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dalla parte del bene – martin fahrner

Ho trovato questo libro piacevole e a tratti divertente, il racconto della vita in Cecoslovacchia durante la sua recente storia che vede l’invasione nazista, la liberazione dai sovietici, la primavera di Praga soffocata dai carrarmati, la rivoluzione gentile degli anni 90 e la conseguente divisione dalla Slovacchia,

Si raccontano i valori della famiglia Steiner che sono famiglia e amici o come dice papà Steiner stare dalla parte del bene.

Il libro l’ho ricevuto in omaggio dalla C.E. Keller durante una loro presentazione del catalogo ai librai di una famosa catena di librerie.

In un piccolo paese al confine con la Polonia, posto su un valico tra due montagne, l’esistenza può scorrere pacificamente, segnata soltanto dall’agognato passaggio da un triciclo a una Pionýr o a un’Eska, una bicicletta disponibile in tanti colori e con le marce. Poi quando le gambe si allungano a dismisura e si è molto fortunati, si può pure ricevere una Favorit, per tutta la vita.
Eppure per il figlio del capitano della squadra di calcio di Kostelec questo rituale non è scontato e il triciclo può finire, ad esempio, in cima alla barricata allestita per fermare i carri armati pronti a invadere la Cecoslovacchia nel 1968. 
Comincia così un racconto magico in cui ci guida la voce di un bambino che prima narra le gesta di un padre, fuoriclasse del pallone, e poi quelle di un protagonista che fa i conti con il crescere e il diventare adulto proprio nel periodo più tragico della recente storia cecoslovacca: dall’invasione sovietica che mette fine alla Primavera di Praga nel 1968 fino alle manifestazioni studentesche e alla caduta del regime comunista nel 1989. 
Nel mezzo, vent’anni con una famiglia particolarissima, un padre che conosce i fasti e il declino della propria stella, gli amici, le scelte, lo sport, il tutto alla ricerca di una bussola capace di indicare la strada giusta, che sempre torna a coincidere con quella di un’intera generazione.
Leggero e ironico, Martin Fahrner si inserisce nella migliore tradizione della letteratura ceca che affronta i grandi temi del vivere e della storia con una levità rara.

Che ne dici di baciarci ? Rayk Weiland

BIGINO
“Che la vita è solo inganno, un vuoto di memoria, un gioco d’ombra – o un errore di lettura”. E di errori di lettura, di colpi di scena, di riferimV-19enti preziosi è ricco questo tagliente e raffinato romanzo di Rayk Wieland, che ripercorre e mostra sotto una luce divertente il lato più paradossale del regime comunista della Germania dell’Est. Il disincantato signor W. un giorno viene contattato per partecipare a un convegno come poeta clandestino nella DDR. Incuriosito pensa subito a un errore: non sapeva di essere poeta, men che meno clandestino. In tutta la vita ha scritto solo qualche poesia alla sua ragazza di Monaco. Ma le poesie sono state intercettate, lette, collezionate e commentate dal regime, e l’adolescente innamorato è diventato un inconsapevole nemico dello Stato. Comincia così un viaggio in una Berlino inedita, e in un passato fatto di fraintendimenti ed equivoci che rivela le contraddizioni e i pericoli alla base di ogni lettura troppo rigida del mondo. Dopo la nascita del Wenderoman cioè di narrazioni dedicate alla caduta del Muro che riuniscono opere a firma di Günther Grass, Ingo Schulze, Uwe Tellkamp ecco approdare sugli scaffali un romanzo intelligente, affascinante e spiritoso. Vera parodia del genere.

NOTE TECNICHE
PREZZO: €14,50
DATA USCITA: GENNAIO 2014
BROSSURA | PP. 192 | COLLANA VIE
TRADUZIONE DAL TEDESCO FRANCO FILICE

MICRORECENSIONE:

La prima cosa che mi è venuta in mente è stato il film Le vite degli altri di Donnesmark. Poi, però, si nota la grande differenza. Mentre il film era cupo e oppressivo nel presentare la vicenda, nel libro Wieland usa l’arma dell’ironia e del sorriso amaro