Confessione – Kanae Minato

La sensazione che lascia un libro così è di profonda tristezza.
Di profondo appiattimento e spersonalizzazione della civilità giapponese. Tutti i capitoli, indipendentemente, da chi sia l’io narrante (un bambino delle scuole media, una madre, una professoressa) hanno lo stesso tono freddo, incolore, impersonale, GHIACCIO.

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TERZA DI COPERTINA

La rivelazione è di quelle agghiaccianti, soprattutto se a farla è una giovane professoressa che ha da poco perso la sua bambina e ad ascoltarla sono i suoi alunni, la classe alla quale Moriguchi Yuko rivolge un discorso di addio: “La mia Manami non è morta accidentalmente; è stata uccisa da qualcuno di voi”. La figlia dell’insegnante di scienze aveva quattro anni quando, un mese prima della fine dell’anno scolastico alla scuola media, in una cittadina del Giappone, è stata trovata morta nella piscina dell’istituto. A causa di quello che tutti hanno ritenuto un incidente, la madre ha deciso di abbandonare per sempre il suo lavoro. Freddamente, quasi scientificamente definendoli A e B, la professoressa rende identificabili ai compagni i due ragazzi e rivela la sua scoperta di come essi abbiano premeditato e compiuto l’omicidio di una bambina indifesa. Inoltre, con altrettanta freddezza, l’insegnante comunica la sua decisione: non ha intenzione di denunciare i due assassini alla polizia. Ha invece già messo in atto una personale vendetta, atroce e immediata ma escogitata in modo che le devastanti conseguenze si manifestino lentamente, affinché i giovani criminali abbiano il tempo di pentirsi e trascorrere il resto dei loro giorni sopportando il fardello della colpa di cui si sono macchiati. Nelle settimane successive, attraverso un diario, un blog, una lettera, appare in tutta la sua spaventosa portata il perché del gesto compiuto da Nao e Shuya.

La Strada per Memphis – James Sallis

la_strada_per_memphis TERZA DI COPERTINA:
Tradotto da Luca Conti
Turner, ex poliziotto, ex detenuto ed ex terapeuta, ha deciso di accettare l’incarico di sceriffo a Grippie Creek, una piccola cittadina del Tennessee, a breve distanza da Memphis, in cui la criminalità, rispetto a quella della grande città in cui nel 1968 fu assassinato Martin Luther King, è decisamente minore e strettamente locale. La vita per Turner sembra scorrere tranquilla in compagnia della sua ragazza Val Bjorn. Quando l’ascolta suonare il banjo, Turner ha davvero l’impressione che le ferite del suo passato siano definitivamente chiuse. Una tarda notte, però, lo sceriffo Don Lee arresta un autista ubriaco. Il tipo, che dice di chiamarsi Judd Kurtz, riserva non poche sorprese. In una borsa di nylon nascosta nel bagagliaio della sua auto, Turner e Don Lee scoprono la bellezza di 200.000 dollari.In capo a qualche giorno, poi, Kurtz riesce ad evadere dalla galera. Gettando ogni cautela, Turner si lancia al suo inseguimento sulla strada per Memphis. A Memphis, però, si sguinzagliano tutti i fantasmi che pensava di essersi lasciato alle spalle.

MICRORECENSIONE: Letto nel Dicembre 2008

Và letto per continuare a consocere il personaggio di Turner, va letto per sentirsi nel profondo sud, scolarsi un pò di Southern Comfort a sedere su una sedia sulla veranda di casa

Va letto perche e’ un bel NOIR

Ladri a Nottingham – John Harvey

ladri-a-nottinghamCOMMENTINO INO INO:
All’inizio sembrava promettere di più (4 stelle).
Continua la saga dell’ispettore Resnick alle prese con il jazz, con i suoi 4 gatti (con i nomi di noti “giazzisti”) e con un alimentazione da rivedere. Piccole storie umane di provincia a cui si aggiunge una sorta di rilettura della leggenda di Robin Hood. Ambedue ambientate nella contea di Nottingham, dove il ladro gentiluomo si trasforma in un immigrato polacco di Grabiansky che ruba ai ricchi (non per dare ai poveri, ma per tenerselo per se), ma che in attimi di “gentiluomismo” salva una vittima dall’infarto … aiuta la polizia a sgominare una banda di spacciatori di droga.
TERZA DI COPERTINA Grice e Grabianski sono due ladri, ladri a Nottingham. Sono appena entrati in una casa dove supponevano ci fosse della grana, visto che appartiene a un certo Harold Roy, uno sceneggiatore o forse un regista. Hanno fatto tutto come si deve, Grice e Grabianski, solo che a un certo punto, nel soggiorno, è comparsa la moglie del televisivo. Prima di farsi scappare un «Oh Cristo!» alla loro vista, la donna, abbigliata in una elegante vestaglia di seta, ha avuto il tempo di spegnere una sigaretta, svitare il tappo di una bottiglia di J&B Rare e versarsi una dose abbondante di whisky. Grabianski si è messo a sbirciare divertito tra le falde della vestaglia per capire se là sotto la donna indossasse qualcosa oppure no, poi l’ha invitata con calma a collaborare, pena mettere inutilmente a soqquadro l’intera casa. Nel giro di qualche minuto, gioielli, contanti e carte di credito sono finiti dalla cassaforte di Harold Roy e consorte in una delle valigette in morbida pelle comprate da Grice e Grabianski in estate alle Isole Vergini. E non è tutto: dal fondo della cassaforte, come un coniglio da un cappello a cilindro, è sbucata la sorpresa: un bel chilo di pura cocaina… Resnick, l’ispettore di Cuori solitari, è chiamato a investigare nel sordido mondo che si cela dietro il glamour dell’industria televisiva.