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Malcolm – Massimo Cuomo

9788866320142_0_0_317_80RICORDI ANNEBBIATI DI LETTURA
Buon libro di ottima fattura, scorrevole, intelligente non un capolavoro e per questo destinato a passare inosservato  (uscito e letto nel 2011). Racconta in modo divertente e ironico l’ossessiva speranza di diventare famoso attraverso una fugace apparizione in TV o attraverso un video di YouTube  Che all’epoca non era ancora cosi famoso, l’ho aggiunto io per rendere meglio l’idea)

TERZA DI COPERTINA
È la domenica più calda nella vita di Marcello Zanzini, trent’anni domani. La domenica di un luglio bollente che lo travolge dopo l’imprevisto licenziamento dalla BigBiz, l’azienda in cui sognava di realizzare una brillante carriera da manager. Trentasei giorni esatti da quello in cui Arianna l’ha tradito con un venditore di aspirapolvere. Fuma da un mese, Zan, si sottopone a improbabili colloqui di lavoro e per tirare a campare mette all’asta su eBay i mobili di casa e i ricordi più cari, come gli album di figurine Panini. Ma ecco che, in una piazza deserta immersa nel pomeriggio afoso di questa domenica, un misterioso barbone gli regala una scheda telefonica che gli cambierà la vita. Una trama che si mescola alla vita vissuta di Zan, al suo passato che ritorna, agli improbabili scherzi che gli amici di sempre, Tonno e Pino, gli confezionano e a quelli che la vita confeziona loro, mettendoli a dura prova. Per Marcello Zanzini è un viaggio che lo porterà a vincere il malessere in cui versa, la leva che gli consentirà di liberarsi delle apparenze, riprendere in pugno la propria vita e capire che nel suo cuore c’è ancora spazio per un sentimento, l’amore, che sembrava essersi smarrito fra le pieghe dell’estate.

Ninfee Nere – Michel Bussi

cover_9788866327769_1635_600APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Un romanzo che gioca con il lettore, spostando la visuale all’improvviso e facendoti perdere ogni sicurezza. Un romanzo  … che inizia così:

“Tre donne vivevano in un paesino.
La prima era cattiva,
la seconda bugiarda
e la terza egoista.

Sono le tre donne,ognuna dal proprio punto di vista, a raccontare la storia, coadiuvate anche dall’ispettore. Leggere questo libro è come addentrarsi in una di quelle giostre da luna park piena di specchi nei quali è difficile capire se l’immagine che vedi è quella di una persona reale o solo il riflesso. Si arriva, almeno a me è successo cosi, agli ultimi capitoli con la sensazione di aver capito tutto,  infastiditi dalla scoperta di non aver capito niente e presi in giro perché guardando bene, probabilmente, all’inizio c’era già scritto tutto.

TERZA DI COPERTINA
A Giverny in Normandia, il villaggio dove ha vissuto e dipinto il grande pittore impressionista Claude Monet, una serie di omicidi rompe la calma della località turistica. L’indagine dell’ispettore Sérénac ci conduce a contatto con tre donne. La prima, Fanette, ha 11 anni ed è appassionata di pittura. La seconda, Stéphanie, è la seducente maestra del villaggio, mentre la terza è una vecchia acida che spia i segreti dei suoi concittadini da una torre. Al centro della storia una passione devastante attorno alla quale girano le tele rubate o perse di Monet (tra le quali le Ninfee nere che l’artista avrebbe dipinto prima di morire). Rubate o perse come le illusioni quando passato e presente si confondono e giovinezza e morte sfidano il tempo.

Il sole dei morenti – Jean Claude Izzo

img_5107Quando non riesci a vedere più il sorriso negli occhi di chi ami e di chi ti ha amato il tempo di lottare è finito. Tutto sembra precipitare in un vortice di sentimenti autodistruttivi che spesso non si riesce a controllare.

Due o tre considerazioni che non hanno niente a che fare con i libro (diciamo così)

Alcuni giorni fa su un regionale che da Venezia porta a Bologna un barbone
ha usato il bagno per lavarsi. Non aveva un buon odore neppure dopo. La cosa più schifosa è stata la faccia di uno dei passeggeri che si lamentava di come era possibile che “certa” gente potesse salire su un treno e infastidirlo.

Senza sapere i motivi per cui quell’uomo si era ridotto così.

Alcuni anni fa nel Centro Commerciale dove lavoro era solito, durante i mesi invernali, stazionare davanti al negozio un persona che viveva per la strada. Dal comportamento, dagli abiti si vedeva bene che fino a poco tempo prima aveva avuto una vita normale, un lavoro, una famiglia, un vita tranquilla, una vita da 1.300€ al mese (forse).
Poi era successo qualcosa e la vita per la strada era l’unica alternativa rimasta. Sono, oramai, due inverni, che non lo vediamo più …. non dava fastidio a nessuno stava a sedere
a guardare la vita che aveva perso.

TERZA DI COPERTINA
Dopo il successo travolgente della trilogia dei noir marsigliesi – Casino totale, Chourmo, Solea – Jean-Claude Izzo, ha scritto questo romanzo altrettanto “nero”, altrettanto impregnato di quella nostalgia per una felicità impossibile che è una nota caratteristica della sua scrittura. Il sole dei morenti non è un giallo, come non erano solo dei gialli i suoi romanzi precedenti. È la storia di un uomo sfortunato, un giovane sereno, innamorato della moglie, felice di avere un bambino, un lavoro, una casa. Poi la moglie lo lascia, lui perde il lavoro, la casa, finisce in strada: quello che chiamano un barbone. Ma dietro continua a vivere un uomo. E questo uomo, questo barbone, prova, in un ultimo slancio vitale, a lasciare la Parigi del freddo, dei metrò, dell’alcolismo, della solitudine, per raggiungere Marsiglia, il sole, il mare la città dove aveva scoperto l’amore. Il sole dei morenti è la storia di un viaggio e di una vita. Un romanzo struggente, di rara umanità.

La notte di fuoco – Eric Emmanuel Schmitt

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Era un po’ di tempo che questo libro giaceva fra quelli da leggere. Non avevo mai avuto il coraggio di aprirlo per timore di ritrovarmi fra le mani una cover di “e venne chiamata due cuori” di Marlo Morgan. Poi l’ho aperto e l’ho richiuso solo dopo averlo terminato.
Che cos’è la NOTTE DI FUOCO ? Nel romanzo è il momento nel qual’e l’IO narrante/l’autore scopre la propria fede durante un escursione nel deserto del Sahara.

La “Notte die di fuoco” nel senso più esteso è quel momento, per come la vedo io e per come la mia esperienza mi insegna, è quella fase della vita dove si ha finalmente la forza per mettersi in discussione (rendersi conto di aver bisogno di aiuto) e di iniziare un cammino di rigenerazione.

TERZA DI COPERTINA

Un viaggio nel Sahara si trasforma in una straordinaria avventura mistica.
La notte di fuoco è il racconto di come Schmitt, ateo e filosofo di professione, quindi maestro di razionalità, sia venuto in contatto con qualcosa di infinito che prescinde totalmente dalla ragione e comunica solo attraverso il cuore.
Illuminante.

Febbraio 1989. Un gruppo di escursionisti francesi parte da Tamanrasset per una spedizione di dieci giorni a piedi nel cuore del deserto del Sahara. Oltre ai dieci europei, del gruppo fanno parte una guida tuareg e tre dromedari che trasportano cibo e masserizie. Non si tratta di turisti ordinari, ma di gente motivata: c’è Gérard, il regista che deve girare un film su Charles de Foucauld, mistico del secolo scorso che ha vissuto tanti anni in mezzo ai tuareg; c’è l’astronomo Jean-Pierre, per il quale il deserto è prima di tutto un luogo privo di qualsiasi inquinamento luminoso; c’è Thomas, il geologo… E c’è un giovane scrittore ventottenne, Eric-Emmanuel Schmitt, chiamato da Gérard a scrivere la sceneggiatura del film su Foucauld. Fino a un certo punto il romanzo, autobiografico, ci narra le peripezie e le sorprese dei viaggiatori, la scomodità dei bivacchi, le meraviglie della natura incontaminata. Poi il giovane scrittore si perde, si ritrova da solo, di notte, nel deserto, senza cibo né acqua, quasi senza vestiti, e si chiede se sopravviverà. È il momento culminante dell’avventura, ma non la cosa più importante. Molto più importante è l’esperienza mistica che vivrà quella notte, la rivelazione di qualcosa di infinito e potentissimo che travalica gli orizzonti umani e che lui, per mancanza di altri termini, chiamerà Dio.
La notte di fuoco è il racconto di come Schmitt, ateo e filosofo di professione, quindi maestro di razionalità, sia venuto in contatto con qualcosa di infinito che prescinde totalmente dalla ragione e comunica solo attraverso il cuore. È la storia di una conversione? Diciamo di sì, ma alla maniera di Schmitt…

L’amore del bandito – Massimo Carlotto

Perché mi sono accorto all’improvviso che sono rimasto solo. E quando questa storia sarà finita e potrò ricominciare a vivere dovrò fare i conti con la solitudine

Fare conti con il proprio passato, con il proprio vissuto, con se stesso. Un bel romanzo Ilamore-del-banditoNCAZZATO e INCAZZOSO su come le cose quando cambiano lo fanno spesso solo in peggio.
Un bel, come ho letto da qualche parte, social-noir e sempre come ho letto da altre parti questo (che è il mio primo libro di Carlotto) è il meno riuscito … corro subito a cromprare gli altri.

Perché non sopporto più i maschi che passano sopra a tutto come elefanti in fuga e arrivati ai cinquanta iniziano a rompere i coglioni con le loro paturnie

TERZA DI COPERTINA 2004. Dall’Istituto di medicina legale di Padova spariscono 44 chili di droga pesante. Criminalità organizzata da un lato e forze dell’ordine dall’altro si scatenano. L’Alligatore riceve pressioni per indagare e scoprire l’identità dei responsabili del furto. L’investigatore senza licenza non ci sta ma a certa gente non basta dire di no. Due anni più tardi scompare Sylvie, la donna di Beniamino Rossini, la danzatrice del ventre franco-algerina che lui aveva conosciuto anni prima in un night del Nordest. Il vecchio gangster non si dà pace e la cerca ovunque. Ben presto l’Alligatore, Beniamino Rossini e Max la Memoria si ritrovano braccati da un nemico misterioso che li ricatta e li costringe a entrare in un gioco mortale. 2009. La storia non è ancora finita. E l’Alligatore e i suoi amici sono ancora in pericolo e attendono la prossima mossa del loro temibile avversario. Una storia di malavita, un noir in cui si intrecciano i destini dei vecchi e nuovi gangster in un mondo dove le regole di un tempo non esistono più. Solo il passato torna sempre a chiedere il conto.