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Pezzi d’uomo scelti – Narcejac – Boileau

phpThumb_generated_thumbnailjpgUna conferma

Ottimo il ritmo, una scrittura che coinvolge il lettore in un giallo che a tratti tocca l’humor e inizialmente ci proietta in una situazione da incubo : un chirurgo coltiva il sogno di riuscire a compiere sette innesti diversi prelevando le singole parti da un unico uomo. Ma nessuno degli operati riesce a sopravvivere anche e forse perché scoprono che il “donatore” è un criminale efferato…

TERZA DI COPERTINA

Il sogno, o l’incubo, del professor Anton Marek è l’innesto integrale. Trapiantare qualsiasi parte del corpo umano, compresa la testa, per salvare altre vite. Il folle esperimento è stato portato a termine dallo scienziato, con il segreto beneplacito delle autorità, smembrando il cadavere di un condannato a morte, René Myrtil, che si era offerto come donatore universale. Sette vittime di terribili incidenti stradali ne hanno ricevuto un pezzo: chi una gamba, chi un braccio, chi gli organi interni e chi, appunto, la testa. Dopo essersi ristabiliti, riprenderanno in breve tempo una vita normale, per quanto possibile. Ma nulla di normale si prepara per loro, e nemmeno per Garric, incaricato dal prefetto di Parigi di monitorare il decorso delle operazioni chirurgiche. Al manifestarsi dei primi strani fenomeni toccherà a lui cercare di capire cosa stia succedendo. Quando i pazienti, uno dopo l’altro, cominceranno a suicidarsi.

I diabolici – Boileau e Narcejac

_i-diabolici-1423583233I bei gialli di una volta verrebbe da esclamare dopo aver terminato questo.
Boileau e Narcejac sono gli stessi autori che hanno scritto per Hitchcock la sceneggiatura de “La donna che visse due volte”.

Sembra il solito triangolo amoroso come in tante altre storie raccontante in tanti altri libri, ma … qui le figure di vittima e carnefice spesso si confondono e ribaltano e nel frattempo  “Mirelle sta stirando un paio di mutande”

 

TERZA DI COPERTINA
«Una sorta di interminabile attacco di cuore»: così è stato definito I diabolici, che – unanimemente considerato un classico della letteratura noir – non ha perso un grammo del suo torbido fascino. Nei Diabolici compaiono per la prima volta alcuni dei marchi di fabbrica della sterminata, formidabile produzione di Boileau e Narcejac: lo schema triangolare, l’am­bienta­zio­ne provinciale e piccoloborghese, il motivo del colpevole tormentato dal rimorso e dalla paura, la contiguità fra innocenza e colpa; e soprattutto l’inversione dei ruo­li: in un’autentica spirale di orrore, l’as­sassino si trasforma in una vittima braccata da «colei che non c’è più» – la donna che sa di aver ucciso.