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Norwegian Blues – Levi Henriksen

Quando apriamo un libro per leggerlo ci aspettiamo che ci faccia sognare, ci porti in posti esotici e spettacolari, che ci faccia vivere avventure o che ci dia, attraverso un scrittura alta, pensieri morali e filosofici che ci rendono più eruditi.
Spesso tutto questo è un illusione delle nostre aspettative di lettori. Lo facciamo anche anche con la vita … sogniamo, ci raccontiamo diversi attraverso i Social, ci auto illudiamo di essere migliori, più belli, più bravi, più buoni, più cattivi …. ma è solo un illusione, una farsa o meglio una bella bugia che ci raccontiamo perché, spesso, abbiamo paura di quello che siamo e non abbiamo la forza/volontà di cambiare.

Norwegian Blues è tutto questo, ma è anche la forza di ribellarsi. Norwegian Blues è come un buon caffè dolce e amaro allo stesso tempo,  pieno di sensibilità e di decisioni nette. Norwegian Blues ci racconta che NON E’ MAI TROPPO TARDI PER ESSERE SE STESSI.

TERZA DI COPERTINA
Eccentrico e dolceamaro, Norwegian Blues è un romanzo che commuove, diverte e fa riflettere20170714120810_281_cover-bassa sulla magia della musica e sulla sorprendente imprevedibilità della vita

Jim Gystad, discografico quarantenne di Oslo deluso dai successi preconfezionati che dominano il mercato, si ritrova in una chiesa di campagna in preda ai postumi dell’ennesima sbornia quando rimane folgorato da un canto celestiale. Tre voci autentiche, vibranti di vita, che sembrano sgorgare dall’anima di quella valle come il primo blues si levò dalle sponde del Mississippi. Sono Timoteus, Maria e Tulla Thorsen, un trio di fratelli ottuagenari che un tempo hanno fatto furore con le loro hit spirituali, fino a intraprendere un leggendario tour on the road nell’America degli anni ’60. Finalmente Jim ha qualcosa in cui credere, una missione a cui votare il suo mestiere: scoprire perché i Thorsen all’improvviso si sono ritirati dalle scene e riportarli alla ribalta. 

Comincia così un viaggio nel passato di queste tre insolite rock star, che hanno vissuto la fede come un messaggio di libertà e da degni ribelli hanno sfidato l’ordine del loro mondo. Il passionale Timoteus, predicatore mancato, che incantava il pubblico con le sue liriche e poi spaccava il suo mandolino sul palco come gli Who; la misteriosa Maria, con il suo fiero look androgino che l’ha emarginata dalla comunità; la bellissima Tulla, che ha affrontato le barriere della segregazione razziale per sposare il suo amore afroamericano. Sulle note di un’inedita roots music del Nord e di uno humour in levare, Norwegian blues racconta una parabola romantica attraversata da un fiume di grandi nomi della musica dell’ultimo secolo. Un romanzo sul valore assoluto dell’ispirazione, in cui non è mai troppo tardi per voltare le spalle al successo e riscoprirsi a due passi dalla felicità. 

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Scompartimento N° 6 – Rosa Liksom

Curioso, osceno, poetico…un libro strano dove i due protagonisti non potrebbero essere più diversi, la ragazza finlandese reduce da una storia d’amore che divide lo scompartimento della Transiberiana con un pregiudicato russo dedito al turpiloquio. Il linguaggio dell’uomo è osceno, lui sempre ubriaco di vodka ma nella sua rozzezza traspare il passato dell’ intera Russia. Notevoli le descrizioni naturali che addolciscono il livore dei monologhi dell’uomo.

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Mosca, anni ’80, sul leggendario treno della Transiberiana diretto a Ulan Bator, in Mongolia, due estranei si trovano a condividere lo stesso scompartimento: una timida e taciturna studentessa finlandese e un violento proletario russo dall’inesauribile sete di vodka. Nell’intimità forzata del piccolo spazio chiuso la tensione sale. Lui è uno sciovinista, misogino, antisemita, avvezzo al carcere e ai campi di correzione, ma con l’irriducibile passione per la vita di chi si aggrappa agli istinti bruti per non cedere al vuoto che lo circonda. Vede il fallimento del sogno sovietico, la deriva della grande madre Russia, ma non può che difenderla con la disperazione di un amore deluso. Lei è tormentata dai ricordi del suo ragazzo moscovita, uno studente che si è finto pazzo per non combattere in Afghanistan ed è impazzito nel manicomio dove l’hanno rinchiuso, lasciandola piena di domande senza risposta nella terra che l’ha sedotta. È l’anima di questa terra a pulsare nelle sconfinate distese che il treno attraversa, nei villaggi divorati dal degrado e dalla taiga innevata, nelle città chiuse dei deportati e degli scienziati, nel mosaico di identità e popoli di una Siberia in cui tutto è estremo. Con un realismo crudo che trasuda poesia, Rosa Liksom racconta l’incontro tra due destini, tra l’universo maschile e femminile, ma soprattutto il viaggio attraverso la fine di un impero che sembra sciogliersi in fanghiglia ai primi segni del disgelo, nel cuore di un popolo disilluso e fiero, rude e sentimentale, rassegnato e ribelle, che vive nella perenne nostalgia del passato e del futuro, nell’eterno sogno cechoviano “A Mosca! A Mosca!”.

La vita perfetta di William Sidis – Morten Brask.

20150720162903_224_cover_mediaChi è William Sidis ?  Un bambino prodigio che ad un anno parla un inglese perfetto, ad un anno e mezzo legge tranquillamente il New York Times, a quattro capisce e parla il Latino e il Greco antico, a sei anni arriva a conoscere altre sei lingue, a 8 anni scrive libri di matematica e tiene lezioni, a 11 viene accettato ad Harvard e a 12 i più rinomati matematici americani ascoltano le sue rivoluzionarie teorie.
Come mai un uomo così non è passato alla storia come uno Stephen Hawking ? un Leonardo da Vinci ? un Einstein ?

Perché ha vissuto tutta la sua vita da emarginato prima per colpa dei suoi coetanei, poi per colpa degli studenti più grandi di lui che lo vedevano come una minaccia e alla fine per colpa dei suoi genitori che per evitare una condanna penale lo rinchiudono in un sanatorio. Lo fanno sentire e/o si sente sempre fuori posto, da piccolo è un fenomeno da circo con il crescere la sua intelligenza diventa irritante per chi, più grande di lui, deve ri-trovarselo come professore e insegnante.

Interessante come l’unica persona che sia riuscita a stargli accanto, ad essergli amico, confidente e dargli un po di affetto sia stato un altro emarginato Nat Sharfaman.

TERZA DI COPERTINA
A 18 mesi legge il New York Times, a 4 anni impara da solo greco e latino, a 6 memorizza all’istante ogni libro che sfoglia, parla dieci lingue e ne inventa una nuova, il vendergood, e dopo aver scritto saggi di matematica e astronomia presenta undicenne a Harvard la sua teoria sulla Quarta dimensione. Vissuto tra New York e Boston nella prima metà del ’900, figlio di immigrati ucraini di origini ebraiche, William Sidis è stato non solo un bambino prodigio, ma una delle menti più eccelse di ogni tempo, con il quoziente intellettivo più alto mai misurato. Come può un simile talento, che avrebbe dovuto contribuire come nessun altro al progresso del sapere umano, sparire senza lasciare traccia nella storia? In un appassionante romanzo Morten Brask ricompone i mille volti del genio e il vero volto di un uomo condannato dalle sue stesse doti a essere tagliato fuori dalla società, emarginato come tutti i diversi. Billy cresce sotto i riflettori come uno “scherzo della natura”, perseguitato dalla stampa, rifiutato dai coetanei, soffocato dalle pressioni del padre psichiatra che lo usa per i suoi esperimenti sul cervello e lo educa a una curiosità insaziabile per tutti i saperi. Ma Billy è anche un idealista che traduce agli immigrati di ogni paese gli ideali bolscevichi, un pacifista “scientifico” perché nessuna guerra della storia ha mai risolto un problema. Se è vero che per ognuno esiste una vita perfetta, quella di William Sidis è una ritirata dietro le quinte con i suoi unici compagni di viaggio: il desiderio di libertà e il destino di solitudine di chi nutre un amore incondizionato per il mondo e la conoscenza.

L’ allegra apocalisse – Paasilinna Arto

image_book TERZA DI COPERTINA:
La Terra non ci sopporta più. E basta un’enorme sbronza collettiva a New York per i festeggiamenti del nuovo Millennio e uno sciopero dei netturbini di Manhattan a scatenare una disastrosa catastrofe ecologica. Ah, mondo infame! Sarà arrivata l’Apocalisse? Parigi è finita sotto sei metri d’acqua e i pesci si aggirano per le strade e i caffè di Montparnasse, a San Pietroburgo esplode una centrale nucleare, nel mondo stravolto si scatena la Terza guerra mondiale, mancano le fonti di energia e l’economia globale è crollata. Ma in mezzo ai boschi del Kainuu, nella Finlandia centrale, Asser Toropainen, un vecchio comunista “grande bruciachiese”, in punto di morte ha destinato tutti i suoi beni per costruire un tempio. E tutt’attorno quest’improbabile santuario è cresciuta una comunità silvestre di gente laboriosa e gaudente che vive di caccia pesca e giardinaggio, in autarchia e prosperità, indifferente alla catastrofe universale. Un gruppo di strampalati personaggi paasilinniani tanto geniali quanto testardi, che naviga in mezzo ai marosi di un pianeta che va in malora con l’incoscienza di un’Utopia senza tempo. Paasilinna immagina un passato e un futuro nemmeno così lontani, contemplando la vanità delle ideologie e del consumismo, e le farneticazioni della nostra civiltà inutilmente complicata. E se l’Apocalisse deve venire, che venga pure. Paasilinna non è certo il tipo da farsene un problema.

MICRORECENSIONE: (Letto nel Ottobre 2013)
Una distopia ecologica. Manca, a  mio parere, la sottile vena ironica presente in altri libri della scrittore.

Mikael Niemi – Musica Rock da Vittula

107Vittula_pre  TERZA DI COPERTINA:
 È la fine degli anni Settanta, quando le strade di Pajala, piccola cittadina del Tornedalen, all’estremo nord della Svezia, vengono asfaltate. Insieme all’asfalto arriva una novità ben più dirompente e pericolosa: la musica pop. Per il giovane Matti e il suo taciturno amico Niila inizia una nuova vita, anche se loro ancora non lo sanno. Tra qualche anno la musica diventerà la loro insostituibile via d’uscita dall’isolamento, dalla storica mancanza d’identità della loro regione, sospesa tra Svezia e Finlandia.
CITAZIONE:
“Beatles”, sillabai lentamente. “Roskn roll musis”.
“Rock’ n’ roll music”, mi corressero con un sogghigno.
Poi tesero il disco a Niila.
“It’s a present. Per our cousin”.
Niila prese il regalo con tutte e due le mani. Estasiato, estrasse il sottile tondo di vinile e contemplò i solchi fini come capelli. Lo teneva delicatamente, come se avesse paura di romperlo, quasi fosse uno strato di ghiaccio diun millimetro tolto da un secchio d’acqua lasciato all’aperto. Tranne che quel disco era nero. Come il peccato.
“Kiitos”, mormorò. “Grazie. Fench’iu”.  p. 70

MICRORECENSIONE: (Letto Settembre 2007)
Vi piace la musica? Vi piacciono le fiabe e le storie surreali? Vi piacciono i romanzi di formazione? Vi affascina il mondo nordico e volete saperne di più sulla culturascandinava? Volete ridere un po’ con alcune scene veramente esplosive? Volete chiedervi che cosa abbia ingurgitato l’autore prima di scrivere alcuni capitoli LISERGICI ? Se la vostra risposta e’ SI leggetelo.

Le dieci donne del cavaliere – Paasilinna Arto

copj170  TERZA DI COPERTINA:
La vecchiaia, si sa, arriva infida per tutti, anche per Rauno Rämekorpi, un vero self-made man, da boscaiolo a capitano di industria, che tra montagne di fiori e foie gras festeggia il sessantesimo compleanno e la nomina a Cavaliere del Lavoro. Ahimè la consorte Annikki soffre di asma da polline, e al devoto marito, terminata la festa, non resta che portare tutto in discarica. Ma perché sprecare tanto bendidio? gli fa presente Seppo Sorjonen, il tassista tentatore ingaggiato per la missione. Il Cavaliere avrà pure qualche amica da omaggiare. Non serve altro a risvegliare l’ardore del sempreverde dongiovanni in frac, che bouquet alla mano, champagne sottobraccio e in bocca promesse, promesse, promesse, parte alla mirabolante conquista di dolci alcove per tutta la città. Eila la PR rampante, Eveliina la comunista pura e dura, Sonja la giornalista che si è bevuta la carriera, e tutta una galleria di fenomenali rappresentanti del gentil sesso è lieta di accogliere i suoi servigi amorosi insieme a opportuni favori per problemucci di denaro, carriera o addirittura fertilità. Dato un tale successo, perché non ripetere la tournée a Natale in doveroso costume da Santa Klaus? Peccato che nel frattempo le affettuose amichette hanno scoperto di non essere ciascuna l’unica. La sagace ironia di Paasilinna colpisce ancora, trasformando in epico divertimento dal retrogusto amaro le scappatelle di un uomo di potere e portafogli, viziato dal successo e dall’inguaribile sentimentalismo femminile…

MICRORECENSIONE: (letto Novembre 2011)
Il titolo originale ci racconta che i personaggi principali del libro sono le dieci donne. Ognuna è stereotipata nei difetti e nei pregi e pasilinna usa sia lironia che la cattiveria per raccontarle.  Il titolo per il mercato italiano, invece, ci induce a credere che sia un instant-book (scritto nel 2001) e che perfino in Finlandia siano interessanti alle cose “pruriginose” di casa nostra.  e poi quel far ripetere ogni tanto CRIBBIO al Cavaliere ….. il traduttore non poteva trovare un sinonimo ?  Mi aspetto che nel prosieguo della storia se ne esca anche con un “MI CONSENTA da giovane ho fatto il tassista a Rovaniemi”

L’allegra apocalisse – Arto Paasilinna

20101103133401_189_cover_webLa Terra non ci sopporta più. E basta un’enorme sbronza collettiva a New York per i festeggiamenti del nuovo Millennio e uno sciopero dei netturbini di Manhattan a scatenare una disastrosa catastrofe ecologica. Ah, mondo infame! Sarà arrivata l’Apocalisse? Parigi è finita sotto sei metri d’acqua e i pesci si aggirano per le strade e i caffè di Montparnasse; a San Pietroburgo esplode una centrale nucleare; nel mondo stravolto si scatena la Terza guerra mondiale, mancano le fonti di energia e l’economia globale è crollata. Ma in mezzo ai boschi del Kainuu, nella Finlandia centrale, Asser Toropainen, un vecchio comunista “grande bruciachiese”, in punto di morte ha destinato tutti i suoi beni alla costruzione di un tempio. E tutt’intorno a quest’improbabile santuario è cresciuta una comunità silvestre di gente laboriosa e gaudente che vive di caccia, pesca e giardinaggio, in autarchia e prosperità, indifferente alla catastrofe universale. Un gruppo di strampalati personaggi paasilinniani tanto geniali quanto testardi, che naviga in mezzo ai marosi di un pianeta che va in malora con l’incoscienza di un’Utopia senza tempo. Con lo sguardo ironico di Paasilinna ci troviamo a immaginare un passato e un futuro nemmeno così lontani, contemplando la vanità delle ideologie e del consumismo, e le farneticazioni della nostra civiltà inutilmente complicata. E se l’Apocalisse deve venire, che venga pure. Paasilinna non è certo il tipo da farsene un problema.

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
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