Archivi tag: narrativa

Non lasciarmi – Kazuo Ishiguro

71jyip02lqlAppunti disordinati di lettura
Un gran bel romanzo. Da amante di Phil K. Dick e di Robert Silverberg non poteva non piacermi. La realtà che si mescola ai ricordi e che da questi viene plasmata per rendere la realtà stessa più accettabile. Ci ho trovato anche Kafka nella inquietante mutilazione del cognome che ricorda i travagli di Joseph K. Inquietante il sereno distacco con i quali i ragazzi vanno incontro al loro destino … segnato da altri … immutabile … che riporta alla mente l’olocausto.

Terza di copertina
Kathy, Ruth e Tommy sono cresciuti in un collegio immerso nella campagna della provincia inglese. Sono stati educati amorevolmente, protetti dal mondo esterno e convinti di essere speciali. Ma qual è, di fatto, il motivo per cui sono lì? E cosa li aspetta oltre il muro del collegio? Solo molti anni più tardi, Kathy, ora una donna di trentun anni, si permette di cedere agli appelli della memoria. Quello che segue è la perturbante storia di come Kathy, Ruth e Tommy si avvicinino a poco a poco alla verità della loro infanzia apparentemente felice, e al futuro cui sono destinati. Un romanzo intenso e commovente dall’autore di “Quel che resta del giorno”.

citazioni
Ma in qualche modo, qualcosa deve essere entrato dentro di te. Deve esserti penetrato dentro, perché quando vivi un momento come quello, è come se una parte di te fosse lì, in attesa. Forse da quando avevi appena cinque o sei anni, e sentivi quella specie di sussurro in fondo al cervello che diceva: « Un giorno, forse non molto lontano, imparerai come ci si sente ». Così rimani in attesa, anche se non sai esattamente di cosa, in attesa del momento in cui comprenderai che sei davvero diversa da loro; che là fuori ci sono persone, come Madame, che non ti odiano o ti augurano alcun male, ma che tuttavia rabbrividiscono al solo pensiero di una come te – di come sei venuta al mondo e perché – e che sono terrorizzate all’idea che la tua mano sfiori la loro. La prima volta che cogli l’immagine di te attraverso gli occhi di una persona simile, è una sensazione tremenda. E’ come passare davanti a uno specchio davanti al quale sei passata ogni giorno della tua vita, e che all ’improvviso riflette qualcos’ altro, qualcosa di strano e inquietante.

I detective selvaggi – Bolaño Roberto

Originariamente postato in tre parti in tre date diverse. Qui viene raggrupato con la data del primo post originale.

copj13-asp2 Una specie di falso poliziesco, o di sarcastico on the road, a cavallo di due tempi in cui avrebbe potuto succedere tutto, il tempo delle avanguardie artistiche e il tempo della gioventù “alternativa” anni Sessanta e Settanta. Arturo Belano e Ulises Lima, sedicenti poeti e piccoli trafficanti, adepti di un’improbabile ed estrema avanguardia, il “realvisceralismo”, cercano in America Latina la mitica fondatrice della loro avanguardia, Cesárea Tinajero, creatrice di un’unica composizione inedita e scomparsa nel nulla in anni distanti. Vita e opinioni raccontate, avanti e indietro nel tempo. Due momenti si incardinano l’uno nell’altro: al presente dei due detective che inseguono le tracce di Cesárea, in compagnia di un diciassettenne alla scoperta del sesso e di una prostituta adolescente in fuga dal suo protettore, seguono gli indiretti resoconti, vent’anni dopo, di testimoni che conobbero Arturo e Ulises e sanno che fine fecero. Un vagabondare irrequieto in cui ogni evento, ogni personaggio sembrano sdoppiare indefinitamente le possibilità della vita, senza che nessuno riesca alla fine ad afferrarne alcuna. E si può leggere come la metafora di una generazione, ma anche come l’epica iconoclasta e feroce di un continente il cui spirito si esprime al meglio nelle finzioni borgesiane e nelle desolate solitudini dei “macondo”. E finzioni e macondo sembrano vivere entrambi nelle invenzioni di Bolaño, fatte di apocrifi e verità storiche indistinguibili, di futili grandezze e magnifiche miserie.

Commento a puntate
1° Puntata Si può definire un romanzo PALLOSO e ENTUSIASMANTE allo stesso tempo ?
Sono a pagno 282 ed e’ un libro bello belLO beLLO bELLO BELLO …. con pagine zeppe di “gran bella scrittura”.
L’impressione e’ che sia un pò troppo autocelebrativo e che si guardi un pò troppo allo specchio per dirsi:
– Hey lettore sono figo, libri fighi come me non ne hai mai letti !!! … Lo finirò, forse afframmezzandolo con altre letture, forse finendolo nei prossimi giorni, forse decidendo di non finirlo neppure.
Fino del commento a meno di 1/3 del romanzo.

2° Puntata Si lo si può dire … nel senso che molto spesso troppo pesante nell’elencare nomi di autori sudamericani spesso mai esistiti. Non lo capisco, ma mi affascina e mi piace.
Mi sembra, ma potrei sbagliarmi … anzi sicuramente lo faccio … di essere un pescatore che ha tirato su la reta dal mare … adesso si trova nella rimessa e la stà piano piano con calma risistemando rendendola riutilizzabile.
Oppure come una massaia che ha lasciato una matassa di filo a giro e il gatto si e’ divertito a giocarci e adesso e’ li che la deve con calma rendere di nuovo utilizabile. Ecco questo romanzo di Bolano mi dà questa idea. Un lavoro (lettura) lunga e pallosa (per modo di dire mi si permetta questo francesismo) che solo alla fine dispiegherà tutta la sua bellezza. … Almeno spero ….
Cmq arrivato a pagina 398

3° e ultima parte uhm .. beh …è uno di quei libri che quando lo finisci poi gridare al capolavo oppure lo definirete, parafrando Villaggio , una tavanata galattica. Per me e’ un capolavoro. Intanto perché è strano.

Accattatevillo ….