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10 dischi all time 1 su 10

C’è un giochino su Facebook …. che funziona così

Giorno 1 di 10. 10 dischi all time della tua vita. Qualcosa che realmente ha avuto un impatto su di te e che continui o continueresti ad ascoltare. Posta solo la copertina, non aggiungere spiegazioni. Uno al giorno.
e poi alla fine nomini un contatto che propone i suoi 10 dischi ad libitum

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Estate fine anni 70, probabilmente quella del 76, Marina di Cecina (LI) sulla terrazza sopra il PINO SOLITARIO, alla quale si accedeva tramite una scala poco prima della spiaggia libera fra i BAGNI BRUNELLA e i BAGNI RINA conobbi il ROCK. Lo conobbi grazie a Maurizio Marzini coetaneo senese che si portava impianto hi-fi e dischi in vacanza.

L’anima Rock era già dentro di me … ,ricordo benissimo che guardando CANZONISSIMA il sabato sera in TV, già allora preferivo Little Tony a Bobby Solo … le due anime di Elvis.

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Bambini nel tempo – Ian McEwan

612bsodnuqplAPPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Stephen e la moglie Julie sono ossessionati da quando la loro bimba di tre anni, Kate, è stata rapita in un supermercato. Da quel momento l’incapacità di condividere l’immenso dolore opera una frattura insanabile che allontana la coppia di genitori.

Incubo, angoscia, speranza, dolore, strazio, perdita, lutto.Solitudine, fragilità e vulnerabilità.

TERZA DI COPERTINA
Stephen Lewis, autore di fortunati libri per bambini, padre e marito felice, un giorno si reca al supermercato con sua figlia Kate e mentre è intento a svuotare il carrello alla cassa, si accorge di aver perso la bambina. Rapita? Uccisa? Fuggita? È questo il drammatico inizio del romanzo di uno dei piú apprezzati autori inglesi contemporanei, qui alla prova di una piena maturità. Il vuoto doloroso che lascia la sparizione di Kate mette in moto una serie di reazioni che porteranno Stephen a rivedere tutta la sua vita, le sue certezze mai verificate, le sue abitudini mentali, i suoi comportamenti. Il merito di McEwan, che ha vinto con questo libro il Whitbread Prize, è di farci sentire emotivamente il senso di precarietà e di vuoto in cui viviamo e nello stesso tempo di restituire, grazie a un finale felicemente poetico, la voglia di guardare al futuro.