Guardami negli occhi – Giovanni Montanaro

9788807032356_0_0_0_75Ho letto tutti i libri di Giovanni Montanaro, ad esclusione di TOMMASO SA LE STELLE, e non sono mai rimasto deluso.  Dopo i primi tre avevo un attimo perso di vista Montanaro. Dopo o poco precedentemente una viaggio ad Amsterdam e la visita al Museo Van Gogh leggo TUTTI I COLORI DEL MONDO .  Adesso Montanaro ci riprova. Non con un pittore, ma con quadro o meglio con la modella di uno dei suoi quadri più famosi-
LA FORNARINA. La narrazione inizia subito dopo la morte di Raffaello ed è GHITA a raccontarci la sua storia .. anzi fa di più … ci svela uno dei misteri che da secoli affascina e incuriosisce il mondo della pittura. Nessuno guardando il quadro ci fa caso. In basso, però, seminascosto si può vedere un anello … un bel anello blu. Come e perché la figlia di un fornaio senese emigrato a Roma porta quel bel anello al dito ?
Margherita ci racconta tutto e lo fa dal Convento di Sant’Apollonia dove si volontariamente segregata dopo la morte di Raffaello.

Voleva dipingere come nessun altro aveva dipinto prima di lui. Voleva fare la vita, e salvarla. E per riuscirci aveva bisogno di me.

Tutti i colori del mondo – Giovanni Montanaro

9788807018886_quartaUn libro sull’identità e sul destino nella nostra vita.
Se il nascere in determinate circostanze o in ambiente familiare particolare influisce cosi tanto sulla percezione del nostro io e della ricerca che giornalmente facciamo per trovarlo, chi altri poteva prenderci per mano e accompagnarci in questa ricerca se non Vincent Van Gogh che con i suoi oltre 40 autoritratti ha cercato tutta la vita il suo centro di gravità permanente.

TERZA DI COPERTINA

1881, Gheel, anche conosciuto come “il paese dei matti”. Teresa Senzasogni non è pazza, ma come tale è stata registrata per poter godere, come è uso in quel villaggio fiammingo, dell’ospitalità della famiglia Vanheim. Un giorno avrà una dote e sposerà il suo Icarus, che le racconta le ingiustizie del mondo. Ma poi arriva un nuovo ospite, un vagabondo rosso di capelli, schivo, rude, gli occhi accesi da una febbre sconosciuta, e Teresa sembra riconoscere in lui un destino incompiuto: diventerà un pittore – lei lo sa, lei lo sente –, troverà nei colori una strada universale. Quando la “profezia” si avvera sono passati una decina d’anni e molto è accaduto, a Teresa e a Vincent van Gogh. Teresa scrive al caro signor Van Gogh perché si ricordi, perché la aiuti a mettere ordine nel disordine, speranza nella disperazione, amore nel disamore e colore nel grigio. Lui, in verità, è l’unico vero amore di tutta la sua vita. E come tutti gli amori è pieno di luce e di futuro.