Archivi tag: eshkol nevo

TRE PIANI  – Eshkol Nevo

Schermata 2018-12-05 alle 23.17.48Il titolo originale del libro in ebraico שלוש קומותShalosh Qomot, probabilmente contiene un gioco di parole tra piani e storie che noi lettori italiani non riusciamo a goderci appieno.
Tre storie, ognuna delle quali coinvolge un abitante di un condomio nella periferia di Tel Aviv. I tre condomini abitano su tre piani diversi. Ok tre racconti, ma anche un romanzo perché in ogni racconto ci sono riferimenti minori alle altre due storie. Tutte e tre insieme le storie ci raccontano la metafora di Freud fra l’Es, l’Io e il Super-Io come nella citazione.

Al primo piano risiedono tutte le nostre pulsioni e istinti, l’Es. al piano di mezzo abita l’Io, che cerca di conciliare i nostri desideri e la realtà. E al piano più alto. Il terzo, abita sua altezza il Super-Io. Che ci richiama all’ordine con severità e ci impone di tenere conto dell’effetto delle nostre azioni sulla società.

Al primo piano (ES) abita un padre con scarso controllo ed una propensione a dare sfogo al proprio agito.
E’ convinto che il marito della coppia di anziani che abita di fronte, che spesso vengono usati al posto della Baby-sitter, abbia avuto atteggiamenti pedofili con la piccola figlia. È doloroso ascoltare, mentre emette un terrificante giudizio dopo l’altro, tutti nella arrogante convinzione di essere nel giusto.

La seconda storia (IO) è una confessione. La donna però vive in una sorta fantasia che non sapremo mai quanto reale siano gli accadimenti raccontati o qunato immaginati/desiderati. La rappresentazione di una persona impossibilitata a mediare fra realtà e speranze

Nella terza storia (Super-IO) leggiamo  attraverso la confessione di Dvora  il difficile rapporto genitori-figli e la sua difficoltà nel cercare un contatto con il figlio quando il marito super-giudicante era ancora in vita.

 

I tre piani dell’anima non esistono dentro di noi. Niente affatto! Esistono nello spazio tra noi e l’altro, nella distanza tra la nostra bocca e l’orecchio di chi ascolta la nostra storia… Altrimenti, tutti soli, non sappiamo nemmeno a che piano ci troviamo, siamo condannati a brancolare disperati nel buio, nell’atrio, in cerca del pulsante della luce