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Miele – Ian McEwan

Fissai la macchina da scrivere dall’altro capo della stanza e la tazza di caffé vuota accanto, riflettendo. E se l’uomo con cui stavo si fosse rivelato incapace di mantenere la sua prima promessa, come la donna con lo scimmione alle spalle? Se aveva già prodotto il suo lavoro migliore, allora il mio era stato un imbarazzante lavoro di valutazione. L’accusa sarebbe stata questa, anche se in verità me lo avevano servito su un piatto d’argento, dentro una cartellina. Mi ero innamorata dei racconti e poi dell’uomo. Era un matrimonio combinato, un matrimonio suggellato al quinto piano, e adesso era troppo tardi, ero la sposa che non poteva fuggire. Per quanto delusa, gli sarei rimasta accanto, o insieme, e non solo per un tornaconto personale.Perché va da sé che ancora credevo in lui. Un paio di racconti deboli non avrebbero certo scardinato la mia convinzione che si trattava di una voce originale, di una mente brillante…e del mio favoloso amante. Lui era il mio progetto, la mia causa, la mia missione. La sua arte, il mio lavoro e la nostra storia erano una cosa sola. Se lui falliva, fallivo anch’io. Semplice, quindi: saremmo fioriti insieme

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TERZA DI COPERTINA
Siamo tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta. La Guerra Fredda è terribilmente calda e la rivoluzione sessuale con la sua invasione di minigonne non contribuisce ad abbassare la temperatura. In una Cambridge agitata dai primi fermenti della contestazione, Serena studia matematica ma riversa le sue ambizioni letterarie in un giornale studentesco dove cura una rubrica editoriale. Scrivendo di libri scopre di essere diversa dalla massa dei suoi coetanei, generalmente orientati a sinistra: recensisce entusiasta Solzenicyn, Milosz, Koestler e tutti gli altri autori che, direttamente o indirettamente, criticano o soffrono la censura del blocco sovietico. Nel frattempo intreccia una relazione con un professore di storia, Tony Canning, cinquantenne, sposato, che fin dai tempi della guerra aveva collaborato con i Servizi inglesi. Insomma: una spia. Sarà lui a introdurre Serena all’interno dell’MI5, il controspionaggio inglese. E cosa c’è di più eccitante per una ragazza romantica, sognatrice e un po’ ingenua che giocare alla spia? Alcuni mesi dopo, a Serena viene affidato un incarico: gestire il finanziamento da parte dei Servizi, attraverso una Fondazione di facciata, di alcuni scrittori, giornalisti, intellettuali “non allineati” all’ideologia egemone – socialista, filocomunista o filosovietica – dell’intellettualità britannica. Non si tratta di intervenire su ciò che scrivono ma di “facilitargli la vita”, sovvenzionandoli, di modo che possano scrivere e pubblicare i loro testi.

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