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Mancarsi – Diego De Silva

Ho ritrovato, in parte, il De Silva dei primi libri quello che mi aveva spinto a leggere tutta la sua produzione (escluso l’ultimo capitolo della serie di Malinconico). Ci sono degli spunti interessanti e ci sarebbe stato materiale, secondo me per un romanzo non per un racconto.

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TERZA DI COPERTINA
Irene vuole essere felice, e quando il suo matrimonio inizia a zoppicare denuncia il fallimento a suo marito e se ne va. Nicola è solo, confusamente addolorato dalla morte di una donna che aveva smesso di amare da tempo. Anche lui, come Irene, è mosso da un’assoluta urgenza di felicità. Anche lui vuole un amore e sa esattamente come vuole che sia fatto. Sarebbero destinati a una grande storia, se solo s’incontrassero una volta nel bistrot che frequentano entrambi. Se invece di passare ore a guardare fuori dalle finestre, si parlassero. E invece il caso vuole che ogni volta che Nicola arriva, Irene sia appena andata via. Soltanto alla fine, sulla soglia del locale, Irene e Nicola incroceranno i loro sguardi. E sarà allora che decideranno cosa fare di se stessi, nell’attimo imprevisto in cui la felicità finalmente abbocca: perché se lo lasci passare, quell’attimo, te ne vai con la curiosa ma lucida impressione d’esserti appena giocato la vita.

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Il covo di Teresa – Diego De Silva

978885840836medÈ pomeriggio presto quando la signora Teresa rientra dopo aver fatto compere. Sull’ascensore incontra Marco, il figlio dell’inquilina del piano di sopra, un bravo ragazzo che conosce da quand’era bambino. Parlano di sciocchezze, come spesso accade in ascensore. Ma pochi minuti dopo Marco suona al campanello di Teresa, e si infila con forza in casa sua. Dice che è soltanto un impiccio. Ma allora perché ha con sé una pistola? È l’inizio di un’avventura infinita, davvero trascinante, ritmata da una scrittura rara.

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Storia scritta per una puntata della fiction crimini.
Meglio della socera che beve

Mia suocera breve – Diego De Silva

image_bookDegno successore di “Non avevo capito niente”. Il solito modo leggero e “malinconico” di parlare della vita sociale di questo paese. Una critica all potere della televisione. Alla televisione come giudice ultimo al posto della Aula del Tribunale e mezzo capace di rivoltare le sentenze di un giudice.
Il tutto con la leggerezza e i “rimuginamenti” di Malinconico

TERZA DI COPERTINA
Vincenzo Malinconico è un avvocato semi disoccupato, semi divorziato, semi felice. Ma soprattutto è un grandioso filosofo autodidatta, uno che mentre vive pensa, si distrae, insegue un’idea da niente facendola lievitare. Al centro del romanzo questa volta c’è un sequestro di persona ripreso in diretta dalle telecamere di un supermercato. Ad averlo studiato ed eseguito è il mite ingegnere informatico che ha progettato il sistema di videosorveglianza. Il sequestrato è un boss della camorra che l’ingegnere considera responsabile della morte accidentale del suo unico figlio. Il piano è d’impressionante efficacia: all’arrivo della televisione, l’ingegnere intende raccontare il suo dramma e processare in diretta il boss. La scena del sequestro diventa così il set di un tragicomico reality, con la folla e le forze dell’ordine che assistono impotenti allo “spettacolo”. La sola speranza d’impedire la tragedia è affidata, manco a dirlo, all’avvocato Vincenzo Malinconico, che l’ingegnere incontra casualmente nel supermercato e “nomina” difensore d’ufficio. Malinconico, con la sua proverbiale irresolutezza, il suo naturale senso del ridicolo, la sua insopprimibile tendenza a rimuginare, uscire fuori tema, trovare il comico nel tragico, il suo riepilogare e riscrivere gli eventi recenti della sua vita privata, riuscirà a sabotare il piano dell’ingegnere e forse anche quel gran pasticcio che è la sua vita.

La donna di scorta – Diego De Silva

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Descrizione del libro

Un uomo sposato e una giovane single s’incrociano su un marciapiede in unamattina di pioggia. Subito s’innamorano. Ma i ruoli di quella che potrebbesembrare una normale relazione fra amanti, s’invertono fin dall’inizio. Livio,antiquario radicato in una solida vita matrimoniale, si trova invischiato inun rapporto privo di gerarchie che la sua normalità non può reggere: Dorina non vuole prendere il posto di sua moglie. Non chiede niente di più di quelloche Livio è disposto a darle, sconvolgendo in questo modo l’assetto ordinatodella vita di lui. Il romanzo mette a nudo un sentimento vero eautosufficiente che non ricatta, non pretende, non ha bisogno di sacrifici,riconoscimenti, ma nel puro desiderio dell’altro trova la sua ragion d’essere.

COMMENTO: Una normale storia di corna (o di adulterio se vogliamo essere politically correct) che nella penna di Da Silva diventa un bella storia.
Ho trovato molta “solitudine” nelle pagne di questo libro.