Mattatoio N°5 – Kurt Vonnegut

Mattatoio N°5 è difficile da spiegare, figuriamoci da recensire.
Eccomi qui però. Ci Provo.

Intanto di cosa tratta ?
di guerra.
amore e odio
stress post-traumatico
sanità mentale e follia
alieni
della vita
della morte
so it goes (così è andata)

Questa è una cosa che i terrestri potrebbero imparare a fare, se si sforzassero abbastanza: ignorare i tempi terribili e concentrarsi su quelli belli.

E’ così che cerco di viverla questa vita. E’ così che cerco di passare le mie giornate. Alcuni vanno bene altri no … so it goes
Oggi è uno di quei giorni no. Come tanti italiani in questi giorni non capisco
perché, dove andremo a finire e perché andremo a finire.
Non era questo che avevamo in mente.

Questo libro mi ha fatto pensare.
Vero la vita, spesso, fa schifo … non percuoto però ci rinunciamo.
Perché ? per via della bellezza e ciò che rende, quesa vita, bella è la nostra capacità di creare idee, progetti, dolci, bevute e di divertirci a creare.
Almeno penso che sia così.

Se fai qualcosa un quadro, una poesia, un romanzo, un buon piatto per cena, un buon consiglio di lettura ad un amico/a …. continui a vivere anche dopo la morte.
Penso si a questo quello che voleva dire Mr. Vonnegut.

Può essere.

Manca alla cultura mondiale uno come lui.
Se né andato via da non tanto tempo.
Certo non se né andato anche se è andato.
Rimarrà sempre vivo, nei suoi libri, anche se è morto.

So it goes.

Verso la fine della seconda guerra mondiale Vonnegut, americano di origine tedesca, accorse con tanti altri emigranti in Europa per liberarla dal flagello del nazismo. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda dall’interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita e deposito di carni. Da questa dura e incancellabile esperienza nacque “Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini”, storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare (“ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere”) e in possesso di un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo.