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Milano non ha memoria Il commissario Lorenzi indaga a Lambrate – Gino Marchitelli

Partiamo dal presupposto che questo è il quarto libro della serie ma che per quanto mi riguarda è il primo che leggo e che quindi mi sono perso tutta l’evoluzione dei personaggi. Un libro che mi è piaciuto perché ci racconta un Italia che esiste, ma che spesso viene nascosta o narrata in maniera molto diversa …
L’Italia dei giudici corrotti, l’Italia dei servizi segreti deviati ma anche i guasti della esasperata campagna stampa contro chi viene in Italia per trovare una nuova vita o una speranza di vita (proprio come facevano i nostri antenati emigrando).

Ricordo sempre a tutti la lettura di un CAPOLAVORO del genere che è QUANDO GLI ALBANESI ERAVAMO NOI di Gianluigi Stella (si all’epoca l’odio era contro gli albanesi … i romeni e i neri erano ancora a venire)

L’odio alimentato dalla percezione del pericolo del pericolo indotto da campagne stampe e da politici che ne hanno fatto una bandiera (iniziando dai terroni passando per gli albanesi i rumeni gli africani e gli arabi con il frammento durato poco di DE-TOSCANIZZARE l’italia).

Una Milano che dimentica … ma non è solo Milano a dimenticare è un problema nazionale e la conferma lo ho avuta nella lettura del libro che ho fatto dopo di Christian Raimo “HO 16 ANNI E SONO FASCISTA”

Una cosa che non mi è piaciuta di questo, ma anche di altri gialli/noir, sono le prestazioni olimpioniche nella specialista SESSO SELVAGGIO di ogni commissario …..
IRONIC MODE ON
Fosse così nella realtà basterebbe mettere Trentalance e Rocco Siffredi uno a capo della polizia e uno dei Carabinieri e saremo la nazione con la criminalità più bassa del mondo
IRONIC MODE OFF

Se vi ho incuriosito e volete conoscere Gino il 31 Marzo sarà gradito ospite presso la Libreria Mondadori di Ferrara

QUI LA PLAYLIST CONSIGLIATA DALL’AUTORE

 

Il segreto del voltone – Diego Collaveri

Ieri ho finito.di leggere il libro
IL SEGRETO DEL VOLTONE di Diego Collaveri edito da Frilli.

L’ispettore Botteghi mi è piaciuto di più rispetto alla prexedente prova perché finalmente si lascia andare a a parlare un po di vernacolo.

La cosa che mi è piaciuta di più nellastoria e è il raccontare, all interno della narrazione del caso, una parte della storia della città.

Raccontarne l’anima.
I periodi.che terminano la.pagina 110 e iniziano la 111 li ho riletti diverse volte e mentre li leggevo mi inmaginavo di viverla quella scena.

Due note, non di più prometto, sulla trama.
Siamo nel 1945 livorno viene liberata. I primi ad entrare sono un gruppo di partigiani. Scoprono qualcosa che doveva rimanere segreto. Tanti anni dopo quei fantasmi presentano il conto.

 

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TERZA DI COPERTINA
Livorno. A seguito del ritrovamento del corpo di un crocierista americano nel canale del Voltone, sotto Piazza della Repubblica, il commissario Botteghi e la sua squadra vengono in possesso di un vecchio diario appartenuto a un artificiere dell’esercito di liberazione, di stanza a Livorno per le operazioni di sminamento nel 1945. Poche righe sbiadite alludono al coinvolgimento del militare, con il gruppo di partigiani che per primo era entrato nella città abbandonata, nell’occultare un qualcosa di segreto proprio sotto la piazza dove galleggiava il cadavere. Inizia così un’indagine dove i fantasmi del passato e del presente s’intrecceranno con la storia di quegli uomini, all’ombra di un oscuro patto segreto. Ostacolato dall’Ambasciata Americana, da vecchi spettri fascisti e dagli eredi dei partigiani scomparsi, riuscirà Botteghi a smascherare l’assassino senza svelare un segreto più grande di lui?