Archivi tag: Georges Simenon

Il Porto delle nebbie – Georges Simenon

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APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
La cosa che si nota di più nella lettura di questo libro è la continua e ossessiva presenza di nebbia e di questa atmosfera fosca che rende le persone che vi abitano ritrose e omertose fino all’inverosimile ….Ecco mi fa venire in mente i fatti di Gorino e Willy Branchi

TERZA DI COPERTINA
Un uomo di una cinquantina d’anni viene fermato sui Grands Boulevards mentresi aggira in preda al panico fra autobus e macchine. Non ha documenti e daisuoi abiti sono state strappate le etichette. Non riesce a parlare. Qualchemese prima una pallottola gli ha spaccato il cranio, trasformandolo in unafigura senza identità e senza memoria. In compagnia di questa muta silhouette,il commissario Maigret si immergerà nelle nebbie silenziose di Ouistreham, persciogliere un enigma che ha la stessa cangiante apparenza del brumoso paesaggio normanno: “Alcuni istanti prima tutto sembrava morto, deserto. E adessoMaigret, che cammina lungo la chiusa, si accorge che la nebbia pullula di forme umane… Più avanza e più quell’universo di nebbia si popola.”

Gli Intrusi – Georges Simenon

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Nella piccola borghesia francese che abita il piccolo paese di Moulins la figura dell’Avvocato Hector Loursat rappresenta lo spettro del fallimento umano con la conseguente perdita dello status e dell’accettazione nella buona società.

Hector Loursat non è un buon padre visto che non è capace di parlare con la figlia, non è buon amministratore di casa visto che la lascia in decadenza. Hector Loursat vive nella sua camera/studio immerso nelle sue letture e nelle bottiglie di vino.
L’unico contatto con il mondo quando scende le scale per mangiare.

Poi una notte .. uno sparo … un uomo muore nella sua casa ….

La vedova Couderc – Georges Simenon

5a62df76c484d9ac5561ff4548a0406b_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyTorbido e solare. Torbido quando racconta le gelosie dei personaggi. Le piccolezze, le ripicche, i giochini sottotraccia per ritornare/rimanere in possesso di quello che si ritiene un proprio diritto. Giochi di potere in modo squallido.
Solare quando ci racconta la campagna francese dove è ambientata la narrazione.
Una piccola precisazione prima di concludere. Trovo sempre difficile parlare di un libro di Simenon, perché cosa aggiungere alla perfezione. Basterebbe un LEGGETELO

TERZA DI COPERTINA
Un giovane ricco esce di prigione, non sa dove andare: si ritrova – quasi senza accorgersene – a convivere con una matura vedova in una casa di campagna lungo un canale. È un rifugio, una nicchia di innocente, riposante carnalità, da cui guardare con più leggerezza le cose e le persone intorno – un paesaggio immobile, affocato. La promessa di una stasi biologica, di un auspicato torpore della mente. Ma altre donne interverranno a turbare quel precario equilibrio. Si scatena un inferno provinciale, di interessi e recriminazioni. E insieme si accende l’occasione demoniaca per tornare al delitto. A ragione Gide avvicinò questo romanzo allo Straniero di Camus, che apparve in quello stesso 1942. E aggiunse, in una lettera a Simenon: «… ma trovo che il suo libro si spinga molto oltre, pur senza averne l’aria, e quasi inavvertitamente, il che coincide con il livello più alto dell’arte». Rare volte Simenon è riuscito a rendere altrettanto palpabile il peso del destino.

 

Le signorine di Concarneau – G. Simenon

9c59429be15cbf168c78fdda2aff1d5d_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyAPPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
una soria banale … ma che nella penna di Simenon diventa magistrale.
Un esistenza normale come tante nella quale si spera in un avvenimento che ti possa cambiare la vita, ma che nello stesso istante in cui questo accade si inizia la lotta per il ritorno alla antico … per il non-cambiamento.
La genialità di un grande scrittore la si vede quando il finale è ben diverso da quello immaginato

TERZA DI COPERTINA
Jules Guérec – quarant’anni, celibe, proprietario di due pescherecci – è sempre vissuto nella cittadina bretone in cui è nato, nella casa adiacente all’emporio che la sua famiglia gestisce da generazioni, nello stesso odore «di catrame, cordami, caffè, cannella e acquavite», insieme alle due sorelle rimaste nubili, che lo accudiscono con una sollecitudine benigna, occhiuta e possessiva. A loro Guérec deve rendere conto di come spende ogni centesimo. Persino quando gli capita di andare a Quimper, e di non resistere alla tentazione di tornare in quella certa strada dove un paio di signore «arrivate da Parigi» passeggiano «gettando agli uomini sguardi provocanti», il pensiero di come farà a giustificare i cinquanta franchi mancanti gli rovina il piacere. Sono loro, le sorelle, a sorvegliare tutto, a provvedere a tutto. Anche quella volta che lui, da giovanotto, ha messa incinta una ragazza, è stata Céline – che delle due è la più penetrante e la più spiccia, e che afferma di conoscere il fratello come fosse un figlio suo – a prendere in mano la situazione. Una notte, però, Guérec, senza quasi accorgersene, sarà la causa di un evento tragico, le cui paradossali conseguenze potrebbero forse spingerlo a uscire dal bozzolo soffocante, ma anche tiepido e rassicurante, dei legami familiari.

L’orologiaio di Everton – Georges Simenon

arton14452Da quando la moglie se n’è andata, quindici anni e mezzo prima, senza portarsi via il figlio di pochi mesi e lasciandosi dietro solo una vestaglietta di cotonina e la scia del suo profumo, Dave ha vissuto soltanto per Ben. Ogni attimo della sua vita. La notte come il giorno. Il figlio ha sempre detto che sì, era felice. Sulla madre non ha fatto mai un granché di domande. Allora perché una notte è andato via, anche lui senza una parola per quel padre che non desiderava altro che essergli amico? E perché lui e Lillian, la ragazzina quindicenne che lo ha seguito, hanno ucciso un uomo? Solo quando Ben, dopo il suo arresto, rifiuterà di vedere il padre, Dave comincerà a capire il figlio e il suo disperato bisogno di ribellarsi..

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Genitorialita’
Padri e figli e il sottile filo che li lega

Il destino dei Malou – Georges Simenon

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In un nebbioso, buio pomeriggio di no­vembre, Eugène Malou si spara un colpo di pistola uscendo dalla casa del conte d’Estier, a cui ha invano tentato di chie­dere un prestito. Tutti, in città (una pic­cola città della provincia francese), pensano che lo abbia fatto perché ormai era rovinato. E da una virulenta campagna di stampa hanno appreso sul suo passato dettagli sordidi, inquietanti. Alla famiglia lo spericolato imprenditore non lascia neanche i soldi per il funerale. Tensioni e rancori non tarderanno a scatenarsi, e ciascuno andrà per la sua strada. L’unico a restare in città sarà Alain, il figlio minore, che non accetta né di andare a vivere a Parigi con la madre, né di condividere con la sorella, una procace giovane donna la cui aggressiva impudicizia lo turba e lo imbarazza, l’ap­partamentino che le ha preso in affitto il suo amante, un noto chirurgo fornito di una moglie e due bambine. Ad Alain toccherà un compito arduo: uscire dall’in­con­sapevolezza in cui ha sempre vissuto, e soprattutto ricostruire un’immagine coerente dell’uomo che è stato suo padre – mettendo insieme gli sparsi tasselli della propria memoria e i racconti di quei pochi che l’hanno conosciuto davvero. Nel corso di quella che sarà al tempo stesso una sorta di indagine e un’iniziazione alla vita, il ragazzo scoprirà non solo quanto possano essere ingannevoli le apparenze, ma anche quale sia la vera ragione del suicidio di Eugène Malou. E saprà di essere, come suo padre, come suo nonno, un autentico Malou. Al­lora, e soltanto allora, potrà andare «incontro al suo destino».

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Speculare all’orologiaio di Everton .. li un padre che deve capire la fuga figlio qui, invece,
un figlio che deve assimilare la morte del padre.

I Complici – Georges Simenon

41aelxbkgsl-_sx316_bo1204203200_Sin dalla prima volta in cui Joseph Lambert ha visto la faccia di Edmonde nel momento del piacere (con le narici contratte «come quelle di una morta», e il labbro superiore rialzato a scoprire i denti «in una smorfia di sofferenza che non somigliava per niente a un sorriso»), lei ha smesso di essere una efficiente, taciturna, un po’ stolida segretaria, ed è diventata la sua complice. Fra loro è nata un’intesa che non è né amore né passione, ma piuttosto la condivisione di un gioco segreto. E quando, una sera, guidando a zig-zag con la sinistra mentre tiene la destra tra le cosce di lei, Lambert sente dietro di sé il claxon disperato di un pullman e lo vede poi schiantarsi contro un muro, non pensa neppure a fermarsi. Si limita a gettare un’occhiata, nello specchietto retrovisore, all’immenso rogo che ha provocato. Poche ore dopo apprenderà che, di quei quarantasette bambini che tornavano dalle vacanze, una sola è sopravvissuta. Ma chi può sapere che è lui il colpevole? Colpevole di che cosa, oltretutto? E agli occhi di chi? Di suo fratello, un uomo così «saggio, equilibrato, immune da passioni pericolose»? O di sua moglie, che per via delle numerose «scappatelle» gli nega l’accesso al proprio letto? O degli amici con cui gioca a bridge la sera al caffè? Esseri mediocri, che lui disprezza. Come in fondo disprezza la sua stessa vita. Se proverà a sviare da sé i sospetti sarà solo per poter ritrovare, ancora ueorgena volta, Edmonde, per «scoprire in lei quello che aveva cercato a tentoni per tutta la vita».

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA

Ritratto della miseria umana che si nasconde dietro la quotidianita