i delitti e gli inganni, a volte solo immaginati.Racconto lungo di Davide Pappalardo.

PLAYLIST

Intervista con Davide Pappalardo

 


Questa è la piccola intervista che ho fatto a Davide Pappalardo autore di Buonasera (Signorina) …. ad un certo punto dell’intervista faccio un affermazione errata.
Infatti confondo la Trilogia di Marsiglia con “Il sole dei morenti” sempre di Jean-Claude Izzo.

TERZA DI COPERTINA
Milano. La notte del 23 dicembre 1970, il gangster Jo Le Maire, rientrando a casa dopo una serata trascorsa in giro tra i locali notturni, trova il suo braccio destro in una pozza di sangue, trafitto da ventisette coltellate. Libero Russo, uno scalcagnato investigatore privato ex poliziotto, che vive nella sua bicocca nel quartiere Isola in compagnia solo del suo gatto, della malinconia e delle canzoni di Fred Buscaglione, viene accusato del delitto. I suoi ex superiori, a causa di un episodio poco chiaro avvenuto l’anno prima, vogliono la sua testa e non vedono l’ora di sbatterlo in cella per l’omicidio. Braccato da quelli che fino a poco tempo prima erano suoi colleghi e aiutato solo da un suo vecchio compagno di squadra e da un’amica prostituta, Russo si ritrova in mezzo a complicate indagini, che lo porteranno a immergersi nella melma del mondo della droga, dei night milanesi e della follia.