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Eventi in Libreria DOMENICA 12 / 11

Qualche tempo fa pubblicavo questi “appunti disordinati di lettura” sul libro “L’UOMO SENZA VOLTO”  DI ROBERTO LEONARDI … domani per la terza volta avrò l’onore di ospitarlo in libreria per tutta la giornata. Roberto incontrerà i lettori che desiderano conoscerlo, firmerà le copie del suo libro e chiacchiererà con chi ha voglia.

Ecco qua una breve scheda dell’evento

DOM, 12 NOV 2017 1000 1700

Roberto Leonardi incontra il pubblico e firma le copie del libro “L’uomo senza volto” Leone editore

Mondadori Bookstore – Ferrara

VIA GIUSEPPE GIUSTI, 4 FERRARA EMILIA ROMAGNA 44124 IT – PRESSO CENTRO COMM. “IL CASTELLO”
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L’agente Darren Iannacci durante una rapina alla National Bank provoca la morte accidentale di un ostaggio e viene radiato dal corpo di polizia di Chicago. Si trasferisce in Canada con la sua famiglia per cambiare vita, ma un giorno, in un bosco adiacente al fiume Peace River, Darren si imbatte nel cadavere di una ragazza e in un fiore che sembra trovarsi in quel posto non a caso. Si tratterà solo del primo di una lunga serie di omicidi con un solo filo conduttore: Isaac Mood, l’uomo senza volto dal passato incenerito nel fuoco.

Roberto Leonardi è nato a San Benedetto Del Tronto il 15 giugno 1983. Laureato in Ingegneria Biomedica, ha poi frequentato un master per ottenere la qualifica di Auditor di prima parte. L’uomo senza volto è il suo romanzo d’esordio.

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Il 25 Aprile nelle parole di Giorgio Bassani

Gli ex fascistoni di Ferrara
invecchiano
alcuni
di quelli che nel ’39
mostravano di non più ravvisarmi
traversano mi buttano
come a Geo le braccia al collo
gaffeurs incontenibili
sospirano eh voi
propongono
dopo la dolorosa
pacca sulla spalla mancina
l’agape casalinga
che al fine consenta alla monumentale mummy cattolica
d’estrazione bolognese o rovigotta
ai brucanti in tinello strabiondi
teen-agers incontaminati
di incontrarlo una buona volta
il già compagno di scuola talmente
bravo
il bravo
romanziere
il presidente…

Hanno l’aria di insinuare
nel mentre dài piantala
non lo vedi che sei tu quoque
mezzo morto?
E poi scusa – continuano
uguali identici ormai
all’ingegner Marcello
Rimini
al rabbino dottor Viterbo –
in che altro modo senza di
noi
avresti potuto metterle insieme
le tue balle con relativo
appoggio di grana eccetera? Dopo tutto
cazzo
potresti ben cominciare
a considerarci anche noi quasi dei mezzi…

Coraziali? Voi quoque? Dei quasi
mezzi cugini? No piano
Come cazzo si
fa?

Prima
cari
moriamo.

(Giorgio Bassani, Epitaffio, 1974)

Kallidad – Death Fiesta

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Jacinto, Raven e Senor Bang Bang ecco i nomi dei tre musicisti che compongono i Kallidad.
Due chitarre e una drum box con il quale suonano un mix di heavy-metal, flamenco e mariachi. A tutto questo aggiungete le facce truccate con le maschere mexicane del giorno della celebrazione dei morti.  Questi sono i Kallidad.
Il gruppo si forma a Bondi Beach una della spiagge più famose dell’Australia a pochi chilometri da Sidney. I tre, amici dai tempi della scuola, hanno il comune amore per le danze messicane ed in particolare per la musicalità Mariachi.
A questa passione aggiungono un mix vincente fatto di rock, blues, reggae e anche di classicismi che ricordano Mozart.
Sulle scene da diversi anni e dopo aver inciso un disco chiamato The Whack, si sono presentati per la seconda volta al BUSKER FESTIVAL con questo nuovo lavoro:
DEATH FIESTA.

Tre anni e sei mesi

FONTE

Ferrara, 06-07-2009

Paolo Forlani, Luca Pollastri, Enzo Pontani e Monica Segatto sono stati riconosciuti colpevoli di eccesso colposo e condannati a 3 anni e 6 mesi per l’omicidio di Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni morto il 25 settembre 2005 a Ferrara. Il tribunale della città estense ha così riconosciuto l’impianto della pubblica accusa, per la quale la morte del giovane fu dovuta ad asfissia per un errato comportamento degli agenti e a cause meccaniche dovute alla colluttazione con loro.

Il pm Nicola Proto aveva sottolineato la concausalità del comportamento degli agenti del “tutto imprudente e sproporzionato”, chiedendo una condanna a tre anni e otto mesi per ciascuno dei quattro agenti. Per la difesa, concausa della morte di Aldovrandi era invece l’assunzione di droghe dello stesso giovane.

I poliziotti sono stati giudicati colpevoli di avere infierito sul giovane Aldrovandi – come ha sostenuto l’accusa – nonostante questi continuasse a chiedere aiuto, ammanettandolo con la mani dietro alla schiena e steso per terra a faccia in giu’, in una posizione che secondo alcuni periti avrebbe causato un’asfissia posturale. Il processo si è svolto attraverso una serie di perizie e di controperizie mediche e tossicologiche per accertare se la morte fosse da attribuire alla colluttazione seguita all’intervento violento degli agenti (per asfissia posturale o per un arresto cardiaco dovuto alla violenza dell’arresto) o se invece il giovane, come ha ipotizzato la difesa degli agenti, non fosse sotto l’effetto di sostanze assunte la notte prima dell’arresto in un locale di Bologna.

Il giudice monocratico, dopo quasi cinque ore di camera di consiglio, ha deciso per la colpevolezza degli imputati. Alla lettura della sentenza c’e’ stato un applauso e l’abbraccio in aula dei genitori e del fratello del giovane Aldrovandi, che in questi anni si sono battuti per cercare la verità. I difensori dei poliziotti hanno preannunciato appello.