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Il Fosso – Herman Koch

Questa volta Herman Koch punta la sua penna contro i propri concittadini e la storia che ci racconta è piena zeppa di pregiudizi sociale (contro gli anziani) e razziali (contro tutti coloro che provengono da sud e da est). Una Olanda IPOCRITA dove si condanna un funzionario statale per uno scandalo sessuale, ma si accetta che la fontana che abbellirà il quartiere da poco ristrutturato sia fatta da schiavi cinesi.

Mentre  IL FOSSO che da il titolo all’album è quello che l’interprete principale del libro Robert si scava a forza di rimuginare e di autosuggestionarsi su un ipotetico tradimento da parte della moglie straniera ( e qui si ritorna ai pregiudizi sociali di cui nessuno è immune … e non pensiamo sia un problema solo olandese ).

Oppure chissà il Fosso è quello che grazie all’incomunicabilità si scava grazie al non riuscire a raccontare i suoi timori alla moglie, quando non riesce ad essere vicino alla amico Bernhard malato terminale, quando i genitori decidono di darsi la morte e lui non riesce tutto preso dai suoi pregiudizio (la moglie straniera che lo tradisce con un contadino rivestito)

ALLA FINE IL THRILLER C’E’
(ma come diceva QUELO è dentro di noi e potrebbe essere quello sbagliato)

Un incidente stradale manda all’ospedale il “potenziale” amante della moglie. Una banale caduta di bicicletta (beh tutti gli olandesi vanno in bicicletta)

Koch non ci dice altro se qualcuno ha programmato l’incidente.
Ci racconta i fatti cosi come sono accaduti.
Questo stronzo di scrittore olandese che amo … ci lascia li con i nostri pregiudizi e le nostre ipocrisie a decidere chi è il colpevole.

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TERZA DI COPERTINA

Robert Walter è il sindaco di Amsterdam, la capitale della democratica Olanda. Ha la moglie straniera, ma lui si guarda bene dal dire da quale paese proviene. La gente si nutre di pregiudizi, si sa. Anche in Olanda, dove ognuno può pensarla come vuole, ma dove non è raro sentire dire che quelli, gli stranieri, ce l’hanno nel sangue il furto, la coltellata facile, la tendenza a maltrattare le donne. Del resto, anche lui, Robert, non è mica privo di pregiudizi. Semplicemente, dato il ruolo che ricopre, finge bene. Quando si ritrova in compagnia di persone appartenenti alle varie etnie della città, è capace persino di canticchiare su musiche bizzarre o di mettersi in bocca con le mani un improbabile pezzo di carne. Però, davanti a uno straniero, nulla può togliergli la naturale diffidenza del contadino che vede un estraneo entrare nel suo campo. Da qualche tempo, tuttavia, la sua arte di dissimulare sta andando a farsi benedire. Tutto è cominciato il 16 gennaio, durante la festa per il nuovo anno in cui accorre in comune la crema della città: il capo della polizia, il procuratore capo, gli assessori, il presidente dell’Ajax. Robert stava chiacchierando appunto con quest’ultimo quando, vicino alla porta che dalla sala centrale del municipio conduce ai bagni, ha scorto sua moglie, una birra in mano, fare cin cin con l’assessore Maarten van Hoogstraten. Nulla di male, se poi lei non avesse riso rovesciando indietro la testa, mentre l’assessore le teneva una mano sul gomito e le sussurrava qualcosa all’orecchio. Da quel giorno il sospetto del tradimento della moglie straniera si è impadronito talmente della mente e del cuore di Robert che tutti i suoi pregiudizi si sono scatenati e gli si sono rivoltati contro.