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Ristampa Leo Malet in uscita 25 Gennaio

24173850_510431525991325_8000631808781825973_oTorna in libreria uno dei capolavori di Léo Malet: la prima apparizione dell’affascinante Nestor Burma, autentico mito moderno, detective sciupafemmine dalla lingua tagliente. Uno che la pistola ce l’ha ma preferisce usare il cervello.

Un romanzo che non può mancare nelle librerie di chi colleziona la serie, ma anche un’ottima occasione per fare la conoscenza del detective anarchico e delle sue avventure.

Nestor Burma deve scoprire l’assassino di Bob Colomer, suo socio all’agenzia investigativa Fiat Lux. C’è la guerra, Burma è appena tornato dal campo di prigionia e vede per caso Colomer davanti alla stazione di Perrache. Proprio quando i due si riconoscono e stanno per incontrarsi dopo tanto tempo, Colomer cade a terra, freddato da un colpo di pistola. Prima di morire riesce però a sussurrare all’amico un indirizzo: 120, rue de la Gare. Lo stesso che Burma aveva sentito ripetere all’ospedale militare da un prigioniero colpito da amnesia. Sulla scena del delitto c’è una ragazza armata. È lei l’assassina?

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Nebbia sul Ponte di Tolbiac – Léo Malet

ponte-tolbiac  La “trilogia noir” è di un altro livello.
Nestor Burma non mi piace.
Non ha il pathos ne il fascino di altri suoi conterranei tipo Maigret
e tutti i vari commissari Simenoniani
e il grande Fabio Montale di JC Izzo.

TERZA DI COPERTINA: Abel Benoit, un vecchio anarchico, è morto prima di poter parlare con NestorBurma. Cosa aveva da dirgli? Perché il mondo dell’anarchismo parigino non èpiù quello di una volta? Quale segreto nasconde? È un’inchiesta dura edifficile, quella che attende Nestor Burma. Un’inchiesta nella quale siimbatterà nell’amore e nella morte e dalla quale uscirà scosso come non mai.

Nodo alle budella – Léo Malet

malet-l_nodo1TERZA DI COPERTINA: Paul Blondel sogna tutte le notti un piccolo uomo grigio. Quella figura è diventata un incubo che lo perseguita incessantemente e gli impedisce di riposare. Per dargli corpo, Blondel rivive le ultime settimane della propria vita. Da quando, truffatore con poca fortuna, ha conosciuto Jeanne, una ragazza bellissima, che lavora in un malfamato bistrot di periferia, e per amore di lei ha fatto il passo più lungo della gamba, aumentando la portata delle proprie truffe, finendo in una banda dedita a furti e rapine. Ma il periodo di relativa tranquillità durerà poco. La scoperta del tradimento di Jeanne e l’ulteriore prova della propria codardia lo sprofonderanno lentamente in un baratro dove il piccolo uomo grigio sarà lì a disturbare i suoi sonni.

COMMENTO: Si respira l’aria dei bassifondi di Parigi e della provincia di inizio secolo. Si sente l’odore delle mescite di periferia. L’ineluttabilità di una vita vissuta ai margini. La voglia di riscatto è presente, ma va a sbattere contro il muro di gomma del destino.  La speranza non abita qui.

Il sole non è per noi – Léo Malet

sole-non-e-per-noiTERZA DI COPERTINA
André Arnal, squattrinato aspirante artista giunto dalla provincia, si fa trascinare dalle tentazioni di Parigi e per quanto aspiri a una vita tranquilla, sarà travolto verso un baratro tanto lirico quanto disperato nonostante il suo desiderio di cambiare vita.
COMMENTO
Al destino non si può sfuggire.
Il sole non è per quelli come Andre.
Il sole non è per noi è un libro CRUDO.
I personaggi anche di questo libro non riusciranno a sollevarsi dalla loro situazione.
Poveri sono nati e poveri moriranno.
Vivendo con la consepevolezza di non potersi riscattare dalla loro condizione.

IL SOLE NON E’ PER ME.

La vita è uno schifo – Leo Malet

vitaschifoTERZA DI COPERTINA Jean Fraiger, anarco-comunista disperatamente innamorato di una donnabellissima e sfuggente, si ritrova a condurre da solo una spietata lottacontro il mondo fino al tragico e struggente epilogo.

COMMENTO: La trasformazione di un “bandito ideologico” in un criminale comune, la non accettazione della morte della madre, l’amore difficile per la donna desiderata. L’impotenza di non riuscire a sentirsi degno di essere amato e accettato e subliminare il tutto attraverso l’uso di un arma.

Solitudine … troppa
Rabbia .. ancora di più
Lieto fine … assente
Speranza … assente

Mentre lo leggevo mi immaginavo Jean Gabin o Yves Montand nel ruolo principale, la periferia parigina, un film in bianco e nero (molto nero) e tanto rosso … rosso sangue