Mio padre, il pornografo – Chris Offutt

Quali sono le conseguenze, nella vita di ognuno di noi, del rapporto con nostro padre ? Chi è, o meglio, chi stato nostro padre ?
Quello che siamo diventati è una conseguenza del (non)/presenza di una figura paterna nella nostra infanzia ? Quali sono le domande che avremo voluto fargli, ma che per sbadatezza non gli abbiamo mai fatto ? Abbiamo mai provato a metterci nei suoi panni e cercare di capire le sue assenze o i suoi ritorni a casa stanco. Quando nostro non c’è più quali sono i nostri pensieri sulle parole che avremo voluto sentirci dire e che non ci ha mai detto, e quali quelle che avremo voluto dirgli ma che non abbiamo mai trovato il coraggio e la forza per dire ?

Chris Offutt in questo libro va alla ricerca di suo padre attraverso la rilettura e la schedatura una quantità impressionante di libri pornografici, fantasy e di fantascienza prodotti dal padre nel corso della sua via di scrittore.
In questa ricerca trova un padre malato di misoginia, odio verso le donne, polemico, constante, litigioso con tutti gli amici.
Trova un padre depresso perché costretto a scrivere libri di serie “B” per campare pur sapendo di essere uno scrittore migliore … ma al contempo con la paura di fallire

TERZA DI COPERTINA

Quando Andrew J. Offutt muore, suo figlio Chris eredita una scrivania, un fucile e otto quintali di pornografia. Romanzi scritti in pochi giorni e venduti in decine di migliaia di copie, approfittando della fame di erotismo che aveva travolto un’intera nazione dopo la rivoluzione sessuale degli anni Sessanta. Una carriera, quella di Andrew, cominciata per pagare le cure dentistiche del figlio e poi trasformatasi in un’autentica ossessione, consumata nel chiuso di uno studio inaccessibile ai suoi cari, eccetto che alla moglie, pronta a dattiloscrivere le sue spericolate incursioni nella pornografia.
Chris si immerge negli scritti padre, e si rende conto di trovarsi davanti un’opportunità irripetibile per comprendere finalmente l’uomo difficile, instabile, a volte crudele che ha amato e temuto in eguale misura.
Mio padre, il pornografo ci racconta la vita di uno scrittore professionista, che sa di poter sostenere la propria famiglia solo attraverso l’incessante lavorio della sua penna, ma ci rivela anche il carico di rabbia e dolore che ogni padre trasmette ai propri figli, il conflitto fra creatività e produzione di massa, e infine cosa voglia dire crescere sulle colline del Kentucky, in un mondo isolato in cui la libertà, la felicità, la spensieratezza sono inestricabilmente legate a un retaggio di povertà, ribellione e violenza.

Chris Offutt – A casa e ritorno

Quando ho deciso di comprare questo libro mi immagino una raccolta di storie ambientate in quella zona ancora “selvaggi” degli Stati Uniti. Poi ho riletto il nome dell’autore e mi è anche sovvenuto che le storie non stesse non avrebbero portato i personaggi a rappresentare il meglio di se stessi.

Offutt, anche in questa raccolta, ci propone delle storie crudeli, crude e brutali. Non sono, però, illuminate da una speciale luce anzi ….ci racconta la violenza che fa parte del mondo di tutti i giorni, dove fare violenza spesso significa arrivare a domani. La violenza, quelle di Offutt, ci racconta che oggi mangi e che quello è l’importante non come l’hai ottenuto. 

TERZA DI COPERTINA
Grande presenza-assenza in tutta la produzione letteraria di Offutt, il Kentucky è il sostrato emotivo che unisce i nove racconti di A casa e ritorno L’attrazione magnetica esercitata dai boschi e dalle colline in cui i protagonisti di queste storie sono nati e cresciuti si traduce ora in vicende lineari, di fughe e ritorni, ora in narrazioni più complesse e indirette. I temi portanti restano però gli stessi: l’impossibilità di andarsene davvero, di lasciare casa; il peso del passato e dei ricordi; l’attrazione irresistibile verso quelle «terre di nessuno», ingrate e crudeli, che si sono radicate a fondo nell’anima di tutti i personaggi.
Ricorrendo a quella portentosa combinazione di realismo minuto e accensioni grottesche e magiche che rappresenta il suo inconfondibile marchio di fabbrica, Offutt racconta storie di camionisti, sceriffi, giocatori d’azzardo, pugili dilettanti ed ex carcerati, uomini e donne che affrontano disastri familiari per ritrovarsi a «crescere figli di altri mentre un estraneo si prende cura dei tuoi»: personaggi indimenticabili nel loro isolamento, nella loro impermeabilità alle regole della convivenza civile, nella durezza che, ben lungi dal cancellarla, cristallizza la forza dei sentimenti e dei legami.

Sofia si veste sempre di Nero – Paolo Cognetti

“La gente va aiutata anche senza motivo, anzi soprattutto in quel caso, per il semplice fatto che qualcun altro ha aiutato te al momento giusto, come un debito che si trasmette tra chi allunga la mano e chi affoga, e che non finisci mai di saldare.”

Il libro mi è piaciuto, ancora sono qui a capire perchè e dove … come quando guardi un paesaggio e non capisci subito cosa ti ha attratto ma stai li a guardarlo e ti incanti.
Sarà il fatto che è contemporaneamente un romanzo, ma anche una raccolta di otto racconti che puoi tranquillamente leggere nell’ordine che vuoi e niente cambia.

Triste, malinconico sofferente ma non mi ha lasciato un senso di disperazione

“Sofia”, disse l’infermiera a voce alta, “lo sai che cos’è la nascita? E’ una nave che parte per la guerra”

Cosi come nella vita a volte vinciamo a volte perdiamo, cadiamo e sappiamo rialzarsi a volte rimaniamo a terra a crogiolarci nel nostro dolore.

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Nelle sue storie, cesellate con la finezza di Carver e Salinger, Paolo Cognetti ha sempre saputo rappresentare con sorprendente intensità l’universo femminile. Ed è ancora una donna la protagonista di Sofia si veste sempre di nero, un romanzo composto da dieci racconti autonomi che la accompagnano lungo trent’anni di storia: dall’infanzia in una famiglia borghese apparentemente normale, ma percorsa da sotterranee tensioni, all’adolescenza tormentata da disturbi psicologici, alla liberatoria scoperta del sesso e della passione per il teatro, al momento della maturità e dei bilanci. Con una scrittura precisa e intensa, che nasconde dietro l’apparente semplicità una straordinaria potenza emotiva, Cognetti ci regala il ritratto di un personaggio femminile indimenticabile: una donna torbida e inquieta, capace di sopravvivere alle proprie nevrosi e di sfruttare improvvisi attimi di illuminazione fino a trovare, faticosamente, la propria strada. Un libro avvincente in cui ciascun lettore troverà momenti di bellezza e di dolore, di ansia e di riscatto, che riconoscerà di aver vissuto anche sulla sua stessa pelle

American Dust – Richard Brautigan

“Prima che il vento si porti via tutto…
Polvere…d’ America…polvere”

Libro pubblicato nel 1982 ripercorre in maniera romanzata la vita dello scrittore e in particolare un incidente che ebbe all’età di 12 anni quando per errore sparò ad un amico del fratello.   La vita rurale dell’America pre seconda guerra mondiale, la povertà, una vita semplice segnata dalle stagioni, un vecchio ubriacone che vive con i soldi della sussistenza, una coppia che trasloca tutte le sere sulle rive di un lago per pescare
poi un colpo di vento che si porta via tutto e …. la corsa all’industrializzazione, l’abbandono delle campagne, il consumismo esasperato cancelleranno come polvere la vecchia vita americana.

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Pubblicato negli Stati Uniti nel 1982, quando Brautigan, lontano dai successi dei suoi primi romanzi, lottava contro depressione e alcolismo, American Dust racconta – in un continuo sovrapporsi di piani temporali – la difficile adolescenza della voce narrante: un ragazzo di tredici anni che cresce senza padre nell’Oregon del secondo dopoguerra, vivendo di piccoli espedienti. Finché, sparando alle mele in un frutteto con il suo fucile calibro .22, colpisce accidentalmente e uccide il suo compagno di giochi e avventure, scoprendo così, nel modo più brutale, a quali conseguenze si vada incontro quando si decide di spendere i pochi soldi accumulati rivendendo vuoti di bottiglia per comprare delle cartucce, anziché un sano hamburger americano.
Tra custodi di segherie sempre ubriachi e strane coppie che vanno ogni giorno a pesca portandosi dietro un divano sul quale stare comodamente sedute, tra ragazzine che abitano nell’agenzia di pompe funebri dei genitori e famiglie che cambiano casa ogni sei mesi passando da una roulotte all’altra, Brautigan ci racconta, in pagine di dolorosa, sognante levità, il retaggio di violenza, paura, dolore che si annida nelle pieghe del sogno americano.

Nelle terre di nessuno – Chris Offutt

Nove racconti indimenticabili su persone che vivono duramente. Masticano il tabacco, bevono liquori, combattono, fornicano, vivono e muoiono in baracche senza acqua.

Un uomo ricorda le parole del nonno mentre commina verso la propria coltura di marijuana.
Un altro apprende la verità che sta dietro ad una ferita durante la caccia ad un orso killer.


Un altro è ridicolizzato per il suo desiderio di guadagnarsi il diploma

La scrittura è semplice e bella. 
Bello l’incipit del racconto segatura

Racconti che parlano del quotidiano del nulla e del sempre uguale che si ripete ogni volta che il sole sorge in questa comunità del Kentucky.

La disperazione, la solitudine, la crudeltà di tutti i personaggi descritti la fa da padrone … ma alla fine nascosta in ogni anima di tutti i personaggi si può trovare una piccola luce di umanità.

Tutti i personaggi, non-ostante la loro situazione, non pensano mai ad andarsene a provare a cambiare vita … rimangono e rimarrano sempre fra i loro monti e le valli come una malefica predestinazione.

Solo l’ultimo, Everett, alla fine sale sul suo Pick-up allo scoperta di un mondo senza monti e valli.

TRAD: Roberto Serrai

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Paesaggi di brutale bellezza, alcol e fucili, rabbia e rassegnazione. Segherie abbandonate; vecchie baracche dove si gioca a poker e le partite rischiano di finire a colpi di pistola, bar fumosi in cui tutti gli avventori si conoscono, e molti coltivano antichi rancori. Figli senza padri, alla deriva; famiglie nelle quali nessuno lavora, ma che l’assistenza sociale sembra aver dimenticato. E ad aleggiare su tutto, l’amore lancinante e doloroso per una terra da cui si parte – ma quasi sempre per farvi ritorno e rimanere – e una testarda, assurda, commovente speranza di riscatto.
Con Nelle terre di nessuno, Chris Offutt ha scritto uno tra gli esordi più fulminanti degli ultimi decenni, aggiungendo alla grande tradizione del racconto americano un nuovo, potente capitolo. Le sue storie, dure ma cariche di emozione, ci guidano in un Kentucky solo apparentemente marginale, e sanno narrarci con profonda empatia la sublime desolazione, il culto della violenza e la fame d’amore che si nascondono nell’America più ignota e dimenticata; in quei paesi che, come scriveva Mark Strand, nessuno visita mai

Oltre il giardino -Jerzy Kosinski

kosinski_oltreilgiardinoLa storia di chance una via di mezzo fra Mr.Magoo, Will Coyote e Forest Gump. Un uomo che ha sempre vissuto facendo il giardiniere in una villa privata senza mai aver contatti con il mondo esterno se non attraverso al TV.
La storia di Chance serve a Kosinski per fare una critica alla società moderna affrontando il tema del potere del mezzo televisivo e la possibilità (leggi forza) di creare personaggi venuti dal nulla, di poca consistenza e di imporli come imprescindibili.


TERZA DI COPERTINA

Chance, venuto al mondo per caso e orfano dalla nascita, vive un’esistenza modesta e appartata curando il giardino di un anziano signore che lo ha accolto in casa.ll suo unico contatto con l’esterno è rappresentato dalla tv, che guarda senza sosta imitando passivamente ciò che vede sullo schermo. Costretto ad abbandonare la casa dopo la morte del vecchio, Chance conosce il magnate Benjamin Rand, direttore di un istituto finanziario collegato al governo. L’ingenuità di Chance, che sa esprimersi soltanto con immagini tratte dal giardinaggio, viene scambiata per saggezza filosofica; e quando il presidente degli Stati Uniti cita il suo nome pubblicamente, Chance acquista un’improvvisa notorietà: ricercato dalla stampa come commentatore politico,da semplice giardiniere assurge al ruolo di guru della nazione… Originalissimo romanzo satirico sulla società dei mass media, “Oltre il giardino” si è imposto tra i classici della cultura americana grazie anche a una fortunata trasposizione cinematografica, nella quale il giardiniere-filosofo ha il volto imperscrutabile di Peter Sellers. Prefazione di Giorgio Vasta.