L’altra parte – Alfred Kubin

REPOST + AGGIORNAMENTO MICRORECENSIONE

Provate ad immaginarvi questa scena: Sei sento in salotto a leggere la tua rivista preferita ed ad un certo punto suona il campanello. Ti alzi. Apri la porta. Un uomo ti si pone davanti con una proposta che se accettata cambierà la tua vita.E’ esattamente così che inizia il romanzo di cui parlo oggi .. appunto inizia. Come finisce non ve lo dirò. Presumo che ognuno di Voi faccia dei sogni, ogni tanto, qualche volta ne abbiate fatti anche di bizzarri che piano piano si trasformano in incubi e che vi fanno faticare a risvegliarvi.Ecco questo libro è così.Questo è un libro disturbante.
Ve ne sarete accorti che ogni tanto mi piace leggere libri strani e un po fuori dai normali binari della narrativa mainstream. “L’altra parte” è fuori dalla righe è oltre è il PRIMO LIBRO pubblicato da Adelphi e tende a risucchiare il lettore fin dalla prima pagina e a non lasciarlo andare fino alla fine.
Essere dentro la testa di Alfred Kubin deve essere molto pericoloso e spaventoso … anche solo per la durata della lettura del libro.

TERZA DI COPERTINA
Che cos’è Perla, la città immaginaria di Alfred Kubin, lo scenario del suo unico romanzo? È una città gravata da un mistero permanente, concepita come un mosaico di ruderi, di antichità, di avanzi decrepiti e corrosi del passato, tratti dai più famosi angoli del mondo. È una città artificiale, una messinscena perfetta, nella quale si muove una popolazione di nostalgici, di nevrastenici, di gente che fugge la vita del suo tempo e preferisce crogiolarsi in stati d’animo e sensazioni tra il mistico e l’estetizzante, tra il poetico e il morboso. Ma dietro l’apparente grigiore della vita quotidiana di questa città si nasconde un mistero: un sovrano, un essere inafferrabile e proteiforme tiene sotto il suo magico incantesimo uomini e cose, si insinua in esse facendole diventare mere parvenze, e le accomuna in un unico allucinante e assurdo disegno

L’altra parte – Alfred Kubin

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Ho acquistato e letto questo libro perché era citato nel libro di Calasso “L’impronta dell’editore” e perché è il N°1 ovvero il primo libro edito da Adelphi.
Ed è un libro sicuramente unico. Visionario, cupo, Kafkiano

TERZA DI COPERTINA
Che cos’è Perla, la città artificiale in cui Alfred Kubin, grande disegnatore e maestro del fantastico, ha ambientato il suo unico romanzo? È un mosaico di ruderi, di antichità, di avanzi decrepiti e corrosi del passato, tratti dai più famosi angoli del mondo. Una quinta perfetta per la sua popolazione di nevrastenici e nostalgici in fuga dal proprio tempo – ma anche il dominio di un sovrano inafferrabile che tiene sotto il suo incantesimo uomini e cose, accomunandoli in un unico, allucinante disegno. Nato nel 1908 dalle visioni che tormentavano l’autore, e illustrato dal suo pennino febbrile, questo libro ha finito col sembrare, nei decenni, sempre meno un ordito di incubi e sempre più l’evocazione di un mondo che a poco a poco si sta svelando – e suona molto più plausibile se lo situiamo nell’epoca di Blade Runner che all’inizio del Novecento.