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Nero Ferrarese – Lorenzo Mazzoni

Malatesta_indagini_di_uno_sbirro_anarchico_vol_1_Nero_Ferrarese_Lorenzo_Mazzoni_ebook_Koi_PressLa prima cosa che mi è saltata subito all’occhio è il parallelismo che si può fare fra Pietro Malatesta e Michele Balistreri (Tu sei il male di Roberto Costantini). Ambedue gli investigatori provengono da una storia da picchiatori .. il primo nelle file dei tifosi della S.P.A.L. e con simpatie anarchiche il secondo nei gruppuscoli dell’estrema destra.
Ambedue poco politically correct.
Balistreri nasce nel 2011 con la pubblicazione di TU SEI IL MALE, mentre Pietro Malatesta (che cita Errico Malatesta) nasce nel 2007 e quindi può essere considerato l’archetipo del investigatore politicamente (s)corretto.

Ambientato in una Ferrara intorno al 2010 (lo si deduce dal fatto che Federico Ald

 

rovandi sia già assurto alle cronache italiane) .. non ci parla però di quella Ferrara (anche se i luoghi sono reali e tutti visitabili … ad esclusione del centro Sociale Dazdramir che nel 2008 ha lasciato il posto al Teatro Off).

Sarà che l’ho letto intorno al 12 Dicembre, ma tutti i fatti narrati mi hanno fatto tornare in mente quell’italia dove dopo le stragi del 12 si decise che i responsabili venivano per forza da Sinistra e dalla area della anarchia … il Commissario ferrarese con la sua ostinazione a ricercare solo in una direzione i colpevoli mi ha fatto tornare alla mente Marcello Guida questore di Milano (ex Direttore della Colonia di Confino Politico di Ventotene durante il fascismo) la notte del “volo” di Pinelli da una finestra della questura milanese.
Si legge in un paio di ore e non cambierà la storia della letteratura noir italiana.
A me è piaciuto e mi ha fatto venire la voglia di leggerne altri di libri di questo ispettore e poi, diciamocelo, era gratis su Kobo.

Alla scoperta della Ferrara dello “sbirro” Malatesta

Leggere i noir, gialli e/o thriller può essere un modo per scoprire o riscoprire la storia di una città. Ho iniziato a leggere il primo libro della serie dello “sbirro” Malatesta.
Romanzo ambientato nella ferrara di circa dieci anni fa ……
Il primo omicidio su cui indaga Malatesta avviene nelle vicinanze della Porta degli Angeli conosciuta anche come Casa del Boia.
Quest’ultimo appellativo deriva dal fatto che nella costruzione hannoav

Avuto la sede i Macelli.

Stamani mi sono alzato presto, ho lasciato la macchina al Kennedy, e sono venuto a fare una perlustrazione nella zona del.delitto e a scoprire una zona e una storia che non conoscevo

Eventi in Libreria DOMENICA 12 / 11

Qualche tempo fa pubblicavo questi “appunti disordinati di lettura” sul libro “L’UOMO SENZA VOLTO”  DI ROBERTO LEONARDI … domani per la terza volta avrò l’onore di ospitarlo in libreria per tutta la giornata. Roberto incontrerà i lettori che desiderano conoscerlo, firmerà le copie del suo libro e chiacchiererà con chi ha voglia.

Ecco qua una breve scheda dell’evento

DOM, 12 NOV 2017 1000 1700

Roberto Leonardi incontra il pubblico e firma le copie del libro “L’uomo senza volto” Leone editore

Mondadori Bookstore – Ferrara

VIA GIUSEPPE GIUSTI, 4 FERRARA EMILIA ROMAGNA 44124 IT – PRESSO CENTRO COMM. “IL CASTELLO”
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L’agente Darren Iannacci durante una rapina alla National Bank provoca la morte accidentale di un ostaggio e viene radiato dal corpo di polizia di Chicago. Si trasferisce in Canada con la sua famiglia per cambiare vita, ma un giorno, in un bosco adiacente al fiume Peace River, Darren si imbatte nel cadavere di una ragazza e in un fiore che sembra trovarsi in quel posto non a caso. Si tratterà solo del primo di una lunga serie di omicidi con un solo filo conduttore: Isaac Mood, l’uomo senza volto dal passato incenerito nel fuoco.

Roberto Leonardi è nato a San Benedetto Del Tronto il 15 giugno 1983. Laureato in Ingegneria Biomedica, ha poi frequentato un master per ottenere la qualifica di Auditor di prima parte. L’uomo senza volto è il suo romanzo d’esordio.

Il 25 Aprile nelle parole di Giorgio Bassani

Gli ex fascistoni di Ferrara
invecchiano
alcuni
di quelli che nel ’39
mostravano di non più ravvisarmi
traversano mi buttano
come a Geo le braccia al collo
gaffeurs incontenibili
sospirano eh voi
propongono
dopo la dolorosa
pacca sulla spalla mancina
l’agape casalinga
che al fine consenta alla monumentale mummy cattolica
d’estrazione bolognese o rovigotta
ai brucanti in tinello strabiondi
teen-agers incontaminati
di incontrarlo una buona volta
il già compagno di scuola talmente
bravo
il bravo
romanziere
il presidente…

Hanno l’aria di insinuare
nel mentre dài piantala
non lo vedi che sei tu quoque
mezzo morto?
E poi scusa – continuano
uguali identici ormai
all’ingegner Marcello
Rimini
al rabbino dottor Viterbo –
in che altro modo senza di
noi
avresti potuto metterle insieme
le tue balle con relativo
appoggio di grana eccetera? Dopo tutto
cazzo
potresti ben cominciare
a considerarci anche noi quasi dei mezzi…

Coraziali? Voi quoque? Dei quasi
mezzi cugini? No piano
Come cazzo si
fa?

Prima
cari
moriamo.

(Giorgio Bassani, Epitaffio, 1974)

Kallidad – Death Fiesta

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Jacinto, Raven e Senor Bang Bang ecco i nomi dei tre musicisti che compongono i Kallidad.
Due chitarre e una drum box con il quale suonano un mix di heavy-metal, flamenco e mariachi. A tutto questo aggiungete le facce truccate con le maschere mexicane del giorno della celebrazione dei morti.  Questi sono i Kallidad.
Il gruppo si forma a Bondi Beach una della spiagge più famose dell’Australia a pochi chilometri da Sidney. I tre, amici dai tempi della scuola, hanno il comune amore per le danze messicane ed in particolare per la musicalità Mariachi.
A questa passione aggiungono un mix vincente fatto di rock, blues, reggae e anche di classicismi che ricordano Mozart.
Sulle scene da diversi anni e dopo aver inciso un disco chiamato The Whack, si sono presentati per la seconda volta al BUSKER FESTIVAL con questo nuovo lavoro:
DEATH FIESTA.