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Callisto -Torsten Krol

31tofr7dccl-_bo1204203200_APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Una scorribanda, piu che un viaggio, all’interno delle malattie della società americana post 11/9. Dove Forrest Gump incontra Pulp Fiction.
La caso migliore di questo libro è sicuramente è il protagonista che ricorda vagamente Holden Caufield.
Grandi dosi di Humor Nero nel raccontare una storia molto “pericolosa” da raccontare.

Ho scoperto che pensare non è detto che sia sempre la cosa migliore da fare, altrimenti ti ritrovi con la mente ingarbugliata in pensieri su questo e su quello e quell’altro ancora e non sai quale delle cose è vera, quindi fermati.

TERZA DI COPERTINA
Un diciannovenne, in viaggio per unirsi all’esercito americano, rimane bloccato per un guasto nei pressi di Callisto, nel Kansas. È l’inizio di una spirale di misteri, delitti, traffici di droga, cospirazioni di cui il ragazzo sarà l’involontario protagonista, finendo addirittura per essere sospettato di terrorismo e imprigionato.

La scuola dei disoccupati – Joachim Zeiter

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Tenetelo lontano dagli sguardi dei nostri Ministri del Lavoro.
Una distopia che potrebbe realizzarsi.
“Un disoccupato non è un uomo senza lavoro. Al contrario. E’ un uomo con un lavoro impareggiabilmente difficile, quello di cercare lavoro. La forma più ambiziosa di lavoro”
L’agenzia del Lavoro tedesca come decide di diminuire il numero dei disoccupati ?
Con una sorta di gioco a premi, a metà tra il Grande Fratello e Giochi senza Frontiere,
dove la personalità dei concorrenti (disoccupati) viene completamente appiattita.
Dove finisce la verità e inizia la fantasia?

TERZA DI COPERTINA
Germania anno 2016. Ciò che resta della locomotiva d’Europa è una terra desolata, oppressa da dieci milioni di disoccupati. Per risolvere questa piaga nasce sphericon. Un campus in cui gli allievi, spronati da martellanti istruttori vagamente english speaking, scrivono curricula e lettere di presentazione, simulano telefonate e spulciano necrologi per proporsi alle aziende dove si è liberato un posto. Senza sosta, con ogni mezzo, costi quel che costi. La scuola dei disoccupati è una distopia amara e attuale, un colpo calibrato, millimetrico nello stomaco dei nostri tempi. L’ultimo antidoto razionale e iperorganizzato per una società che vuole solo vincenti.
Joachim Zelter è nato a Friburgo nel 1962, Joachim Zelter insegna Letteratura inglese all’Università di Tubinga e a Yale. È autore di numerosi romanzi e raccolte di racconti. È pubblicato per la prima volta in Italia da Isbn.

Le cose che non vogliamo più – Cyan Jones

imagesAPPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Ho scoperto cynan jones alcuni anni fa al festival di Mantova. Il suo racconto mi piacque. Questo libro conferma le aspettative che mi ero fatto. Siamo, tutti, così sicuri di dare il giusto valore (il correttore automatico aveva inserito calore … Sono stato tentato di lasciarlo). Per cosa corriamo? Per cosa ci affanniamo ? Quale successo tentiamo di raggiungere ? Cose effimere e rischiamo di perdere ( e spesso lo facciamo ) le cose importanti per non aver saputo dire scusa, ti voglio bene … Una volta di piu.

Parla di questo il libro ? Boh !
Questo e quello che io ci ho letto e trovato.

TERZA DI COPERTINA
Alan fa il netturbino, disfarsi di quello che la gente non vuole più fa parte della sua quotidianità. Ma ora che è giunto il momento di buttare via tutto ciò che ha costruito nella vita, l’esperienza nel campo non è di alcun aiuto: il suo matrimonio con Fiona sta finendo, e lui deve fare i conti con sensi di colpa e gelosie. Alla sua voce si intrecciano quelle di Callum, il giovane collega patito del biliardo, che attende con ansia la sua prima partita da giocatore professionista, e quella di Suzie, la cameriera della tavola calda affacciata sul mare, che confeziona in sandwich perfetti il suo segreto amore per Alan. È mercoledì, e nel breve tempo che li separa dal sabato, la vita di tutti i personaggi subirà una leggera deviazione: ognuno getterà via qualcosa che gli appartiene. Ambientata in un villaggio di nebbia e sabbia sulla costa inglese, una preziosa parabola sull’abbandono: su come ciò che è stato amato viene ridotto a involucro, nascosto in un angolo e infine buttato. Costruita con una lingua che ricorda il ritmo calmo dell’acqua mentre trascina le cose al largo.